Libri di Psichiatria, Psicologia, Scienze Umane

 


 

Genere: Psichiatria, Psicologia, Scienze Umane

Non siamo nati per soffrire -

di Raffaele Morelli

Counselling psicologico e psichiatrico nelle case di riposo -

P. Scocco, M. Trabucchi (a Cura di)

Un secolo di follia -

di Vittorino Andreoli

Scene da un manicomio -

di Bruno Tagliacozzi, Adriano Pallotta

Emotional Vampires

di Albert J. Bernstein

Psichiatria oltre frontiera. Viaggio intorno alle sindromi culturalmente ordinate.

di Salvatore Inglese e Cesare Peccarisi

Etnie in cammino. La Riabilitazione Psicosociale tra nuova e vecchia Social Mobility

a cura di Ferdinando De Marco

AUTOTERAPIA - Guarire la propria psiche con strumenti personali.

Di Nicola Ghezzani

LA MENTE INVIOLATA. Una sfida per la psicologia e le neuroscienze.

John Horgan

Immaginazione, pazzia e creatività

di Daniel Nettle

Il comportamento aggressivo e violento in psichiatria. Valutazione ed intervento

di Michele Sanza

www.Motori di ricerca per libri

 

 

 

 
 
Infermieri On Line.
Ultimo aggiornamento: 21-07-07.

 

 

1

UN SECOLO DI FOLLIA

di Vittorino Andreoli

 

Recensione a cura di Claudia Giovannelli, Infermiera

 

Editore: Superbur Saggi
Autore: Vittorino Andreoli
Genere: Saggistica
Pagine: 350
Prezzo: 8,26 €
Data pubblicazione: Prima edizione ottobre 1998; seconda edizione maggio 1999
Data recensione Agosto 2003

"La follia ha dimora nei luoghi della non-follia: nelle strade, nelle abitazioni di condominio, nelle corti della campagna; deve esprimersi nelle chiese, nei cinematografi, nei bar, dev'essere osservata e curata nella quotidianità, senza distinzione."

Vittorino Andreoli Psichiatra, nel suo libro, percorre la storia di un secolo vissuto a tu per tu con una delle manifestazioni più inquietanti che da sempre hanno colpito il genere umano: la follia.

In verità, fa un excursus storico che va oltre il secolo e abbraccia tematiche che vanno al di là della disciplina psichiatrica. Partendo dal medioevo giunge all'embrione "del suo secolo" (1895-1904), decennio che vede la nascita della parola all'interno del processo terapeutico. Da qui scivola abilmente in un progressivo cronologico fino ai giorni nostri diramando acute riflessioni in tema di guerra, mitologia, magia, antropologia, antipsichiatria, sulla fenomenologia, sul pragmatismo, la cibernetica, affronta temi nuovi come le correlazioni tra architettura e follia o la classe degli emigranti come sostituzione al proletariato, per infine sfociare in un classico letterario, parabola se vogliamo, della follia: il Don Chisciotte della Mancia, ovvero Alfonso Chisciano.

L'autore, attraverso il racconto di alcune "storie di follia", ci fa penetrare nell'inenarrabile quanto esiliato mondo psichiatrico, rendendo plausibile ogni ragione e ogni giustificazione alla follia come manifestazione apparentemente inconcepibile.

Durante la lettura si può tracciare un quadro sull'evoluzione degli approcci terapeutico-assistenziali spesso delineata sulle basi vacillanti della sperimentazione biologica deterministica e i tentativi della psicologia. Incentra  l'attenzione sulla figura dello psichiatra relegato ieri a unico intermediario di cura, però si sposta all'equipe di oggi e all'importanza del gruppo nella presa in carico dell'utente. Emerge come il ruolo dell''infermiere in psichiatria sia mutato nel decorso storico dell'ultimo secolo. L'assistenza, originariamente collassata nell'abbandono tipico del medioevo, transita per una funzione di potere e di controllo (custodia)  per calarsi poi in progetti terapeutici che vedono il malato non più come oggetto ma come interlocutore attivo. Quindi dall'abbandono al controllo, dal controllo alla presa in carico dinamica che innesca, volentieri, un forte senso di autocritica e un vissuto di impotenza.

