LA VIOLENZA SESSUALE

 

L’utilità di un protocollo per l’infermiere di Pronto Soccorso.

 

Autori: Lucia Bentivoglio e Margherita Quistini, Infermiere presso l’Unità Operativa Pronto Soccorso.

Ospedale “San Biagio” di Clusone (BG), Azienda Ospedaliera “Bolognini” di Seriate (BG).

 

  SOMMARIO:

 

 

1- INTRODUZIONE:

 

1.1- La violenza sessuale: un “iceberg” dalle dimensioni nascoste.

1.2- La violenza sui minori.

 

 

2- LEGISLAZIONE:

 

2.1- Il percorso italiano ed internazionale.

2.2- alcune importanti precisazioni.

 

 

3- IL PROCESSO ASSISTENZIALE:

 

3.1- la prima fase:  accoglienza, informazione e assistenza - I centri antiviolenza in Italia.

3.2- seconda fase: la visita medica ed il trattamento sanitario.

3.3- terza fase: gestione della questione medico-legale (quali rapporti con l’autorità giudiziaria)?

3.4-Quarta fase: la fase ginecologica

3.5-Quinta fase: valutazione infettivologica e profilassi.

3.6-Altre professionalità coinvolte

 

 

4- LA FORMAZIONE

 

5- CONCLUSIONI

 

6- BIBLIOGRAFIA/WEBLIOGRAFIA

 

 

1           INTRODUZIONE

1.1         La violenza sessuale: un “iceberg” dalle dimensioni nascoste.

 La violenza sessuale non è un evento confinato nella cronaca nera, quasi come fosse un racconto irreale e lontano da noi. In realtà è un fenomeno che ci circonda e che per buona parte risulta essere sommerso. I dati diffusi dall’ISTAT nel febbraio 2007 riguardanti un’indagine dal campione cospicuo (25 mila donne tra i 16 e i 70 anni, intervistate da gennaio a ottobre 2006 con tecnica telefonica), rivelano la drammaticità del problema. A livello di morbilità e mortalità, rappresenta per le donne una voce importante!

Davanti ad una vittima di abusi l’infermiere si trova a dover agire su numerosi livelli di competenza, sia sotto il profilo delle abilità e conoscenze professionali che sotto il profilo psicologico. Non ultima la difficoltà di non lasciarsi schiacciare dai propri sentimenti, laddove la cronaca ci riporta numerosi e gravi casi, anche riguardanti minori e diversamente abili. Alcune aggressioni si sono registrate anche nei confronti di infermiere e nei racconti di molte colleghe si coglie la paura di vegliare da sole di notte corsie poco protette o raggiungere la propria auto in parcheggi incustoditi e semibui.

L’ambito di cui si vuole trattare è il Pronto Soccorso: quanto è utile attivare un protocollo specifico che riguardi la violenza sessuale?

1.2         La violenza sui minori.

Un ambito particolarmente difficile da affrontare  è la violenza su minori, in particolare bambini. Anche in questo caso i numeri ci dicono che “il mostro” spesso si cela tra le mura domestiche o tra le persone più vicine alla vittima. Per questo argomento si rimanda ad approfondimento successivo, visto la peculiarità e la vastità degli argomenti da trattare.

2           LEGISLAZIONE

2.1         Il percorso italiano ed internazionale

Il 1996 rappresenta una tappa importante nella definizione di “violenza sessuale” in Italia. Infatti si passa dalla considerazione del reato contro la morale, finalmente, alla enfatizzazione del reato contro la persona e le pene vengono inasprite. Di seguito si riportano le tappe legislative più importanti in Italia e a livello internazionale.

