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Caratteristiche dell'indagine:
Obiettivi: avere informazioni sul sentimento della paura, lo
stigma verso la malattia mentale e i suoi luoghi di espressione.
Target: L'intervista è rivolta agli Infermieri operanti in
reparti e/o servizi sanitari non psichiatrici pubblici e privati
d'Italia. Sono stati esclusi dal campione gli infermieri che attualmente
non lavorano in ambito psichiatrico, solo il 35,3% vi ha lavorato in
passato, e una larga parte di questi vi ha lavorato solo per poco tempo. Lo scopo di questa
intervista è esaminare le risposte
soprattutto in quelle persone che non sono venute a contatto con
l'esperienza psichiatrica e il campione può essere ritenuto attendibile
Strumento: domande a risposta multipla
Mezzo di distribuzione: Form on line, posta elettronica, forum
infermieristici e distribuzione della scheda sui luoghi di lavoro
Si è chiesto di rispondere secondo la
propria convinzione, nel modulo non è stato richiesto il nome
dell’intervistato per tutela alla privacy e fedeltà nella scelta delle
risposte.
Analisi del campione:
Il campione ha visto la partecipazione di 44 intervistati:
Età: compresa tra i 20 e i 60
anni (con prevalenza nelle fasce medie 31-50 anni).
Sesso: distribuito equamente tra i
due sessi.
Regione di appartenenza: il 50% al nord, il 32,4%
al centro e il 17,6% al sud.
Livello formativo: per il 74,9% diploma
equipollente, 20,6% laurea infermieristica, e una minoranza
possiede altri titoli aggiuntivi e altre lauree.
Anni di servizio: il 50% è compreso
nella fascia tra gli 11 e i 20 anni, il resto si distribuisce equamente
nelle altre fasce.
Analisi delle risposte:
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1) |
| % |
Se ti proponessero di
lavorare in psichiatria cosa risponderesti? |
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17,6 |
Si mi interessa |
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64,7 |
Non so, ma posso provare |
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17,6 |
No assolutamente |
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2) |
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% |
Se fossi obbligato, per
cause di forza maggiore, a trasferirti, in via provvisoria, in un
servizio psichiatrico, come reagiresti? |
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8,82 |
Farei il possibile per oppormi |
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32,4 |
Sopporterei per il periodo
provvisorio |
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58,8 |
Accetterei con l’atteggiamento di chi
vuole conoscere (o tornare a) nuove esperienze lavorative |
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Una fascia rilevante del campione si dice aperta all'esperienza
psichiatrica e tale dato si rinforza anche al punto 2. in cui, anche se il trasferimento fosse, "coatto", una percentuale significativa accetterebbe comunque nell'atteggiamento di
chi vuole conoscere.
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3) |
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% |
Se avessi la possibilità di
scegliere un servizio psichiatrico in quale di questi lavoreresti? |
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17,6 |
Centro di Salute Mentale |
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26,5 |
Centro Diurno |
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35,3 |
Comunità Terapeutica Riabilitativa |
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14,7 |
Servizio Psichiatrico di Diagnosi e
Cura |
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8,82 |
Altro |
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I luoghi psichiatrici non rilevano un indice di scelta
prioritaria ma
si distribuiscono più o meno equamente con un picco medio-alto (35%) a
favore della Comunità Terapeutica Riabilitativa, dove il rapporto con
l'utente è continuativo e i pazienti non sono generalmente in fase acuta e
raramente sussistono urgenze.
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4) |
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% |
Se avessi la possibilità di
scegliere i tuoi pazienti quali di questi assisteresti più
volentieri? |
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20,6 |
I dipendenti da sostanze stupefacenti |
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41,2 |
I malati psichiatrici |
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38,2 |
I pazienti terminali |
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Il campione predilige
un tipo di utenza psichiatrica. Il confronto è stato scelto con pazienti che
presentano una
simile difficoltà di gestione e approccio relazionale. |
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5) |
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% |
Se un giorno ti svegliassi
e scoprissi di essere uno dei seguenti personaggi, quale
vorresti essere? |
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61,8 |
Un barbone di strada |
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14,7 |
Uno schizofrenico |
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23,5 |
Un omosessuale |
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Cercando di entrare nelle difficoltà dell'altro
("indossare i mocassini
dell'altro" -secondo un detto indiano), l'identificazione con
uno schizofrenico risulta difficile e all'ultimo posto con uno scarto anche
significativo verso gli altri due soggetti: il campione intervistato sceglie
in primis di essere un barbone di strada.