L'autore sembra aleggiare con disinvoltura sopra ogni comune pensiero e, incurante delle strutture di convenienza sociale, riesce a mescere la follia alla normalità, azzerando ogni forma di stigma apparentemente inamovibile.

"Forse follia e normalità non devono più porsi come due termini distinti, analogamente a vuoto e pieno, bensì in un insieme che ha tolto senso specifico ai suoi termini. La follia è forse piena di normalità e la normalità trabocca di follia." 

 

2

SCENE DA UN MANICOMIO - Storia e storie del Santa Maria della Pietà

di Bruno Tagliacozzi, Adriano Pallotta

 

Recensione a cura di Francisca Anaya, Infarmiera

 

Editore: Edizioni Scientifiche Magi
Autore: Bruno Tagliacozzi, Adriano Pallotta
Genere: Psicologia Clinica-Storia
Pagine: 248
Prezzo: € 18.07
Data pubblicazione: 1998
Data recensione Settembre 2003
Note http://www.romacivica.net/aslrme/splash.htm  (Museo della Mente)

"... Il vero dramma quotidiano è psicologico. Gli infermieri si trovano completamente soli con le loro responsabilità, da un lato, e con l'assurda gestione manicomiale dall'altro... In manicomio se un infermiere vuole alleggerire le dure condizioni di vita di un paziente lo fa a proprio rischio e pericolo, assumendosene tutta la responsabilità giuridica. Chi tenta di reagire a questa disagiata condizione di malessere psicologico cozza contro il muro che protegge l'istituzione disumanizzante, che produce violenza a catena: di fronte alla violenza dei pazienti, l'infermiere paradossalmente diventa aguzzino....".
 

Storia e storie del manicomio più grande e il più antico d'Europa, il Santa Maria della Pietà di Roma,  raccontate attraverso testimonianze dirette e documentazioni storiche, è quello che ci offrono Bruno Tagliacozzi e Adriano Pallotta in questo libro. Un libro apparso nel 1998, in esso s'intrecciano tre storie: la storia dell'istituzione manicomiale, la storia di Adriano Pallotta infermiere psichiatrico e autore del libro e la storia di un paziente, Alberto.
Con gli uomini anche il  manicomio Santa Maria della Pietà parla di se, dalla sua nascita verso il 1550 come ricovero per i poveri forestieri, trasformato dopo in ospedale per i poveri pazzerelli, fino all'abbattimento delle reti mettaliche di recinzione, al sorgere delle prime comunità terapeutiche e delle case famiglia nel XX secolo.  Quattro secoli e mezzo di esistenza ripercorsi seguendo le tappe e gli eventi più significativi, con un particolare approfondimento sugli ultimi cinquant'anni che sono rivisitati e analizzati attraverso i racconti dei diretti protagonisti.
Dalla stessa mano di Adriano Pallotta, infermierie psichiatrico che per quant'anni ha lavorato in questo stesso manicomio, percorreremo e attraverseremo non solo le sale dell’istituto ma conosceremo i pazienti, la vita manicomiale, il lavoro svolto dagli infermieri, le vicissitudini vissute, e scopriremo anche l’evoluzione di Pallotta come infermiere.

"Ho narrato fatti, personaggi e situazioni immergendomi mentalmente ed emotivamente nei tempi e nei luoghi dove questi si sono verificati, abbandonandomi al fluire del ricordo e rivivendo in qualche caso le stesse emozioni del momento...".

Un infermiere come pochi nella storia più recente dell'infermieristica psichiatrica italiana.