ONU

1993

48° sessione ONU “Dichiarazione sull’eliminazione della violenza contro le donne”

1995

IV Conferenza Mondiale sulle donne -  Pechino “ Piattaforma d’Azione”

1996

OMS “Prevenzione della violenza: una priorità della sanità pubblica”

1998

ONU “Prevenzione del crimine e misure di giustizia penale per eliminare la violenza contro le donne”

1999

ONU sintesi “Convenzione per l’eliminazione di tutte le forme di discriminazione contro le donne”

2000

Assemblea Generale ONU “Donne 2000”: uguaglianza fra i sessi, sviluppo e pace per il XXI secolo”

UNIONE EUROPEA

1986

“Risoluzione sulla violenza contro le donne”

1997

Consiglio d’Europa “Piano d’azione per combattere la violenza contro le donne “

1997

Risoluzione sulla necessità di organizzare una campagna a livello dell’Unione Europea per la totale intransigenza       nei confronti della violenza contro le donne”

1999

 “Risoluzione sulla violenza contro le donne”

2000

Consiglio d’Europa “Programma d’azione comunitario sulle misure preventive intese a combattere la violenza               contro i bambini, i giovani e le donne”

2002

Consiglio d’Europa “Salvaguardia delle donne dalle violenze”

ITALIA

1996

Legge 15 febbraio 1996, n. 66, "Norme contro la violenza sessuale"

1997

Direttiva del Presidente del Consiglio n. 116

1998

Legge 256  “Norme contro lo sfruttamento della prostituzione, della pornografia, del turismo sessuale in danno di minori quali nuove forme di riduzione in schiavitù”

2001

Legge 4 aprile 2001, n. 154, "Misure contro la violenza nelle relazioni familiari"

 

 

2.2         Alcune importanti precisazioni

A La legge n.66/1996 ha aggiunto al Codice penale l’art. 609 bis “violenza sessuale” che così dice “Chiunque, con violenza o minaccia o mediante abuso di autorità, costringe taluno a compiere o subire atti sessuali è punito con la reclusione da 5 a 10 anni…”

A “Atto sessuale” (termine richiamato dall’art. 609bis C.P.): termine che include, secondo la Cass., sez III, pen del 21.06.2002, n. 23869, tutti quegli atti che siano idonei a compromettere la libera determinazione del soggetto passivo nella sfera sessuale e quindi non solo quelli che coinvolgono la sfera genitale in senso stretto, ma anche quelli che riguardano zone del corpo note, secondo la scienza medica, psicologica, antropologico-sociologica, come erogene;

A E’ un reato perseguibile d’ufficio.

A “Atto di libidine violenti”: termine superato dalla legge su citata

A “Violenza sessuale”: può definirsi come l’esercizio di una forza fisica di notevole entità, anche se non spinta al massimo della brutalità, diretta a soppiantare la resistenza della vittima ( da intendersi come coartazione della volontà della vittima in modo da limitare o annullare la possibilità di una sua scelta in ordine al comportamento da tenere in una determinata situazione)

A E’ un reato perseguibile d’ufficio se attuato su minori.

A La violenza sessuale su maggiorenne non prevede l’obbligatorietà della denuncia da parte di pubblico ufficiale (o incaricato di pubblico servizio) in quanto non è reato perseguibile d’ufficio ma solo su querela della parte lesa. Tuttavia la donna ha sei mesi di tempo per presentare querela.

A I comportamenti del medico devono essere lo stesso estremamente attenti, dal momento che, in caso di decisione tardiva in tal senso, le azioni di anamnesi e di esame obbiettivo del medico saranno certamente utilizzate come prove giudiziarie e/o fonti di indizi per le indagini.

A Reati tipici e solitamente connessi che prevedono la PERSEGUIBILITA’ D’UFFICIO:

Ø      I maltrattamenti in famiglia (art. 572 c.p.) riguardo alla condotta continuativa e non isolata

Ø      La relazione incestuosa in modo che ne derivi pubblico scandalo con un discendente o un ascendente o con un affine in linea diretta ovvero con una sorella o fratello anche se il minore ha più di 16 anni (art. 564 c.p.)

Ø      La violazione degli obblighi dell’assistenza familiare (art. 570 c.p.)

Ø      L’abuso dei mezzi di correzione e disciplina (art. 571 c.p.)

Ø      L’abbandono di minore di anni 14 o incapace (art. 591 c.p.)

Ø      I reati di prostituzione minorile, pornografia minorile, turismo sessuale in danno di minori e tratta dei minori (art. 600 bis e seguenti c.p., introdotti dalle legge 3.8.’89 n° 269). 

