L’INFERMIERE E LA RIABILITAZIONE

La persona al centro del lavoro interprofessionale. Riferimenti

Di Franco Raineri

  

 

 

L’azione riabilitativa rappresenta uno dei più tipici interventi in team, essendo realizzata con il contributo di tutte le tipologie di professionalità che compongono la realtà operativa, in rapporto alle rispettive competenze e quindi, non solo dagli specifici operatori Tecnici della Riabilitazione.

In particolare, questo approccio è proprio delle Unità Operative che sono dedicate alla Riabilitazione.

 

Il team riabilitativo è costituito dalla persona servita, dai suoi care givers e da professionisti che predispongono e realizzano il progetto ed i programmi utili al processo riabilitativo.

La persona stessa, quindi, è al centro dell’attività del team e ne fa parte.

 

Il team interprofessionale è un insieme unito d’operatori sanitari con differenti e specifiche professionalità, che lavorano per raggiungere obiettivi comuni. E’ l’insieme degli operatori che prendono in carico l’utente e la sua famiglia.

I membri del team interprofessionale varieranno secondo la struttura di Riabilitazione e della disabilità della persona.

 

La persona va considerata nella propria totalità, come individuo che ha il diritto e la responsabilità di prendere decisioni ragionate per il proprio futuro.

Le persone possono beneficiare della riabilitazione in qualsiasi momento della loro vita.

La collaborazione fra i professionisti è essenziale a promuovere un’assistenza efficiente ed efficace ed a permettere all’individuo di raggiungere un buon grado di benessere e salute.

Le dinamiche riconoscibili all’interno del team sono quelle proprie dei gruppi che nascono finalizzati al conseguimento di specifici obiettivi. 

Il confronto è assolutamente necessario: esso è formalizzato nel momento dell’elaborazione del progetto riabilitativo, attraverso il quale si analizzano le potenzialità di recupero funzionale della persona e si decidono gli interventi stabilendo la tempistica per il raggiungimento dei risultati.

In Riabilitazione nulla è casuale.

 

Il team interprofessionale si organizza come squadra: ognuno ha il proprio specifico ruolo e ci si deve muovere in modo coordinato.

 

La cartella integrata è uno strumento di lavoro essenziale per poter raggiungere gli importanti obiettivi citati.

All’interno di questa squadra, un ruolo importante è giocato dall’Infermiere.

 

L’Infermiere che esercita nell’area riabilitativa deve essere convinto che gli individui con limiti funzionali abbiano un valore intrinseco che trascende le loro disabilità.

L’attività infermieristica in riabilitazione deve mettere in atto e supportare gli interventi che riducono il marchio della disabilità ed aiutano gli utenti a ristabilire e mantenere il controllo su tutti gli aspetti della propria vita.

L’Infermiere è vero e proprio tessuto connettivo del lavoro in team all’interno di una Unità Riabilitativa di degenza. Egli è il professionista che segue la persona nell’arco dell’intera giornata.

L’Infermiere deve, perciò, conoscere le proprie attribuzioni legate al lavoro in collaborazione mirato al benessere dell’utente ed altrettanto deve per quelle degli altri operatori coinvolti.

Di seguito, alcuni riferimenti in merito.  

  

 

Dal D.M. 14 settembre 1994, n. 739

“PROFILO PROFESSIONALE DELL’INFERMIERE”

 

Art. 1

2 - L'assistenza infermieristica preventiva, curativa, palliativa e riabilitativa è di natura tecnica, relazionale, educativa.
Le principali funzioni sono la prevenzione delle malattie, l'assistenza dei malati e dei disabili di tutte le età e l'educazione sanitaria.

3 - L'infermiere:

 agisce sia individualmente sia in collaborazione con gli altri operatori sanitari e sociali;

  

 

Dal “CODICE DEONTOLOGICO DELL'INFERMIERE”

Testo approvato dal Comitato Centrale della Federazione IPASVI - Febbraio 1999

 

PRINCIPI ETICI DELLA PROFESSIONE

2.2. L’infermiere riconosce la salute come bene fondamentale dell’individuo e interesse della collettività e si impegna a tutelarlo con attività di prevenzione, cura e riabilitazione.

2.6. Nell'agire professionale, l'infermiere si impegna a non nuocere, orienta la sua azione all’autonomia e al bene dell’assistito, di cui attiva le risorse anche quando questi si trova in condizioni di disabilità o svantaggio.

 

RAPPORTI CON LA PERSONA ASSISTITA

4.1. L’infermiere promuove, attraverso l’educazione, stili di vita sani e la diffusione di una cultura della salute; a tal fine attiva e mantiene la rete di rapporti tra servizi e operatori.

4.2. L’infermiere ascolta, informa, coinvolge la persona e valuta con la stessa i bisogni assistenziali, anche al fine di esplicitare il livello di assistenza garantito e consentire all’assistito di esprimere le proprie scelte.

4.3. L’infermiere, rispettando le indicazioni espresse dall’assistito, ne facilita i rapporti con la comunità e le persone per lui significative, che coinvolge nel piano di cura.

