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E’ la progressiva riduzione della funzione ovarica, che avviene parallelamente
all’avanzare dell’età. E’ intesa come ultima mestruazione.
L’età media in cui appare la menopausa fisiologica nella popolazione italiana
oscilla tra i 45 ed i 53 anni.
La funzione ovarica va incontro ad un progressivo esaurimento, la secrezione di
progesterone è risolta od assente.
Gradualmente si instaura un’insufficienza ovarica caratterizzata dal diminuire
del numero di follicoli in grado di svilupparsi e di secerne estrogeni e
progesterone.
Più esattamente distinguiamo:
Menopausa: Ultimo flusso mestruale fisiologico. Per
fare diagnosi di menopausa è necessario che l’assenza del
flusso si protragga continuatamene per almeno 12 mesi. E’ quindi una diagnosi “a
posteriori”.
Climaterio: periodo in cui compaiono i sintomi
menopausali. Solitamente inizia 5 anni prima della menopausa e si protrae per i
5 anni seguenti.
Premenopausa: fase che precede la menopausa,
caratterizzata da cicli “efficaci” (ovulatori) ed “inefficaci” (anovulatori).
Postmenopausa: periodo che segue la menopausa.
Il climaterio è caratterizzato da una vasta gamma di sintomi.
Non necessariamente sono presenti tutti: grande incidenza hanno anche i fattori
individuali, sociali e culturali di ogni donna.
Il valore simbolico delle mestruazioni, il cambiamento del ruolo sociale con
l’avvento della menopausa, l’atteggiamento del partner possono influenzare la
comparsa e l’intensità dei vari sintomi.
C’è anche il rischio di attribuire alla menopausa disturbi legati ad altro,
quindi la sua patologia d’elezione è quella che riguarda i disturbi vasomotori
ed i disturbi legati all’atrofia dell’apparato genitourinario.
Nei disturbi della menopausa distinguiamo disturbi che si presentano
immediatamente dopo l’ultima mestruazione, disturbi a medio termine e disturbi
che insorgono più avanti nel tempo. Precocemente compare il classico disturbo
menopausale: la Vampata (o hot flush).
Cioè la sensazione di calore che dura pochi minuti ed interessa il volto , le
braccia ed il torace.
Durante la vampata si osserva un aumento della frequenza cardiaca ed un aumento
della temperatura cutanea con conseguente notevole traspirazione, seguite da
vasocostrizione e brivido di compenso.
Sono frequenti anche i risvegli notturni e la difficoltà nell’addormentamento,
causati dalle vampate notturne e dall’insorgere di disturbi a livello dei
neurotrasmettitori.
Possono verificarsi stati ansioso/depressivi che, si è osservato, trovano
miglioramento dall’instaurarsi di una terapia ormonale sostitutiva e, quindi,
verosimilmente imputabili allo scompenso ormonale.
Presenza di diminuzione della libido può essere imputabile a cause sia
psicologiche che organiche.
Più tardivamente la cute si assottiglia ed inaridisce, soprattutto a livello
perineale (dove è il numero più elevato di recettori estrogenici).
I peli pubici si diradano, a livello vulvare può comparire una riduzione delle
grandi labbra e la quasi scomparsa delle piccole.
Anche la mucosa vaginale subisce un progressivo assottigliamento, divenendo più
liscia e più sensibile al cambiamento.
L’introito vaginale si restringe e, accomunato all’assottigliamento vaginale,
rende più difficoltosi e dolorosi i rapporti sessuali.
In parecchie donne compare un prolasso genitourinario con poliuria ed
incontinenza da sforzo e/o urgenza.
Con la menopausa aumentano generalmente la pressione sanguigna, la glicemia a
digiuno ed il peso corporeo.
è
più facile quindi che si verifichino accidenti aterosclerotici (ima, accidenti
cerebrovascolari). Inoltre, la menopausa, accelera la velocità di perdita di
massa ossea, con la possibile insorgenza di problemi osteoporotici.
La terapia della menopausa si pone, come obiettivo,la risoluzione dei
sintomi menopausali ed il trattamento dei disturbi che sono legati alla
distrofia dei tessuti.
Inoltre mira a prevenire
patologie ad alta morbilità che possono colpire la donna in età avanzata e
modificarne notevolmente la qualità della vita (ima, osteoporosi).
La terapia ormonale sostitutiva è indicata in tutte le donne che soffrono di
vampate, distrofia vaginale e disturbi infiammatori derivati da un insufficiente
apporto estrogenico.
Inoltre, recenti studi, hanno appurato che la terapia ormonale sostitutiva
agisce preventivamente sulle patologie ad insorgenza tardiva.
Per essere efficace, però, questa terapia deve protrarsi per almeno 10-15 anni,
presupponendo la completa accettazione da parte della donna ed una accurata
valutazione del rapporto rischio/beneficio da parte del medico prescrivente.
Fino a qualche tempo fa era molto sentito il problema dell’iperstimolazione
endometriale causata dalla somministrazione di soli estrogeni, che esponeva la
donna ad una maggior incidenza del carcinoma endometriale.
La soluzione è stata quella di “associare” del progestinico alla terapia
estrogenica, per 12 giorni al mese.
Inoltre le formulazioni terapeutiche percutanee (i famosi “cerotti”) hanno
consentito la prescrizione anche a donne con epatopatie e fumatrici,
poiché viene escluso il passaggio enteroepatico.
Riassumendo:
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la terapia ormonale sostitutiva deve far diminuire i sintomi
menopausali,
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prevenire i disturbi genitourinari
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proteggere dalle malattie cardiovascolari
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ridurre il riassorbimento osseo.
Deve comunque essere seguita per un periodo non inferiore ai 7-10 anni.
Non deve essere somministrata a donne con neoplasie endometriali in atto,
carcinoma mammario, tromboflebiti, epatiti acute.
Rischio non accertato è l’insorgenza di neoplasie
mammarie per periodi di trattamento che superino i 10 anni.
Pubblicato su InfermieriOnline il
11.04.03
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