|
|
![]() |
AKU AKU - The Secret of Easter Island di Thor Heyerdahl , Antropologo, Esploratore Recensione a cura di Adele Sandri |
| Editore: |
Aldo Martello - Milano |
| Autore: |
Thor Heyerdahl |
| Genere: | Cultura Generale |
| Pagine: | 425 |
| Prezzo: | |
| Data pubblicazione: | anno 1958 |
| Data recensione | Luglio 2003 |
|
L'isola di
Pasqua è il luogo più solitario del mondo. Nell'isola di Pasqua popoli
che non sappiamo costruirono non castelli, non piramidi, non templi,
ma.......gigantesche figure umane in pietra disposte in fila per monti e
valli, su poderosi piedistalli in muratura. L'autore, costruttore della
famosa giunca Kon Tiki, decide di raggiungere quella macchiolina sulle
carte nautiche, lontana da tutte le terre emerse, e di scoprirne il
segreto. Scritto come un romanzo, intreccia informazioni scientifiche
con squarci di vita indigena. Spesso vi è la precisa descrizione di riti
antiche e propiziatori.
Il libro è
vecchiotto (1958) ma ben scritto; apre le porte ad unmondo antico e
misterioso.
Cenni sull'autore:
Thor H. nasce Lirvik, Norvegia, il 6/10/
1914. Si laurea all'università di Oslo.
|
|
|
TORINO 1938/45 - (Una guida per la memoria), Istituto piemontese per la storia della resistenza. Recensione di Valter Fascio |
|
| Editore: | Blu Edizioni - Peveragno (Cuneo) |
| Autore: | Città di Torino – Istituto piemontese per la storia della resistenza* |
| Genere: | storia della società contemporanea |
| Pagine: | 122 |
| Prezzo: | € 5,50 |
| Data pubblicazione: | 2003 |
| Data recensione | agosto 2003 |
| WWW | Sito dell'autore (con accesso ridotto ipermediale) |
| Note |
* L’Istituto piemontese per la storia della resistenza e della società contemporanea è stato fondato nel 1947. Svolge attività di conservazione archivistica e bibliografica, di ricerca scientifica e didattica. Sulla base di tali raccolte e delle competenze collegate, propone agli insegnanti programmi d’aggiornamento sulla storia del Novecento, in collaborazione con l’Amministrazione scolastica e gli Enti locali. L’attività è riconosciuta dal MURST. |
|
“Le lastre di pietra della città conservano le tracce delle incursioni aeree della seconda guerra mondiale. Le lastre spezzate sono state tutte sostituite. Ma sono state lasciate in sito quelle che erano state perforate dagli spezzoni incendiari progettati in modo da cadere verticalmente, con tale impeto da perforare ogni cosa, tetti, solai e marciapiedi (…) come punzoni di trancia. (Primo Levi - Segni sulla pietra, 1985) Il criterio alla base della scelta di narrare una storia degli eventi svoltisi a Torino tra il 1938 e il 1945 - dall’emanazione delle leggi razziali alla fine del conflitto - è quello della “città come teatro della storia”. Documentare fotograficamente i luoghi, accostandoli, per quanto possibile, alle immagini di quegli anni, è un esercizio di rinvio tra passato e attuale, per confrontare una realtà che è cambiata, ma che porta dentro di sé tutto il passato. Scoprire ciò che ci sembra ovvio e non lo è per niente e varia secondo i riferimenti di senso che è in grado di evocare dentro il nostro animo. Le cartine che corredano il testo assolvono il compito di presentare topograficamente gli eventi raggruppati secondo filoni: rischiando forse di modificare alcune certezze, ma pure qualche luogo comune e scoprire che un punto di vista mai notato precedentemente può mettere in azione ragione, passione e sentimento e farci apparire all’improvviso una prospettiva o una veduta interno/esterno che prima neppure notavamo. Il testo intende fornire suggestioni, spunti per approfondimenti, squarci di vita quotidiana, oltre ad un racconto che consenta di cogliere, di là dalla pietra di una lapide, dell’edificio oggi anonimo o totalmente rifatto, lo spessore degli avvenimenti passati o la complessità di un problema storiografico. E tuttavia può essere un esercizio utile, e per certi versi affascinante, andare alla scoperta dei segni e delle cicatrici di quei tempi sull’epidermide rinnovata della città, aiutandoci a meglio capirla. La città può essere distrutta dalla pazzia della guerra; l’ambiente di vita quotidiana può essere travolto come tutto ciò che l’uomo produce o costruisce. Ma ci può aiutare a comprendere che accanto alle ferite fisiche che hanno strappato il tessuto urbano e sociale, ci sono state ferite psicologiche profonde, che hanno straziato il cuore degli abitanti della città. Alle une e alle altre gli uomini e le donne di allora hanno cercato di porre rimedio, con diversi modi, ma con un obiettivo unico. Quello di contenere e ridurre le ferite e di preparare le condizioni per riprendere una vita umana e una civile convivenza che la guerra aveva negato. La guida si rivolge ai cittadini, agli studenti e insegnanti che hanno o meno attraversato quelle vicende, che semplicemente intendano conoscere meglio la città o che desiderano condividerne la storia sociale cui sentono idealmente di appartenere. Se il lavoro che è condensato in questa guida aiuterà qualcuno a guardare alla propria città con maggiore consapevolezza di ciò che essa è stata ed è, quel lavoro sarà stato speso bene perché sono quelli gli occhi che guarderanno alla città del futuro, come auspichiamo che avverrà per i cittadini irakeni di Baghdad o quelli afghani di Kabul. “Si prendeva la salita, e ciascuno parlava della città condannata, della notte e dei terrori imminenti. Io che vivevo da tempo lassù li vedevo a poco a poco svoltare e diradarsi, e veniva il momento che salivo ormai solo, tra le siepi e il muretto. Allora camminavo tendendo l’orecchio, levando gli occhi agli alberi familiari, fiutando le case e la terra. Non avevo tristezze, sapevo che nella notte la città poteva andare tutta in fiamme e la gente morire. I burroni, le ville e i sentieri si sarebbero svegliati al mattino calmi e uguali. Dalla finestra sul frutteto avrei ancora veduto il mattino. Avrei dormito dentro un letto, questo sì. Gli sfollati dei prati e dei boschi sarebbero ridiscesi in città come me, solamente più sfiancati e intirizziti di me”. Cesare Pavese, La casa in collina, In Romanzi, vol. II, Torino, Einaudi, 1971, p. 9