Pallotta oggi è in pensione  ma continua ad offrire  le sue conoscenze prendendosi cura del Museo della Mente.
 "Scene da un manicomio" è una lettura ingombrante, dove si ha la percezione dei pazienti, ricoverati in strutture segreganti e spersonalizzanti nelle quali era facile entrare e impossibile uscire. Così anche la storia di Alberto, il "bambino dell'elettroshock", non ci lascerà indifferenti. Orfano, ricoverato dai suoi "benefattori" all'età di quindici anni perché era un bimbo dal carattere taciturno e poco vivace, rimarrà rinchiuso per più di quaranta anni soffrendo per tanti accadimenti.
Citazioni storiche, stralci di norme e regolamenti, raccolta di leggi  riguardanti il manicomio, e un glossario di termini tecnici e gergali accompagnano il lettore in tutte queste pagine.
“Scene da un manicomio” è raccomandato a tutti quelli che vogliono affacciarsi e approfondire una realtà sconosciuta ma che fa parte della nostra storia come infermieri. Insomma, un libro la cui lettura è da raccomandare poichè permette, tra l'altro, di comprendere come un tempo si poteva soffrire per poco, e che ancora oggi si potrebbe fare molto per migliorare... Un libro che si presenta di facile e avvincente lettura fa sprofondare il lettore in un mondo da molti sconosciuto e che vuole essere portato alla luce nei suoi aspetti più tragici come monito per le future scelte sul trattamento del disagio mentale.


" La nemesi storica non sarà sufficiente a cancellare e a riparare le colpe e gli errori del passato. Ma questa storia è qui per ricordarceli"

 

3

EMOTIONAL VAMPIRES

di Albert J. Bernstein

 

Recensione di Francisca Anaya, Infermiera

 

Editore: McGraw-Hill
Autore: Albert J. Bernstein
Genere: Psicologia
Pagine: 253
Prezzo: € 15'54
Data pubblicazione: 2002
Data recensione Agosto 2003
WWW Sito dell'autore

"I miei bisogni sono più importanti dei vostri... Le regole sono fatte per altri non per me... Non è colpa mia... Lo voglio adesso... Se non la spunto mi arrabbio..."

Li troviamo dappertutto e tutti li conosciamo: la regina del dramma, l'amante affascinante ma poco fidabile, il compagno geloso, il capo egoista con un ego gigantesco, il collaboratore manipolatore, l'amico paranoico, l'edonista, il narcisista, il collega ossessivo-compulsivo, il perfezionista, l'antisociale, il collerico-aggressivo, ecc. Non c'è niente di soprannaturale nei "vampiri emozionali". Sono persone che possiedono caratteristiche che i psicologi chiamano disturbi della personalità, mascherati da persone normali finchè i loro bisogni li fanno diventare depredatori. Bernstein, laureato in psicologia, afferma che salute mentale e maturità siano la stessa cosa. Invece i "vampiri emozionali" non crescono mai, sono bambini, adulti immaturi che sanno molto poco di chi o che cosa sono in realtà: confusi sulla loro identità.
All'inizio sembrano anche migliori del resto della gente normale: sono brillanti, affascinanti, più interessanti, competenti, più attenti o semplicemente più divertenti. Insomma ci piacciono, riponiamo la nostra fiducia in loro, li invitiamo ad entrare nelle nostre vite e  ci rendiamo conto dell'errore soltanto quando sono spariti lasciandoci vuoti . I vampiri emozionali non esauriscono il nostro sangue ma la nostra energia emozionale. Mancano di scrupoli nell'approfittarsi dei nostri sforzi, denaro, amore, cure, ammirazione, corpo o anima, con lo scopo di soddisfare i loro desideri insaziabili. Quando si offrono ad aiutarci o ad offrirci qualche cosa in genere nascondono sempre un motivo.
"Emotional Vampires" ci aiuta a riconoscere e a maneggiare quei collaboratori, amici e famigliari che s'impiegano a distruggere la nostra salute emozionale e psicologica, manipolando i nostri sentimenti. Bernstein, attraverso "Emotional Vampires" ci da le chiavi per capire la natura dell'atteggiamento "vampirico" e sopratutto ci mostra la strada per difenderci di questi personaggi così pericolosi. Per proteggerci ci descrive le abitudini di questi vampiri, le regole sociale che seguono, come trovarli nella nostra vita e ci offre delle idee su come agire nei loro confronti.
Intelligenza, saggezza e grandi dosi di umore per un'opera irresistibile che ci colpisce già dalle prime pagine.
 

