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L’ecografia è un’esame
strumentale, non invasivo, che viene utilizzato in gravidanza per
controllare la crescita fetale e come coadiuvante della visita ginecologica
in caso di dubbi. L’esame può essere TRANSADDOMINALE (cioè la sonda esplora
utero ed ovaie attraverso l’addome) o TRANSVAGINALE (cioè utero ed ovaie
vengono indagate per “contatto” diretto, inserendo un’apposita sonda
all’interno della vagina). Spesso la via transvaginale viene utilizzata
quando non è chiaro il quadro transaddominale. I due tipi di esami
richiedono una diversa preparazione. Nell’esecuzione dell’esame
transaddominale è necessario che la vescica sia piena (funge da “guida” all’ecografista),
mentre nell’esame transvaginale deve essere vuota (visto che la sonda va a
poggiare sull’utero).
L’ecografia è una tecnica che utilizza onde sonore ad alta frequenza
(ultrasuoni). Queste onde vengono riflesse dal feto e trasformate in
immagini.
Nei primi due/ tre mesi di gravidanza si valuta, tramite la misura della
lunghezza del feto, se questo corrisponde all’epoca di gravidanza calcolata
sulla base dell’ultima mestruazione. Dalla fine del secondo mese si può già
valutare l’attività cardiaca; dal quarto mese si effettuano le misurazioni
della testa, dell’addome, del femore. Si valutano anche l’inserzione
placentare e la quantità di liquido amniotico. L’ecografia permette di
indagare gli organi interni, anche se, a causa di variabili quali la
quantità di liquido amniotico, la posizione del feto, lo spessore della
parete addominale materna, è possibile che alcune lesioni anche importanti
non siano rilevate.
In oltre venticinque anni di esami ecografici sul feto non sono stati
segnalati danni fetali. E’ quindi ragionevole affermare che l’esame
ecografico non causa danni al feto.
Le scadenze per l’esecuzione dell’esame sono: 1° trimestre, tra la 20a
e la 22a settimana, tra la 28a e la 30a.
Fermo restando che il medico specialista può decidere di sottoporre la donna
ad ulteriori controlli ecografici

*1) La preparazione
consiste, oltre che la vescica piena o meno in funzione del tipo di esame,
nel seguire una dieta priva di scorie nei tre giorni precedenti l’esame e
nell’assumere 3 c. die di carbone vegetale nei tre giorni precedenti
l’esame.
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