IMMAGINI SULLA SIDS

di Serena Orlando, Infermiera c/o Sala Operatoria dell'U.O. di Chirurgia Pediatrica ospedale "Di Cristina" Arnas civico Palermo
 

 

 

 

La Sudden Infant Death Sindrom è quella sindrome che più comunemente viene chiamata “Morte in culla”o “Morte bianca”.

Lattanti apparentemente sani, improvvisamente, durante il sonno e senza apparente motivo, smettono di respirare. Può accadere entro il primo anno di vita (la casistica maggiore riguarda però bimbi alle prime settimane), sono casi rari ovviamente, ma inquietanti, perché finora la scienza non riesce a dare una spiegazione.

 

STORIA

 

La sindrome della morte improvvisa del lattante è conosciuta fin dall’antichità; un preciso riferimento è già presente nel primo libro dei Re del Vecchio Testamento: “Il figlio di questa donna morì nel sonno durante la notte, perché lei lo schiacciò”. Il soffocamento accidentale è quindi da considerare come la prima delle 700 ipotesi etiopatogeniche che sono state formulate nei secoli per fornire una spiegazione plausibile alla sindrome.

La storia moderna della Sids inizia solo verso la fine degli anni sessanta quando, in seno alla “Seconda conferenza internazionale sulle cause di morte improvvisa”, organizzata dal “National institute of children and human development” (NICHD), viene definita come entità nosologica a se stante, introducendo per la prima volta il termine Sids. Nel 1989 la NICHD, dopo accurata revisione delle ricerche effettuate nell’arco di un ventennio, formulava la definizione che tuttora è adottata dalla comunità scientifica internazionale: La Sudden infant death sindrom è la morte improvvisa e inaspettata di un lattante apparentemente sano, di età compresa tra un mese e un anno di vita che rimane inspiegata dopo l’esecuzione di una indagine post-mortem completa, comprendente l’autopsia, l’esame delle circostanze del decesso e la revisione della storia clinica del caso.

 

 

ETIOPATOGENESI

 

Il modello etiopatogenico attualmente più accreditato attribuisce ad un’alterazione troncoencefalica il deficit di base presente nei bambini vittime di Sids. Il “rischio biologico”, si tradurrebbe nella compromissione delle numerose funzioni vitali (pattem respiratorio, termoregolazione, ritmi cardiaci, ritmo sonno-veglia) che soggiacciono al controllo di tale struttura nervosa . L’impatto tra i fattori di rischio biologici e quelli epidemiologici (ad esempio la posizione prona durante il sonno) potrebbe comportare l’insorgenza di fenomeni di ipossia cronica e/o bradicardia durante il sonno.

Nonostante i numerosi studi, le cause della sids non sono ancora note. Una delle ipotesi più accreditate si basa sui risultati dello studio effettuato da un gruppo della Scuola di Medicina di Santiago del Cile. Sarebbe un fungo, il Pneumocystis Carinii, uno dei responsabili della sindrome.

Il DNA di questo fungo è stato trovato infatti nei polmoni del 57% dei neonati deceduti per sids rispetto al 18% di neonati trovati positivi nel gruppo di controllo. Questo risultato conferma in realtà quanto già osservato in passato con l’osservazione istologica. Il pneumocystis carinii, è conosciuto perchè causa polmoniti nei soggetti immunodepressi, secondo Sergio Vargas, responsabile dello studio, a causare la morte neonatale potrebbe essere una forma di immunodeficienza latente, che favorisce l’infezione. Non si conosce il ruolo patologico del P.carinii nella sids; l’ipotesi si basa sulla capacità di questo fungo di ridurre il livello delle proteine surfattanti (lipoproteine secrete dalle cellule alveolari, che abbassano la tensione dei liquidi polmonari), causando il collasso degli alveoli e alterando dunque i normali riflessi respiratori.

 

 

FATTORI DI RISCHIO 

 

Sono essenzialmente tre:

  • La posizione nel sonno

  • L’esposizione al fumo di sigaretta (pre e post natale)

  • L’ambiente in cui dorme il bambino

 

La posizione nel sonno rappresenta il singolo fattore di rischio su cui è possibile intervenire. Le evidenze della letteratura dimostrano che il rischio di morire per sids è maggiore nei bambini che vengono messi a dormire in posizione prona rispetto a quelli messi in posizione supina.

