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Baby Blues e Depressione Post-Partum
Di Serena Orlando |
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Tutto della donna è enigma, e tutto nella donna ha una soluzione: questa si chiama gravidanza. Nietzshe
Per ogni donna diventare mamma è un’esperienza unica e meravigliosa. E’ un evento però, che comporta grandi cambianti, dal punto di vista fisico, emotivo e sociale. Nella nostra cultura la maternità è considerata un evento esclusivamente gioioso, la neo mamma è felice per definizione, e le immagini della maternità che ci vengono proposte sono sempre quelle di madri sorridenti e riposate. Ma nella realtà è sempre così? Il Baby Blues è un po’ come quelle canzoni dolci e tristi dei neri americani nate ai tempi della schiavitù, piene di nostalgia del paradiso perduto. Un sentimento di tristezza, d’instabilità emotiva, che facilmente scivola nel pianto e si accompagna a sbadataggine e a volte confusione. Accade al 30% delle mamme nei primi dieci giorni dopo il parto. Ansia, tristezza, un sentimento d’inadeguatezza nei confronti delle cure da prestare al bambino, questi sintomi hanno la durata di una o due settimane, poi scompaiono naturalmente. Chi l’ha provato ne conserverà per sempre il ricordo con ironia e un pizzico di nostalgia. A questa condizione “normale”, però, a volte si sommano altri fattori di rischio, come la predisposizione genetica alla depressione, lo stress eccessivo dovuto a una gravidanza in età troppo giovane o alla mancanza di appoggi (è il caso delle mamme-single o con famiglia lontana), e infine l’abuso di alcol e droghe. Tutto questo può portare alla Depressione Post-Partum che si verifica invece, nel 10/15% delle puerpere e può colpire ogni donna indipendentemente dall’età, dal numero di gravidanze precedenti, dalla situazione sociale ed economica. Non è legata al carattere e non è un segno di debolezza e soprattutto non vuol dire che la persona non sia adatta a svolgere il ruolo di madre. Oltre ai sintomi che caratterizzano il Baby Blues, possiamo avere:
Ø Perdita o aumento di peso Ø Difficoltà a prendere sonno oppure a rimanere sveglia Ø Stanchezza e disinteresse per le attività quotidiane Ø Incapacità di prendere decisioni Ø Difficoltà di concentrazione e di memoria Ø Assoluta indifferenza o preoccupazione ingiustificata nei confronti del neonato.
Possono inoltre comparire forti cefalee, palpitazioni ed attacchi di panico. I sintomi possono essere più intensi o moderati, si possono avere giorni di totale assenza, e giorni in cui si presentano in maniera determinata. Questa altalena continua di sbalzi d’umore fa si, che la neo mamma si isoli sempre più, covando dentro se stessa sentimenti di colpa e vergogna. In alcuni rari casi si può verificare che la depressione sia accompagnata da psicosi. In questo raro caso, in aggiunta ai sintomi legati allo stato depressivo, la donna comincia a soffrire di allucinazioni e di fissazioni, perdendo gradualmente il contatto con la realtà.
Cause Le cause non sono ben identificate, e secondo gli studi più recenti all’insorgere della Depressione post-partum contribuiscono una serie di fattori:
Ø Fattore ormonale. Il brusco calo di estrogeni, progesterone e cortisolo che avviene dopo il parto, mette a dura prova l’umore delle neo mamme, e fa versare all’80% di loro le così dette lacrime di latte. Ø Lo stress fisico e psichico dovuti al travaglio di parto e al parto. Ø Fattori ambientali e culturali. Un ruolo importate gioca infatti l’ambiente che circonda la neo mamma. Si è visto che questo disturbo è praticamente inesistente nelle culture in cui la madre nel puerperio, ha il solo compito di stare con il neonato.
Come prevenire
Attenzionare le future mamme che già soffrono di depressione o hanno familiarità per questa patologia. Informare, anche nei corsi preparatori al parto, sul Baby Blues e la Depressione post partum. Sensibilizzare futuri papà e familiari, ricordando loro che un comportamento di massima collaborazione alla neo mamma, specie nei primi giorni, giova alla stessa facendola sentire meno sola.
Cura
Il primo aiuto è affettivo, specie da parte della madre o di un’altra figura femminile significativa della famiglia. Questo è essenziale per aiutare la giovane donna a continuare il suo processo di crescita personale in armonia con la crescita del bambino. Anche il marito, o il compagno, può alleggerire molto il malessere della donna in puerperio, sia sostenendola affettivamente, sia aiutandola nella cura del piccolo, specie la notte, per farla riposare di più.
Il secondo aiuto è farmacologico: gli antidepressivi di ultima generazione sono molto maneggevoli e possono aiutare la donna a recuperare il suo equilibrio interiore. Anche gli estrogeni, grazie alla ripresa del ciclo, possono aiutare la donna a sentire un umore gradualmente migliore.
Il terzo aiuto è psicoterapico, in genere in parallelo all’uso dell’antidepressivo, quando dalla storia clinica emergono fattori meritevoli di un aiuto anche di tipo psicodinamico.
Conclusioni
Parlare della depressione post partum è lo strumento più efficace per prevenire, combattere, minimizzare i suoi effetti e guarirla. Lo slogan è “la depressione post partum non è una colpa”, curarla con successo è possibile. Al tempo delle lacrime, seguirà presto il tempo della gioia.
Per chi volesse approfondire
Quando arriva la cicogna di A.M. Gioacchini, A. Ingegno, C. Piazza, R. prosperi Porta, R. Scalisi. Collana: Le Comete Edizioni FrancoAngeli
Medea tra noi di Gian Carlo Nivoli Carrocci Editore
Quando le mamme non sono felici di M. Ammaniti, S. Cimino, C. Trentini Il Pensiero Scientifico Editore
Una testimonianza
E poi venne la pioggia Di S. Brooke Editore Corbaccio
Bibliografia Psychosocial and psychological interventions for prevention of postnatal depression: systematic review Dannis Cl. University of Toronto, faculty of Nursing Medea tra noi di Gian Carlo Nivoli - Carrocci Editore
Webliografia http://www.gravidanzaonline.it/news/1026.html http://www.aslmi3.it/modulistica/news/19/Biraghi.pdf http://www.oirmsantanna.piemonte.it/web/news/notiziario/notiziario_1_03/depr_partum.asp
Immagine Tratta dalla relazione: Il ruolo del personale ostetrico nella gestione della depressione postnatale Dr. Patrizia Biraghi
Pubblicato su Infermierionline.net il g. 22.01.2008Copyright © AIOL 2008 |
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