IL CODICE COLORE IN PRONTO SOCCORSO.

A cura di Francesco Falli,

Infermiere specializzato in anestesia e rianimazione; caposala;

In servizio quale IP Coordinatore (caposala) presso il PS/Medicina d'Urgenza La Spezia

 

 

L'accesso alle strutture di pronto soccorso è sinonimo di confusione e caos, specialmente nei momenti del massimo afflusso.

Sul territorio nazionale (e comunque anche nei Paesi stranieri) esistono realtà molto differenti tra loro, sia in temini di struttura che di quantità delle prestazioni erogate all'utenza.

Nel tentativo di regolamentare gli accessi e il ricorso al pronto soccorso stesso si stanno ancora oggi sperimentando soluzioni differenti; non ultima è giunta in alcune Aziende Sanitarie l'introduzione di ticket particolari, un'iniziativa nata dalla necessità di 'scoraggiare' chi si reca in pronto soccorso come 'alternativa' ad un percorso diagnostico o terapeutico piu' tradizionale (ricorso al proprio medico, prenotazioni presso l'Asl, eccetera).

 

Nel 1992, attraverso un DPR poi recepito con notevoli differenze dalle varie realtà regionali italiane, sono state contemporaneamente istituite le Centrali Operative di Soccorso a numero unico sul territorio nazionale (1.1.8) ed è stato definito il percorso di accesso alle strutture di pronto soccorso, attraverso l'attribuzione di un codice di gravità.

 

Questa prima accettazione, una sorta di 'filtro', viene definita 'TRIAGE', un termine francese che ha il senso di '..dar ordine, mettere in fila.'-lo scopo è evidentemente quello di accettare PRIMA i pazienti/utenti più gravi, dunque più 'urgenti'.

 

Lo stesso DPR definiva responsabile della emanazione dei protocolli operativi il Dirigente (o Primario) della struttura di Pronto Soccorso, ma assegnava all'infermiere professionale il compito di applicare il 'triage', cioè di ASSEGNARE il codice di gravità.

Al riguardo la reazione sul territorio non è stata omogenea: alcune strutture sono operative da anni secondo i dettami dello stesso DPR; in altre realtà il ritardo è notevole; in altre si è ancora a 'prima dell'inizio'...

 

Comunque, nelle strutture dove si effettua secondo i dettami di Legge il 'triage' , e quindi una accettazione ben organizzata (strutture che hanno, dunque, a disposizione infermiere ed ambienti in qunatità e qualità sufficienti) si arriva ad attribuire ad ogni persona che si presenta in pronto soccorso uno speciale 'codice di gravità', o codice colore.

 

Infatti, l'accesso al pronto soccorso non è esattamente l'accesso al bancone dei surgelati del supermercato; dove è palese che una precedenza d'accesso è legata alla sola e mera cronologia: cioè chi arriva prima è servito prima e da quando si assegnano, anche nei supermercati, i numeri,  i 'furbi' devono attendere il proprio turno.

 

In un pronto soccorso le cose sono diverse: e diventa difficile per un cittadino in attesa accettare e comprendere di dover aspettare perchè è stato fatto entrare prima un tipo che era giunto 'dopo'...ma prendiamo un caso emblematico.

 

Quest'oggi vi siete dati una potentissima martellata su un dito; l'unghia è nera; c'è un ematoma e il dolore è forte, se siete stati sfortunati c'è stato anche un po' di sanguinamento, perchè la botta ha creato una ferita lacerocontusa.(Insomma, oltre al colpo anche un taglio..)

Vi recate al pronto soccorso e vi viene assegnato un certo codice colore (in questi casi ...il colore 'VERDE', poi vedremo che cosa significa con piu' attenzione.)

 

Siete lì da oltre tre quarti d'ora, qualcuno se ne ha avuto tempo e attenzione vi ha allungato un sacchetto (o un guanto chirurgico, dono dell'inventiva infermieristica) colmo di ghiaccio, per alleviare il dolore e il forte 'pulsare' del ditone..quando un vecchietto, il passo malfermo, si presenta al vetro...e viene fatto entrare pressoché subito!!!
Vi passa avanti! E il tutto sotto la complice coordinazione /decisione di quell'antipatico infermiere che non v'ha fatto passare ancora! Ma perchè?

Bene, la risposta è la seguente: il signore che si è presentato al vetro è una persona che da anni soffre di insufficienza cardiovascolare: stava passeggiando vicino all'ospedale e si è sentito 'venire meno', adesso suda, ha la vista annebbiata, faticosamente ha raggiunto il pronto soccorso e lamenta dolore toracico irradiato al braccio: potrebbe essere addirittura una replica dell'infarto miocardico avuto 6 anni fa...l'infermiere gli assegna un codice superiore al vostro, un bel 'GIALLO'..e lo fa entrare subito perché si è appena liberata una delle (generalmente poche) stanze di trattamento.

 

Purtroppo per tutti e due, questo vecchietto ha davvero piu' diritto di voi: infatti non c'è un imminente pericolo di vita , ma la sua situazione è comunque molto precaria, o puo' diventarlo.

 

Ecco i codici colore ed una loro possibile spiegazione anche con degli esempi 'clinici', certo incompleti ma speriamo sufficienti a rendere l'idea.

 
  Codice rosso   imminente pericolo di vita, il pronto soccorso si ferma e riceve immediatamente l'utente.
  Codice giallo   non c'è imminente pericolo di vita ma la situazione è grave; tempo di attesa di norma non superiore a 10 minuti
  Codice verde   urgente, tempo di attesa stimato, entro le due ore
  Codice bianco   nessuna urgenza, tempo di attesa indefinito.

 

 

 

 

 

(E' evidente che se non ci sono pazienti in trattamento un codice 'basso',anche un bianco, entra subito nei locali.)

 

Quali patologie possiamo ricondurre ai codici colore?

ROSSO> arresti cardiaci, gravi politraumi (in genere incidenti stradali importanti ,o infortuni gravi sul lavoro); stati di shock; gravi emorragie; ogni altra situazione di 'imminente pericolo di vita'.

GIALLO> compromissioni parziali e in via di probabile peggioramento, comunque non ancora gravi, delle condizioni dell'apparato respiratorio e circolatorio; incidenti personali di notevole entità; febbri elevate di natura da determinare; (stati nei quali un individuo deve comunque accedere entro 10 minuti ai locali di trattamento.)

VERDE>l'esempio riportato del piccolo trauma è emblematico, così come stati febbrili di modesta entità; situazioni di dolorabilità importante (cefalee); lussazioni e distorsioni delle articolazioni; problemi  vari ma non compromettenti le condizioni generali a carico dei vari apparati e organi.

BIANCO> la prestazione NON è di pertinenza del pronto soccorso. Un esempio: da due mesi avete mal di schiena? Non è al pronto soccorso che ci si deve recare, ma dal proprio medico...

 

Vi sono poi delle eccezioni: un paziente pediatrico; una gestante; una condizione morbosa particolare puo' comportare da parte dell'infermiere che attribuisce il codice colore una sorta di riconosciuta e prevista 'sovrastima', proprio per evitare ulteriori tempi di attesa e complicanze non volute all'utente.

 

Comunque, restiamo a disposizione per ogni altro chiarimento al riguardo: con una preghiera: considerate, quando vi recate in un pronto soccorso, che probabilmente se siete 'persone normali' non ci tornerete tanto presto: ce lo auguriamo e ve lo auguriamo...molti operatori invece trascorrono in quelle trincee tutta la loro vita professionale, o gran parte di essa...comprendiamoci reciprocamente!!

 

Saluti a tutti!