|
|
![]() |
IL MISTERO DELL'INQUISITORE EYMERICH di Valerio Evangelisti Recensione a cura di Valter Fascio |
| Editore: | Mondadori, 1996; Urania 1316, 1997; Club degli Editori, 1998 |
| Autore: | Valerio Evangelisti |
| Genere: | fantasia; letteratura pop contemporanea |
| Pagine: | 312 |
| Prezzo: | Euro 14,98 |
| Data pubblicazione: | 1996 |
| Data recensione | Novembre 2003 |
| Note | http://www.eymerich.com http://www.isr-projekt.de/poly/itmr.html |
|
l 3 novembre 1957 moriva in un carcere degli Stati Uniti Wilhelm Reich. E a lui devono molto anche Herbert Marcuse ed Erich Fromm. Valerio Evangelisti che ha fatto di Wilhelm Reich uno dei personaggi principali del suo romanzo "Il mistero dell'inquisitore Eymerich”, ci racconta la storia e l'attualità di un maestro della psicoterapia elevata a strumento di liberazione individuale e sociale, in un momento nel quale sembra tornare in auge, anche in Italia, la barbarie dell'elettroshock. Nel 1942 lo psicologo austriaco Reich, apostolo prediletto di Freud, ripudiato da quest’ultimo e ricercato dai nazisti, si è rifugiato negli Stati Uniti, a New York. Per le sue idee contrarie alla morale sessuale, e in seguito ad una sua scoperta sensazionale, è rinchiuso in un carcere dalle autorità giudiziarie americane, dove muore in circostanze misteriose in seguito ad una sperimentazione di farmaci. Non prima che, durante la prigionia, una serie d’allucinazioni apparentemente inspiegabili lo mettano a confronto con un inquisitore trecentesco. Si tratta del domenicano Eymerich, impegnato, nel 1354, nella spedizione Aragonese in Sardegna destinata a soffocare la ribellione del giudice di Arborea. L'azione stessa di Eymerich eccede i limiti del suo tempo e si proietta su tutta la storia umana, gettandovi un'ombra difficile da estirpare: l'orrore e il fascino dell'intolleranza. Quale terribile filo lega due avvenimenti simili, eppure così lontani? Classificati come di "fantascienza" o "fantasy", i romanzi con al centro Eymerich miscelano vari generi letterari, al servizio di riflessioni più profonde di quelle che mediamente propone la narrativa popolare Ma il vero recondito scopo dell’inquisitore, personaggio storico realmente esistito e antieroe più inquietante della letteratura contemporanea del genere, disposto ad ogni mezzo per difendere ciò che ritiene giustizia e verità, è smascherare e distruggere completamente i culti a sfondo sessuale che prosperano nell’isola. Straordinario Evangelisti, che sa condurre la trama su piani temporali alternati, distinti, ma interconnessi, con un’interrogazione morale e metafisica stringente, creando una “suspense” ai limiti della perfezione, soddisfacendo “l’ossessione personale” di scrivere un libro che il “lettore una volta iniziato non può più lasciare”. Un fantastico, certo, ma “da cui ci si entra e si esce a volontà”, e che permette ai lettori un buon addestramento ad evadere da sogni quotidiani, oggigiorno sempre più eterodiretti e occultamente imposti.
INCIPIT
Prima seduta. Lunedì
<< Si udì uno scricchiolio. Nel muro si apri un minuscolo sportello, e una suora nana, delle dimensioni di uno gnomo, ne balzò fuori ghignando silenziosamente. Sfrecciò di corsa lungo tutta la cella, poi s’immerse nella parete antistante, dove si era aperto un uscio che prima non c'era. Reich, attonito, si alzò dalla branda e camminò in quella direzione. Il battente dell'uscio si richiuse con un colpo secco, e nello stesso tempo divenne traslucido. Reich vide nitidamente la sagoma di un guerriero giapponese che faceva "harakiri", mentre una donna dalla lunga veste e con l'acconciatura tenuta ferma da spilloni portava angosciata le mani al petto. Una macchia di sangue trapelò dalla fessura sotto il battente, e dilagò rapida sul piancito. Poi l'uscio scomparve, e così la macchia. Restava nell'aria un sentore di bruciaticcio. Reich tornò verso la branda, ma in quel momento gli giunse dal corridoio la voce sgradevole del capoguardiano Cox. - Dottor Reich! Dottor Wilhelm Reich! >>
BIOGRAFIA DELL’AUTORE
Valerio Evangelisti è nato a Bologna nel 1952. Giovanissimo, ha abbracciato gli ideali libertari scaturiti dal '68. Ha operato per la loro attuazione, oltre che in Italia, in Francia e Inghilterra e più tardi in America Centrale. Laureato in scienze politiche, ha intrapreso una carriera accademica interrotta definitivamente verso il 1990, alternata all'attività di funzionario del ministero delle finanze. Approda alla narrativa nel 1994, dopo una lunga attività come saggista, vincendo il Premio Urania, con Nicolas Eymerich, inquisitore, primo tassello di una saga che conta fino ad oggi altri sei romanzi, tutti pubblicati da Mondadori. Del 1998 è l'antologia di racconti Metallo urlante (Einaudi), mentre nel 1999 è uscito in tre volumi Magus. Il romanzo di Nostradamus, seguito nel 2000 dalla raccolta di saggi Alla periferia di Alphaville per la casa editrice L’ancora del Mediterraneo. I suoi libri sono tradotti in Spagna, Germania e Francia (dove lo scrittore ha vinto nel 1998 il Grand Prix de l'Imaginaire e un anno dopo il Prix Tour Eiffel). Scrive sceneggiature per radio, cinema e televisione, ascolta la musica che fa da soundtrack ai libri che scrive ed è direttore editoriale della rivista letteraria e di cultura d’opposizione Carmilla.
