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THE NOTEBOOK (Le pagine della nostra vita) di Nicholas Sparks Recensione a cura di Francisca Anaya |
| Titolo in italiano | Le pagine della nostra vita |
| Editore: | Sperling Paperback |
| Autore: | Nicholas Sparks |
| Genere: | Dramma |
| Pagine: | 182 |
| Prezzo: | 8€ |
| Data pubblicazione: | 1998 |
| Data recensione | Agosto 2003 |
| WWW | Sito dell'autore |
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"Mi spiace dovervelo
dire – cominciò il dottor Barnwell –, ma sembra che la signora sia al primo
stadio dell’Alzheimer". "The Notebook" racconta la storia di due anziani: un uomo e una donna. Ogni giorno lui la visita nella casa di riposo e le legge le pagine che lei aveva scritto, prima di iniziare a soffrire di questa malattia che è l'alzheimer, nella sua gioventù e di come riuscivano a stare tutti e due insieme. Per lei, ascoltare le storie del suo quaderno oggi è ascoltare storie sempre nuove, anche fu lei a scriverle. "The Notebook" è un romanzo ispirato alla storia reale dei nonni della moglie di Sparks. Un romanzo che, oltre a raccontarci una storia d'amore che neanche l'alzheimer riuscí a rompere, ci fa capire come questa malattia possa coinvolgere, affliggere e colpire non soltanto le persone affette di alzheimer ma sopratutto le loro famiglie. "È una malattia desolata,
vuota e arida come il deserto. Un ladro di cuori e di anime e di memorie..." |
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UN MONDO PERDUTO E RITROVATO di Aleksandr Romanovic Lurija Recensione di Adele Sandri |
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| Editore: | Editori Riuniti |
| Autore: | Aleksandr Romanovic Lurija |
| Genere: | Saggio |
| Pagine: | 194 |
| Prezzo: | Lire 1000 |
| Data pubblicazione: | maggio 1973 |
| Data recensione | dicembre 2003 |
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……”In sostanza in seguito al ferimento ho dimenticato tutto ciò che avevo studiato, senza interruzioni, per 14 anni” In sintesi ecco ciò di cui parla il libro. La storia: un giovane ufficiale russo viene colpito alla testa da una scheggia metallica durante la II guerra mondiale. Si salva, ma il suo cervello si “dissocia”; i codici impliciti che “archiviano” ciò che impariamo nella nostra memoria non ci sono più. La scheggia ha distrutto parte delle cellule nervose preposte all’analisi ed alla sintesi. Lev ascolta, ma non capisce le parole e non sa rispondere, Lev mangia, ma è difficile ricordare l’uso del cucchiaio,Lev sa di avere una famiglia, ma è difficile ricordare cosa vuol dire famiglia….ed allora Lev comincia con caparbietà, disperazione e coraggio a cercare di “ricostruire il suo cervello esploso in una miriade di frammenti. E questo libro è il suo diario, il diario di una lotta durata 25 anni e che dura ancora, il grido di un uomo che vuole tornare ad essere uomo…Lev ha intitolato questo suo diario “Io combatto ancora” Lurija si è imitato a trascrivere così come sono stati scritti dal protagonista alcuni brani dl suo lungo diario., inframezzandoli con considerazione personali di carattere scientifico.. Il cervello umano è inquietante e meraviglioso, come inquietante e meraviglioso è questo libro, anche perchè la storia è vera.… L'autore:
Aleksandr Romanovic Lurija(1902-1977)
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VUOTI DI MEMORIA di Hervè Jaouen Recensione a cura di Valter Fascio |
| Editore: | Salani |
| Autore: | Hervè Jaouen |
| Genere: | Narrativa |
| Pagine: | 139 |
| Prezzo: | € 10,00 |
| Data pubblicazione: | 2004 |
| Data recensione | Aprile 2004 |
| Note: |
In libreria dal 12/02/2004 |
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C'è sempre un po’ di
follia nell'amore. Ma c'è sempre un po’ di ragione nella follia. Quindi non
lamentarti più se mi lavo i capelli con il sapone o ti chiamo con un altro
nome. "Una sera le ho
rimboccato le coperte. Mi aspettavo che mi dicesse: «Buonanotte, figlia
mia». Invece... Ho creduto di aver capito male, ma lei ha ripetuto:
«Buonanotte, mamma». È l’Alzheimer, il morbo terribile che cancella lentamente la memoria della persona. Una vita piena, di viaggi, d’amori, di passioni e di balli: tutto inesorabilmente svanisce. Per limitare i danni ineluttabili della malattia bisogna stimolarla, tenere insieme i ricordi, sbloccare i meccanismi biologici invisibili che le fanno commettere le più imprevedibili stranezze. La vita sociale della famiglia si modifica, ma grazie alla pazienza e alla presenza di spirito di tutti si arricchisce di un patrimonio inestimabile: la storia della nonna, la sua esistenza appassionata e avventurosa come un singolare romanzo. “<<Che delitto>>, pensa la nipote Véronique. <<Che delitto che una nonna ancora bella, alta ed elegante, con gli occhi azzurri e magnifici capelli, avventurosa e aristocratica, perda ad uno ad uno tutti i suoi ricordi, come le foglie di un albero in autunno>>”. E allora i suoi nipoti decidono di non mollare: si fanno raccontare tutto dei suoi trascorsi, dei due mariti, dei fidanzati, di quando veniva chiamata ‘tenera rosa di Gibilterra’, così che il filo della memoria non si spezzi completamente; riportano in una videocassetta con fotografie e documenti del tempo lo spazio della sua esistenza perché lei lo ricomponga. Ascoltano con calma e in allegria le sue risposte così surreali, la rendono parte della loro fresca gioventù. Fino a scambiare le parti. Considerare i bisogni della persona cara non significa dunque dimenticarsi dei propri. Melom invita i carer a conservare la propria identità e a non abbandonare le attività quotidiane che si sono sempre svolte con piacere. I carer non devono rinunciare alle tradizioni familiari e ad altre attività sociali che danno loro gioia. È un modo per sentirsi bene e per non perdere quella forza interiore sempre necessaria per continuare a vivere e lavorare occupandosi anche dei propri cari.
