L’intervento
chirurgico di laringectomia totale interferendo sulla fase faringea della
deglutizione rende necessaria la nutrizione artificiale in quanto viene ad
essere completamente preclusa l’assunzione per os degli alimenti.
Obiettivo
primario di tale alimentazione dovrà essere quello di favorire il corretto
apporto nutrizionale attraverso la scelta di diverse e specifiche
possibilità terapeutiche basate sui bisogni individuali del paziente tenendo
conto che regole fisse non possono essere adottate.
Importante
risulterà a tal proposito una corretta pianificazione assistenziale che
sebbene spesso sottovalutata, risulterà di fondamentale importanza per il
decorso post operatorio del paziente; utile in questo senso risulterà la
collaborazione con la dietista ed il medico, oltre al paziente ed ai suoi
familiari.
Per una
adeguata pianificazione dell’assistenza è necessario:
-
valutazione
dello stato pre-operatorio nutrizionale con raccolta di informazioni (a
tal proposito fondamentale riferimento di lavoro diviene la scheda
infermeristica)
-
Pianificazione della strategia nutrizionale da adottarsi dopo
l’intervento con la collaborazione attiva del paziente e dei suoi
familiari.
-
Eventuali
modifiche al piano ed interventi nelle eventuali complicanze.
Mediante la
compilazione della scheda infermieristica sarà possibile recuperare dati
fondamentali quali:
peso, allergie
ed intolleranze alimentari, anoressia, disfagia, vomito, diarrea, calo
ponderale,edemi agli arti,ipotrofia delle masse muscolari,eventuale presenza
di segni di disidratazione(pallore,occhi infossati,lingua secca,ecc.)
Si annoteranno
inoltre le abitudini e preferenze alimentari, eventuali patologie quali
disfunzioni metaboliche,(diabete) o presenza di IRC o cardiopatie. Fondamentale
essere a conoscenza di eventuali dipendenza da alcool e tabacco con
patologie correlate(varici esofagee, BPCO, ecc.).
Un momento
importante per la buona riuscita del piano assistenziale sarà
l’informazione data al paziente ed ai familiari,che dovranno essere chiare e
ben comprese. Verrà quindi avvisato che all’uscita della sala operatoria avrà
un S.N.G. che dovrà rimanere in situ per circa due settimane,che non potrà
ricevere nutrimento per bocca in questo periodo:si cercherà la
collaborazione del paziente e dei suoi cari,valutando la risposta
psicologica alle informazioni ricevute.In caso di mancante collaborazione si
richiederanno consultazioni con altre discipline(neurologo,psicologo).
La scelta del
tipo di dieta da seguire sarà esclusiva competenza del medico con l’ausilio
della dietista;sarà responsabilità dell’infermiera pianificare la corretta
assunzione della dieta prescritta, controllando effetti collaterali ed
intervenendo tempestivamente per correggerli.
Nella nostra
unità operativa si privilegia la nutrizione enterale attraverso il S.N.G. in
quanto questo metodo utilizza la via naturale integra, by-passando la zona
operata mantenendo un buon trofismo della mucosa digestiva evitando
migrazioni batteriche.
L’introduzione
del sondino avviene in sala operatoria su indicazione medica.
Ci sono vari
tipi di S.N.G.,che variano a seconda del calibro, del materiale,ecc,
Le
caratteristiche fondamentali di una sonda per nutrizione sono:
-
piccolo diametro esterno e grande all’interno( pareti sottili )
-
buona biocompatibilità
-
facilità di posizionamento
-
capacità di permanere per lungo tempo a contatto con i liquidi
biologici,alimenti e le mucose senza alterarsi
-
radiopacità
-
presenza di un mandrino sufficientemente rigido
-
presenza di tacche di riferimento.
Oggi sono
disponibili in commercio solo sondini in silicone e poliuretano, che li
rendono morbidi, lisci e flessibili:quelli in pvc sono stati aboliti.
Tabella
comparativa dei materiali comunemente in uso per i SNG :
|
Materiali : |
poliuretano |
silicone |
pvc |
gomma |
|
Migrazione di plastificanti |
NO |
NO |
SI |
NO |
|
Resistenza ai succhi gastrici |
eccellente |
eccellente |
Molto debole |
debole |
|
Rapporto diametro int./est. |
Molto alto |
basso |
alto |
Molto basso |
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Facilità d’introduzione |
eccellente |
Cattiva (di solito la sonda è mandrinata) |
buona |
Non buona |
|
trasparenza |
elevata |
discreta |
buona |
manca |
Il sondino va
fissato in modo da non provocare decubiti alle narici;va ancorato usando
pezzi di cerotti lunghi e continui dalla radice del naso sino al tubo. Nel
caso manchino le tacche di riferimento, si dovrà segnare con un pennarello
indelebile il livello dell’ala nasale sul sondino:questo servirà come
indicatore per controllare eventuali sposizionamenti.Si potrà inoltre
proteggere le pinne nasali con sostanze idrocolloidali.