BIOGRAFIA DI W. REICH
Tanto scomodo e irriverente da finire i suoi giorni in una prigione americana, vittima incolpevole di un sistema in cui aveva finito col credere. Fu questa la sorte di Wilhelm Reich (1897-1957), uno dei pensatori più immensi ed originali di questo secolo e, forse per questo stesso motivo, uno dei più vergognosamente rimossi dalla censura perpetrata dalla cultura moderna. Psicanalista dissidente e poi biologo eterodosso, a lui si devono acquisizioni tanto originali quanto vitali come l'analisi del carattere, la psicosomatica, lo studio delle connessioni tra cancro e depressione, la "rivoluzione sessuale” che condizionò i giovani del '68. Marcuse gli deve moltissimo; Fromm praticamente tutto (anche se non lo ammise mai). Eppure non è da molti anni che i testi ufficiali si degnano di citare il nome di Reich, e un vero e proprio riconoscimento del valore scientifico del suo lavoro è ancora di là da venire. Negli anni '20 è il più brillante allievo di Freud. Presto, però, le sue idee politiche di estrema sinistra lo mettono in contrasto col maestro. Apre un ambulatorio psicanalitico per i giovani lavoratori, partecipa con ardore alle battaglie della Milizia operaia contro i nazisti. Ma la divergenza con Freud ha anche radici dottrinali. Reich non accetta l'idea dell'esistenza di una "pulsione di morte”, destinata tra l'altro ad annacquare il posto centrale che la sessualità aveva fino a quel momento occupato nel pensiero freudiano. L'apertura a Berlino e a Vienna di consultori sessuali per i ragazzi della classe lavoratrice, negli anni '30, procura a Reich anche l'ostilità del Partito comunista, che aveva fino a quel momento fiancheggiato. Alla primitiva teorizzazione del "libero amore” fatta propria dal movimento comunista internazionale segue, infatti, con l'ascesa di Stalin, un atteggiamento sempre più radicalmente sessuofobico. Reich dedica all’argomento un libro memorabile, "La rivoluzione sessuale”, in cui attacca la concezione tradizionale del matrimonio e della famiglia, mentre un altro studio altrettanto memorabile, "Psicologia di massa del fascismo”, tratta della sessuofobia dell'estrema destra e delle motivazioni profonde del nazismo. L'avvento di Hitler costringe Reich, che tra l'altro è di origine ebraica, a fuggire all'estero. In Norvegia e in Danimarca, braccato dalle organizzazioni di destra locali, riesce a riprendere le sue ricerche. Queste ultime, però, stanno orientandosi verso una svolta inaspettata. L'energia chiamata libido aveva per Freud un valore soltanto astratto, tanto che lo stesso autore aveva finito per accantonare il concetto. Reich, invece, ipotizza l'esistenza di un'energia concreta e misurabile, che fluisce nel corpo umano come una corrente (sulle prime, infatti, la identifica con l'elettricità) e che raggiunge nell'atto sessuale la massima intensità. Inibizioni e distorsioni accumulate fin dall'infanzia creano nella muscolatura blocchi e rigidità che impediscono all'energia di fluire liberamente, dando origine a nevrosi e psicopatologie. Compito del terapeuta è intervenire sulla corazza caratteriale per scioglierla, liberando la mente attraverso la liberazione del corpo.
Prima ancora, in ogni modo, la ricerca reichiana aveva avuto un'ulteriore svolta. Gli esperimenti di Reich lo avevano convinto dell'esistenza concreta di un'energia vitale, simile all'elettricità ma distinta, che alcuni chiamano energie sottili e che lui aveva battezzato invece orgone. Al microscopio aveva creduto di osservare la nascita di corpuscoli ameboidi detti bioni ogni volta che quell'energia era applicata a determinate sostanze, dalla limatura di ferro alla sabbia marina. L'orgone costituiva quindi un ponte tra non vivente e vivente, e i bioni erano l'espressione concreta di quel passaggio. Convinto di avere scoperto la chiave della vita, Reich abbandona gradualmente la vegetoterapia per dedicarsi alla nuova vocazione biologica. Nella lotta tra bioni e bacilli mortiferi, in un corpo tanto contratto da non rifornire d’ossigeno e d’energia le proprie cellule, individua la causa prima del cancro. Poi pensa di scoprire la presenza di energia orgonica prima nell'atmosfera terrestre, quindi nell'intero universo, tanto da abbozzare una propria cosmologia che lega la formazione delle galassie alle circonvoluzioni dei flussi di orgone.
