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ABSTRACT
Negli ultimi decenni si è assistiti in campo sanitario a una crescente
innovazione tecnologica. Per tale motivo si rende ormai indispensabile
disporre di un valido strumento per misurare la validità e la sicurezza
delle tecnologie sanitarie.
Tale strumento può essere individuato nell’Healt Technology Assessment (HTA),
il quale è in grado di supportare scientificamente diversi livelli
decisionali.
L’ultimo Piano Sanitario Nazionale (2004/2008) ha individuato come
priorità per le Aziende Sanitarie l’ammodernamento strutturale e tecnologico
e l’HTA.
La valutazione delle tecnologie sanitarie – Health technology assessment
– (HTA) ha l’obiettivo di informare coloro che devono prendere le decisioni
sulla scelta di tecnologie, usando le migliori evidenze scientifiche
sull’impatto e le implicazioni mediche, sociali, economiche ed etiche degli
investimenti in sanità.
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La crescente innovazione
tecnologica e la continua introduzione di tecnologie in campo sanitario, a
cui si è assistito negli ultimi decenni, rende ormai indispensabile per le
organizzazioni sanitarie disporre di uno strumento per misurare la validità
e la sicurezza delle tecnologie sanitarie, che comprendono non solo presidi,
dispositivi e attrezzature mediche ma anche farmaci e sistemi di supporto
(cartelle cliniche elettroniche, telemedicina, ecc.).
Siffatto strumento può
essere individuato nell’Health Technology Assesment (HTA) ovvero un processo
di valutazione globale e multidisciplinare delle tecnologie utilizzate per
l’assistenza sanitaria, che consiste in una verifica dettagliata delle
caratteristiche tecniche, dell’efficacia, della sicurezza clinica, delle
indicazioni d’uso, dell’impatto economico nonché degli aspetti etici,
sociali e medico legali.
L’HTA è in grado di
supportare scientificamente diversi livelli decisionali, dalle Agenzie che
autorizzano l’immissione sul mercato di un farmaco o di un’altra tecnologia
sanitaria, alle organizzazioni sanitarie che spesso si trovano a doverne
valutare l’opportunità di acquisto o la modalità di gestione.
L’ultimo Piano Sanitario
Nazionale (2006-2008) ha individuato come priorità per le Aziende Sanitarie
l’ammodernamento strutturale e tecnologico e l’Health Technology
Assessment.
Le politiche pubbliche di
investimento del SSN, finanziate con il programma straordinario di
interventi in edilizia e tecnologie sanitarie, di cui all’art. 20 della
legge 11 marzo 1988, n. 67, hanno avuto ed hanno il compito di traghettare
il patrimonio strutturale e tecnologico del SSN attualizzandolo rispetto ai
nuovi principi di assistenza pubblica: riqualificazione dell’offerta
attraverso la definizione di una rete differenziata di strutture, dall’alta
specialità all’ospedale di comunità, assistenza sul territorio,
potenziamento del parco tecnologico.
La politica degli
investimenti va considerata quale parte integrante delle risorse
destinate al finanziamento del SSN, tenuto conto che la definizione dei LEA
si configura quale modello prestazionale obbligatorio e che le attività
sanitarie e socio sanitarie devono essere esercitate in strutture idonee,
con caratteristiche edilizie e tecnologiche minime che, allo stato,
risultano quelle fissate dal D.P.R. 14 gennaio 1997.
Il programma di
investimenti, infatti, contribuisce al processo di razionalizzazione
della rete ospedaliera e territoriale, finanziando interventi volti al
miglioramento dell’offerta dei servizi, e quindi della dotazione strutturale
e tecnologica, ricompresi in una programmazione sanitaria regionale.
Dai dati delle più recenti
rilevazioni sul patrimonio tecnologico del SSN, risulta che molte delle
apparecchiature censite sono mal distribuite, e a volte sottoutilizzate
rispetto alle loro potenzialità intrinseche, sul territorio nazionale e
presentano un’obsolescenza a rischio. Va rilevato che in questo settore ad
alta tecnologia l’impegno di spesa si traduce sistematicamente in un
risparmio notevole sui costi complessivi del settore sanitario, dal momento
che diagnosi accurate e precoci consentono quasi sempre di ridurre in
maniera rilevante i costi sanitari (e anche i costi sociali) della maggior
parte delle patologie.
Anche in questo settore
vanno rispettati gli impegni assunti congiuntamente dallo Stato e dalle
Regioni assunto il 23 marzo 2005, in cui è previsto di destinare almeno una
quota pari al 15% del finanziamento per l’ammodernamento tecnologico.
