Libri di Neurologia


 

 

Genere: Neurologia

The Notebook (Le pagine della nostra vita)

di Nicholas Sparks

Un mondo perduto e ritrovato -

di Aleksandr Romanovic Lurija

Vuoti di memoria

di Harvè Jaouen

L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello

Oliver Sacks

www.Motori di ricerca per libri

 

 

 

 
 
Infermieri On Line.
Ultimo aggiornamento: 19-04-06.

 

 

 

 

 

 

1

THE NOTEBOOK (Le pagine della nostra vita)

di Nicholas Sparks

Recensione a cura di Francisca Anaya

Titolo in italiano Le pagine della nostra vita
Editore: Sperling Paperback
Autore: Nicholas Sparks
Genere: Dramma
Pagine: 182
Prezzo: 8€
Data pubblicazione: 1998
Data recensione Agosto 2003
WWW Sito dell'autore

"Mi spiace dovervelo dire – cominciò il dottor Barnwell –, ma sembra che la signora sia al primo stadio dell’Alzheimer".

Assistiamo alla lotta di un uomo anziano, la cui moglie è malata di Alzheimer, che cerca di penetrare nella barriera dell'oscurità di questa malattia e di far riaffiorare i ricordi di una vita spesa insieme, sempre fianco a fianco, uniti, senza aver quasi neanche bisogno di parlare per capire cosa si pensa, di cosa si ha bisogno ..., un amore fatto di gesti quotidiani che non scadono mai nell'ovvietà, nell'abitudine di sè stessi, ma sempre nella meraviglia della fortuna data a ciascuno di trascorrere insieme attimi sempre diversi e belli.

"The Notebook" racconta la storia di due anziani: un uomo e una donna. Ogni giorno lui la visita nella casa di riposo e le legge le pagine che lei aveva scritto, prima di iniziare a soffrire di questa malattia che è l'alzheimer, nella sua gioventù e di come riuscivano a stare tutti e due insieme. Per lei, ascoltare le storie del suo quaderno oggi è ascoltare storie sempre nuove, anche fu lei a scriverle.

"The Notebook" è un romanzo ispirato alla storia reale dei nonni della moglie di Sparks. Un romanzo che, oltre a raccontarci una storia d'amore che neanche l'alzheimer riuscí a rompere, ci fa capire come questa malattia possa coinvolgere, affliggere e colpire non soltanto le persone affette di alzheimer ma sopratutto le loro famiglie.

"È una malattia desolata, vuota e arida come il deserto. Un ladro di cuori e di anime e di memorie..."
 

 

2

 

UN MONDO PERDUTO E RITROVATO

di Aleksandr Romanovic Lurija

Recensione di Adele Sandri

Editore: Editori Riuniti
Autore: Aleksandr Romanovic Lurija
Genere: Saggio
Pagine: 194
Prezzo: Lire 1000
Data pubblicazione: maggio 1973
Data recensione dicembre 2003

……”In sostanza in seguito al ferimento ho dimenticato tutto ciò che avevo studiato, senza interruzioni, per 14 anni” In sintesi ecco ciò di cui parla il libro. La storia: un giovane ufficiale russo viene colpito alla testa da una scheggia metallica durante la II guerra mondiale. Si salva, ma il suo cervello si “dissocia”; i codici impliciti che “archiviano” ciò che impariamo nella nostra memoria non ci sono più. La scheggia ha distrutto parte delle cellule nervose preposte all’analisi ed alla sintesi. Lev ascolta, ma non capisce le parole e non sa rispondere, Lev mangia, ma  è difficile ricordare l’uso del cucchiaio,Lev sa di avere una famiglia, ma è difficile ricordare cosa vuol dire famiglia….ed allora Lev comincia con caparbietà, disperazione e coraggio a cercare di “ricostruire il suo cervello esploso in una miriade di frammenti. E questo libro è il suo diario, il diario di una lotta durata 25 anni e che dura ancora, il grido di un uomo che vuole tornare ad essere uomo…Lev ha intitolato questo suo diario “Io combatto ancora” Lurija si è imitato a trascrivere così come sono stati scritti  dal protagonista alcuni brani dl suo lungo diario., inframezzandoli con considerazione personali di carattere scientifico.. Il cervello umano è inquietante e meraviglioso, come inquietante e meraviglioso è questo libro, anche perchè la storia è vera.…

L'autore: Aleksandr Romanovic Lurija(1902-1977)
Nato a Kazan (ex URSS), laureatosi nel 1921 in Scienze Sociali e nel 1936 in Medicina, collaborò con Vygotskij. Può essere considerato sia uno psicologo che un neuropsicologo.
È, tra l’altro, autore di:
Le funzioni corticali superiori nell’uomo (1962)
Come lavora il cervello (1976)
Uno sguardo sul passato (1976)

 

 

3

VUOTI DI MEMORIA

di Hervè Jaouen

Recensione a cura di Valter Fascio

Editore: Salani
Autore: Hervè Jaouen
Genere: Narrativa
Pagine: 139
Prezzo: € 10,00
Data pubblicazione: 2004
Data recensione Aprile 2004
Note:

In libreria dal 12/02/2004

C'è sempre un po’ di follia nell'amore. Ma c'è sempre un po’ di ragione nella follia. Quindi non lamentarti più se mi lavo i capelli con il sapone o ti chiamo con un altro nome.
F. W. Nice

"Una sera le ho rimboccato le coperte. Mi aspettavo che mi dicesse: «Buonanotte, figlia mia». Invece... Ho creduto di aver capito male, ma lei ha ripetuto: «Buonanotte, mamma».
Adesso ero sua madre! Le ho bisbigliato piano nell’orecchio: «Buonanotte, bambina mia»”.                                  