3           IL PROCESSO ASSISTENZIALE

3.1         La prima fase: accoglienza, informazione e assistenza

È un momento fondamentale, di carattere psicologico e sociale, dove un atteggiamento scorretto può vanificare la collaborazione del soggetto. Spesso la vittima, subito dopo la violenza, ha una reazione di forte paura, soprattutto se assalita da sconosciuti. La negazione o la minimizzazione dell'evento appartengono ai meccanismi di rimozione. La rabbia è spesso rivolta verso se stessa, con grande senso di colpa (“avrò contribuito?”).

Quando l'aggressore è il partner o un familiare le cose si complicano e spesso le persone si presentano a farsi medicare in pronto soccorso senza dichiarare il vero motivo delle lesioni, che non sempre sono immediatamente riconducibili all’accaduto. il familiare, un amico, il partner, sono nella maggior parte dei casi i “mostri” da cui guardarsi. Infatti i crimini “di strada” sono nettamente minoritari. La legge ora prevede che anche il partner costretto con la forza ad avere rapporti sessuali è vittima di abuso!

Il primo modo per combattere la reticenza è l’informazione. Alcune linee guida(1) raccomandano di apporre nelle aree d’attesa manifesti informativi, che riportino se possibile anche il riferimento a gruppi di aiuto. Spesso le prime ammissioni arrivano anonimamente tramite telefono. Alcuni centri “Antiviolenza” dispongono di persone esperte in comunicazione e supporto e possono essere attivati se il caso lo richiede. Purtroppo il supporto di uno psicologo esperto o di strutture pubbliche organizzate è merce rara, soprattutto negli ospedali più piccoli o periferici, per questo il volontariato e le associazioni svolgono un prezioso lavoro d’informazione e di supporto alla persona abusata. In alcune realtà italiane vi sono state stipule di convenzioni e di collaborazioni anche con ospedali e mettono a disposizione consulenti, centri di accoglienza pubblici ed in alcuni casi anche appartamenti a indirizzo segreto per l'intervento e l'ospitalità di emergenza.

 I CENTRI ANTIVIOLENZA IN ITALIA  (fonte: vitadidonna.it )

ANCONA 

CASA DELLE DONNE - TELEFONO ROSA 

Federazione Casa delle Donne c/o Donne e Giustizia 

Via Cialdini, 23 - 60122 ANCONA Tel. 071/204680 

AOSTA 

CENTRO DONNE CONTRO LA VIOLENZA 

Federazione Casa delle Donne c/o Consulta Regionale Femminile della Valle d'Aosta  

Viale dei Partigiani, 52 - 11100 AOSTA Tel. 0165/238750 - Fax 0165/42242  

AREZZO 

ASSOCIAZIONE CONTRO LA VIOLENZA E IL MALRATTAMENTO SULLE DONNE 

Piazza Santa Maria in Gradi, 4 - 52100 AREZZO Tel. 0575/355053 - prontodonna@interfree.it  

BARI 

CENTRO ANTI VIOLENZA 

Associazione Aracne 

Via Lombardi, 12 - 70100 BARI Tel. 080/5218389 

BELLUNO 

ASSOCIAZIONE BELLUNO DONNA  

Tel. 0437/987577 

BERGAMO 

AED FEMMINISMO (associazione Educazione Demografia) 

Passaggio Canonici Lateranensi, 22 - 24121 BERGAMO (Parcheggio: Via Camozzi, 95 - scala D) 

Tel. 035/244337 - Fax 035/235660 

BERGAMO  

COMITATO PROVINCIALE CONTRO LA VIOLENZA SESSUALE 

C/o Consultorio AIED (Ass. Italiana Educazione Demografica) 