Reich ignora l'ordinanza. Come prima conseguenza, un giudice, con una scelta di stampo inquisitorio medioevale, accusandolo di incitare i giovani a comportamenti contrari alla morale pubblica, ordina il rogo di tutti i libri che ha scritto: non solo quelli riguardanti l'orgone, ma anche "La rivoluzione sessuale”, "L'irruzione della morale sessuale coercitiva”, "L'analisi del carattere”. Altrettanti classici della psicologia e del pensiero antiautoritario.
Molto più controversa è l'intera questione dell'energia orgonica. Alcune intuizioni di Reich, come quelle sulla dinamica elettromuscolare nell'orgasmo, hanno trovato pieno riscontro. Anche la sua cosmologia orgonica somiglia straordinariamente a quella sostenuta dalla moderne scoperte sulla "fisica del plasma”. Altre asserzioni non hanno ancora trovato conferma, a meno di non riferirle all'elettromagnetismo naturale del corpo umano. Però quasi tutti gli esperimenti di Reich, inclusi quelli sui bioni, trovano riscontro nelle teorie di scienziati contemporanei di valore indiscusso, da Alfvén a Prigogine, a conferma che non erano per niente frutto di un’intelligenza troppo fantasiosa.
|
|
|
|
THE LAST CONFESSION di Morris West
Recensione a cura di Francisca Anaya |
| Editore: | Paperback |
| Autore: | Morris West |
| Genere: | Storia |
| Pagine: | 192 |
| Prezzo: | € 13.66 |
| Data pubblicazione: | 2003 |
| Data recensione | Gennaio 2004 |
| WWW |
http://www.giordanobruno.info/ http://www.alkemik.com/thenolan/ |
|
“Sacerdote reprobo, frate fugitivo, mago con una scatola di trucchi di predistigitatore, un fanfarone, un bugiardo, un pretencioso portatore di torce affannandose nella propria oscurità, loquace nel dialogo, viperino del dibattito…” Così si presenta in questo romanzo, Filippo Bruno detto il nolano, per il giudizio della storia. Sacerdote domenicano, dottore in teologia, grande filosofo, metafisico notevole, e autore di più di quaranta opere verrà dichiarato eretico dal Sant’Uffizio. Giordano Bruno è confinato in una sporca e umida cella romana ma intanto aspetta il giorno dell’esecuzione, dotato di penne, tinta e fogli di carta, e grazie alla sua memoria prodigiosa, scriverà una brillante testimonianza dell’epoca che lui visse, e della sua moderna visione dell’uomo e del rapporto con Dio. Nella cella, le uniche armi che ha sono quelle, e così cercherà di fare conoscere semplice e apertamente, come in una chiaccherata fra amici, chi è e come legge il destino che l’ha portato fino là durante l’ultimo mese della sua vita. Il 21 dicembre del 1599 Bruno manifesta definitivamente “di non volersi pentire, di non avere di che pentirsi e di non sapere di cosa pentirsi” e qui inizia il romanzo... “Le idee nuove sono una minaccia per la stabilità” Le sue idee troppo moderne per l’epoca e il suo spirito ancora più maturo, ma incapace di capire il pericolo a cui l’espone l’esprimre i suoi pensieri con libertà, lo porteranno a un destino dove l’ultima parola è della la Chiesa Cattolica. Bruno, uno spirito libero alla ricerca della conoscenza, è morto per difendere il suo diritto al libero pensiero… Come lui stesso scrisse in un’opera sua: Ho combattuto ed e' tanto: ritenni di poter vincere... ma natura e sorte studio e sforzi repressero. Ma già e' qualcosa esser sceso in lotta, poiché vedo che in mano al fato e' la vittoria. Fu in me quanto era possibile e che nessun venturo secolo potrà negarmi: ciò che di proprio un vincitore poteva dare; non aver avuto timore della morte, non essersi sottomesso, fermo il viso, a nessuno che mi fosse simile; aver preferito morte, coraggiosa a vita posillanime. “De Monade” Filippo Bruno, una storia di vita con cui Morris West si era tanto identificato fino al punto di voler scrivere il suo epitaffio... Curiosamente, West moriva nel 1999 intanto finiva di scrivere quello che sarebbe il suo ultimo romanzo: The last confession. Filippo Bruno e Morris West, due anime gemelle separate solo nel tempo e ritrovatisi in questo romanzo… “Giovedì mattina, in Campo di Fiori, fu abbrugiato vivo quello scelerato frate domenichino da Nola, di che si scrisse con le passate: heretico, ostinatissimo et havendo di suo capriccio formati diversi dogmi contro nostra fede et in particolare contro la Santissima Vergine et Santi, volse ostinatamente morir in quelli lo scelerato; et diceva che moriva martire et volentieri et che se ne sarebbe la sua anima ascesa con quel fumo in paradiso. Ma hora egli se ne avede se diceva la verita”.