È l’Alzheimer, il morbo terribile che cancella lentamente la memoria della persona. Una vita piena, di viaggi, d’amori, di passioni e di balli: tutto inesorabilmente svanisce. Per limitare i danni ineluttabili della malattia bisogna stimolarla, tenere insieme i ricordi, sbloccare i meccanismi biologici invisibili che le fanno commettere le più imprevedibili stranezze. La vita sociale della famiglia si modifica, ma grazie alla pazienza e alla presenza di spirito di tutti si arricchisce di un patrimonio inestimabile: la storia della nonna, la sua esistenza appassionata e avventurosa come un singolare romanzo. 

<<Che delitto>>, pensa la nipote Véronique. <<Che delitto che una nonna ancora bella, alta ed elegante, con gli occhi azzurri e magnifici capelli, avventurosa e aristocratica, perda ad uno ad uno tutti i suoi ricordi, come le foglie di un albero in autunno>>”.  

E allora i suoi nipoti decidono di non mollare: si fanno raccontare tutto dei suoi trascorsi, dei due mariti, dei fidanzati, di quando veniva chiamata ‘tenera rosa di Gibilterra’, così che il filo della memoria non si spezzi completamente; riportano in una videocassetta con fotografie e documenti del tempo lo spazio della sua esistenza perché lei lo ricomponga. Ascoltano con calma e in allegria le sue risposte così surreali, la rendono parte della loro fresca gioventù. Fino a scambiare le parti. 

Considerare i bisogni della persona cara non significa dunque dimenticarsi dei propri. Melom invita i carer a conservare la propria identità e a non abbandonare le attività quotidiane che si sono sempre svolte con piacere.

I carer non devono rinunciare alle tradizioni familiari e ad altre attività sociali che danno loro gioia. È un modo per sentirsi bene e per non perdere quella forza interiore sempre necessaria per continuare a vivere e lavorare occupandosi anche dei propri cari.  

 

È in questo modo, e non puntando soltanto sulla retorica o edulcorando la realtà, che si scrive con franchezza, e quindi molto bene, per i ragazzi”.

 L’Humanité

 

Autore

Hervé Jaouen, è nato nel 1946 a Quimper, in Bretagna (Francia), e ha pubblicato il suo primo romanzo a trent’anni. Noto fino a qualche anno fa soprattutto come autore di libri polizieschi per adulti, conta oggi una produzione vastissima: gialli per ragazzi, romanzi complessi per adolescenti, racconti per tutte le età. Ha pubblicato anche per Robin Edizioni e Hobby & Work. Per molto tempo ha lavorato in banca e fatto contemporaneamente lo scrittore, ma da una decina d'anni si dedica unicamente alla scrittura. Attualmente vive tra la Bretagna e l’Irlanda, pescando e scrivendo.
 

 

4

L'UOMO CHE SCAMBIO' SUA MOGLIE PER UN CAPPELLO

di Oliver Sacks, Neurologo

Recensione a cura di Claudia Giovannelli

Titolo originale: The man who mistook his wife for a hat
Editore: Adelphi Edizioni
Autore: Oliver Sacks
Genere: Saggio
Pagine: 318
Prezzo: € 13,00 circa
Data pubblicazione: Prima edizione Novembre 1986- sesta edizione Maggio 1989
Data recensione Aprile 2004

 

Sono trascorsi ormai diversi anni da quando ho letto questo libro e le sue storie ("storie o fiabe" come le definisce lo stesso Sacks) rimangono fresche nella memoria come un sapere che è ormai parte della mia formazione, come rimane vivo il ricordo dei personaggi che sembra io abbia veramente incontrato nel corso della mia vita professionale.

Alcuni critici hanno definito il libro un intrattenimento da "Mille e una notte", e ciò spiega la facilità con la quale Sacks riesce ad avvicinare ogni lettore, anche il più avulso, nel campo della neurologia.

Questo libro si presenta con una raccolta di 24 casi clinici, ma viene da pensarli a semplici storie di persone "particolari", descritte con un tono romanzesco non meno importante di quello scientifico, riferenti la condizione umana più friabile che è quella della sofferenza. Sacks fa parlare la malattia vivendola ogni volta in tutta la sua pena, racconta il dramma ponendo in risalto anche i vantaggi e le peculiarità in positivo attraverso un processo di convivenza al disagio. Ogni caso è portatore di una particolarità congenita o acquisita del sistema nervoso e sia che ci parli di sindrome di Korsakov, o di prosopoagnosia, o di eminattenzione, o di morbo di Parkinson, di epilessia, di asomatognosia, di afasia, della sindrome di Tourette, di insufficienza mentale, di autismo, lo specialista inglese lo fa con grande competenza professionale e umanità, oltre che con abilità e sensibilità di narratore, teso a cogliere le più sottili sfumature di ogni individuo.

Sacks è il mago benefico che riesce a liberare le storie terribili imprigionate nei manuali scientifici, che le fa vivere per pura capacità di identificazione con la sofferenza, con la perdita o l'infrenabile sovrabbondanza degli "eccessi di funzione", come li chiama la neurologia, riuscendo a costruire un ponte, spesso labile, delicatissimo, con mondi remoti e altrimenti muti.