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L’INFERMIERE E LA RIABILITAZIONE L’Infermiere della Riabilitazione in un’Unità di Degenza Riabilitativa. Di Franco Raineri |
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L’Infermiere gioca un ruolo molto importante, soprattutto nelle UUOO dedicate alla Riabilitazione intensiva, cioè di II o III livello. L’attività dell’Infermiere riveste un ruolo fondamentale nella conduzione del processo riabilitativo di gravi disabilità, che richiede notevole impegno in quanto queste situazioni sono, generalmente, complesse. Negli Stati Uniti, esiste una figura infermieristica specializzata nel settore: il cosiddetto “Rehabilitation Nurse” (Infermiere della Riabilitazione). Questi Professionisti sono riuniti nella “Association of Rahabilitation Nurses (ARN)”, che pubblica un’importante rivista scientifica bimensile: “Rehabilitation Nursing”. Un’Associazione analoga esiste anche in Australia: la “Australasian Rehabilitation Nurses Association (ARNA)”. L’Infermiere della Riabilitazione (IdR), secondo i canoni della figura americana, valuta le necessità assistenziali delle persone e collabora ad individuare gli obiettivi, a breve ed a lungo termine, contenuti nel Progetto e nei Programmi Riabilitativi. Egli opera, nell’ambito delle proprie specifiche competenze, al fine di raggiungerli.
Secondo il modello americano, l’ IdR valuta ed interviene sui bisogni dell’utente, svolgendo attività che possono essere, in questo caso, raggruppate, principalmente, così:
- pianifica e dove necessario, effettua le cure igieniche. - E’ responsabile di programmi per raggiungere l’autonomia vescicale, rettale ed alimentare dell’utente. - Predispone e compie interventi specifici per mantenere l’integrità cutanea e curare eventuali lesioni da decubito. - Interviene sui fattori ambientali come la temperatura degli ambienti, il rumore, la sanificazione, il controllo delle infezioni e sicurezza ambientale. Crea, quindi, un adeguato “ambiente terapeutico”. - E’ in grado di usare dispositivi adattivo - compensatori necessari per la comunicazione, l’alimentazione, la mobilità, l’evacuazione, il vestirsi ed il deambulare della persona. - Adotta specifiche misure preventive per minimizzare gli effetti dell’immobilità. - Favorisce il corretto orientamento spazio-temporale ed il controllo di turbe comportamentali. - Promuove specifiche misure per consentire il raggiungimento di un’ottimale indipendenza dell’utente. - Aiuta le persone nella gestione del tempo. - Si occupa della corretta somministrazione farmacologica.
In senso generale, in Italia, si fa riferimento, per le attività Riabilitative, alle Linee Guida del Ministero della Sanità per le Attività di Riabilitazione, del Maggio 1998. La realtà, in ambito italiano, vede la figura dell’Infermiere della Riabilitazione ancora agli albori, in fase embrionale ed in qualche realtà, poco di più… I riferimenti bibliografici specifici, nella nostra lingua, pur importanti, sono ancora, davvero, pochi. Leggendo le attività sopra citate, sembra esserci poco o nulla di nuovo per un Infermiere Italiano; apparentemente si tratta di un approccio tecnico, pragmatico, quasi banale. Non è, però, così, in quanto ogni azione di questo Professionista è mirata al conseguimento di un livello d’autonomia della persona, rispondente a quelle che sono le attese e gli obiettivi del Progetto e del Programma Riabilitativo. S’introduce il concetto di “raggiungimento dell’autonomia della persona”, dell’uso di “dispositivi adattivo-compensatori per la comunicazione ecc…”, di “promozione dell’orientamento e controllo di turbe comportamentali”, di “aiuto alla persona nella gestione del tempo”... L’intervento riabilitativo si svolge nell’arco delle ventiquattro ore e l’Infermiere è l’operatore sempre presente, in un’unità di degenza, in tale periodo di tempo. L’approccio all’utente disabile è spesso complesso e deve avvenire come aiuto della persona in quanto tale e non con atteggiamento pietistico o caritatevole; solo quando è assolutamente necessario, deve avvenire come intervento sostitutivo delle funzioni perdute dell’individuo. Non è pensabile, perciò, agire in modo standardizzato, ma occorre calibrare l’approccio secondo le problematiche dell’utente e collaborare attivamente alla stesura ed alla condivisione del Progetto e del Programma Riabilitativo. L’Infermiere della Riabilitazione deve essere in grado di lavorare in Team, dando il proprio, specifico e fondamentale, apporto. Egli deve vestire adeguatamente la maglia della squadra; deve essere consapevole del proprio ruolo, della propria, fondamentale, importanza ed aggiornarsi, regolarmente, nelle proprie specifiche competenze. In altre parole, deve avere un’ampia apertura mentale, essere paziente, metodico e versatile. Fondamentale è la costanza nel perseguire gli obiettivi, consci che si lavora su un terreno delicato ed importante, con persone e famiglie che hanno paure ed attese molto importanti. L’ambito riabilitativo è esempio evidente di quanto l’Infermiere può e deve essere il vero tessuto connettivo della sanità.
Bibliografia:
- "Progettare la riabilitazione, il lavoro in team professionale" - N.Basaglia et. Al. - Edi-Ermes, Milano - anno 2002. - "L'Infermiere della Riabilitazione" – N. Basaglia, Loredana Gamberoni - Edizioni Ermes, Milano - anno 1998. - http://www.edscuola.it/archivio/handicap/linee.html . - http://www.infermierionline.net Area Geriatria e Nursing in Riabilitazione.
Siti web consigliati:
- http://www.infermierionline.net
Pubblicato su Infermierionline.net il 17.04.06 Copyright © AIOL 2006
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