Via Angelo Mai, 18/c - 24100 BERGAMO Tel. 035/232600 - Fax 035/213230  

BOLOGNA  

CASA DELLE DONNE PER NON SUBIRE VIOLENZA 

Associazione gruppo di lavoro e di ricerca sulla violenza alle donne 

Via dell'Oro, 3 - 40124 Bologna Tel. 051-333173Fax 051-3399498  

BOLOGNA  

GRUPPO GIUSTIZIA UDI 

Via Castiglione, 26 - 40124 BOLOGNA Tel. 051/232313 - 236849  

BOLOGNA  

S.O.S. DONNA 

Via XXI Aprile, 3 - 40134 BOLOGNA Tel. 051/43435  

BOLZANO  

CASA ALLOGGI PROTETTI/VEREIN HAUS 

Geschutzen Wohnungen des Katholischen Familienerbandes Sudtirols  

39100 BOLZANO - Casella Postale 103  

BOLZANO  

ASSOCIAZIONE GEA  

Centro d'Ascolto Antiviolenza  

via del Ronco 17  

39100 Bolzano - Tel. 0471/513399 Fax. 0471/513398  

Linea d'emergenza attiva 24 ore su 24 Numero verde: 800 27 64 33 

BRESCIA  

ASSOCIAZIONE CASA DELLE DONNE 

Via S. Faustino 38 - 25122 BRESCIA Tel. 030/2400636  

BRINDISI  

IO DONNA 

c/o Centro Documentazione Donna 

Via Cappuccini, 8 - 72100 BRINDISI Tel. e Fax 0831/522034  

e-mail: associazioneiodonna@supereva.it  - sito internet: http://freeweb.supereva.com/associazioneiodonna/ 

CAGLIARI  

ADVOCATE  

c/o Arcidonna La Luna Nera 

Via Barcellona, 80 - 09128 CAGLIARI Tel. 070/652675  

CASERTA  

TELEFONO ROSA 

Associazione Spazio Donna c/o USL 15 

Via Roma, 169 - 81100 CASERTA Tel. 0823/354126  

CATANIA 

CENTRO ANTIVIOLENZA THAMAIA 

Via G. Macherione, 14 - 95125 CATANIA Tel. 095/7223990 

centroav@thamaia.org - www.thamaia.org 

CESENA  

TELEFONO DONNA 

c/o Centro donna 

Piazza del Popolo, 9 - 47023 CESENA (FO) Tel. 0547/356462 - Fax 0547/356329  

CHIETI  

TELEFONO ROSA 

Associazione Il filo di Arianna 

Via Cesare De Lollis, 23 - 66100 CHIETI Tel. 0871/347999  

COMO  

TELEFONO DONNA 

Via Zezio, 60 - 22100 COMO Tel. 031/304585 - Fax 031/09374 

segreteria@telefonodonnacomo.it - www.telefonodonnacomo.it 

COSENZA  

TELEFONO FOSA 

Centro contro la violenza delle donne "Roberta Lanzino" 

Via Caloprese, 56 - 87100 COSENZA Centro tel. 0984/3631 - Telefono Rosa 0984/36211  

CREMA  

COMITATO DONNE CONTRO LA VIOLENZA  

C/o Camera del lavoro 

Via Carlo Urbino, 9 - 26013 CREMA  

CREMONA  

A.I.D.A. - Associazione Incontro Donne Antiviolenza Onlus 

Via Beltrami 13 - 26100 Cremona - Tel 0372/30113 - Fax 0372/566288 - cell. 338/9604533  

www.sitisolidali.it/siti/aida - aida.onlus@virgilio.it 

L'Associazione si occupa di donne che subiscono maltrattamenti, violenza fisica, psicologica, sessuale, in famiglia e in qualsiasi altro luogo.  

Si offre: ascolto telefonico, consulenza legale e psicologica, informazioni ed indicazioni su servizi e strutture terriroriali. 

Presidente dell'Associazione: Rossella Casarini  

CUNEO  

TELEFONO DONNA c/o ARCI 

Via Carlo Emanuele, 34 - 12100 CUNEO Tel. 0171/631515  

EMPOLI  

CENTRO AIUTO DONNA - LILITH  

c/o Pubbliche Assistenze Riunite di Empoli 

Via XX Settembre, 17 - 50053 - Empoli (Firenze) Tel. 0571/725156 

FAENZA  

SOS DONNA 

c/o Centro tutela diritti 

Via Bubani, 7 - 48018 FAENZA (RA Tel. 0546/664386 - Fax 0546/27182  

FERRARA  

CENTRO DONNA GIUSTIZIA 

C/o UDI 

Via Terranova, 12/B - 44100 FERRARA Tel. e Fax. 0532/247440  

FIRENZE  

CENTRO DONNE CONTRO LA VIOLENZA "KATIA FRANCI" 