4

PSICHIATRIA OLTRE FRONTIERA - Viaggio intorno alle sindromi culturalmente ordinate.

di Salvatore Inglese e Cesare Peccarisi

 

Recensione a cura di Claudia Giovannelli, Infermiera

Editore: Utet Periodici Scientifici
Autore: Salvatore Inglese e Cesare Peccarisi
Genere: Etnopsichiatria
Pagine: 127
Data pubblicazione: 1997
Data recensione Maggio 2004
Note  

"...Bhutonmada: sindrome caratterizzata dalla convinzione soggettiva di essere posseduti dagli dèi della follia. Il trattamento consiste in particolari riti esorcistici e l'induzione a uno stato psicotraumatico a carico del posseduto. Uno dei traumi  è l'esposizione del soggetto ai morsi di un serpente velenoso reso provvisoriamente innocuo. L'efficacia terapeutica sta nel mantenere il segreto, al paziente, che il serpente sia stato deprivato di veleno, come in una sorta di effetto placebo. Egli, convincendosi di una morte imminente, viene liberato da una individualità subordinata dall'influsso nefasto che gli dèi della follia esercitano su di lui..."- Sindrome dell'India centrale.

Questo è il sunto di una delle tante storie descritte in questo libro.

Secondo il Prof. Cazzullo, negli ultimi anni le problematiche antropologiche appaiono mutate essenzialmente per due ragioni: la massiccia immigrazione nelle aree urbane di pazienti del Terzo Mondo che obbligano ad interrogarsi nel rapporto con il "nuovo malato" e l'impatto che la medicina occidentale ha con le fiorenti medicine tradizionali esistenti nelle aree di intervento, impatto che provoca mutamenti e una forma di integrazione tra le varie schiere della medicina.

Nel libro di Inglese e Peccarisi, ogni sindrome viene identificata con un nome originario e  un'indicazione geografica illustrata. I fenomeni psico-patologici si dispiegano in una labile, incerta e spesso confusa cartografia, dove è appena possibile distinguere i luoghi e i nomi improbabili delle malattie, dove un sintomo prende forma dal contesto ambientale quasi a non trovare confini esplicativi tra l'ordine culturale e il disordine mentale.   Le tappe di questo viaggio  percorrono gli infiniti territori del pianeta, ma ogni stazione prevede che in quel particolare paesaggio culturale e territoriale possa essere riconosciuta una forma di sofferenza umana. Il viaggio richiede una predisposizione mentale tesa ad affievolire pregiudizi e strutture di pensiero ancorate alla nostra psichiatria.

Gli autori di questo libro si impegnano a presentare con estremo scrupolo e largo lavoro di ricerca tutte le manifestazioni "devianti" originarie di varie popolazioni, che risentono acutamente dei rapporti interumani sia individuali che di gruppo. Per comprendere tali manifestazioni è necessaria una conoscenza profonda della cultura dei singoli ambienti e soprattutto il rispetto di queste culture, fenomeno ben conservato  in questo libro di cui la lettura è raccomandabile a tutte le persone di animo aperto all'avventura della mente.

 

5

ETNIE IN CAMMINO. La Riabilitazione Psicosociale tra nuova e vecchia Social Mobility

a cura di Ferdinando De Marco

 

 

Recensione a cura di Giuseppe Ionta, Psichiatra

 

Editore: Ed.Arti Grafiche Caramanica
Promotori: Centro Studi e Ricerche "La Bussola" e Società Italiana di Riabilitazione Psicosociale -SIRP
Autore: Diversi autori tra filosofi, psichiatri, sociologi, psicologi, antropologi....
Genere: Raccolta degli atti del convegno svoltosi a Formia (LT) nel giugno 2000
Prezzo: €. 10
Data pubblicazione: Gennaio 2005
Data recensione Marzo 2005
Note Il libro si può richiedere in contrassegno via E Mail a: labussolaferentino@libero.it  o per posta al Centro Studi "La Bussola" Via Pontegrande 03013 Ferentino (FR) tel./fax 0775246066