|
|
|
QUESTO E' STATO di Piera Sonnino Recensione a cura di Adele Sandri |
|
| Editore: |
Il Saggiatore |
| Autore: |
Piera Sonnino |
| Genere: | Storico-narrativo |
| Pagine: | 126 |
| Prezzo: | 10 € |
| Data pubblicazione: | Gennaio 2004 |
| Data recensione | Febbraio 2004 |
|
Piera Sonnino è l’unica sopravvissuta di una famiglia ebrea composta da otto persone. ……”Le ceneri di mio padre, mia madre, Paolo, Roberto e Giorgio sono ad Auschwitz. Maria Luisa e’ finita in una fossa comune. Di Bice ignoro il luogo della sepoltura.” L’olocausto. La famiglia Sonnino fu una delle tante vittime. Piera, l’unica superstite, affida a poche pagine il racconto di “che e’stato”. Il titolo dice tutto….. questo e’ ciò che e’ successo, descritto senza astio, ma con stupefazione, perchè all’inizio non credevano, non pensavano, credevano e pensavano, gli ebrei tutti, di essere esseri umani. E invece no, per i nazisti non lo erano, erano sub-umani; senza diritti, senza identità. E Piera racconta della incredulità prima, dell’angoscia durante e del terrore infine. Muoiono tutti... i genitori ed i fratelli quasi subito, le due sorelle con lei, una dopo l’altra. Ho letto altri libri sull’olocausto, ma quelli che mi hanno sempre fatto più male, sono quelli come questo. Dove non si raccontano torture, dove non si disegnano bestialità, ma dove traspare da ogni frase la sofferenza di avere perso la dignità di essere umano, di essere puniti per colpe non commesse e neanche “spiegate”. Tolti alla vita di sempre, alla quotidianità, separati dai propri cari. Catapultati in un mondo da incubo dove non esistono diritti. Ed il ritorno non sempre e’ sollievo, il ritorno e’quasi sempre dolore e ricordo, ricordo e tormento. Dopo avere letto libri come questo e chiaro perchè la “memoria” non deve venire meno. Al di là delle ideologie politiche, bisogna ricordare, perchè ciò che alcuni uomini hanno fatto ad altri non deve più accadere.
|
|
6
![]() |
GIALLOBENIGNO, OVVERO, ENIGMA IN LUOGO DI FRUTTUARIA di Valter Fascio
Recensione a cura di Franco Raineri
|
| Editore: |
Carta e penna Editore |
| Autore: |
Valter Fascio |
| Genere: | Giallo - Storico |
| Pagine: | 131 |
| Prezzo: | 10 € |
| Data pubblicazione: | 17.11.2005 |
| Data recensione | 01.11.2005 |
| Note | Il romanzo si può richiedere presso: - l'editore Carta e Penna: www.cartaepenna.it - cartaepenna@cartaepenna.it - libreria LIBRI & LIBRI Via Vibò, 18 - To Tel.: 011.2217741 - internet book shop (prossimamente) http://www.internetbookshop.it/ - l'autore: valterfascio@tin.it |
|
Cercherò di assolvere in queste poche righe quello che è l’onere, ma soprattutto l’onore, di presentare l’opera cartacea prima di Valter Fascio, dal titolo “GialloBenigno, ovvero enigma in luogo di Fruttuaria”. Abbazia di Fruttuaria, a San Benigno Canavese, in Provincia di Torino, Maggio 2004: il Maresciallo dei Carabinieri Tibaldi e l’Infermiere-cultore di storia medievale Valerio Anfossi si trovano ad indagare insieme, circa misteriosi episodi che avvengono in tal loco. Le indagini porteranno a considerare eventi che si svolsero a Fruttuaria mille anni prima… Facendo frequente uso del flash-back, Valter Fascio costruisce a poco a poco il mosaico che porta a vedere le cose nel proprio insieme. Il romanzo è ricco di particolari storici ed architettonici; si legge, fra le righe, l’interesse e la passione che l’autore vive rispetto al periodo storico che evoca e nei confronti del luogo d’ambientazione. Lo stile è, al contempo, colto e semplice; la narrazione è limpida, scorrevole ed il lettore è trasportato da un capitolo all’altro quasi senza accorgersene.
Il romanzo è stato finalista, nel 2005, al più importante premio editoriale italiano: “L’autore”, organizzato dalla casa editrice Maremmi di Firenze.
Ciò che, personalmente, mi preme rilevare, in ogni caso, è che “GialloBenigno” è un romanzo scritto da un Infermiere e che vede come protagonista un Infermiere coinvolto direttamente da fatti ed avventure che avvengono al di fuori dell’ambito lavorativo nel quale questa figura è, solitamente, racchiusa e pensata, generalmente con ruolo invisibile e sottoposto.
Note sull’autore: Valter Fascio nasce a Torino, città nella quale vive, il 17 Luglio del 1962. Laureato in infermieristica, lavora oggi in un’azienda sanitaria come caposala ed è professore a contratto di nursing clinico presso l’Università del Piemonte Orientale. Ama la scrittura e internet. Web-writer, fa parte del direttivo ed è responsabile d’alcune rubriche per il sito dell’Associazione Infermierionline www.infermierionline.net ; inoltre è un collaboratore per il web del Collegio IPASVI di Torino www.ipasvi.torino.it . Svolge attività d’articolista per la rivista mensile Achillea Sanità Notizie di Napoli, e fa parte - in qualità di editor - della redazione virtuale della Rivista Internazionale Italialibri www.italialibri.net . Nel tempo libero scrive recensioni letterarie e articoli, pubblicati su siti, portali e riviste, tra le quali www.scrittinediti.it ; ha inoltre scritto e pubblicato delle fiabe per bambini sul sito www.favole.org . Nel 2004, con il racconto “Un equivoco dell’anima” ha ricevuto la Menzione d’Onore e medaglia d’argento al Premio Letterario Nazionale Città di Pinerolo. Allo stesso premio, nel 2005, si è classificato secondo con il racconto “A spasso con Adelaide di Susa”.
