L'accesso alle strutture di pronto soccorso
è sinonimo di confusione e caos, specialmente nei momenti del massimo
afflusso.
Sul territorio nazionale (e comunque anche
nei Paesi stranieri) esistono realtà molto differenti tra loro, sia in temini
di struttura che di quantità delle prestazioni erogate all'utenza.
Nel tentativo di regolamentare gli accessi e
il ricorso al pronto soccorso stesso si stanno ancora oggi sperimentando
soluzioni differenti; non ultima è giunta in alcune Aziende Sanitarie
l'introduzione di ticket particolari, un'iniziativa nata dalla necessità di
'scoraggiare' chi si reca in pronto soccorso come 'alternativa' ad un percorso
diagnostico o terapeutico piu' tradizionale (ricorso al proprio medico,
prenotazioni presso l'Asl, eccetera).
Nel 1992, attraverso un DPR poi recepito con
notevoli differenze dalle varie realtà regionali italiane, sono state
contemporaneamente istituite le Centrali Operative di Soccorso a numero unico
sul territorio nazionale (1.1.8) ed è stato definito il percorso di accesso
alle strutture di pronto soccorso, attraverso l'attribuzione di un codice di
gravità.
Questa prima accettazione, una sorta di 'filtro',
viene definita 'TRIAGE', un termine francese che ha il senso di '..dar ordine,
mettere in fila.'-lo scopo è evidentemente quello di accettare PRIMA i
pazienti/utenti più gravi, dunque più 'urgenti'.
Lo stesso DPR definiva responsabile della
emanazione dei protocolli operativi il Dirigente (o Primario) della struttura
di Pronto Soccorso, ma assegnava all'infermiere professionale il compito di
applicare il 'triage', cioè di ASSEGNARE il codice di gravità.
Al riguardo la reazione sul territorio non è
stata omogenea: alcune strutture sono operative da anni secondo i dettami
dello stesso DPR; in altre realtà il ritardo è notevole; in altre si è ancora
a 'prima dell'inizio'...
Comunque, nelle strutture dove si effettua
secondo i dettami di Legge il 'triage' , e quindi una accettazione ben
organizzata (strutture che hanno, dunque, a disposizione infermiere ed
ambienti in qunatità e qualità sufficienti) si arriva ad attribuire ad ogni
persona che si presenta in pronto soccorso uno speciale 'codice di gravità', o
codice colore.
Infatti, l'accesso al pronto soccorso non è
esattamente l'accesso al bancone dei surgelati del supermercato; dove è palese
che una precedenza d'accesso è legata alla sola e mera cronologia: cioè chi
arriva prima è servito prima e da quando si assegnano, anche nei supermercati,
i numeri, i 'furbi' devono attendere il proprio turno.
In un pronto soccorso le cose sono diverse:
e diventa difficile per un cittadino in attesa accettare e comprendere di
dover aspettare perchè è stato fatto entrare prima un tipo che era giunto 'dopo'...ma
prendiamo un caso emblematico.
Quest'oggi vi siete dati una potentissima
martellata su un dito; l'unghia è nera; c'è un ematoma e il dolore è forte, se
siete stati sfortunati c'è stato anche un po' di sanguinamento, perchè la
botta ha creato una ferita lacerocontusa.(Insomma, oltre al colpo anche un
taglio..)
Vi recate al pronto soccorso e vi viene
assegnato un certo codice colore (in questi casi ...il colore 'VERDE', poi
vedremo che cosa significa con piu' attenzione.)
Siete lì da oltre tre quarti d'ora, qualcuno
se ne ha avuto tempo e attenzione vi ha allungato un sacchetto (o un guanto
chirurgico, dono dell'inventiva infermieristica) colmo di ghiaccio, per
alleviare il dolore e il forte 'pulsare' del ditone..quando un vecchietto, il
passo malfermo, si presenta al vetro...e viene fatto entrare pressoché
subito!!!
Vi passa avanti! E il tutto sotto la complice coordinazione /decisione di
quell'antipatico infermiere che non v'ha fatto passare ancora! Ma perchè?
Bene, la risposta è la seguente: il signore
che si è presentato al vetro è una persona che da anni soffre di insufficienza
cardiovascolare: stava passeggiando vicino all'ospedale e si è sentito 'venire
meno', adesso suda, ha la vista annebbiata, faticosamente ha raggiunto il
pronto soccorso e lamenta dolore toracico irradiato al braccio: potrebbe
essere addirittura una replica dell'infarto miocardico avuto 6 anni fa...l'infermiere
gli assegna un codice superiore al vostro, un bel 'GIALLO'..e lo fa entrare
subito perché si è appena liberata una delle (generalmente poche) stanze di
trattamento.
Purtroppo per tutti e due, questo vecchietto
ha davvero piu' diritto di voi: infatti non c'è un imminente pericolo di vita
, ma la sua situazione è comunque molto precaria, o puo' diventarlo.
Ecco i codici colore ed una loro possibile
spiegazione anche con degli esempi 'clinici', certo incompleti ma speriamo
sufficienti a rendere l'idea.
| |
Codice rosso |
imminente pericolo di vita, il
pronto soccorso si ferma e riceve immediatamente l'utente.
|
| |
Codice giallo |
non c'è imminente pericolo di vita
ma la situazione è grave; tempo di attesa di norma non superiore a 10
minuti
|
| |
Codice verde |
urgente, tempo di attesa stimato,
entro le due ore
|
| |
Codice bianco |
nessuna urgenza, tempo di attesa
indefinito.
|
(E' evidente che se non ci sono pazienti in
trattamento un codice 'basso',anche un bianco, entra subito nei locali.)
Quali patologie possiamo ricondurre ai
codici colore?
ROSSO>
arresti cardiaci, gravi politraumi (in genere incidenti stradali importanti ,o
infortuni gravi sul lavoro); stati di shock; gravi emorragie; ogni altra
situazione di 'imminente pericolo di vita'.
GIALLO>
compromissioni parziali e in via di probabile peggioramento, comunque non
ancora gravi, delle condizioni dell'apparato respiratorio e circolatorio;
incidenti personali di notevole entità; febbri elevate di natura da
determinare; (stati nei quali un individuo deve comunque accedere entro 10
minuti ai locali di trattamento.)
VERDE>l'esempio
riportato del piccolo trauma è emblematico, così come stati febbrili di
modesta entità; situazioni di dolorabilità importante (cefalee); lussazioni e
distorsioni delle articolazioni; problemi vari ma non compromettenti le
condizioni generali a carico dei vari apparati e organi.
BIANCO> la prestazione NON è di
pertinenza del pronto soccorso. Un esempio: da due mesi avete mal di
schiena? Non è al pronto soccorso che ci si deve recare, ma dal proprio
medico...
Vi sono poi delle eccezioni: un paziente
pediatrico; una gestante; una condizione morbosa particolare puo' comportare
da parte dell'infermiere che attribuisce il codice colore una sorta di
riconosciuta e prevista 'sovrastima', proprio per evitare ulteriori tempi di
attesa e complicanze non volute all'utente.
Comunque, restiamo a disposizione per ogni
altro chiarimento al riguardo: con una preghiera: considerate, quando vi
recate in un pronto soccorso, che probabilmente se siete 'persone normali' non
ci tornerete tanto presto: ce lo auguriamo e ve lo auguriamo...molti operatori
invece trascorrono in quelle trincee tutta la loro vita professionale, o gran
parte di essa...comprendiamoci reciprocamente!!
|