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La contenzione fisica in psichiatria. Una questione irrisolta per un’assistenza infermieristica responsabile?
a cura di Valter Fascio
Coord. Inf.co D.S.M. Rivoli-ASL To3 - Animatore di formazione. Prof. a.c. Università Amedeo Avogadro. Membro del Forum Nazionale della Salute Mentale. Tesoriere e Responsabilele Area Psichiatria ed Area Coordinatori di A.I.O.L.
Estratto della relazione XII Congresso della Società Italiana di Psicopatologia Roma, Hotel Hilton, 19-23 febbraio 2008 Le domande senza ancora una risposta |
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Premessa Nell’attuale contesto giuridico di riconosciuta autonomia della professione infermieristica che ha raggiunto il culmine con la legge n. 739/1994, n. 42/1999 e il Codice Deontologico, l’infermiere è chiamato ad essere sempre meno un semplice esecutore e sempre più un professionista, in grado di assumersi la completa responsabilità dell’assistenza della persona. L’infermiere, inoltre, ha l’obbligo di segnalare al Collegio le circostanze che limitino la qualità delle cure o il decoro dell’esercizio professionale. Codice deontologico (1999), art. 6.5
Contenzione fisica: trattamento terapeutico limite e conformità deontologica Prendendo in considerazione la contenzione fisica in ambito psichiatrico come trattamento terapeutico limite, la relazione analizza la responsabilità giuridica dell’infermiere verso la presa in carico del paziente nel rispetto dei suoi diritti fondamentali, agendo una misura estrema non priva di risvolti problematici che implica un evidente sospensione del rispetto assoluto della libertà e della dignità della persona assistita. La contenzione fisica solo quando è un trattamento terapeutico e preventivo, eccezionale, è conforme al Codice dell’infermiere italiano, dunque da esso ammissibile.
Codice dell’infermiere italiano vs ECN Se il Codice deontologico dell’infermiere è molto chiaro nel definire il ricorso alla contenzione come evento straordinario e motivato, non è altrettanto preciso nell’indicare se la pratica debba essere attuata per iniziativa propria solamente “in seguito” ad una valutazione contestuale della prescrizione medica, o meno. I dati raccolti dal progetto Ethical Codes in Nursing (ECN) 2002/2005 rientrante nel programma Qualità of life and Management of living Resources, promosso dalla Commissione Europea, utilizzando la metodologia di ricerca del focus group, hanno messo in luce, contrariamente all’immagine sociale tradizionale, che gli infermieri sono pronti a condividere con i medici la responsabilità della valutazione del singolo caso e della messa in atto della misura coercitiva.
Infermiere co-decisore/co-responsabile di una valutazione “integrata” Nello specifico della contenzione fisica, gli infermieri propongono per l’assistito una decisione terapeutica che tuteli particolarmente il suo interesse: essere co-decisori e co-responsabili di una valutazione “integrata”, non assunta sulla base del giudizio soggettivo di un solo professionista. Questo tipo di decisione clinica, convalidata in équipe, è richiesta dalla normativa quando si assumano trattamenti complessi, come la contenzione fisica e il TSO, in cui si mettono in gioco valori universali fondamentali. Alcuni infermieri italiani intervistati hanno inoltre richiesto: rispetto alla contenzione il Codice deontologico dovrebbe prevedere una revisione dell’art. 4.10, con l’aggiunta della frase ‘sotto la propria responsabilità professionale’.
Conclusioni In conclusione, è auspicabile che un provvedimento importante quale la contenzione fisica scaturisca da una condivisione decisionale/prescrittiva fra le due figure sanitarie implicate, ovvero infermiere e medico. Dallo studio emerge la delicata questione dell’infermiere italiano che oggi non può ancora assumersi piena responsabilità assistenziale in merito alla contenzione. Perché ciò possa presto avvenire non è più sufficiente: - considerare l’utilizzo di mezzi di contenzione evento sentinella nei protocolli in uso - tollerare l’istanza di contenzione preventiva dovuta a pressioni di sistema - accettare un ruolo infermieristico marginale di mera esecuzione di disposizioni mediche
“Il cambiamento deriva da piccole iniziative efficaci che diventano la regola. Non possiamo aspettare che ci arrivino grandi visioni di grandi persone. Dobbiamo accendere noi piccole fiammelle nell’oscurità”. Charles Handy, 1996
Bibliografia essenziale - Fascio V., Atti della giornata di studio “La contenzione fisica e farmacologica”, Collegio IPASVI Pistoia, 2004. - D’Addio L., Barazzetti G., Radaelli S., Responsabilità professionale e contenzione: indagine su una questione fondamentale per gli infermieri italiani. Scienze Infermieristiche, Anno 1, n. 0, 2005. - Lai CK., “Nurses using physical restraints: are the accused also victims? A study using focus group interviews”, BMC Nursing 2007; 6:1-7 - Rodriguez D., “La contenzione tra etica e responsabilità”. L’infermiere, maggio-giugno 1999.
Pubblicato su Infermierionline.net il g. 12.03.2008 . Copyright © AIOL 2008 |