Per maggiori informazioni su Valter Fascio, consultare Infermierionline a queste pagine: http://www.infermierionline.net/curriculum/Walter%20Fascio.htm http://www.infermierionline.net/area_coordi.htm
|
|
7
![]() |
LA MIA BOTTIGLIA di Carlo Alberto Calcagno
Recensione a cura di Valter Fascio |
| Editore: | Carta e Penna |
| Autore: | Carlo Alberto Calcagno |
| Genere: | Silloge poetica |
| Pagine: | --- |
| Prezzo: | € 10 |
| Data pubblicazione: | 2005 |
| Data recensione | Maggio 2006 |
| Note |
Volume realizzato col patrocinio della Città di Arenzano - Assessorato alla Cultura Il libro è
disponibile presso le librerie; l'elenco è consultabile nella pagina
personale dell'autore al seguente link: |
|
Carlo Calcagno, avvocato, vive ad Arenzano dove è nato nel 1963. A soli
diciotto anni vince in campo poetico il prestigioso Premio letterario
Internazionale “Antenna Blu Microfono d’Oro”. Nel 1990 due sue liriche
sono incise da Giorgio Strehler (scaricabili dal sito www.italiangallery.net) . È curatore dal 2003 di saggi di storia della letteratura per la rivista letteraria nazionale "Il salotto degli Autori" edita da Carta e Penna, da cui è stato anche premiato come miglior articolista. Nel 2005 la sua pièce “L’Eremita” è entrata come finalista dell'importante Premio “Elsa Morante”. Questa sua prima silloge poetica raccoglie liriche composte tra il 1997 ed il 2005. Le composizioni poetiche di Calcagno si dipanano con immagini metaforiche, sequenze che scorrono fluide, così vive e prive di intoppi linguistici. La forza della parola nel suo verso è sempre accompagnata da una grande Umanità, e animata di forti sensazioni. Come i colori che vengono impressi indelebili su una una tela da un pennello leggero ed invisibile. Per volontà dell’autore, tutti i proventi ricavati dalla distribuzione del libro saranno destinati all’Associazione Prader Willi, malattia genetica rara che colpisce un nato ogni 15.000. La diagnosi precoce è di primaria importanza in quanto dà la possibilità di intervenire con farmaci e cure affinché, sin dai primi mesi, si possa migliorare la qualità della vita del bambino e della famiglia. |
|
|
|
L'ULTIMO SEGRETO DELLA CONTESSA ADELAIDE di Valter Fascio
Recensione a cura di Serena Orlando |
| Editore: | Carta e Penna |
| Autore: | Valter Fascio |
| Genere: | Romanzo storico |
| Pagine: | 85 |
| Prezzo: | € 11,50 |
| Data pubblicazione: | Novembre 2006 |
| Data recensione | Gennaio 2007 |
| Note | http://www.cartaepenna.it/autori/fascio/mariadelaide.gif |
|
Dopo il romanzo medievale GialloBenigno ovvero enigma in luogo di Fruttuaria, Valter Fascio ci regala L’ultimo segreto della Contessa Adelaide. L’opera è tratta dal racconto breve A spasso con Adelaide di Susa 2° classificato al Premio Letterario Nazionale “Città di Pinerolo 2005” e Menzione d’onore al Concorso Letterario Internazionale “Prader Willi 2006”. La Chiesa di Canischio custodisce un segreto, una campana d’argento con inciso “Adelaide me feci”… Per quale motivo Adelaide, secondo la tradizione popolare, l’abbia commissionata, non ci è dato di sapere. Cosa abbia spinto la grande e nobile Contessa Adelaide a scegliere come ultima meta, una piccola comunità tra le montagne del Canavese, la storia non ce lo dice, e la penna di Valter Fascio prova a darne un'interpretazione personale, non priva di precisi riferimenti bibliografici. Fu una scelta dettata dallo scenario politico del momento? Fu una fuga, intrapresa per proteggersi da qualcuno… E se fosse stata, invece, semplicemente solo una scelta d’amore… Il cavaliere Amedeo de Canavise. La lettura di questo romanzo è un viaggio, un viaggio fantastico ed emozionante, che grazie alla straordinaria capacità descrittiva dell’autore, trascina e coinvolge il lettore, a tal punto, che ci sembra di essere al fianco del protagonista, e le sue emozioni diventano come per incanto… le nostre! “Amare necesse est. Vivere necesse non est. Adelaide, in memento. A.C. Anno Domini 1090”.
|
|
|
|
LE REGOLE DELL'ONESTA' Di Bernardo Giorgio Mattarella
Segnalazione a cura di Lina Ligorio |
| Editore: | Il Mulino |
| Autore: | Bernardo Giorgio Mattarella |
| Genere: | Etica, Politica, Amministrazione. |
| Pagine: | 211 |
| Prezzo: | € 17,50 |
| Data pubblicazione: | 2007 |
| Data recensione | luglio 2007 |
| Note | |
|
La drammaticità della realtà italiana... si potrà modificare il
DNA di pochi o tanti corrotti? |
|
|
|
NON BUTTIAMOCI GIU' (A long way down) Di Nick Hornby
Recensione a cura di Franco Raineri |
| Editore: |
1) Guanda Editore, Parma, 2005. 2) Superpocket RL Libri, Milano, 2007. |
| Autore: |
Nick Hornby |
| Genere: |
Narrativa a sfondo psico-sociale |
| Pagine: |
1) 304 2) 293 |
| Prezzo: |
1) € 15,50 2) € 5,90 |
| Data pubblicazione: |
1) 2005 2) 2007 |
| Data recensione | Agosto 2007 |
| Note |
Nick Hornby, è nato nel 1957 ed ha sempre vissuto a Londra. Nel 1995, Febbre a 90° da lui scritto nel 1993, è votato come miglior libro sportivo del decennio. Ha vinto, nel 1996, il Writer's Guild Award con il romanzo Alta fedeltà |
|
… Problema della mia generazione è che ci sentiamo tutti geni del c…o . Far qualcosa per noi non è abbastanza, e neanche vendere qualcosa, o solamente combinare qualcosa: no, noi dobbiamo ”essere” qualcosa…
Quattro personaggi decisamente eterogenei, s’incontrano sul tetto di un alto palazzo londinese tristemente noto, durante la notte di Capodanno, accomunati da intenti suicidi. Una complicità coagulata dalla situazione estrema li aiuta, pian piano, a cercar di ritrovare il gusto della vita. L’autore, con un linguaggio disincantato, con la sua ironia pungente ed utilizzando la tecnica del plurimo punto di vista narrativo, crea il proprio nuovo paradosso letterario. La narrazione si svolge come un intreccio di diari personali (o di blog personali) dei protagonisti. Pur trascorrendo gli anni, Hornby riesce ad essere sempre giovane anche se, fondamentalmente, cantore della propria generazione e dintorni. In questo caso, tra l’altro, la traduzione in Italiano è sicuramente stata molto impegnativa perché il testo originale è infarcito di slang differenti quindi, il risultato finale, probabilmente, non rende pienamente giustizia all’opera e non potrebbe, peraltro, farlo. Dopo Febbre a 90°, Alta Fedeltà, Un ragazzo, Come diventare buoni e 31 canzoni, questa è una prova di maturità da parte dell’autore inglese, che affronta un tema difficile e delicato, ed appare come tappa quasi obbligata nel suo percorso.