Il libro è stato curato da Ferdinando De Marco, psichiatra, già presidente della Soc. Italiana di Riabilitazione Psicosociale. Il volume riporta, accanto ad altri contributi importanti — tra cui quello del filosofo Sergio Moravia — molti degli interventi effettuati in occasione dell’omonimo convegno svoltosi a Formia (Latina) nel giugno 2000. Le trasformazioni indotte dalle recenti ondate migratorie appaiono estremamente delicate e complesse. Ne risulta che solo sulla base di un’adeguata attenzione progettuale, interventi multidisciplinari declinati in tempi sufficientemente lunghi, possono essere rivolti ad attenuare il disagio, la fatica di questi cambiamenti. "Il cambiamento è catastrofico" ha scritto lo psicoanalista Bion. Chi cambia — chi è costretto a cambiare — non è soltanto il migrante, ma anche chi accoglie, assiste ("subisce") l’immigrazione. La migrazione richiama vissuti quali strappo, separazione, fino al tradimento di chi resta (De Marco): la ferita psicologica è profonda e può aprire la porta a vari scenari psicopatologici. Mellina sostiene che quella dell’emigrazione è una "scelta senza potere, una scelta non scelta" ed Ujcich sottolinea che è tuttora basilare il binomio tra emigrazione e sfruttamento (dalla tratta dei clandestini, al caporalato, al lavoro nero, alla qualità della vita).

D’altro canto, bombardata dalle bordate dei politici e dai mass media, l’etnia italiota appare inebetita di fronte al "nuovo che avanza": l’ineluttabilità della morte nel canale di Sicilia, lo sfruttamento, l’inasprimento della legge Fini-Bossi, eccetera.

Ci paiono interessanti poi sia gli interventi del tipo ricerca-azione (pedagogia interculturale, laboratori di animazione, progetti finalizzati) che le osservazioni provenienti da persone impegnate sul campo. Nel capitolo "Integrazione e pregiudizio", Stefano Musso riporta la propria esperienza di lavoro nelle scuole superiori in provincia di Torino. Nota che gli strati sociali meno abbienti (e gli studenti provenienti da quelli) esprimono maggiori timori nei confronti degli immigrati e sono meno propensi all’integrazione ed alla solidarietà. Li avvertono evidentemente come minacciosi in merito alla ricerca del posto di lavoro ed alla fruizione dei servizi. Possiamo aggiungere che in un tale stato di cose la sensibilità nei confronti delle sirene "cannoniere" o "castiga-delinquenti-stranieri" si accresce in maniera esponenziale. Figuratevi cosa può valere parlare a quegli studenti di valori, di diritti, di fratellanza universale! Musso propone un approccio molto concreto, che bada alle cose ed ai problemi reali. Quali sono le reali modificazioni nel mercato del lavoro a seguito della presenza degli immigrati? Quali sono i posti che essi vanno ad occupare? Poiché sappiamo tutti come stanno le cose, solo coloro che pensano di entrare nel mondo del lavoro dalle posizioni di base (lavoro generico) possono temere una concorrenza maggiore. Ed a questo punto si può parlare non solo della presenza ma anche della necessità vitale in una società avanzata degli immigrati.

INDICE del Volume

Prefazione (Ferdinando De Marco)

- Fenomenologia dell'ospitalità nell'esperienza migratoria. Migrazioni, alterità culturali,incontri interetnici nella Salute Mentale (Sergio Mellina)

- Il gioco del disabile: le funzioni primarie d- Il gioco del disabile: le funzioni primarie dell’attività ludica e il rapporto con la realtà (Sergio Moravia)

- Immigrazioni e migrazioni (Ferdinando De Marco

- Dati epidemiologici sull'utilizzo dei Servizi Psichiatrici pubblici e privati nell'area milanese da parte degli immigrati (Massimo Rabboni, Maria Virginia Volontè)

- Disagi e disturbi psicosociali nell'immigrazione infantile (Ferdinando De Marco)

- Integrazione e pregiudizio (Stefano Musso)

- Integrazione scolastica multietnica: una nuova realtà italiana (Daniela Rustioni)

- L'animazione dei laboratori come esempio di educazione interculturale (Paola Giani)

- Dove sei ? (Sergio Ujcich)

- Immigrazione e prospettive di inserimento lavorativo. I maghrebini nell'area del litorale pontino, note preliminari di osservazione sul campo (Chiara Mellina)

- Persone senza fissa dimora e salute mentale : un approccio integrato fra DSM e Servizi per senza dimora (Giovanna Lucchini, Franca Pezzoni)

- Normativi della conduzione SSR in soggetti immigrati. Note preliminari di "Neurologia preventiva" (Vittorio Mellina)

