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La prevenzione delle infezioni ospedaliere in situazioni estreme
A cura di Massimo Spalluto
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Questo modello organizzativo permette attraverso l’uso di linee guida utilizzate in tutti gli ospedali di Emergency, con il sistema “a cascata”, la gestione dei flussi di pazienti, sia in condizioni standard che nei periodi di massiccio afflusso di feriti a causa di scontri in battaglia, o attentati o gruppi di feriti da mina; dal momento dell’arrivo del paziente presso l’OPD fino al suo ricovero nei reparti di degenza dopo il trattamento chirurgico eseguito in camera Operatoria (O.T). Durante la guerra in Afganistan tra l’Ottobre 2001 ed il Febbraio 2002, questo modello organizzativo ci ha permesso di trattare in soli cinque mesi circa 2200 feriti (con una punta di 54 feriti in due ore a causa di un bomba esplosa nel centro di Kabul). Nella direzione inversa invece il modello sopradescritto, ci permette un capillare controllo degli episodi riconducibili alle infezioni ospedaliere, permettendo il monitoraggio delle infezioni delle ferite chirurgiche, così da poter prontamente intervenire, attraverso la revisione critica delle procedure nei diversi dipartimenti dell’ospedale (procedure di sala operatoria, Medicazioni, ecc…).
Ruolo “dell’International Nurse” nella prevenzione e controllo delle infezioni ospedaliere
Ogni infermiere internazionale presente nell’ospedale di Emergency ha un proprio ruolo ed un proprio contesto operativo:
Ø Reparti di degenza (Wards); Ø Pronto Soccorso (OPD); Ø Camera Operatoria (O.T). Ø Terapia Intensiva (I.C.U.)
Ma contemporaneamente egli svolge altre funzioni: quali:
Ø Interventi educativi e formativi sul personale locale, atti a modificare atteggiamenti errati ed ad introdurre nuove procedure per il personale infermieristico e non (chirurghi, personale di supporto ecc…)e di educazione sanitaria, ed è referente presso il Medical coordinator per il dipartimento assegnato. Ø Sorveglianza dell’aumento delle infezioni delle ferite chirurgiche, attraverso il monitoraggio delle procedure di medicazioni presso il reparto di degenza assegnato; Ø Collegamento con il gruppo di lavoro internazionale e con il Medical Coordinator, attraverso riunioni periodiche per la prevenzione ed il controllo delle infezioni ospedaliere;
Il lavoro si svolge prevalentemente in Equipe, attraverso il lavoro gomito a gomito con il personale locale, con i chirurghi e con i pazienti. Il contesto precario e le situazioni di emergenza, portano molte volte a soprassedere al rispetto rigido e burocratico dei ruoli, creando uno spirito di gruppo ed un modalità di soluzione delle problematiche di tipo collegiale.
Ruolo dell’International Nurse è quindi quello di diventare un punto di riferimento per il personale locale, e per Emergency, ed anche di far acquisire all’interno dell’ospedale una mentalità di prevenzione delle infezioni ospedaliere, attraverso la formazione del personale locale.
Percorso assistenziale del paziente
La prevenzione ed il controllo delle infezioni ospedaliere, hanno lo scopo duplice di: evitare le complicanze che apportano danno o disabilità al paziente, e di evitare un aumento dei costi di gestione della struttura ospedaliera. Facile intuire come all’interno dei nostri ospedali, il corretto utilizzo delle poche risorse a disposizione sia fondamentale. Attraverso l’uso di protocolli terapeutici, (uguali in tutti gli ospedali di Emergency), e metodi di lavoro standardizzati, già sperimentati in situazioni di emergenza, il personale locale che accoglie i pazienti in OPD Out Patient Department (il nostro Pronto soccorso), viene preparato, dal personale internazionale ad affrontare i vari tipi di ferita da guerra o War Related in genere, ed a trattare il paziente prontamente in tutto il percorso che lo porterà all’intervento chirurgico (in media 15/30 minuti dopo l’ammissione) ed al ricovero presso il reparto di degenza. Ogni paziente che giunge al nostro ospedale, a meno che non sia in imminente pericolo di vita, viene trattato immediatamente secondo una procedura standard:
· Viene assicurato un accesso venoso; · Viene somministrata la terapia antalgica; · Viene somministrata la terapia antibiotica (vedi scheda “A”) · Il paziente viene sottoposto ad una doccia (vedi scheda “C”),viste anche le condizioni di igiene personale in cui versano queste popolazioni; · Viene eseguita la prima medicazione delle ferite; · Viene registrato; · Viene preparato per l’avvio presso la sala operatoria (O.T.).
All’interno dei nostri ospedali, le misure di prevenzione e controllo di efficacia dimostrata (linee guida CDC Atlanta), quali:
ü Sterlizzazione dei presidi chirurgici; ü Lavaggio delle mani prima e dopo ogni procedura che coinvolga il paziente; ü Cateterismo urinario a circuito chiuso, nei casi necessari per il tempo necessario; ü Abbigliamento sterile in camera operatoria; ü Corretta gestione della respirazione assistita.
Sono tutte attività standardizzate da protocolli e procedure con cui il personale locale viene formato dal personale internazionale sia nel campo infermieristico che medico (vedi esempio procedura lavaggio preoperatorio - scheda “B”). Queste procedure sono sottoposte a valutazione periodica, come a valutazione periodica viene sottoposto tutto il personale medico ed infermieristico dell’ospedale e quello dei posti di Primo Soccorso, mediante la valutazione da parte del personale internazionale presente.
Scheda A
ANTIBIOTIC THERAPY FOR WAR INJURIES
STANDARD TREATMENT (All patients)
OPEN FRACTURES, HEAD INJURIES
Standard Treatment plus
ABDOMINAL INJURIES
Standard Treatment plus
NOTE: Metronidazole or Gentamicyn should be used only in case of severe contamination.