Associazione Artemisia 

Via del Mezzetta, 1 - 50135 FIRENZE Tel. 055/602311 - (abuso minori) 055/603234  

FORLI

CENTRO DONNA 

Via Tina Gori, 58 - 47100 FORLI' Tel. 0543/712660 - Fax. 0543/712670 - email: centrodonna@comune.forli.fo.it 

GENOVA  

CENTRO ACCOGLIENZA DONNE MALTRATTATE  

C/o UDI 

Via Cairoli, 14/7 - 16125 GENOVA Tel. 010/2461715 - Fax 010/2461716  

GROSSETO  

CENTRO PARI OPPORTUNITA' AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI GROSSETO 

Via Oberdan, 14 - 58100 GROSSETO Tel. 0564/20027 - Fax 0564/2118  

LAMEZIA TERME 

TERME CENTRO LILITH 

Via Garibaldi, 83 - 88046 LAMEZIA TERME (CZ) Tel. 0968/201713  

LATINA  

TELEFONO DONNA 

C/o Centro donna Lilith 

Via D'Azeglio, 19 - 04100 LATINA Tel. 0773/664165 - Fax 0773/48035  

LA SPEZIA  

TELEFONO DONNA 

Associazione Codice Donna c/o UDI 

Via Corridoni, 5 - 19100 LA SPEZIA Tel. 0187/703338  

L'AQUILA  

BIBLIOTECA DELLE DONNE MELUSINE  C/o AIED 

Via dell'Annunziata, 7 - 67100 L'AQUILA Tel. 0187/703338   

LECCO  

TELEFONO DONNA c/o UDI 

Via Parini, 6 - 20053 LECCO Tel. 0341/363484  

LIVORNO  

CENTRO DONNA 

Servizio del Comune di Livorno 

Via Largo Strozzi - 57100 LIVORNO Tel. 0586/890053  

LIVORNO  

CENTRO TUTELA CARDIACA PER DONNE E MINORI 

Via Pieroni, 27 - 57100 LIVORNO Tel. 0586/887009  

MANTOVA  

TELEFONO ROSA 

Via Dario Tassoni, 14 - 46100 MANTOVA Tel. 0376/225656  

MERANO   

PER LE DONNE, CONTRO LA VIOLENZA FUR FRAUEN, GEGEN GEWALT 

Corso Liberta', 184 - 39012 MERANO (BZ) Tel. 0473/222335 - Fax 0473/222140  

MESSINA  

CEDAV ONLUS  - CENTRO DONNA ANTIVIOLENZA 

Via Campo delle Vettovaglie, 98122 MESSINA 

telefono : 09715426- 800225858 - Fax 090 670931 

MILANO  

CASA DI ACCOGLIENZA DELLA DONNE MALTRATTATE 

Via Piacenza, 14 - 20135 MILANO Tel. 02/55015519 - Fax 02/55019609  

MODENA  

CENTRO CONTRO LA VIOLENZA ALLE DONNE 

C/o Casa delle donne 

Via del Gambero, 77 - 41100 MODENA Tel. 059/361050 - Fax 059/361369  

MODENA  

GRUPPO GIUSTIZIA  

Via del Gambero, 77 - 41100 MODENA Tel. 059/366012 - Fax 059/374710  

 

MONZA   

CENTRO AIUTO ALLE DONNE MALTRATTATE - CADOM 

Via Mentana, 43 - 20052 MONZA (MI) Tel. 039/2840006 - Fax 039/2844515 

e-mail:cadomonza@centrodonnemaltrattate.191.it  - sito: www.cadom.it 

NAPOLI  

SPORTELLO ROSA 

Piazza Garibaldi 101 presso la sede Filcams - Cgil, Napoli Tel. 081/2449827 

e-mail: filcams.campania@libero.it 

NAPOLI  

ONDA ROSA 

Associazione di volontarie 

Via Carducci, 29 - 80100 NAPOLI Tel. 081/426368  

PADOVA  

CENTRO VENETO PROGETTO DONNA 

Via Tripoli, 3 - 35100 PADOVA Tel. 049/8721277 - Sito: www.centrodonnapadova.it  

PALERMO  

CENTRO DI ACCOGLIENZA PER DONNE IN DIFFICOLTA' 