Si possono
verificare complicanze quali: irritazione da cerotto per intolleranza o
traumatismo continuo,inoltre il mantenere un sondino in sede per lungo tempo
può causare erosione del setto nasale e dell’esofago,sinusite,ecc.
E’ bene porre
attenzione anche alla scelta del cerotto ;oggi si tende ad utilizzare
cerotti con collanti più tenaci di un tempo.
Manovra
importante la rimozione del cerotto,che deve essere imbevuto di solventi che
annullino l’azione del collante. Questa operazione andrà eseguita almeno a
giorni alterni (e comunque ogni volta che ve ne sia necessità),facendo
attenzione di collocare il fissaggio in posizioni differenti per cercare di
far riposare la cute.
Gli obbiettivi
che ci poniamo con questo tipo di nutrizione:
Favorire il
giusto apporto di calorie e nutrienti:se questo non avviene infatti, si
instaurano delle complicanze quali.:
-
ritardo nella
rigenerazione dei tessuti sani ed il rallentamento della guarigione delle
ferite.
-
formazione di
fistole
-
squilibrio
idroelettrolitico
-
diminuzione
della risposta immunitaria con aumento del pericolo di infezioni.
-
conseguente
aumento dei costi
sanitari
Per garantire
un adeguato apporto di calorie e nutrienti al paziente,si possono utilizzare
preparati industriali,oppure utilizzare una alimentazione con cibi
normalmente preparati ,ma frullati ed omogeneizzati ed opportunamente
diluiti. Nel primo caso, l’industria farmaceutica offre un vasto panorama di
scelta. Questi prodotti sono fluidi, completi e bilanciati , la loro
composizione in zuccheri, calorie, fibre, proteine ed oligoelementi è
dichiarata nel’etichetta, quindi si conosce esattamente il tipo e la
quantità di nutrienti somministrata. Per somministrare questi preparati, si
utilizzano deflussori collegati ad una pompa. Con questo tipo di nutrizione
abbiamo un perfetto controllo sui tempi e sulle modalità di somministrazione
della dieta.la scelta e l’utilizzo dei vari prodotti farmaceutici in
commercio è dettata dalle condizioni del paziente. Lo schema posologico di
somministrazione prevede l’infusione in continuo con l’utilizzo di una pompa
infusiva, secondo un programma nutrizionale graduale.
SCHEMA
NUTRIZIONALE CON SISTEMA IMPACT
|
1°giornata
post. op. |
dieta idrica
(liquidi ev. e per S.N.G.) |
|
2°giornata |
Impact 500 cc.
Da somministrare in 2 ore e 30 minuti |
|
3° giornata
|
Impact 750 cc. : 250cc. Ore8 in 60 min. – 500cc. Ore12 in 90 min.
|
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4°giornata |
Impact 1000cc.: 250cc.ore 8 –500 cc. Ore 12 – 250 cc. Ore 19 controllo
ionemia e proteine totali |
|
5° giornata |
Impact 1250
cc.: 500 cc. Ore 8 – 500 cc. Ore 12 – 250 cc. Ore 19 |
|
6° giornata |
Impact 1500
cc.: 500 cc. Ore 8 – 500 cc. Ore 12 – 500 cc. Ore 19 |
|
7° giornata |
come la
precedente, + controllo ioni e proteine |
Si prosegue poi
per i restanti giorni come in 6° giornata, ripetendo controllo ioni,
emocromo e proteine dopo 3 o 4 giorni:
Raccomandazioni
e utilizzo del prodotto:
-
osservare una tecnica asettica,
-
lavarsi le mani prima dell’utilizzo e manipolazione del flacone,
-
controllare la scadenza del prodotto,
-
agitare il flacone,
-
eseguire le manovre mantenendo l’asepsi mentre si applica il set
d’infusione alle bottiglie e si collega il tutto alla pompa e al sondino
-
ricordare che il set d’infusione va sostituito giornalmente
-
impostare l’adeguata velocità alla pompa secondo lo schema prescritto
-
ricordare sempre al paziente che la nutrizione enterale è una vera e
propria terapia
Complicanze: si
potranno avere: malessere, distensione addominale,
nausea,vomito,diarrea,crampi oppure complicanze metaboliche quali
iperglicemia, iperidratazione,o disidratazione, squilibri elettrolitici,
ecc.
L’evenienza più
frequentemente riscontrata con questo tipo di nutrizione è la diarrea,che si
presenta a volte in seguito ad una troppo veloce infusione del prodotto.