- Ritmo e trasformazioni: i tamburi parlanti (Massimiliano Scarpelli)

- La dimensione affettiva nell'Unheimlich dell'emigrante ; la Nostalgia come indicatore di un disturbo dell'adattamento (Antonino Jaria, Carlo E. Simonetto)

- Ospiti (Giuseppe Ionta)

- Trattamento psicomotorio e riabilitazione psicosociale in un gruppo di ospiti di una casa famiglia (Giuseppe Fagnano)

- Le figure non mediche della Riabilitazione Psichiatrica. Considerazioni storico-antropologiche (Massimo Aliverti)

- Riabilitazione psicosociale e disagio esistenziale: la prospettiva antropo-ecologica (Antonio Scala)

- Residential alternatives to acute psychiatric hospitalization (Loren Mosher)

- Primo piatto : la pasta e la minestra. Un ricordo dell'ultimo grande esodo migratorio italiano (Sergio Mellina)

 

6

 

 

AUTOTERAPIA - Guarire la propria psiche con strumenti personali.

Di Nicola Ghezzani

 

Recensione a cura di Paolo Zanovello, Psicologo

Editore: Franco Angeli / Le Comete
Autore: Nicola Ghezzani
Genere: Psicologia
Prezzo: 15,00 €
Data pubblicazione: 2005
Data recensione 27.06.05
Note sull'autore Nicola Ghezzani: Psicologo e psicoterapeuta, vive e lavora a Roma dove ha contribuito alla formazione dei principi della Psicoterapia dialettica. E' consulente scientifico presso associazioni di pazienti e di mutuo aiuto. Ha già pubblicato:
- Uscire dal panico (2000)
- Volersi male (2002)
- Crescere in un mondo malato. Bambini e adolescenti in una società in crisi (2004)

In questo libro Nicola Ghezzani tratta il tema dell'autoterapia con grande ricchezza di idee, di argomenti, di spunti e di immagini che sembrano essere fatte apposta per fornire al lettore una vasta varietà di stimoli ed occasioni di riflessione.
Attraverso un percorso non sempre lineare, non sempre logico-razionale ma alquanto suggestivo e piacevole ci possiamo formare una mappa quanto mai ricca e complessa di questo particolare modo di fare terapia.
Nel complesso, secondo me, l'autore è riuscito a dare anima e significato a tutto un sistema mentale ben articolato dotato di una propria coerenza interna chiara ed elegante capace di prendere in considerazione tanto la cultura, la società e l'ambiente, tanto le questioni teoriche, metodologiche ed epistemologiche, quanto l'esplicitazione e l'esemplificazione di un percorso autoterapeutico personale ed individuale.
Da tutto ciò voglio provare ad estrapolare alcuni concetti che mi pare di aver colto lungo questo viaggio.

L'autoterapia viene praticata più spesso e con maggior profitto di quanto noi siamo soliti pensare
Ogni uomo, nel corso della propria vita, viene a trovarsi qualche volta alle prese con problemi e conflitti che lo fanno soffrire e per i quali stenta a trovare una soluzione. Non sempre le persone decidono di ricorrere all'aiuto di un professionista, spesso decidono di risolvere da soli i propri problemi e in molti casi riescono nel loro intento trovando a volte soluzioni sorprendentemente creative. Del resto, come dice Ghezzani, alcuni degli psicoterapeuti più noti sono stati anche dei grandi autoterapeuti.

 

 

7

 

LA MENTE INVIOLATA. Una sfida per la psicologia e le neuroscienze.

Di John Horgan

 

Recensione a cura di Oscar Carollo, Infermiere

Editore: Raffaello Cortina Ed.
Autore: John Horgan
Genere: Psicologia
Prezzo: 23,00 €
Data pubblicazione: 2001
Data recensione 09.10.05
Note sull'autore L'autore e' un divulgatore scientifico molto noto.