C/o UDI 

Via XX Settembre, 57 - 90141 PALERMO Tel. 091/327973  

PARMA  

ASSOCIAZIONE CENTROANTIVIOLENZA 

Via del Farnese, 23 - 43100 PARMA Tel. 0521/238885 - Fax 0521/23894  

PAVIA  

ASSOCIAZIONE PROVINCIALE DONNE CONTRO LA VIOLENZA 

Porta Pertusi, 6/A - 27100 PAVIA Tel. 0382/32136  

PERUGIA  

TELEFONO DONNA 

Centro per le Pari Opportunità della Regione dell'Umbria 

Palazzo Maltauro, Via Fontivegge 51, 06124 Perugia 

Numero verde: 800861126 

PESCARA  

TELEFONO ROSA 

Via Modesto della Porta, 24 - 65124 PESCARA Tel. 085/64535 - Fax 085/691345  

PISA  

TELEFONO DONNA 

Associazione Casa della donna 

Via Galli Tassi, 8 - 56100 PISA Tel. e Fax 050/561628  

POTENZA   

TELEFONO DONNA  

C/o AVIS Associazione telefono donna 

Via Volontari del sangue, 1 - 85100 POTENZA Tel. 0971/441114  

RAVENNA  

LINEA ROSA 

Via Garatoni, 12 - 48100 RAVENNA Tel. e Fax 0544/216316  

RIVA DEL GARDA  

ASSOCIAZIONE CULTURALE TELEFONO DONNA 

Viale 1° Maggio, 1 - 33066 RIVA DEL GARDA (TN) Tel. 0464/556000  

ROMA 

CENTRO DONNA L.I.S.A. 

Via Rosina Anselmi 41/42 - Tel. 06/87141661 - 5811473 - Fax 06/87230457 

e-mail: donneingenere@tiscalinet.it ; sito: www.centrodonnalisa.it 

ROMA  

CENTRO ANTIVIOLENZA 

Associazione Differenza Donna 

Viale di Villa Pamphili, 86/B - 00100 ROMA Centro: Tel. 06/5810926 - 5811473 - Fax 06/5811473  

ROMA  

TELEFONO ROSA 

Via Tor di Nona, 43 - 00100 ROMA Tel. 06/6832690 - 6832820 

Viale Mazzini, 73 - 00195 ROMA Tel. 06/37518261 06/37518262 fax 06/37518289 e mail telefonorosa@libero.it  

SALERNO  

LINEA ROSA 

Associazione Spazio Donna 

P.zza Veneto, 2 - 84100 SALERNO Tel. 089/254242  

SAVONA  

TELEFONO DONNA 

(Consulta della Provincia) 

Via Sormano, 12 - SAVONA Tel. 019/870065  

SIRACUSA 

ASSOCIAZIONE E CENTRO ANTIVIOLENZA "LE NEREIDI"  

Vedi la scheda 

TORINO  

TELEFONO ROSA DI TORINO 

Via Assietta 13/A - 10128 Torino Tel. 011/530666 - 011/5628314 - Fax 011/549184 

telefonorosa@mandragola.com - tel rosa@show.it - visita il sito 

TORINO 

ASSOCIAZIONE DONNE CONTRO LA VIOLENZA 

C/o Casa delle Donne 

Via Vanchigia, 3 - 10124 TORINO Tel. 011/8122519 - Fax 011/837479  

TOLMEZZO (UDINE) 

Sportello Antiviolenza - Associazione IOTUNOIVOI - Donne Insieme 

Via Spalto 9/G - Tolmezzo - Tel. 0433/94094 - fax 0433/457654 - cell. 320/4242936 - ass.idi@infinito.it - www.iotunoivoi.it 