Nei vari forum di
discussione è emersa una esplicita difficoltà a dare una risposta a questo
quesito, perchè la
domanda non lascia scelte alternative a possibili altri
riconoscimenti meno severi. Ulteriori critiche sono emerse dal fatto che non si
è riconosciuto un nesso di paragone tra i tre soggetti. Ci tengo a ribadire
qui, come già
fatto negli spazi di discussione, che si è scelto il
confronto con l'omosessuale e il barbone perchè tutti e tre attivano una
risposta sociale di emarginazione. Pertanto l'obiettivo
di questa domanda voleva riportare comunque allo stigma di esclusione sociale.
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6) |
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% |
Se avessi un parente con
disagio psichico dove lo faresti curare? (omettendo l'aspetto
economico) |
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61,8 |
Nei servizi psichiatrici pubblici |
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38,2 |
Da uno specialista privato |
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La fiducia per i servizi pubblici è maggiore
rispetto a quelli privati con uno scarto piuttosto importante. |
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7) |
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% |
Cosa pensi della Legge
180/78 sulla chiusura dei manicomi? |
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17,6 |
E’ stata une legge rivoluzionaria che
andava fatta |
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70,6 |
Ottima legge teorica ma non esistono
a tutt’oggi alternative alle strutture manicomiali e il disagio
ricade unicamente sulle famiglie e sulla società |
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11,8 |
E’ necessario riaprire istituti di
ricovero per l’internamento dei malati psichiatrici |
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Una maggioranza nel campione sostiene la
validità della legge
180/78 pur riconoscendo una carenza nelle risorse alternative ai manicomi.
E' evidente che in questo 70,6% vi è tutto il malcontento, la delusione e le
aspettative disattese della riforma che, a distanza di quasi trent'anni
andrebbe forse riformulata con altrettanta genialità e coraggio di chi la
propose all'epoca. Solo l'11.8% è per la riapertura dei manicomi.
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8) |
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% |
Se incontri un folle, in
piena manifestazione delirante, in strada o nei luoghi di
lavoro, che fai? |
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17,6 |
Devio la mia direzione in modo da non
avvicinarlo |
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11,8 |
Uso l’indifferenza e non gli rispondo |
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70,6 |
Interagisco con lui e assecondo i
suoi strani discorsi |
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9) |
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% |
Di fronte all’aggressione
verbale di un paziente psichiatrico, come reagiresti? |
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2,94 |
Mi difendo e lo affronto nella sua
stessa misura |
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8,82 |
Attivo la fuga quando e come posso |
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88,2 |
Cerco un dialogo di mediazione e
resto fermo sperando che si calmi |
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In entrambe le domande l'approccio al paziente
psichiatrico non sembra essere ostacolato da uno stigma
particolarmente elevato e la paura, di fronte ad una aggressione sia verbale
che agita, non sembra attivare reazioni di fuga e difesa. La percentuale di
dialogo e incontro in entrambe le situazioni è piuttosto alta (70,6 e
88,2%). |
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10) |
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% |
Se un paziente
psichiatrico ti aggredisse fisicamente, che faresti? |
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0 |
Lo denuncio alle forze dell’ordine
come un comune cittadino |
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32,4 |
Cerco di calmarlo e appena posso
chiamo la Centrale Operativa 118 nella speranza di attivare un
Trattamento Sanitario Obbligatorio (TSO) |
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67,6 |
Mi sottraggo dalla situazione di
rischio e poi mi attivo a seconda del caso e della situazione. |
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Questo risultato esprime una particolare
protezione degli infermieri nei confronti del paziente, (oltre che di se
stessi secondo quanto dettato dalla L. 626).
In caso di aggressione, nessuno degli intervistati attiva una denuncia alle
forze dell'ordine. Come interpretare questo dato? Se da una parte
si vuole tutelare la persona perchè malata dall'altra la si
diversifica dal comune cittadino rimarcando, anche se a difesa,
uno stigma.