In quest'opera si occupa di una frontiera contemporanea della scienza, costituita dalla mente umana.
Con una indagine critica esplora tutti i campi in cui la fisiopatologia della mente e' presente, partendo dall' incapacita' attuale delle neuroscienze a spiegare il mistero di un apparato biologico in grado di produrre immagini e pensiero.
Ma l'esplorazione continua nella psicoanalisi, nelle psicoterapie e nella farmacologia della mente, non tralasciando neppure i mezzi fisici usati per condizionarla.
Le conclusioni sono piuttosto deludenti per questi settori.
Ma non viene risparmiata neppure la genetica comportamentista, il cognitivismo e la scelta evoluzionistica, che pure non rispondono completamente agli interrogativi.
Un' opera critica che si legge fluidamente, e ricca di spunti interessanti.
Utile per il lavoro infermieristico, per completare la visione terapeutica sull'universo mentale.

 

8

IMMAGINAZIONE, PAZZIA E CREATIVITA'

di Daniel Nettle

 

Recensione a cura di Rita Martini, Infermiera

Editore: Giunti
Autore: Daniel Nettle
Genere: Psicologia
Titolo originale Strong imagination
Prezzo: €. 9.50
Data pubblicazione: 2005
Data recensione 19-08-2006
Note sull'autore  

A parte il fastidio per un’eccessiva pubblicità ad un noto farmaco antidepressivo, l'autore attraversa ambiti che vanno dalle arti ad un vero e proprio aggiornamento scientifico in merito alle due grandi patologie psichiatriche ovvero la schizofrenia e la psicosi affettiva approfondendo quell’argomento così affascinante costituito dal legame tra follia e genio creativo. Daniel Nettle descrive la natura devastante e la principale caratteristica costituita prevalentemente da un disturbo del pensiero, nel caso della schizofrenia, e la sindrome bipolare caratterizzata da disturbi affettivi e dalla sua natura ciclica esponendo caratteristica e modalità della depressione e dell’euforia ricordando infine alcune delle ultime indagini, la PET in modo particolare, che può rendere visibile alcune differenze anatomiche tra cervelli “normali” e quelli affetti dalle sopra citate malattie. Ma è attraverso la descrizione del pensiero divergente, peculiare della schizofrenia, e quindi della difficoltà di saper ignorare stimoli provenienti dall’esterno e dall’interno, che Nettle riesce a farci capire come il frutto di un pensiero e di una attività mentale “senza briglie” possa con maggior facilità, rispetto ai “normali”, dar luogo ad una libera e maggior fruttuosa immaginazione di usi e connessioni non convenzionali laddove un soggetto “normale” resta invece ancorato ad un pensiero tradizionale. Da qui, secondo la sua ipotesi, il legame tra follia e creazione di tipo estetico attraverso la teoria che le persone estremamente creative, ma non necessariamente folli, facciano un’esperienza simile a quella schizofrenica come modalità introspettiva verso il proprio lavoro. Poeti, scrittori, musicisti, in generale, sembrerebbero attraversare degli stati d’animo simili a quelli vissuti dai sofferenti di disturbo bipolare, prima della vera e propria produzione artistica, come una forte energia, una variazione della libido, talvolta ansia o insonnia che facilitano l’immaginazione e che riescono a trasferire in un lavoro produttivo di tipo creativo.
 

9

IL COMPORTAMENTO AGGRESSIVO E VIOLENTO IN PSICHIATRIA. Valutazione ed intervento

Di Michele Sanza

 

Recensione a cura di Rita Martini. Infermiera

Editore: Centro Scientifico Editore
Autore: Michele Sanza
Genere: Psichiatria, Psicologia, Scienze Umane
Pagine 207
Prezzo: 20 €
Data pubblicazione: 1999
Data recensione 17-05-2007
Note sull'autore  

Michele Sanza ha curato un ottimo libro, con la collaborazione di altri colleghi, che riguarda un tema scottante, ma anche sgradito, con il quale tutti gli operatori della salute mentale devono confrontarsi. Nonostante il fenomeno sia quantitivamente rilevabile, si ammette con difficoltà che esso è specifico della psichiatria e che sembrerebbero prevalere sentimenti di minimizzazione, se non addirittura di negazione del problema, piuttosto che la ricerca di strategie comuni di prevenzione e risoluzione di esso, là dove possibile.