La posizione supina non risulta essere associata a particolari rischi per il lattante. In particolare non aumenta il rischio di soffocamento secondario a rigurgito e non è associata ad un significativo ritardo dello sviluppo motorio. Le segnalazioni di insorgenza di plagiocefalia da posizione nei lattanti che dormono in posizione supina non sono al momento sufficienti a dimostrare un nesso di causalità, derivando da studi non controllati. Si tratta comunque di un problema transitorio e che può essere prevenuto consigliando ai genitori di variare la posizione della testa del bambino durante il sonno (ad esempio, una settimana a destra e una a sinistra). Non è corretto invece raccomandare indifferentemente la posizione supina o quella laterale, come veniva fatto fino a pochi anni fa, anche perché il rischio che il bambino passi dal fianco a prono, pur variabile con l’età, è mediamente il triplo, rispetto a quello di passare da supino a prono.  

 

Il fumo materno durante la gravidanza rappresenta un importante fattore di rischio di Sids. Anche il fumo nell’ambiente in cui il bambino vive e dorme è risultato associato in maniera indipendente con un aumento del rischio sebbene sia difficile separare questa variabile dal fumo materno in gravidanza. 

 

I principali aspetti emersi dall’analisi della letteratura relativi all’ambiente in cui il bambino dorme (stanza, culla) possono essere sintetizzati come segue:

  • L’eccesso di calore legato sia a troppi vestiti e coperte che ad un’alta temperatura nella stanza, aumenta il rischio di sids. L’associazione è particolarmente evidente nei bambini che dormono in posizione prona.

  • L’uso di materassi eccessivamente morbidi è associato ad un aumento del rischio di sids. Lo stesso vale per altre superfici morbide sulle quali il bambino può venir messo a dormire  (cuscini, trapunte).

  • La condivisione del letto con i genitori sembra essere un fattore di rischio per sids solo nelle seguenti condizioni:

1) genitori fumatori;

2) consumo di alcol o assunzione di farmaci che possono alterare la capacità di risveglio dei genitori;

3) condizioni di sovraffollamento in casa;

4) affaticamento dei genitori; non vi è alcun rischio se i bambini che si addormentano nel letto dei genitori vengono successivamente spostati in culla.

  

 

NANNA SICURA

 

·        Sulla schiena è meglio!

·        Non oltre i 20°

·        No smoking

·        Latte di mamma

 

L’allattamento al seno è stato considerato speso un fattore preventivo.

 

 

 

CONCLUSIONI

 

 

Il successo delle campagne di prevenzione basate sull’eliminazione dei fattori di rischio individuati, rappresenta il dato più eclatante nella lotta alla sids. Dovremmo prendere esempio, al meno in questa situazione, dagli USA dove sui pannolini per bambini, su pressione dell’Associazione scientifica dei Pediatri, non sono solo stampati figure di orsacchiotti, gattini ma campeggia una grossa scritta, BACK IS THE BEST (sulla schiena è meglio!).

L’attenzione scientifica per la sids non è mai calata, i numerosi interrogativi che tuttora questa sindrome solleva, ne tengono viva l’attenzione.

L’individualizzazione di ulteriori categorie di bambini a rischio e la precisazione dei rapporti esistenti tra ALTE e SIDS sembrano gli obiettivi prioritari della ricerca nei prossimi anni.

 

 

 

 

 

 

     BIBLIOGRAFIA

 

 

  • Bozzetti R.,Ronfani L. Evidenza sulla SIDS. Medico e Bambino 2000; 19:223-233

  • Bevilacqua G.,Volta A, Baroni M, Bosi G et al: Indagine epidemiologica policentrica sulla morte improvvisa dell’infanzia  (SIDS ) in Emilia Romagna. Riv. Ital. Ped. 1993; 19:25

  • Arican Accademy of Pediatric Task force: Prolonged infantile apnea Pediatrics 1985; 129:76

  • Luigi Manturri -  Anatomia patologica della morte inaspettata del lattante (SIDS) e perinatale

  • Banbinopoli.it – Sulla schiena è meglio!

  • Kataweb salute.it – Cos’è la SIDS o morte improvvisa in culla


 

Pubblicato su InfermieriOnline il 11.04.03