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11) |
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% |
Chi pensi debba e possa
gestire il TSO di un paziente psichiatrico in fase acuta? |
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47,1 |
La Centrale Operativa 118, i Servizi
Psichiatrici e le forze dell’ordine, come avviene ora. |
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2,94 |
Solo la Centrale Operativa 118
(qualora fosse dotata di personale qualificato) e le forze
dell’ordine |
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50 |
Solo il personale dei Servizi
Psichiatrici Territoriali e le forze dell’ordine, considerando
l’urgenza psichiatrica non prettamente sanitaria come le altre |
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L'opinione che ne
scaturisce è assiomatica: l'urgenza psichiatrica va considerata e trattata
diversamente da altre urgenze mediche. |
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12) |
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% |
Il TSO, secondo l’attuale
legislazione prevede la durata del ricovero in SPDC per 7 giorni.
Come consideri tale durata? |
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5,88 |
Troppo bassa |
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11,8 |
Giusta |
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82,4 |
La durata obbligatoria del ricovero
dovrebbe essere stabilita di volta in volta dai Sanitari |
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La durata, secondo una maggioranza del
campione, dovrebbe essere
flessibile e a seconda dei casi. Spesso per carenza di posti
letto gli SPDC dimettono il paziente allo scadere del settimo giorno
rendendo talvolta inefficace lo stesso TSO e il tentativo di agganciare il paziente
in un successivo percorso terapeutico. Alla dimissione, la presa in carico da parte di altre
strutture, spesso non è possibile per le lunghe liste di
attesa e la situazione continua a gravare sulle famiglie e sui servizi
territoriali non in grado di far fronte alla dimensione acuta ancora
non pienamente rientrata.
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13) |
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% |
Quale tipo di contenzione
al paziente aggressivo ritieni più efficace e giusta? |
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8,82 |
Fisica |
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58,8 |
Farmacologia |
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32,4 |
Psicologica |
|
Una percentuale importante attribuisce alla
componente farmacologica una efficacia contenitiva,
non meno importante viene considerata la contenzione psicologica, per ultimo
la contenzione fisica.
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14) |
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% |
Quali di queste patologie
ritieni la più grave e incurabile? |
|
20,6 |
Depressione |
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61,8 |
Schizofrenia |
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17,6 |
Nevrosi |
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15) |
|
% |
Quali di queste patologie
ritieni la più pericolosa per se stessi e per gli altri? |
|
41,2 |
Depressione |
|
52,9 |
Schizofrenia |
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5,88 |
Nevrosi |
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In termini di gravità, incurabilità e
pericolosità si pone al primo posto la schizofrenia, al secondo
la depressione anche se questa tende a salire quando si parla di
pericolosità (per sè e per gli altri) e al terzo la nevrosi. |
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16) |
|
% |
Cosa ti incute più
inquietudine della follia? |
|
11,8 |
La pericolosità |
|
47,1 |
L'impenetrabilità, il mistero. |
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41,2 |
L'inguaribilità, l'impotenza nel dare
aiuto, il sentimento di frustrazione. |
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Infine torna a riproporsi il tema della
pericolosità che solo in una piccola percentuale incute
inquietudine. L'impenetrabilità, l'inguaribilità, l'impotenza e
la frustrazione sembrano essere il maggiore ostacolo. |
Conclusioni
Dal risultato dell'intervista, si può affermare
che lo stigma e il sentimento della paura degli infermieri verso la malattia
mentale non è così elevato come lo si pensa nella società in genere, anzi
sussiste un atteggiamento di protezione e difesa che talvolta sposta l'ago
della bilancia verso una condizione di privilegio derivante proprio dalla
malattia psichica, il che, personalmente, non la considero propriamente una
risposta vantaggiosa.
Sarebbe interessante confrontare le risposte di questo
campione con un gruppo non impegnato nella sanità, per vedere se
l'approccio e il vissuto infermieristico sono influenzati da una esperienza
e formazione anche minime sulla disciplina psichiatrica.
PREDA O PREDATORE?
Il sentimento della paura in psichiatria.
Pubblicato su Infermierionline.net il 10.12.05
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©
AIOL 2005
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