È in questo modo, e non puntando soltanto sulla retorica o edulcorando la realtà, che si scrive con franchezza, e quindi molto bene, per i ragazzi”. L’Humanité Autore
Hervé Jaouen, è
nato nel 1946 a Quimper,
in Bretagna (Francia), e
ha pubblicato il suo primo romanzo a trent’anni. Noto
fino a qualche anno fa soprattutto come autore di libri polizieschi per
adulti, conta oggi una produzione vastissima: gialli per ragazzi, romanzi
complessi per adolescenti, racconti per tutte le età. Ha pubblicato anche
per Robin Edizioni e Hobby & Work. Per molto tempo ha lavorato in banca e
fatto contemporaneamente lo scrittore, ma da una decina d'anni si dedica
unicamente alla scrittura. Attualmente vive
tra la Bretagna e l’Irlanda, pescando e scrivendo. |
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L'UOMO CHE SCAMBIO' SUA MOGLIE PER UN CAPPELLO di Oliver Sacks, Neurologo Recensione a cura di Claudia Giovannelli |
| Titolo originale: | The man who mistook his wife for a hat |
| Editore: | Adelphi Edizioni |
| Autore: | Oliver Sacks |
| Genere: | Saggio |
| Pagine: | 318 |
| Prezzo: | € 13,00 circa |
| Data pubblicazione: | Prima edizione Novembre 1986- sesta edizione Maggio 1989 |
| Data recensione | Aprile 2004 |
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Sono trascorsi ormai diversi anni da quando ho letto questo libro e le sue storie ("storie o fiabe" come le definisce lo stesso Sacks) rimangono fresche nella memoria come un sapere che è ormai parte della mia formazione, come rimane vivo il ricordo dei personaggi che sembra io abbia veramente incontrato nel corso della mia vita professionale. Alcuni critici hanno definito il libro un intrattenimento da "Mille e una notte", e ciò spiega la facilità con la quale Sacks riesce ad avvicinare ogni lettore, anche il più avulso, nel campo della neurologia. Questo libro si presenta con una raccolta di 24 casi clinici, ma viene da pensarli a semplici storie di persone "particolari", descritte con un tono romanzesco non meno importante di quello scientifico, riferenti la condizione umana più friabile che è quella della sofferenza. Sacks fa parlare la malattia vivendola ogni volta in tutta la sua pena, racconta il dramma ponendo in risalto anche i vantaggi e le peculiarità in positivo attraverso un processo di convivenza al disagio. Ogni caso è portatore di una particolarità congenita o acquisita del sistema nervoso e sia che ci parli di sindrome di Korsakov, o di prosopoagnosia, o di eminattenzione, o di morbo di Parkinson, di epilessia, di asomatognosia, di afasia, della sindrome di Tourette, di insufficienza mentale, di autismo, lo specialista inglese lo fa con grande competenza professionale e umanità, oltre che con abilità e sensibilità di narratore, teso a cogliere le più sottili sfumature di ogni individuo. Sacks è il mago benefico che riesce a liberare le storie terribili imprigionate nei manuali scientifici, che le fa vivere per pura capacità di identificazione con la sofferenza, con la perdita o l'infrenabile sovrabbondanza degli "eccessi di funzione", come li chiama la neurologia, riuscendo a costruire un ponte, spesso labile, delicatissimo, con mondi remoti e altrimenti muti.
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