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La Valutazione Diagnostica nel percorso formativo di tirocinio dello studente del Corso di Laurea in Infermieristica e nell’inserimento del neoassunto |
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La valutazione accompagna il processo d’apprendimento in ogni fase e fornisce il flusso d’informazioni necessario a consentire di integrare e correggere il processo educativo. In quest’ottica, il processo educativo, deve essere adattato alle necessità di chi apprende: studenti diversi hanno bisogno di tempi e talvolta d’itinerari diversi per giungere ad analoghi livelli d’apprendimento; è necessario dare a ciascuno ciò di cui ha bisogno. La valutazione è uno strumento in movimento: deve essere in grado di misurare il valore aggiunto che lo studente ha acquisito durante il percorso fino a quel dato momento svolto e pertanto ne sono fattori importanti la valutazione iniziale e la progressione nell’apprendimento. La valutazione diagnostica (VD) od iniziale è fatta nel momento di intraprendere un itinerario formativo; essa è effettuata all’inizio d’ogni procedura d’insegnamento/apprendimento per verificare il livello di possesso dei prerequisiti. In senso generale, essa mira ad accertare se le capacità intellettuali e/o le capacità specifiche richieste per una determinata fase dell’apprendimento, o ancora gli apprendimenti culturali in precedenza compiuti dagli studenti sono in grado di permetter loro di partecipare e come, allo stesso processo educativo/formativo. Nello specifico del Corso di Laurea in Infermieristica (CLI), la valutazione diagnostica serve ad individuare il livello di partenza degli studenti, ad accertare il possesso dei pre-requisiti per lo svolgimento del tirocinio relativo ad un determinato anno accademico ed a predisporre, quindi, eventuali attività di recupero. La valutazione diagnostica, in generale, può essere eseguita tramite un colloquio e/od anche attraverso la somministrazione di un test d’ingresso. L'utilizzo di test d'ingresso od altri strumenti devono rispondere all'esigenza oggettiva di accertare se gli studenti possiedono ed in quale misura, le capacità minime richieste e le abilità di metodo e di ragionamento che consentano loro di affrontare le fasi successive del mandato di tirocinio. I risultati costituiscono materiale utile per costruire un progetto educativo coerente con le risorse disponibili e le reali necessità. La valutazione diagnostica costituisce, quindi, la base del processo formativo: l’accuratezza del controllo in itinere dell’apprendimento, dà la possibilità di intervenire tempestivamente per compensare le difficoltà e per adeguare la proposta di formazione alle esigenze dei singoli studenti. Senza una base concreta ed affidabile dalla quale partire il controllo diventa, evidentemente, impossibile.
Un accertamento di tipo diagnostico che ha come oggetto lo studio delle caratteristiche individuali dello studente, acquista significato e legittimità solamente nel caso in cui i dati rilevati si traducono in un adeguamento delle decisioni didattiche; ovvero se sono utili ad accertare almeno alcune delle seguenti funzioni:
- Accertare, direttamente o indirettamente, la presenza, nello studente, dei prerequisiti necessari ad intraprendere il nuovo processo d’apprendimento indirizzato al conseguimento di quegli obiettivi il cui raggiungimento è istituzionalmente ritenuto imprescindibile per tutti gli allievi. - Evidenziare, direttamente o indirettamente, eventuali bisogni o esigenze educative particolari a cui si tende rispondere. - Porre in rilievo, direttamente o indirettamente, caratteristiche particolari dello studente che possono incidere sulla selezione dei metodi, dei contenuti e delle attività.
Le principali classi variabili suscettibili d’essere prese in esame, all’interno della valutazione diagnostica dello studente ad inizio tirocinio (o del neoassunto, all’inizio della propria attività) sono, essenzialmente:
- Precedenti esperienze formative: apprendimenti acquisiti, valutazioni di tirocini precedenti, provenienza formativa. - Eventuali precedenti esperienze assistenziali. - Caratteristiche cognitive d’ingresso:
- Caratteristiche socio-affettive d’ingresso: atteggiamenti, interessi, motivazioni, modalità relazionali…
La valutazione diviene, perciò, fondamentale occasione di feed-back, che non deve essere considerato come momento finale, bensì iniziale nella formazione dello studente del CLI. La valutazione diagnostica deve avvenire con criteri d’oggettività; a tal scopo, occorre avere la stessa cornice, è necessario considerare il piano di studio ed il mandato da rispettare.
Lo studente CLI, in quanto persona adulta, è corresponsabile del proprio percorso formativo.
Tenendo presente ciò sopraesposto, quindi, calandosi nella fase esecutiva della valutazione diagnostica nei confronti del tirocinante, alcuni punti-chiave che il tutor deve considerare sono:
- E’ necessaria un’adeguata preparazione della struttura ricevente riguardo all’arrivo dello studente tirocinante (o del neoassunto). - E’ necessario che la VD avvenga in un ambiente idoneo, in assenza d’eventi disturbanti e nel rispetto della privacy. - La VD avviene preferibilmente tramite colloquio individuale - Deve essere ritagliato un adeguato spazio temporale a tale scopo. - Il colloquio, necessariamente, comprende:
a) la presentazione reciproca b) la considerazione delle attese dello studente, nello specifico tirocinio, in relazione al proprio mandato c) lo stimolare il tirocinante ad esporre i propri timori rispetto a quella che potrà essere la propria attività nella specifica Unità Operativa
d) l’analisi delle eventuali carenze, o mancanze, rispetto alle aree previste dal mandato e) la considerazione delle valutazioni precedenti, qualora esse siano disponibili f) l’individuazione dei punti di forza dello studente g) il trasferimento dei punti del dialogo ritenuti salienti, in documento scritto e condiviso da tutor e studente
La VD deve essere presidiata nel tempo: essa rappresenta la base sulla quale costruire e che rende possibile sorvegliare il percorso formativo di tirocinio dello studente (o del neoassunto).
Riferimenti:
- Materiale formativo ed appunti Corso Tutor Clinici “Dispositivi formativi per lo sviluppo della Tutorship Clinica”, organizzato dalla ASL 12 Biella – Sede CLI-Città Studi, Biella, anno 2005.
- “La valutazione nella formazione degli adulti” http://www.welfare.gov.it/ - “La valutazione” http://www.funzioniobiettivo.it/ - “Il tutorato nei corsi della scuola di formazione”, F. Pedone http://www.fondazionerui.it
Franco Raineri: Infermiere USC Medicina Riabilitativa, ASL 12-Biella, Docente in Infermieristica Clinica Università degli Studi del Piemonte Orientale, Tutor Clinico USC Medicina Riabilitativa ASL 12-Biella, Presidente di AIOL (Associazione InfermieriOnLine), Consigliere Collegio IPASVI di Biella, Socio Specializzato AISLeC (Associazione Infermieristica per lo Studio delle LEsioni Cutanee). |
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| Pubblicata su InfermieriOnline.net il 6.07.06 | ||