Scheda “B”
EMERGENCY LIFE SUPPORT FOR CIVILIAN WAR VICTIMS Associazione umanitaria italiana per la cura e la riabilitazione delle vittime delle guerre e delle mine antiuomo
EMERGENCY Surgical Centre for War Victims, Kabul - Afganistan
Preoperatory Antiseptic Scrubbing Protocol
P.S.: The Protocol must be followed by nurse and surgeon too; Washing feet is not allowed in these basins
emergency@emergency.it - www.emergency.it - Codice Fiscale 97147110155 – c/c Post. 28426203
Scheda “C”
Basic Nursing Care
Hygiene of our patients
Walking patient : Ensure they shower regularly Make sure towels and soap are available Change bed linen as needed, check cache day.
Traction Patient : bed bath at least 3 times a week 2 hourly pressure care change linen at least every two days, more if needed
Multiple wounds Paraplegia : Bed bath as for Traction patients , if in ICU every day 2nd hourly pressure care changing linen at least every 2 days
Unconscious Patient : As above plus 2nd hourly mouth care 2nd hourly eye care
IN ALL CASES USE THIS TIME TO TALK WITH YOUR PATIENT, OBSERVE GENERAL CONDITION. Do they need a shave? Do they need their hair washed? Do they have a urinal? What is the condition of their skin e.g. any sores. lice. nails dirty etc.
Always treat the patient with RESPECT and DIGNITY always EXPLAIN to the patient what you are doing? There are three types of washing
1. Full sponge 2. Assist sponge 3. Assist shower
ALL NEW ADMISSIONS TO BE WASHED IN THE FIRST 24 HOURS
1. FULL BED BATH The nurse has to wash the whole patient HEAD TO TOE, BACK TO FRONT Take a bowl, towel and soap to the bedside. Give as much privacy as possible Provide cup and bowl for mouth wash, if patient conscious . Changing the linen if soiled or dirty Patient needed full sponges: Tetraplegies, hemiplegies and paralegies in acute condition Bilateral arm amputees Unconscious patient Major burns Young children.
2. ASSIST SPONGE / BED BATH The level of help required Taking the bowl of water, towels, soap and face cloth to the patient. Washing the parts of the body the patient cannot reach e.g.. back. legs. Changing the linen if soiled or dirty
Patient needed assist sponge bed bath: Abdominal surgery / acute phase Traction patient Lower limb amputees/ acute phase Chest injuries / drains Single hand / arm injury Minor burns Head injuries
3. ASSIST SHOWER These patients need just a little assistance on the road to recovery
Patient needed assist shower: Amputees Abdominal surgery Recovering burns Always remember to protect the wound / a plastic bag or a piece of plastic.
La scheda sopra descritta, viene utilizzata all’interno dei nostri ospedali sia dal personale dell’ OPD che nei reparti di degenza; si consideri che i pazienti che giungono in ospedale in questi paesi, si trovano in condizioni igieniche veramente carenti, le ferite che riportano (esplosione da mina, colpo da arma da fuoco, incidente stradale, ecc…) portano all’esposizione di monconi ossei, anse intestinali ed altri organi interni, con penetrazione di agenti esterni nell’organismo.
La rilevazione di un aumentato numero di infezioni delle ferite chirurgiche, o di pazienti con febbre, attraverso i “Report” degli infermieri di assistenza diretta nei reparti dell’ospedale, avvia attraverso il team degli internazionali l’analisi della problematica e la ricerca delle cause di questo aumento delle infezioni su:
Come evidenziato anche dalle linee guida di Atlanta, nella lotta alle infezioni ospedaliere, risultano di grande importanza misure quali il ricorso limitato a procedure a rischio e la riduzione dei tempi di esposizione a questo tipo di procedure. Negli ospedali di Emergency il ricorso a procedure invasive a scopo diagnostico e/o terapeutico a rischio viene ridotta al minimo indispensabile; per esempio la caterizzazione vescicale è ridotta ai soli casi in cui questa si rende assolutamente necessaria, ed anche i tempi di permanenza del catetere e ridotto al minimo.
Principali tipologie di infezioni riscontrate
Attraverso l’osservazione da parte del team internazionale negli ospedali di Emergency, e soprattutto in base alla tipologia dei pazienti trattati nei nostri ospedali, la tipologia di infezioni maggiormente presenti sono:
La prevenzione ed il controllo delle infezioni ospedaliere risulta negli ospedali di Emergency, fattore di fondamentale importanza per la guarigione e la lotta a complicanze di pazienti sottoposti ad interventi chirurgici rappresentati per la maggior parte da amputazioni d’arto e/o organo, in pazienti in condizioni di nutrizione precaria e con sistemi immunitari per lo più compromessi. La riduzione della incidenza di infezioni ospedaliere, porta al risparmio delle poche risorse a disposizione nei paesi dove si opera, con maggiori risorse messe a disposizione per la cura di un maggior numero di vittime di guerra Negli ospedali aperti in zone di guerra, molto spesso le soluzioni per la prevenzione ed il controllo delle infezioni, indicate dalla letteratura e dagli studi scientifici, non sono applicabili, a causa di vincoli presenti dal punto di vista ambientale, strutturale, organizzativo e culturale; molte volte la soluzione dipende dall’abnegazione del personale medico, infermieristico e di supporto, locale ed internazionale, i quali attraverso il lavoro di equipe, in situazioni di estrema difficoltà ed urgenza, garantiscono standard assistenziali di livello superiore, altrimenti inimmaginabili i determinati contesti.
Pubblicato su InfermieriOnline il 02.12.03 |
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