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OCCLUSIONE INTESTINALE DEL NEONATO
di Serena Orlando, Infermiera, Sala Operatoria - Chirurgia Pediatrica- Ospedale dei bambini-" Di Cristina" -ARNAS civico Palermo |
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Per occlusione intestinale (O.I.) si intende l’ostacolo alla progressione del contenuto intestinale, legato a cause estrinseche o intrinseche all’intestino, nel neonato quasi sempre conseguenti ad anomalie dello sviluppo. Costituisce una delle più comuni e gravi urgenze neonatali, che richiede una diagnosi ed una terapia tempestive per evitare gravi conseguenze sulla vitalità dei segmenti intestinali coinvolti. Quando le indagini cliniche, di laboratorio e di immagine non riescono ad accertare in breve tempo una diagnosi è indicato procedere senza ulteriori indugi ad una laparotomia esplorativa, insieme diagnostica e terapeutica.
L’intestino neonatale contiene gas e chilo, formato dall’insieme delle secrezioni salivari, gastriche, biliari, pancreatiche e intestinali: il chilo inizia a formarsi in epoca fetale e dopo la nascita continua ad essere prodotto anche in assenza di alcun apporto alimentare. Un occlusione intestinale intrinseca od estrinseca determina quindi l’accumularsi di secrezioni che distendono il viscere prossimale all’occlusione. L’aumento della peristalsi e della pressione endoluminale determinano vomito ed alterazioni nella vascolarizzazione del viscere, con conseguente ischemia della parete che diventa permeabile al passaggio di batteri dal lue alla corrente sanguigna (traslocazione batterica ); l’ischemia può evolvere in necrosi e perforazione di parete, mentre l’accumulo massivo di fluidi nel terzo spazio porta in breve ad uno stato di shock. Disturbi quali lo squilibrio elettrolitico o la disidratazione assumono nel neonato lo stesso significato fisiopatologico che nell’adulto; le minori dimensioni corporee e la scarsità delle riserve del neonato fanno però si che le conseguenze dell’ostruzione divengano più preoccupanti e più gravi in tempi più brevi che nell’adulto. Infatti:
CLINICA La sintomatologia dell’O.I. nel neonato si basa essenzialmente sulla triade: vomito, distensione addominale e mancata emissione di meconio.
Vomito: E’ il sintomo più importante: è sempre biliare tranne in quei rari casi in cui l’ostruzione è al di sopra della papilla di Vater. L’insorgenza è preoccupante, di solito nel primo giorno di vita, indipendentemente dall’altezza dell’ostruzione. Il vomito biliare è assolutamente eccezionale nel neonato normale e di conseguenza tale sintomo deve far sempre sospettare un’ O.I. sino a prova contraria.
Distensione addominale: E’ più o meno marcata a seconda del livello dell’occlusione: quasi assente o limitata all’addome superiore nel caso delle occlusioni duodenali, è invece imponente in quelle del tenue e del colon.
Mancata emissione di meconio. Dal gr. mēkonion, da mekon-ōnos, papavero, il meconio è la prima sostanza che viene espulsa dall'intestino del neonato.
Essa viene espulsa nelle prime ore dalla
nascita, spesso ancor prima che sia scaduta la prima ora. Non è costituita
da feci, ma da una sostanza di colore verde scuro, gelatinosa, priva di
odore.
Il meconio può essere responsabile nel neonato
di una occlusione intestinale nota come ileo da meconio.
ESAME OBIETTIVO E’ talvolta sufficiente a porre la diagnosi:
DIAGNOSI Radiografia diretta dell’addome in ortostasi. Indagine assolutamente fondamentale, evidenza distensione delle anse a monte dell’occlusione, presenza di livelli idroaerei di solito imponenti, ( tanto più numerosi sono i livelli, tanto più distale è l’occlusione ) assenza o scarsità di aria nell’intestino a valle dell’occlusione e, se vi è perforazione, aria libera in peritoneo. Consente talvolta di porre anche una diagnosi di natura dell’O.I.: aspetto radiologico “tarlato” nell’ileo da meconio, calcificazioni sparse nell’ambito addominale nella peritonite meconiale. Clisma opaco. Può essere utile per rilevare n’ eventuale malrotazione dell’intestino, un’ostruzione da ileo o da tappo di meconio oppure una disganglionosi (Malattia di Hirschsprung).
Assistenza infermieristica Un neonato con sintomi di occlusione, necessita, da parte, del personale infermieristico, di una rapida e attenta osservazione. In attesa del completamento delle indagini diagnostiche si devono adottare alcuni provvedimenti terapeutici comuni a tutte le forme di Occlusione intestinale.
Applicare sistemi di monitoraggio: ECG: per controllare continuamente frequenza cardiaca e diagnosticare eventuali aritmie Pressione arteriosa Ossimetro: strumento che consente in modo incruento, di valutare lo stato di ossigenazione dell’emoglobina.
Posizionare Sondino naso – gastrico: per evitare che il bambino inghiotta aria col pianto, aggravando la distensione addominale; per facilitare l’emissione del contenuto gastrico.
Reperire un accesso venoso: per correggere le perdite idroelettriche e sostenere la sensibilità emodinamica mediante un’oculata reidratazione; per assicurare la via di somministrazione a farmaci per la terapia antibiotica; E’ preferibile incanulare una vena di grosso calibro, per poter essere utilizzata anche in sala operatoria dall’anestesista durante la narcosi.
Supporto respiratorio Se dovesse essere necessario un supporto respiratorio, è consigliabile allertare l’anestesista e procedere con le manovre d’intubazione senza indugiare nella ventilazione con maschera e pallone Ambu, che può aumentare la distensione gastrointestinale ed aggravare le difficoltà alla ventilazione da compressione sul diaframma.
DESCRIZIONI ATTIVITA’
Posizionamento sondino naso-gastrico
Infermieri coinvolti: Due
1° Infermiere attua le manovre 2° Infermiere tiene il bambino e collabora. Le procedure infermieristiche sopra elencate vanno eseguite in sala operatoria.
Materiale occorrente:
Procedura
Raccomandazioni (*) Se non dovessimo aspirare liquido, con la stessa siringa insufflare pochi cc d’aria e con il fonendoscopio oscultare la regione epigastrica, se non dovessimo oscultatoriamente rilevare alcun rumore, rimuovere il SNG e ripetere con altro sondino la manovra. Dopo aver introdotto il sondino, non praticare un aspirazione meccanica, meglio evitare lo svuotamento precipitoso dello stomaco.
Reperire accesso venoso
Infermieri coinvolti: Due
1° Infermiere attua le manovre 2° Infermiere tiene il bambino e collabora. Le procedure infermieristiche sopra elencate vanno eseguite in sala operatoria.
Materiale occorrente:
Procedura
Raccomandazioni (*) Nei bambini l’uso del laccio emostatico è sconsigliato. Imprimerebbe una forza eccessiva. E non consentirebbe la visualizzazione della vena.
Bibliografia: Chirurgia Pediatrica: Approccio e gestione del bambino con problemi chirurgici Autore: Parigi G. Battista Editore: Masson Rivista NEU, numero 2/2001, 4-13 Poli M – Assistenza neonatale e pediatrica in terapia intensiva – Procedure, protocolli e linee guida di assistenza infermieristica, 2000, editore Masson, 345-81
Webliografia: http://it.wikipedia.org/wiki/Meconio
Immagine tratta da: http://www.annegeddes.com di Anne Geddes.
Pubblicato su Infermierionline.net il 09.08.06 Copyright © AIOL 2006
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