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Lesioni da decubito-estratto da linee guida internazionali
di Franco Raineri e Mirna Marchionni -1/2002
Definizione
E’ definita lesione da pressione una lesione tessutale, con evoluzione necrotica,che interessa la cute, gli strati sottocutanei, fino a raggiungere, nei casi piu’ gravi, la muscolatura e le ossa. Essa e’ la conseguenza diretta di una elevata e/o prolungata compressione, o di forze di taglio (o di stiramento),causanti uno stress meccanico ai tessuti e la strozzatura dei vasi sanguigni.
Eziopatogenesi
I principali fattori/cause responsabili dell’insorgenza delle lesioni da decubito si possono distinguere in INTRINSECI (o “del paziente”) ed ESTRINSECI (o “esterni” al paziente).
FATTORI INTRINSECI
Alterato controllo vasomotorio
Riduzione della sensibilita’ cutanea
Atrofia delle masse muscolari
Flaccidita’ muscolare
Scadenti condizioni generali
Stato di iponutrizione
Infezioni batteriche
Disturbi psichici
FATTORI ESTRINSECI
Compressione cutanea prolungata
Sfregamento cutaneo
Condizioni igieniche del paziente
Piano d’appoggio non adeguato
Sedi delle lesioni
Le lesioni da decubito compaiono piu’ frequentemente sulla parte bassa del corpo, in particolare sul sacro (36-43%), sul grande trocantere (12-17%), sul tallone (11-12%),sulle tuberosita’ ischiatiche (5-15%) e sui malleoli laterali (6-7%).
Potenzialmente in tutti i punti di contatto con il piano d’appoggio si possono sviluppare lesioni da decubito.
Complicanze
Le complicanze piu’ frequenti di una lesione da decubito sono la sepsi e l’osteomielite.
Le conoscenze eziopatogenetiche della lesione da decubito ci impongono la pianificazione di due momenti fondamentali dell’assistenza infermieristica.
PIANIFICAZIONE
Prevenzione ----- Trattamento
Prevenzione
- Identificazione dei pazienti a rischio mediante l’utilizzo di appositi indici (scale) di valutazione.
INDICE DI NORTON
4 3 2 1 Condizioni generali buone discrete scadenti pessime Stato mentale lucido apatico confuso stuporoso Deambulazione normale con aiuto costretto su sedia costretto a letto Mobilita' piena limitata molto limitata immobile Incontinenza assente occasionale abituale urine doppia
TOTALE INDICE
Legenda: rischio LIEVE (da 14 a 12); rischio ELEVATO (inferiore o uguale a12).
- Mantenimento e miglioramento del grado di tolleranza del tessuto alla compressione con adeguata igiene, protezione e idratazione delle zone interessate.
- Protezione dagli effetti negativi provocati da forze meccaniche esterne avendo cura di favorire la mobilizzazione del paziente per quanto possibile. Eventuale ricorso ad ausili e presidi in grado di ridurre la compressione sulle zone a rischio.
- Compensazione di eventuale condizione di malnutrizione e/o di patologie di base.
Trattamento
Il trattamento delle lesioni da pressione deve procedere per gradi, partendo da una consapevole e precisa fase di VALUTAZIONE, per divenire poi strettamente “pratico” nelle fasi di DETERSIONE,” DEBRIDEMENT”e MEDICAZIONE.
Fondamentale e’ la rivalutazione periodica, programmata e documentata delle condizioni delle lesioni, per consentire di constatare i benefici terapeutico/assistenziale a distanza e consentire eventuali modifiche al piano di cura.
- VALUTAZIONE DELLA LESIONE:A-Stadiazione
I stadio-eritema fisso della cute intatta
II stadio-interessamento dell’epidermide e/o del derma
III stadio-interessamento di tutto lo spessore cutaneo con esclusione della fascia muscolare
IV stadio-interessamento di tutto lo spessore cutaneo con danno ai muscoli, ossa, capsule articolari e tendini
B - Sede
C - Caratteristiche cliniche (dimensioni,fondo della lesione, essudato,condizioni della cute perilesionale)
- DETERSIONE DELLA LESIONE:
A - Utilizzare soluzione salina o Ringer lattato
B - Utilizzare una pressione sufficiente per pulire la lesione senza causare traumi al letto della stessa
C - Se si utilizzano garze, imprimere una minima forza meccanica
D - Limitare al minimo indispensabile l’utilizzo di antisettici per la detersione delle lesioni
- DEBRIDEMENT : e’ la rimozione di tessuto devitalizzato da una ferita. Necessario in quanto:
A - Si rimuove un terreno favorente l’infezione
B - Si facilita la riparazione tessutale
C - Si migliora la possibilita’ di valutare le reali dimensioni della lesione
I metodi di debridement comprendono :
A - la tecnica chirurgica( eseguita da persona competente)
B - l’uso di enzimi proteolitici
C - la tecnica autolitica (idrogeli)
D - a tecnica biologica (larve)
- MEDICAZIONE
Concetto di provata validita’ scientifica e’ quello secondo il quale il mantenimento dell’ambiente umido ,fra lesione e interfaccia interna della medicazione, garantisce maggiori prospettive di guarigione.
I prodotti piu’comuni attualmente a nostra disposizione rispondenti a questo criterio sono:
A - Idrogeli
B - Poliuretano(spugna,placca,pellicola)
C - Idrocolloidi(placca,pellicola,pasta)
D - Alginati
Per promuovere “debridement” enzimatico si usano gli enzimi proteolitici(pomate,gel)
L’uso degli antisettici come MEDICAZIONE (iodopovidone) dovrebbe essere limitato nel tempo e preferibilmente nel periodo immediatamente successivo a “debridement” chirurgico.
Le MEDICAZIONI dovrebbero essere mantenute in sede il piu’ a lungo possibile, in base alle condizioni cliniche del paziente ed in accordo con le raccomandazioni del produttore:la rimozione frequente puo’ danneggiare il fondo della ferita.La MEDICAZIONE va rimossa/sostituita quando necessario, quando viene a mancare l’effetto barriera contro le contaminazioni esterne(medicazione satura, frammentata, asciutta).
TRATTAMENTO DELLE LESIONI AI DIVERSI STADI
TRATTAMENTO DELLE LESIONI AL I° STADIO
A - Mobilizzazione
B - Igiene
C - Detersione della lesione
D - Utilizzo di prodotti barriera(crema base,films in poliuretano)
TRATTAMENTO DELLE LESIONI AL II° STADIO
A - Mobilizzazione
B - Igiene
C - Detersione della lesione
D - Film trasparente in poliuretano o idrocolloide
TRATTAMENTO DELLE LESIONI AL III° STADIO
A - Mobilizzazione
B - Igiene
C - Debridement
D - Utilizzo di alginati o poliuretano in spugna se la lesione e’ cavitariaE - Risolta la fase essudativa utilizzare idrocolloide in placca e/o pasta
TRATTAMENTO DELLE LESIONI AL IV° STADIO
- Identico al trattamento delle lesioni al III° stadio
Fonti bibliografiche
A.H.C.P.R.-Linee Guida sulle lesioni da pressione
N.P.U.A.P.-E.P.U.A.P.-Linee Guida di prevenzione e terapia delle ulcere da pressione
A.i.S.Le.C.-documentazione relativa a prevenzione e terapia delle lesioni da pressione