4.4. L’infermiere ha il dovere di essere informato sul progetto diagnostico terapeutico, per le influenze che questo ha sul piano di assistenza e la relazione con la persona.

4.7. L’infermiere garantisce la continuità assistenziale anche attraverso l’efficace gestione degli strumenti informativi.

4.12. L’infermiere si impegna a promuovere la tutela delle persone in condizioni che ne limitano lo sviluppo o l’espressione di se, quando la famiglia e il contesto non siano adeguati ai loro bisogni.

 

RAPPORTI PROFESSIONALI CON COLLEGHI E ALTRI OPERATORI

5.1. L’infermiere collabora con i colleghi e gli altri operatori, di cui riconosce e rispetta lo specifico apporto all’interno dell'équipe. Nell’ambito delle proprie conoscenze, esperienze e ruolo professionale contribuisce allo sviluppo delle competenze assistenziali.

 

Dal “CODICE DEONTOLOGICO DEL FISIOTERAPISTA”

 

Testo rivisto dal Tribunale per i Diritti del Malato
Approvato dal Direttivo Nazionale AITR il 23 ottobre 1998
Approvato dal Congresso Nazionale AITR il 25 ottobre 1998 

 

TITOLO V - RAPPORTI CON I TERZI

 

CAPO I - COLLABORAZIONE PROFESSIONALE

 

Art. 29 - Il Ft (TdR) esercita la propria attività professionale rispettando le altre professioni sanitarie e collaborando con esse…

 

 

 

Dal “CODICE DEONTOLOGICO DEL LOGOPEDISTA”


Approvato dalla F.L.I. IL 13.02.1999

 

Art.15 - Rapporti con altri professionisti

E' auspicabile che il Logopedista, sia in regime di rapporto di lavoro dipendente, sia di natura libero-professionale, favorisca i contatti interdisciplinari con altri professionisti avendo come fine il perseguimento del benessere del paziente e l'ottimizzazione del proprio livello qualitativo professionale.
I rapporti con altri professionisti sono impostati sul rispetto reciproco, sulla correttezza di comportamento professionale in ogni caso nel rispetto del diritto del paziente alla discrezione ed al segreto.

Casella di testo: Animatore

 

Casella di testo:  Terapista occupazionale

 

Casella di testo:  Utente e 
Care-givers
Casella di testo:  Consulente vocazionale

 

Casella di testo:  Tecnico ortopedico

 

Casella di testo:  Logopedista

 

Casella di testo:  Assistenti domiciliari
Casella di testo: Infermiere

 

Casella di testo:  Fisioterapista

 

Casella di testo: Educatore professionale

 

Casella di testo:  Altri medici

 

Casella di testo: Bioingegnere

 

Casella di testo:  Psicologo

 

Casella di testo:  Assistente sociale
Casella di testo: Fisiatra

      

 Fig. 1.1  -  I componenti principali del team riabilitativo (1)

 

Figure Professionali: sono segnalate nelle caselle colorate alcune attività specifiche per la figura, nelle caselle bianche quelle da svolgere in collaborazione. (2)

 

Infermiere della Riabilitazione

Mobilità

Trasferimenti

Posture

Toilette – Cure igieniche

Vestirsi

Mangiare

Comunicare

Fisioterapista

Mobilità

Trasferimenti

Posture

Toilette – Cure igieniche

Terapista occupazionale

Trasferimenti

Posture
Toilette – Cure igieniche
Vestirsi
Mangiare

Comunicare

Logopedista

 

Mangiare

Comunicare

 

Bibliografia:

 

   - (1)(2) “ L’Infermiere della Riabilitazione”  N. Basaglia – L. Gamberoni, 1998 Edizioni Ermes, Milano. Pagg. 60, 61

   -(1)(2) “ Progettare la Riabilitazione, il lavoro in team interprofessionale” – N. Basaglia et al., 2001 Edizioni Ermes, Milano. Pagg. 3, 61, 65, 66, 67

   -  D.M. 14 Settembre 1994, Profilo Professionale dell’Infermiere

   -  “ Codice Deontologico dell’Infermiere”, testo approvato dal Comitato Centrale della Federazione IPASVI – Febbraio 1999.

  -  “ Codice Deontologico del Fisioterapista”, testo rivisto dal Tribunale per i Diritti del Malato
Approvato dal Direttivo Nazionale AITR il 23 ottobre 1998.
Approvato dal Congresso Nazionale AITR il 25 ottobre 1998.

 -  “ Codice Deontologico del Logopedista”, approvato dalla F.L.I. IL 13.02.1999

   -  “La Disabilità vissuta e raccontata dagli attori che partecipano ad un vivere diverso che non è

malattia” - F. Raineri, M. Colaiacomo - Relazione al seminario rivolto agli Studenti del CdL Università del Piemonte Orientale, g. 16/06/2004, Sede Formativa di Biella.

 

Webliografia:

 

  -   http://www.infermierionline.net   , Area Normativa Professionale, Area Infermieri/Aree Specialistiche/Nursing in Geriatria e Riabilitazione, Archivio chat.

 

 

Pubblicato su Infermierionline.net il 29.09.05

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