TRENTO  

ASSOCIAZIONE LAICA FAMIGLIE IN DIFFICOLTA' 

Via S. Francesco d'Assisi, 10 - 38100 TRENTO 

Tel. 0461/235008 - 233528 TRENTO vedi RIVA DEL GARDA  

TRENTO  

CENTRO ANTIVIOLENZA DI TRENTO 

Via della Dogana, 1 - 38100 TRENTO 

Tel. 0461/220048 - Fax 0461/223476 - 233528 - centroantiviolenzatn@tin.it - www.centroantiviolenzatn.it  

TREVISO  

TELEFONO ROSA 

Via Canova, 44 - 31100 TREVISO Tel. 0422/53022  

TRIESTE  

GOAP Centro antiviolenza 

Via S. Silvestro 3/5  - 34132 TRIESTE Tel./Fax 040/3478827 - www.goap.it - info@goap.it  

VARESE 

ASSOCIAZIONE EOS 

Centro ascolto donna  

Via Staurenghi 24, 21100 Varese Tel. 0332/231271 fax 0332/496511-  eosvarese@virgilio.it 

VENEZIA - MESTRE  

ASSOCIAZIONE DONNE CON LE DONNE 

C/o Centro Donna 

Viale Garibaldi, 155/A - 30174 VENEZIA - MESTRE Tel. 041/5342991 - Fax 041/5342862  

VENEZIA - MESTRE  

CENTRO ANTIVIOLENZA c/o Centro Donna 

Via Garibaldi, 155/A - 30174 VENEZIA-MESTRE Tel.041/5349215 - Fax 041/5342862  

VERONA  

TELEFONO ROSA di VERONA 

Via Poiano, 26  - POIANO  (VR) Tel.045/550770 - Fax 045/8709847 

VICENZA  

DONNA CHIAMA DONNA  

Via Torino, 11 - VICENZA Tel/Fax 0444/542377 - bogarf@iol.it  

All’atto del “triage” l’infermiere, se ravvede nella vittima imbarazzo o reticenza nel riferire la causa delle lesioni, è utile isolarla in ambiente tranquillo ed appartato, dove poter parlare a tu per tu. Evitare toni inquisitori ed in caso di lesioni riconoscibili di carattere violento, affrontare con tatto e domande indirette l’argomento. Se invece la persona riferisce chiaramente l’episodio, ma ha resistenze a denunciarne l’aggressore, informarla dei suoi diritti  e dei rischi derivati dal non modificare la sua situazione. Indirizzare eventualmente verso una associazione di aiuto. Non dare mai l’idea di essere frettolosi o emettere dei giudizi sulla persona. Evitare di chiedere particolari intimi o imbarazzanti e limitarsi alle informazioni principali, rimandando ad un secondo momento la raccolta dati più particolareggiata.

Alcuni accorgimenti da tener presente, in sintesi:

1.           Garantire un ambiente protetto e riservato;

2.           Assicurare un atteggiamento rassicurante, disponibile all’ascolto, mai frettoloso;

3.           Limitare gli operatori, le procedure e gli spostamenti a quelli strettamente necessari;

4.           Offrire spiegazioni su tutto l’iter della visita;

5.           Procedere a segnalazione d’ufficio, se indicato, informando la vittima. 

3.2         Seconda fase: la visita medica ed il trattamento sanitario

La sensibilità della vittima può necessitare della più completa privacy durante il colloquio con il medico. Nella raccolta dei dati anamnestici può risultare utile l’utilizzo di una apposita scheda che raccolga le principali voci da segnalare: la descrizione dell’esame obiettivo e la documentazione di tutti quegli elementi utili per una eventuale successiva perizia medico-legale. 

Cognome della vittima

 

Nome della vittima

 

Data di nascita

 

Sesso :     ‪maschio ‪femmina

Stato civile

‪celibe/nubile ‪coniugato/a ‪separato/a ‪divorziato/a ‪vedovo/a

Data e ora aggressione

 

Data della visita in PS

 

Ora di visita:

Effettuata dal dottore

 

Infermieri presenti

 

Nell’intervallo tra l’aggressione ed ora, la vittima ha:

‪fatto il bagno/doccia

‪usato un collutorio

‪defecato

‪usato una irrigazione

‪cambiato indumenti

‪vomitato

‪lavato i denti

‪urinato

‪bevuto

Vi è stata penetrazione di

 

tentata

riuscita

Con eiaculazione?