I cultori del purismo linguistico ed i benpensanti in generale, ad ogni modo, si astengano…
|
|
|
|
FRATELLI DI SANGUE Di Nicola Gratteri, Antonio Nicaso
Segnalazione a cura di Lina Ligorio |
| Editore: | Pellegrini Editore, 2006 |
| Autore: | Nicola Gratteri, Antonio Nicaso |
| Genere: | Attualità |
| Pagine: | 320 |
| Prezzo: | € 20 |
| Data pubblicazione: | 2006 |
| Data recensione | luglio 2007 |
| Note | |
| La 'ndrangheta è ricca, forse più ricca di Cosa Nostra... Impariamo a conoscerla. La lettura
di questo libro permettere di conoscere e di "riconoscere", nei nostri
ambienti, quanto non ci è dato "conoscere" e "capire". |
|
|
|
RITAGLI DI VITA Di Concetta Malvasi
Segnalato da Ruggero Rizzini (AINS) Recensione di Emanuele Chiodini |
| Editore: | Rupe Mutevole |
| Autore: | Concetta Malvasi |
| Genere: | Letteratura di confine |
| Pagine: | 88 |
| Prezzo: | € 10.00 |
| Data pubblicazione: | 2007 |
| Data recensione | luglio 2007 |
| Note | Beneficenza a favore di AINS (Associazione Italiana Nursing Sociale) |
|
Tra la sterminata letteratura musicale di tutti i tempi prendiamo ad esempio un'opera di Modest Musorgskij per rendere omaggio a "Ritagli di Vita" di Concetta Malvasi (Rupemutevole Editore - Collana Trasfigurazioni, Anno 2007) Puo' sembrare esagerato scomodare un grande compositore del XIX secolo per dare senso a qualche riga in appoggio e promozione al libro della Malvasi, ma non lo è. Vediamo perchè. "Quadri di un'esposizione" venne concepita da Musorgskij come opera pianistica, ma con tali risonanze orchestrali che spesso sembrava di ascoltare sulla tastiera i timbri propri della tromba, dell'oboe, degli ottoni, o dei violini. Non deve dunque stupire che un grande orchestratore come Ravel si sia cimentato nell'impresa di trasportarla nel mondo scintillante dell'orchestra. le scene contenute nei quadri che Musorgskij vide nel 1874 a una mostra antologica postuma del suo amico, l'architetto e pittore Victor Hartmann, vengono evocate quasi per magia: lo gnomo def orme, i pulcini che danzano nei loro gusci, il pesante carro polacco che avanza a malapena, la crudele strega Baba-Yaga prendono corpo vivacemente nella mente dell'ascoltatore principalmente per merito delle note di Musorgskij, poi dei magici colori della tavolozza orchestrale di Ravel.Così è per la sìlloge di Concetta. In un centinaio di paginette sono contenuti "quadri" di esperienze di vita, di quotidianità, di incontri, di relazioni - che sono poi il sale della vita - ognuno con la sua specifica caratteristica. Tutto ciò compone una successione di impressioni (ritagli di vita, appunto) che vanno a formare un unicum del meraviglioso mondo di Concetta (parafrasando un film francese di qualche anno fa..."Il meraviglioso mondo di Amélie"). Lo stile è gradevole, quasi galante, con elevati tratti di poesia personale intercalati da una prosa scorrevole per descrivere i profili delle persone. Il libretto infatti, descrive esseri umani in carne e ossa. Né rappresentazioni, né fantasmi. Biografie, anime, corpi, passioni, amori. Leggendo la descrizione dei vari personaggi (Franco, Paolo, Silvana, Dino, ecc. ecc...) tra loro concatenati non è difficile ricavare anche una serie di sensazioni personali riferibili alla propria navigazione esistenziale. Bisogna dare atto a Concetta che ha avuto coraggio a esporre con umana sensibilità valori che, con ogni evidenza, si porta nel cuore e che l'hanno spinta a renderli pubblici. E, a suo vantaggio, le va riconosciuto il valore del gesto che ha finalizzato la pubblicazione del libretto: beneficenza a favore di AINS (Associazione Italiana Nursing Sociale). Per gli associati a questa organizzazione Pavese di volontari che operano a favore di progetti di cooperazione con il Guatemala è un motivo di orgoglio e una ragione in più per acquistare, leggere e diffondere il libro. Tant'è che nell'ultima sezione vengono riportati alcuni ritratti a molti familiari: Antigua, Pablo, Madre Antonietta, Le donne di Nebai. Grazie Concetta, per averci regalato le tue emozioni. Buona lettura. |
|
|
|
IL PERFIDO CELLESE di Giuseppe Pallini
Recensione a cura di Lucia Zanovello
|
| Editore: | Cantagalli |
| Autore: | Giuseppe Pallini |
| Genere: | Racconti brevi |
| Pagine: | 141 |
| Prezzo: | € 12,00 |
| Data pubblicazione: | |
| Data recensione | agosto 2007 |
| Note | |
|
