LESIONI DA DECUBITO - ESTRATTO DALLE LINEE GUIDA INTERNAZIONALI

di Franco Raineri e Mirna Marchionni

 

 

Definizione

E’ definita lesione da pressione una lesione tessutale, con evoluzione necrotica,che interessa la cute, gli strati sottocutanei, fino a raggiungere, nei casi piu’ gravi, la muscolatura e le ossa. Essa e’ la conseguenza diretta di una elevata e/o prolungata compressione, o di forze di taglio (o di stiramento),causanti uno stress meccanico ai tessuti e la strozzatura dei vasi sanguigni.

  

Eziopatogenesi

I principali fattori/cause responsabili dell’insorgenza delle lesioni da decubito si possono distinguere in INTRINSECI (o “del paziente”) ed ESTRINSECI (o “esterni” al paziente).

 

FATTORI INTRINSECI

 

Alterato controllo vasomotorio

Riduzione della sensibilita’ cutanea

Atrofia delle masse muscolari

Flaccidita’ muscolare

Scadenti condizioni generali

Stato di iponutrizione

Infezioni batteriche

Disturbi psichici

 

FATTORI ESTRINSECI

Compressione cutanea prolungata

Sfregamento cutaneo

Condizioni igieniche del paziente

Piano d’appoggio non adeguato

  

Sedi delle lesioni

Le lesioni da decubito compaiono piu’ frequentemente sulla parte bassa del corpo, in particolare sul sacro (36-43%), sul grande trocantere (12-17%), sul tallone (11-12%),sulle tuberosita’ ischiatiche (5-15%) e sui malleoli laterali (6-7%).

Potenzialmente in tutti i punti di contatto con il piano d’appoggio si possono sviluppare lesioni da decubito.

  

Complicanze

Le complicanze  piu’ frequenti di una lesione da decubito sono la sepsi e l’osteomielite.

 

Le conoscenze eziopatogenetiche della lesione da decubito ci impongono  la  pianificazione di due momenti fondamentali dell’assistenza infermieristica.

  

PIANIFICAZIONE

  

Prevenzione   -----      Trattamento

 

Prevenzione

- Identificazione dei pazienti a rischio mediante l’utilizzo di appositi indici (scale) di valutazione.

  

INDICE DI NORTON                                                                                                                                     

                      

 

4

3

2

1

Condizioni generali

  buone      

 discrete  

 scadenti       

 pessime

Stato mentale   

 lucido

apatico               

confuso                        

stuporoso

Deambulazione         

normale              

con aiuto  

costretto su sedia 

 costretto a letto

Mobilita' 

piena

limitata 

molto limitata 

 immobile

Incontinenza

assente 

 occasionale

 abituale urine 

 doppia

                          

                                               

TOTALE INDICE

 

Legenda: rischio LIEVE  (da 14 a 12); rischio ELEVATO (inferiore o uguale a12).

 

 - Mantenimento e miglioramento del grado di tolleranza del tessuto alla compressione con adeguata igiene, protezione e idratazione delle zone interessate.

 

- Protezione dagli effetti negativi provocati da forze meccaniche esterne avendo cura di favorire la mobilizzazione del paziente per quanto possibile. Eventuale ricorso ad ausili e presidi in grado di ridurre la compressione sulle zone a rischio.

 

- Compensazione di eventuale condizione di malnutrizione e/o di patologie di base.

  

Trattamento

Il trattamento delle lesioni da pressione deve procedere per gradi, partendo da una consapevole e precisa fase di VALUTAZIONE, per divenire poi strettamente “pratico” nelle fasi di DETERSIONE,” DEBRIDEMENT”e MEDICAZIONE.

Fondamentale e’ la rivalutazione periodica, programmata e documentata delle condizioni delle lesioni, per consentire di constatare i benefici terapeutico/assistenziale a distanza e consentire eventuali modifiche al piano di cura.