Dopo aver chiarito che il comportamento violento non costituisce un sintomo, vengono analizzati i principali studi sulla violenza, il ciclo dell’aggressione, la presa in carico diretta degli episodi di aggressività, frutto di formazione continua e condivisa tra tutti gli operatori, ma anche l’importanza del Case Manager affidato alle nuove responsabilità degli infermieri.

Numerosi sono i fattori che possono incidere sugli agiti aggressivi, ma si sottolinea più volte l’importanza della gestione delle reazioni degli operatori, vittime degli episodi, come parte essenziale del problema clinico della violenza oltre che la ricerca di strategie per affrontarla come parte essenziale dell’organizzazione dei servizi. Fondamentale, per la realizzazione di soluzioni per la prevenzione della violenza ed aggressività, rimangono la ricerca di norme di carattere teorico e pratico che devono costituire e rimanere patrimonio comune di tutta l’équipe.

Gli autori, forti di una ricchissima bibliografia costituita per lo più da articoli scientifici, non risparmiano nessuno da critiche che vanno dalle situazioni che lasciano spesso e deliberatamente sola la vittima, indicandone i presunti motivi che ne starebbero alla base, alle resistenze alla formazione sulla violenza nelle istituzioni psichiatriche, descrivendo infine, e relativamente nel dettaglio, il disturbo antisociale di personalità, sfatando il mito che i soggetti degli agiti violenti siano soltanto pazienti ai quali è stata effettuata diagnosi di schizofrenia.

10.

Counselling psicologico e psichiatrico nelle case di riposo -

P. Scocco, M. Trabucchi (a Cura di)

Recensione a cura di Valter Fascio, Coord. Infermieristico

Editore: Centro Scientifico Editore
Autore: P. Scocco, M. Trabucchi
Genere: Psichiatria, psicologia, scienze umane.
Pagine 368
Prezzo: € 28.00
Data pubblicazione: anno 2007
Data recensione 05/06/2007
Note Formato: 15,5x22,5

ISBN: 978-88-7640-7765

L’obiettivo ambizioso di questo interessante volume è quello di individuare le diverse competenze necessarie per attuare un counselling psicologico e psichiatrico nell’ambiente geriatrico. La fragilità dell’anziano non deve trasformarsi in un vincolo per la qualità della vita di chi è ospite nelle residenze e nelle case di riposo. Le aspettative dei cittadini sono di molto cambiate: erogare cure che intersecano i bisogni psicologici, sociali e spirituali, garantire un ambiente accogliente e umano, è attività estremamente complessa che richiede elevata professionalità, integrazione e multidisciplinarietà per un compito assai difficile. Testo decisamente innovativo, scientificamente valido, di facile consultazione, può rivelarsi utile strumento di supporto per tutti gli operatori sanitari e per gli studenti, pur sviluppando solo parzialmente il ruolo specifico e fondamentale del professionista infermiere.

http://www.cse.it/index.php?module=pncommerce&func=itemview&ItemID=488

 

11.

Non siamo nati per soffrire -

Raffaele Morelli

 

Recensione a cura di Armando Francesconi, Infermiere.

Editore Mondadori (I Miti)
Autore Raffaele Morelli
Genere Psicologia-Psicosomatica-Scienze Umane
Pagine 157
Prezzo € 6
Data Pubblicazione 2005
Data Recensione luglio 2007
Note *Raffaele Morelli* è medico, psichiatra e psicoterapeuta. Dirige da
molti anni la rivista Riza Psicosomatica.
Imparare a combattere il dolore senza combatterlo cercando di essere sopraffatti dal dolore stesso e lo stesso svanirà. L'importanza di " non pensare " al dolore alla sofferenza ma lasciarsi trasportare e cosi si annulla da solo.
Il pensare alla sofferenza non porta altro che dolore in quanto sofferenze importanti non possono essere modificate o alterate con il "cogito ".
Libro rivoluzionario nel messaggio che porta, con agganci alla mitologia e alle religioni dal punto di vista filosofico.
Il tutto condito da esempi di esperienze di vita vissute dai suoi pazienti che lui ha avuto in cura come psicoterapeuta.
Scritto in modo chiaro puo' darci indicazioni utili su come gestire la sofferenza.
Libro difficile e impegnativo ma molto saggio.
Fa pensare e riflettere.