Questo libro è un insieme di brevi racconti, o come lo definisce l’autore stesso “un insieme di ricordi di un vecchio medico di campagna”. Il prologo parla di “una specie di teatrino dove si rappresentano cronache, scene e personaggi della vita quotidiana di un piccolo paese della provincia di Siena, all’estremità meridionale della Toscana e di un giovane medico condotto che vi esercitò la sua professione mezzo secolo fa; episodi legati al presente da un filo sottile, ma indistruttibile, il filo dell’affetto e della nostalgia che, ancora oggi, tiene vivo nel cuore malandato di un vecchio il ricordo di quei posti e di quegli anni lontani”. I racconti sono molto divertenti, a volte struggenti, altre volte professionali, sicuramente veri. Si ha la sensazione di essere catapultati nel passato e di poter scambiare qualche chiacchiera con i buffi personaggi descritti dall’autore, tanto è schietta e realistica la vita quotidiana raccontata. Il contatto con la morte, le strade inagibili per la neve, l’uso del chinino come farmaco anti influenzale, gli scherzi e le partite a carte. Ma ciò che più mi ha colpito è questo senso di affetto di attaccamento alla gente, la vita del medico si srotola e si intreccia alla vita delle altre persone, lui fa parte della piccola comunità. Ha suscitato in me un’attanagliante nostalgia e invidia per ciò che era il medico un tempo, forse aveva meno nozioni, sicuramente aveva meno possibilità economiche e strumentali, ma decisamente più cuore. Se potessi scegliere quale tipologia di medico avere vicino nei giorni meno felici, sarebbe indubbiamente il ritratto di una persona come Giuseppe Pallini, prima uomo poi professionista. Il libro è avvincente, si legge velocemente e senza impegno, la struttura a brevi racconti si presta anche a frequenti interruzioni. Spero che opere come questa, trovino spazio tra gli scaffali delle librerie di medici e infermieri, per ritrovare la dimensione tra l’essere persone e professionisti.
|
|
|
|
IL CACCIATORE DI AQUILONI (The kite runner) di Hosseini Khaled
Recensione a cura di Valter Fascio
|
| Editore: | Piemme Edizioni |
| Autore: | Hosseini Khaled |
| Genere: | Romanzo storico |
| Pagine: | 394 |
| Prezzo: | € 17.50 |
| Data pubblicazione: | 2004 |
| Data recensione | novembre 2007 |
| Note | Titolo originale: "The kite runner" |
|
Una storia originale e commovente di amicizia, tradimento,vite
spezzate, sentimenti e riscatto, che ha anche il merito di far |
|
|
|
MILLE SPLENDIDI SOLI (A thousand splendid suns) di Hosseini Khaled
Recensione a cura di Serena Orlando
|
| Editore: | Piemme Edizioni |
| Autore: | Hosseini Khaled |
| Genere: | Romanzo storico |
| Pagine: | 432 |
| Prezzo: | € 18.50 |
| Data pubblicazione: | Ultima Edizione novembre 2007 |
| Data recensione | dicembre 2007 |
| Note | Titolo originale: "A Thousand Splendid Suns" |
|
Mariam e Laila, due donne, due storie, due vite che il destino intreccia in un legame indissolubile come solo può essere quello di una madre e di una figlia. Ma Mariam e Laila non lo sono, rappresentano due generazioni diverse, attraverso le quali Hosseini, ci racconta trent’anni di storia Afgana. Dolore, mortificazione, sofferenza ma soprattutto sopportazione. Sopportare è l’unica cosa che è chiesto, l’unica cosa che le donne afgane devono saper fare, sopportare oltre le umane possibilità. Mille splendidi soli una lettura che non ci lascerà indifferenti, un po’ di questa storia rimarrà per sempre in noi.
Non si possono contare le lune che brillano sui suoi tetti
Né i mille splendidi soli che si
nascondono dietro i suoi muri. |
|
|
|
GRECIA, SOLO RITORNO di Alan Zamboni
Recensione a cura di Serena Orlando
|
| Editore: | Infinito Edizioni, Roma |
| Autore: | Alan Zamboni |
| Genere: | Racconti |
| Pagine: | 126 |
| Prezzo: | € 12.00 |
| Data pubblicazione: | Gennaio 2008 |
| Data recensione | Aprile 2008 |
| Note |
Alan Zamboni, scrittore e cantautore, è stato premiato ed ha ricevuto menzioni speciali nell'ambito di Concorsi Letterari Internazionali. Il libro ha il Patrocinio della Fondazione Nikolajewka ONLUS - Un futuro migliore per i disabili, un futuro migliore per tutti. |
|
Non esistono perline del ritorno. Quello che ci lasciamo alle spalle, è passato … per sempre. La capacità di rendere indelebile un'esperienza o l’affetto per una persona, è data dalla capacità del ricordo, solo quello il tempo non cancella. Scorrevole lettura che offre, specie nel racconto breve, spunti di riflessione. |
|