Esistono comunque delle formulazioni apposite in commercio, ricche di fibre
solubili, tali da ovviare anche se il problema non fosse legato alla
scorretta somministrazione.
Si può usare
una alimentazione naturale frullata con l’integrazione di omogeneizzati.
Nella nostra
unità operativa si privilegia questo tipo di alimentazione con cibi
domestici ( semolino, brodo, frullati di frutta, prodotti per l’infanzia,
verdure ecc) Tale dieta viene ottenuta frullando, omogeneizzando e
miscelando vari tipi di alimenti come: carne, verdura, frutta, ed alimenti
ricchi di sostanze nutritive con una buona componente di scorie, utile ad
una buona funzionalità intestinale. Inoltre risulta essere meglio tollerata
sia dal paziente che dai suoi familiari in quanto più simile ad una normale
alimentazione ed anche più economica.
Le
controindicazioni a questa dieta sono date dal fatto che non è bilanciata,
completa, in termini di adeguato apporto calorico e contenuto vitaminico e
di sali minerali.
LINEE
GUIDA PER LA CORRETTA SOMMINISTRAZIONE DELLA NUTRIZIONE ENTERALE TRAMITE SNG
Preparazione del paziente
Mettere il
paziente in posizione fowler, in quanto questa posizione rende meno facile
l’inspirazione di alimenti e facilita il loro passaggio verso l’intestino.
Sarà cura
dell’operatore, specie nei primi giorni del post operatorio, sostenere il
capo del paziente durante le manovre di posizionamento, così da mantenere a
riposo la muscolatura recentemente sottoposta ad intervento.
Posizionare
telino per la protezione degli indumenti del paziente ed effettuare un
abroncoaspirazione.
Controllare il
corretto posizionamento del SNG mediante l’aspirazione di una piccola parte
di succhi gastrici, che saranno poi renintrodotti in sede.
Preparazione dell’operatore
Provvedere
al lavaggio sociale delle mani, indossare guanti monouso e sopracamicie di
protezione.
Procedere
alla preparazione del cibo avendo cura di somministrarlo a temperatura
adeguata.
Preparazione ed infusione dell’alimento
La somministrazione di questi
preparati viene fatta con utilizzo di uno schizzettone a punta conica, con
il quale viene aspirato ed iniettato a piccoli boli il cibo preparato. Dovrà
essere il più fluido possibile utilizzando brodi o acqua; la
somministrazione di
400 mg di
prodotto dovrà avvenire in circa 20m’ con un intervallo di 4 – 6 ore.
Nella
somministrazione del preparato si avrà cura di non introdurre aria durante
le manovre di connessione e sconnessione dello schizzettone.
Utile a tal
proposito clampare il SNG.
Durante la
somministrazione si osserverà costantemente il paziente.
Terminata
l’infusione del pasto è necessario lavare la sonda con 50/60 cc di acqua.
Chiudere la
sonda con l’apposto tappo e tenerlo seduto ancora per circa due ore per
evitare la possibilità di reflusso alimentare.
Recenti studi,
infatti, hanno dimostrato che nell’arco delle 24 ore si verificano circa
10/15 piccole ab ingestis che sfuggono ai nostri occhi.
Complicanze della nutrizione enterale
con S.N.G
Di tipo
MECCANICO:
-
Dislocamento
della sonda (fondamentale il controllo del corretto
posizionamento del S.N.G ad ogni somministrazione)
-
Estubazione accidentale e non:questa evenienza è il più possibile da
evitare per la difficoltà a reinserire la sonda in questo tipo di
paziente.Spesso,dopo tale evento, si deve ricorrere alla TPN
-
Ostruzione
della sonda, per una non adeguata preparazione degli alimenti da
somministrare, oppure dovuta ad un inappropriato lavaggio della sonda a
fine pasto
Procedure
per la disostruzione della sonda:
-
instillare 5
- 10 ml. di acqua tiepida con movimento va e vieni con lo stantuffo della
siringa.
-
clampare il
s.n.g. aspettando 5 – 15 min.,
-
provare ad
aspirare e lavare il tubo: se questo rimane ostruito, ripetere la
procedura con una soluzione di una compressa di enzimi pancreatici ed una
di carbonato di sodio sciolti in 5 cc. di acqua.
-
clampare per
5 min. il sondino , quindi effettuare un lavaggio con acqua tiepida
-
Dislocazione: mai tentare il riposizionamento alla cieca. Rimuovere il
s.n.g.
-
Annodamento
della sonda
-
Rigurgiti
ed inalazioni, ab ingestis
Di tipo
METABOLICO:
Monitoraggio del paziente
Diuresi
-
Peso ogni due giorni:valutazione dello stesso, associato
all’osservazione del paziente. Infatti a volte pur non essendoci un reale
calo ponderale, possono sussistere edemi che “mascherano” il reale stato
nutrizionale del paziente.