 

- VALUTAZIONE DELLA LESIONE:A-Stadiazione

I stadio-eritema fisso della cute intatta

II stadio-interessamento dell’epidermide e/o del derma

III stadio-interessamento di tutto lo spessore cutaneo con esclusione della fascia muscolare

IV stadio-interessamento di tutto lo spessore cutaneo con danno ai muscoli, ossa, capsule articolari e tendini

 

B - Sede

C - Caratteristiche cliniche (dimensioni,fondo della lesione, essudato,condizioni della cute perilesionale)

 

- DETERSIONE DELLA LESIONE:

A - Utilizzare soluzione salina o Ringer lattato

B - Utilizzare una pressione sufficiente per pulire la lesione senza causare traumi al letto della stessa

C - Se si utilizzano garze, imprimere una minima forza meccanica

D - Limitare al minimo indispensabile l’utilizzo di antisettici per la detersione delle lesioni

 

- DEBRIDEMENT : e’ la rimozione di tessuto devitalizzato da una ferita. Necessario in quanto:

A - Si rimuove un terreno favorente l’infezione

B - Si facilita la riparazione tessutale

C - Si migliora la possibilita’ di valutare le reali dimensioni della lesione

 

I metodi di debridement  comprendono :

A - la tecnica chirurgica( eseguita da persona competente)

B - l’uso di enzimi proteolitici

C - la tecnica autolitica (idrogeli)

D - a tecnica biologica (larve)

 

- MEDICAZIONE

Concetto di provata validita’ scientifica e’ quello secondo il quale il mantenimento dell’ambiente umido ,fra lesione e interfaccia interna della medicazione, garantisce maggiori prospettive di guarigione.

I prodotti piu’comuni attualmente a nostra disposizione rispondenti a questo criterio sono:

A - Idrogeli

B - Poliuretano(spugna,placca,pellicola)

C - Idrocolloidi(placca,pellicola,pasta)

D - Alginati

Per promuovere “debridement” enzimatico si usano gli enzimi proteolitici(pomate,gel)

L’uso degli antisettici come MEDICAZIONE (iodopovidone) dovrebbe essere limitato nel tempo e preferibilmente nel periodo immediatamente successivo a “debridement” chirurgico.

Le MEDICAZIONI dovrebbero essere mantenute in sede il piu’ a lungo possibile, in base alle condizioni cliniche del paziente ed in accordo con le raccomandazioni del produttore:la rimozione frequente puo’ danneggiare il fondo della ferita.La MEDICAZIONE va rimossa/sostituita quando necessario, quando viene a mancare l’effetto barriera contro le contaminazioni esterne(medicazione satura, frammentata, asciutta).

 

 

TRATTAMENTO DELLE LESIONI AI DIVERSI STADI

 

TRATTAMENTO DELLE LESIONI AL I° STADIO

A - Mobilizzazione

B - Igiene

C - Detersione della lesione

D - Utilizzo di prodotti barriera(crema base,films in poliuretano)

 

TRATTAMENTO DELLE LESIONI AL II° STADIO

A - Mobilizzazione

B - Igiene

C - Detersione della lesione

D - Film trasparente in poliuretano o idrocolloide

 

TRATTAMENTO DELLE LESIONI AL III° STADIO

A - Mobilizzazione

B - Igiene

C - Debridement
D - Utilizzo di alginati o poliuretano in spugna se la lesione e’ cavitaria

E - Risolta la fase essudativa utilizzare idrocolloide in placca e/o pasta

 

TRATTAMENTO DELLE LESIONI AL IV° STADIO

- Identico al trattamento delle lesioni al III° stadio

 


 

 

Bibliografia:

 

A.H.C.P.R.-Linee Guida sulle lesioni da pressione

N.P.U.A.P.-E.P.U.A.P.-Linee Guida di prevenzione e terapia delle ulcere da pressione

A.i.S.Le.C.-documentazione relativa a prevenzione e terapia delle lesioni da pressione

 

 

Pubblicato su InfermieriOnline il 01/2003