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Progetto Telehomecare: Monitoraggio a distanza

Articolo tratto dalla rivista "assistenza agli anziani" - Gennaio/Febbraio 2004

             

  

Nel 2011, 76 milioni di persone avranno 65 anni.

L’obiettivo è, quindi, mantenere gli anziano in salute ed indipendenti.

Il VNAA (Visiting Nurse Association of America) ha elaborato il progetto “Monitoraggio a distanza”. All’interno di questo progetto ha inserito il “Programma  telehomecare per l’infarto”.

Sono stati seguiti 32 pazienti al cui telefono sono stati collegati una bilancia ed un manicotto per la rilevazione della pressione sanguigna.

I dati raccolti dal paziente stesso vengono trasmessi ad un sito internet e valutati da un infermiere. Questo metodo consente di avere informazioni giornaliere, favorisce l’autogestione e permette un monitoraggio continuo, permettendo la continuità dell’assistenza tra una visita e l’altra.

La scuola di medicina dell’università del Minnesota ha misurato l’efficacia del metodo, valutando  i costi.

  • visita domiciliare standard  44,17 dollari

  • visita in videoconferenza 22,96 dollari

  • monitoraggio 31,74 dollari

 

La soddisfazione del personale tramite questionario:

 

Il 91,8% degli operatori si è trovato a suo agio, come se la visita venisse fatta in maniera tradizionale. Ed il 95,1% non ha trovato differenze significative tra la possibilità di fare domande in videoconferenza e le domande proposte in una visita tradizionale.

Lo studio è stato condotto dal giugno del 2000 all’ottobre del 2002 ,su 68 paziente divisi in tre gruppi:

  • gruppo di controllo con un’età media di 73 anni, a cui venne fornita la visita domiciliare standard;

  • gruppo di -videoconferenza con un’età media di 79 anni, a cui è stata fornita, oltre la visita domiciliare standard, la possibilità di comunicare con l’operatore in videoconferenza trasmettendo i dati;

  • gruppo monitoraggio con un'età madia i 73 anni, provvisto di visita domiciliare standard, videoconferenza e monitoraggio con la compilazione di un questionario giornaliero.

 Il rimo gruppo ha avuto una percentuale del 43% di passaggio a livello di cura superiore, il secondo gruppo ha avuto un feedback negativo del 15%, mentre per il terzo il passaggio a livello di cura superiore è stato percentualmente intorno al 18%. Questo tipo di approccio è più economico, quindi, è percepito positivamente dagli operatori e diminuisce notevolmente la reospedalizzazione. Per monitoraggio si intende fornire il paziente al proprio domicilio, di un’ossimetro (che misura la fq cardiaca e la saturazione di O2 nel sangue) e di uno pirometro (che valuta la velocità di flusso d’aria nei polmoni). Sono in corso vari progetti: la Intel lavora dal 2002 su prototipi di sensori senza fili, che emettano segnali all’orario di assunzione dei farmaci e stabiliscano il livello di attività dell’anziano. Il General Electric ha elaborato il progetto:”Home Assurance”. Questo progetto è costituito da un’insieme di rilevatori di movimento, sprovvisti di fili e collegati tra loro. Essi inviano dati ad un dispositivo centrale simile ad una segreteria telefonica che trasmette l’informazione in pochi secondi ad un server alla General Electric. I Care Giver possono entrare nel server su internet in modo da essere allertati tramite telefono od e-mail.

 

NB: esistono connessioni  che permettono l’installazione del sistema senza dover riorganizzare la casa. Altri progetti di ricerca sono finalizzati alla realizzazione di sensori in grado di confermare che un anziano si è alzato ed ha usato il bagno, o dispositivi per la cucina che ricordino al paziente demente come usare, per esempio, la caffettiera.