In tema di
ammodernamento tecnologico, un discorso a parte merita lo sviluppo
dei sistemi informativi. Il primo punto che è opportuno sottolineare è
che i sistemi informativi delle aziende sanitarie assolvono a una duplice
funzione:
- supportare i processi
(amministrativi e sanitari) aumentandone il più possibile efficienza e
qualità;
- registrare i dati
fondamentali relativi ai processi stessi.
È necessario che entrambi
gli obiettivi siano essere tenuti in opportuna considerazione in sede di
selezione o implementazione dei sistemi informativi e che lo sviluppo dei
sistemi informativi del livello aziendale del SSN, soprattutto laddove
finanziato o co-finanziato dalle amministrazioni centrali, sia
opportunamente indirizzato per consentire il contemporaneo raggiungimento
sia degli obiettivi di supporto ai processi sia per gli obiettivi di
valutazione.
L’inserimento dei sistemi
informativi nelle organizzazioni sanitarie deve essere accompagnato da una
parallela riflessione sulle modalità di funzionamento dei processi, in
particolare quei contesti (primo fra tutti il territorio e l’erogazione di
servizi ai pazienti affetti da cronicità) in cui l’assenza di unitarietà nel
“luogo” in cui il processo si realizza e la sostanziale assenza di modelli
organizzativi già pienamente consolidati e integrati (ad es. tra sanitario e
sociale) rendono arduo pensare allo sviluppo di soluzioni informatiche
indipendenti dall’organizzazione in cui debbono essere calati.
Anche in questo caso si può
portare un esempio, che è quello della telemedicina.
In generale è quindi
esigenza ormai inderogabile, quella di orientare tutti gli attori
interessati, ad un’azione congiunta su sistemi informativi e
reingegnerizzazione dei processi.
La valutazione delle
tecnologie sanitarie – Health technology assessment – (HTA) ha
l’obiettivo di informare coloro che devono prendere le decisioni sulla
scelta di tecnologie, usando le migliori evidenze scientifiche sull’impatto
e le implicazioni mediche, sociali, economiche ed etiche degli investimenti
in sanità. Tali metodologie sono indispensabili nella valutazione delle alte
tecnologie, per gli alti costi e la difficile gestione connessi, al fine di
consentirne una distribuzione razionale sul territorio, per evitare inutili
sprechi (doppioni) o gravi carenze.
È ormai largamente diffusa
anche in molti Paesi europei la consapevolezza che occorre effettuare la
valutazione sistematica delle tecnologie sanitarie rispetto ai principali
elementi che ne connotano l’utilizzo, e cioè la tecnologia stessa, i
pazienti, l’organizzazione e l’impatto economico ed è necessario che anche
in Italia si riconosca che l’HTA è una priorità, ed è necessario sviluppare
la promozione dell’uso degli strumenti di HTA, mettendo in comune le
conoscenze sul tema, già in parte presenti in alcune realtà regionali ed
aziendali.
La valutazione delle
tecnologie sanitarie, intesa come insieme di metodi e strumenti per
supportare le decisioni, si rivolge ai diversi livelli decisionali secondo
modelli operativi differenziati, rivolti a fornire supporto a:
1. decisioni
di politica sanitaria (adozione, diffusione e finanziamento di nuove
tecnologie);
2. decisioni
“manageriali” di investimento in nuove tecnologie a livello aziendale e per
la promozione di un utilizzo appropriato delle tecnologie medesime tramite
l’elaborazione di protocolli;
3. decisioni
cliniche,per la diffusione di “modelli di governo (governance)” individuati
da strutture centrali, e da adottare a livello organizzativo,quali la
definizione e diffusione degli standard qualitativi e quantitativi.
L’obiettivo principale da
perseguire è la creazione di una rete nazionale articolata a livello
regionale ed aziendale, per consentire lo scambio effettivo di informazioni
che possa fungere da supporto per le scelte di politica sanitaria, in
relazione alla necessità di avere a disposizione informazioni attendibili,
tempestive, trasparenti e trasferibili sulle tecnologie sanitarie.
A tale scopo potrebbero
essere utilizzati finanziamenti della ricerca finalizzata ex art. 12
dedicati a:
- sviluppo della ricerca
“primaria” originale;
- revisioni sistematiche
e meta analisi di studi già disponibili;
- sostegno allo sviluppo
di piattaforme tecnologiche ed informative per il supporto
agli studi clinici,
valutativi ed economici dell’impatto delle innovazioni sulle
condizioni di salute e
sui costi;
-
sviluppo della funzione di coordinamento (clearinghouse) delle attività di
valutazione condotte a livello regionale (o interregionale) da parte degli
organi
tecnici centrali del SSN, quali l’Istituto Superiore di Sanità e l’Agenzia
per i
Servizi Sanitari Regionali.
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Pubblicato sul sito di AIOL
(Associazione Infermierionline) il g. 27/04/2007. |