L'ECOGRAFIA IN GRAVIDANZA

di Adele Sandri

 

L’ecografia è un’esame strumentale, non invasivo, che viene utilizzato in gravidanza per controllare la crescita fetale e come coadiuvante della visita ginecologica in caso di dubbi. L’esame può essere TRANSADDOMINALE (cioè la sonda esplora utero ed ovaie attraverso l’addome) o TRANSVAGINALE (cioè utero ed ovaie vengono indagate per “contatto” diretto, inserendo un’apposita sonda all’interno della vagina). Spesso la via transvaginale viene utilizzata quando non è chiaro il quadro transaddominale. I due tipi di esami richiedono una diversa preparazione. Nell’esecuzione dell’esame transaddominale è necessario che la vescica sia piena (funge da “guida” all’ecografista), mentre nell’esame transvaginale deve essere vuota (visto che la sonda va a poggiare sull’utero).

L’ecografia è una tecnica che utilizza onde sonore ad alta frequenza (ultrasuoni). Queste onde vengono riflesse dal feto e trasformate in immagini.

Nei primi due/ tre mesi di gravidanza si valuta, tramite la misura della lunghezza del feto, se questo corrisponde all’epoca di gravidanza calcolata sulla base dell’ultima mestruazione. Dalla fine del secondo mese si può già valutare l’attività cardiaca; dal quarto mese si effettuano le misurazioni della testa, dell’addome, del femore. Si valutano anche l’inserzione placentare e la quantità di liquido amniotico. L’ecografia permette di indagare gli organi interni, anche se, a causa di variabili quali la quantità di liquido amniotico, la posizione del feto, lo spessore della parete addominale materna, è possibile che alcune lesioni anche importanti non siano rilevate.

 

In  oltre venticinque anni di esami ecografici sul feto non sono stati segnalati danni fetali. E’ quindi ragionevole affermare che l’esame ecografico non causa danni al feto. Le scadenze per l’esecuzione dell’esame sono: 1° trimestre, tra la 20a e la 22a settimana, tra la 28a e la 30a. Fermo restando che il medico specialista può decidere di sottoporre la donna ad ulteriori controlli ecografici

 

 

 

*1) La preparazione consiste, oltre che la vescica piena o meno in funzione del tipo di esame, nel seguire una dieta priva di scorie nei tre giorni precedenti l’esame e nell’assumere 3 c. die di carbone vegetale nei tre giorni precedenti l’esame.