I BAMBINI DELL'AFGHANISTAN

di Massimo Spalluto

 

Quawi 

 Hasibullah e il padre

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Storie di bambini, quelli che non sanno quanto sia pericoloso raccogliere un semplice pezzo di metallo per strada, in un paese come l’Afghanistan.

Momen figlio di Musa Khan, viene da una famiglia di otto persone: madre, padre, nonna e cinque fratelli.

Il padre come molti afghani e’ senza lavoro, la sua famiglia vive a Sorobi e sopravvive letteralmente di espedienti.

Cinque giorni fa Momen, quattordici anni e molto vivace anche adesso che e’ in ospedale, tre giorni fa ha raccolto un oggetto, sul ciglio della strada per casa; un oggetto rotondo e nero, pieno di scritte strane; non ha dovuto scavare o cercare tanto, era li’ appoggiato sul ciglio della strada; ha deciso di prenderlo e portarlo a casa, giocandoci normalmente.

Non sapeva che era una mina, probabilmente del tipo M 412, almeno fino a quando non e’ esplosa portandogli via due dita di una mano e tre dall’altra.  

Storie di bambini che giocano, come tutti i bambini di questo mondo, e come loro sono curiosi.

Hasibullah, figlio di Abdul Marouf, ha dieci anni e ieri, insieme alla sua famiglia, e’ andato a trovare i suoi parenti nel villaggio di Sardik Cogha, vicino Mirbachakot. Una corsa fino al campo vicino alla casa, per giocare a pallone insieme ai tre cugini che non vedeva da tanto tempo.

Il cugino Hussain ha trovato un tubo di metallo delle dimensioni di un grosso  pennarello ed ha tentato di aprirlo insieme ai suoi fratelli.

Hussain adesso e’ ricoverato in un letto della ICU (Terapia Intensiva) del nostro ospedale di Kabul, ha perso un mano, ed ha lesioni multiple dell’intestino, i suoi due fratelli Quais (7 anni) e Quawi (9 anni), sono nello stesso reparto con lesioni agli occhi e ferite multiple da schegge su gambe, mani e area genitale.

Il padre dei tre bambini Merajudin (48 anni) passa da un letto all’altro con sguardo assente, ha rischiato di perdere in un attimo i suoi tre figli, ci spiega la forma della mina, la identifichiamo come una Blast mine del tipo ZAP-1, ci dice che sono sotterrate, ma con le ultime piogge, vengono fuori, guarda la foto della mina e scuote la testa.

Il cugino Hasibullah ha avuto solo ferite superficiali, perché si trovava, poco piu’ dietro coperto dalle spalle degli altri bambini; il padre oggi lo porterà a casa; guarda i suoi tre nipoti, rivolge lo sguardo in direzione della mecca e dice: “Inshallah”!!!!

“Inshallah” piccolo Hasibullah, e buona fortuna, questa volta la volontà del tuo Dio Allah ti ha sorriso.

 


Pubblicato su InfermieriOnline il 04.03.04