UNA E_MAIL

 

di Massimo Spalluto

 

Caro Marco

Lo so che e’ duro da capire; se pensi che quelle storie raccontate nel Sito di emergency appartengono alla maggior parte della gente qui, tutte le famiglie crescono i figli con il terrore che un giorno saltino su una mina, quasi come da noi si ha paura che un figlio frequenti cattive compagnie, ma qui non ci puoi fare niente, se le mine non le cerchi tu, loro vengono a cercare te. Ieri e’ arrivato un paziente che ha perso una mano perché nella serratura della cassaforte che gli avevano portato per riparare, c'era collegata una mina. i genitori che lo avevano cresciuto contenti che avesse un lavoro, che fosse lontano dai pericoli ora stazionano fuori dall'ospedale piangendo e colpendosi sulla testa per la disperazione,

Cosa si sta facendo? ci sono delle NGO che stanno sminando l'Afghanistan, ma si stima che ci vorranno più di cento anni per eliminare tutte le mine che ci sono, sempre che i milioni che sono nei magazzini (alcune di produzione Italiana), non vengano piazzate nuovamente per un'altra guerra, magari di quelle “preventive che vanno di moda oggi”

Oggi sono di guardia per 24 ore, Mentre sto scrivendo questa e_mail, ho dovuto sospendere per andare in ospedale: è arrivato un paziente, esplosione da mina, manco a dirlo, una mano amputata, buona parte dell'intestino di fuori, un occhio perso.

Scusa se sono così crudo, forse non dovrei, ma questa è la realtà che si contrappone allo stile di vita delle nostre città, tranquille e serene. Queste mine non vengono costruite qui, ma bensì in altri paesi forse quelli occidentali, dove con quei soldi qualcuno fa una vita agiata, mentre qui gli effetti sono devastanti.

Scusa ancora, per il mio sfogo, va tutto bene, sono contento di essere qui di lavorare in questo ospedale e di fare qualcosa per questa gente, ma è difficile accettare che ogni giorno qualcuno perda un pezzo per la follia di altri.

Mi chiedi di raccontarti una bella storia, e potrei farlo: se parliamo di incidenti stradali, di cadute dal tetto di casa, molti ne vengono fuori, senza grossi danni evidenti, forse solo con qualche acciacco. Quelli feriti da pallottola, molte volte sono fortunati (quelli meno fortunati in ospedale non ci arrivano), vengono trapassati da parte a parte e a volte nessun organo vitale viene toccato, e dopo un pò si rimettono in piedi, ma se parliamo di mine, purtroppo non posso, le mine non ti uccidono, ti storpiano per sempre, ti tolgono dita, mani, gambe, occhi, ti segnano la vita, ecco perché di tutti gli strumenti della guerra sono di sicuro i più infami.

I dati sulle mine e sulle vittime di queste nel mondo, li puoi vedere scritti in un video musicale che è uscito in questi giorni in Italia, è una canzone degli AFRICA UNITE (gruppo italiano) la canzone è LA STORIA, è stato girato due settimane fa nel nostro ospedale, ti fa vedere il vero volto di questo paese, l’Afghanistan.

Un Abbraccio con affetto a tutti voi,

MASSIMO

 

Pubblicato su InfermieriOnline il 04.03.04