Si

No

Non so

Vagina

 

 

 

 

 

Ano

 

 

 

 

 

Bocca

 

 

 

 

 

Contatto sessuale oro-genitale

‪ fellatio?

‪ cunnilingus?

L’aggressore ha usato

‪ lubrificante?

‪ preservativo?

‪ corpi estranei?

La vittima era mestruata al momento dell’aggressione?

‪ si

‪ no

Vi sono stati rapporti consensuali nelle ultime 72 ore?

‪ si   Data: …………………..ora: ……………..

usato preservativo?………………………………

‪ no

La vittima è in gravidanza?

‪ si    epoca gestazione:…………………………

‪ no

Prima o dopo l’aggressione la vittima ha riportato lesioni comportanti perdite ematiche?

‪ si, descrizione …………………………..

…………..…………………………………

‪ no

Prima o dopo l’aggressione la vittima ha assunto farmaci?

‪ si, descrizione ………………………….

…………..………………………………..

‪ no

Numero degli aggressori

Razza degli aggressori (se nota)

Rapporto dell’aggressore/aggressori con la vittima

‪ estraneo

‪ conoscente

‪ famigliare, specificare………

…………………………………

L’aggressore ha riportato lesioni comportanti perdite ematiche?

‪ si, descrizione ……………………………………

………………………………………………………

‪ no

È stata usata la forza?

‪ si

‪coltello

‪pistola

‪strozzamento

‪pugni

‪minacce verbali

‪altro………….…………………

…………………

‪ no

Stato emotivo della vittima (pianto, rabbia, agitazione, letargia, spavento, shock, depressione, ecc.

 

Descrizione dell’aggressione

………………………………………………………………………………

………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………

Si ricorda che per le questioni medico-legali, una anamnesi ben fatta, è tutta a vantaggio della vittima. È indispensabile disporre di un modulo di consenso al prelievo e alla cessione dei mezzi di prova e delle informazioni (Consenso al trattamento dei propri dati secondo l’articolo 10 della legge 675 del 31/12/1996). A questo punto si procederà in collaborazione con il medico alla diagnosi ed al trattamento sanitario.

Oltre alle medicazioni ed agli accertamenti per eventuali lesioni da percosse, è indispensabile eseguire il prelievo ematico per esami ematochimici quali: HCV, HBSAg, HBSAb, AST-ALT, AZOTEMIA, CREATININEMIA, EMOCROMO + FORMULA e PIASTRINE, HIV Ab (previo consenso informato del paziente firmato in presenza del medico). Si procedere quindi alla raccolta delle urine per eseguire test di gravidanza nelle donne in periodo fertile e si definisce lo stato vaccinale per l’epatite B e il tetano. 

3.3         Terza fase: gestione della questione medico-legale (quali rapporti con l’autorità giudiziaria?) 

®      Il soggetto adulto violentato può non sporgere querela o riservarsi la facoltà di sporgerla entro sei mesi. In tal caso il certificato compilato (o copia di cartella clinica o altro) deve essere dato direttamente al soggetto;

®      Esiste invece l’obbligo di rapporto all’autorità giudiziaria nei seguenti casi:

o       Se il soggetto violentato presenta lesioni per le quali è prevista la procedibilità di ufficio: in caso di lesione personale lieve (prognosi oltre 20 gg), lesione personale grave (prognosi oltre 40 gg), lesione personale gravissima (se produce la perdita di senso, o l’uso di un organo, ecc…);

o       violenza commessa insieme ad altro delitto per il quale si deve procedere d’ufficio;

o       violenza commessa da genitore, anche adottivo o dal di lei convivente, o dal tutore ovvero altra persona cui il minore (meno di 18 anni) è affidato per ragioni di cura, educazione, di istruzione, di vigilanza o di custodia;

o