-
Perdite
da drenaggi
-
Alvo: quantità
, aspetto,consistenza, colore ed odore
-
Osservare se: edemi, presenza di fistole,PO2, nausea, vomito,dolori
addominali, controllo cavo orale (vedi igiene del cavo orale)
-
Parametri
biochimici: ionemia,
glicemia,proteine,albumina,funzionalità epatica e renale, emocromo con
formula.
Schema utilizzato per il monitoraggio del paziente:
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Cognome Nome |
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DATA |
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Peso |
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Diuresi |
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Ristagno Gastrico |
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Drenaggi |
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Controlli ematici |
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Alvo |
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Edemi |
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Idratazione |
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Liquidi e.v. |
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Controllo ferita |
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Dieta Tot Cal. |
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Varie |
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Igiene del cavo orale
Anche se il
paziente non introdurrà alimenti per bocca per circa 12 giorni, è necessario
praticare comunque l’igiene del cavo orale;si consigliano sciacqui con
soluzione detergente diluita (Tantum , Oraseptic) 2 o 3 volte al giorno. Si
avrà cura di controllare il cavo orale del paziente, verificando l’eventuale
presenza di micosi, arrossamenti,lesioni ed il posizionamento del S.N.G.
Preparazione
del paziente alla rimozione del SNG
Preparazione del
paziente alla rimozione del SNG
Durante il
periodo di permanenza in sede del SNG, si stimolerà il paziente ad eseguire
alcuni esercizi di deglutizione: potrà incontrare difficoltà le prime volte,
ma lo si dovrà incoraggiare a continuare gli esercizi per una buona ripresa
funzionale delle prime vie digestive. Se si noteranno particolari problemi,
si dovrà prevedere l’intervento della logopedista.
In dodicesima
giornata, il medico provvederà al momento della medicazione in ambulatorio,
alla “prova dell’acqua”, che procederà in questo modo:
-
far sedere il
paziente e metterlo al corrente di quanto si sta per fare, spiegargli che
dovrà bere l’acqua a sorsi
-
prepare un
bicchiere di acqua colorata con una due gocce di violetto di genziana
-
rimuovere la
cannula tracheostomica
-
far bere il
paziente
-
osservare
come procede la deglutizione
-
aspirare
eventuali secrezioni, dal tracheostoma, se vi è presenza di colore ,
indice di presenza di fistole tracheo-esofagee, il SNG non verrà rimosso.
-
Si procede
alla rimozione del SNG se non ci sono problemi e/o complicanze.
La masticazione
e la ripresa graduale dell’alimentazione saranno tenute sotto osservazione.
La sera
precedente la rimozione del °SNG, si farà assumere al paziente un pasto
abbondante, in un tempo adeguato alla quantità di cibo da introdurre.
Il mattino
successivo il paziente verrà tenuto a digiuno ed idratato per e.v. in attesa
dell’esito della prova dell’acqua.
Se tale esito
sarà positivo, si inizierà la graduale ripresa dell’alimentazione per via
naturale.
L’infermiere
assiste al primo pasto, per controllare e condividere col paziente un
momento che è vissuto da questi come una delle prime tappe per il ritorno
alla “vita normale”.
A poco a poco
il paziente tornerà ad assumere normalmente i cibi usuali. Alcuni si
troveranno meglio a deglutire i liquidi, altri i cibi solidi, alcuni
troveranno più agevole deglutire zuppe frullati, altri cibi a diversa
consistenza: in ogni caso, il (logopedista ed il dietista) l’infermiere
aiuterà il paziente nella scelta del cibo più adatto.
Si continua a
monitorizzare i parametri sopradescritti, soprattutto in questa fase di
“transizione”, in cui a volte è necessario integrare l’alimentazione per os
con specifici prodotti, se il calo ponderale o l’introito proteico fosse in
diminuzione importante. Se anche l’idratazione risulta insufficiente si
provvede ad integrare infondendo liquidi e.v.
Talvolta la
perdita dell’appetito può risultare problematica per il paziente che non
avverte lo stimolo della fame a causa della condizione di stress e fatica.
Inoltre è
presente un’alterazione del gusto e dell’olfatto, l’aria infatti passando
direttamente attraverso la trachea non va a stimolare le terminazioni
olfattive e quindi anche la funzione del gusto ne risulterà modificata.
Al paziente
avrà bisogno di tempo per abituarsi alla sua nuova condizione.
Raccomandazioni al paziente alla dimissione
Rammentargli
l’importanza di nutrirsi bene in questo periodo.
Adeguata
alimentazione significa apporto sufficiente di kcal e proteine per prevenire
la perdita di peso ed |