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Milano, 5 mar. (Labitalia) - L'8 Marzo, Festa della donna, è una celebrazione inutile, fatta solo per mettere a posto la coscienza e da sostituire con un impegno quotidiano e concreto per superare l'attuale cultura che impone alla donna ruoli ormai anacronistici, all’interno della coppia e nell'organizzazione della vita familiare e aziendale. E' questo il messaggio che mandano le donne manager italiane. "La festa dell'8 marzo è la festa dell'ipocrisia", dice infatti Marisa Montegiove, responsabile del Gruppo donne manager di Manageritalia, federazione nazionale manager del terziario con oltre 35.000 manager associati, di cui 6.000 donne. "Tutti dichiarano buoni intenti e propositi ma poi -avverte Montegiove- passati gli scambi di mimose, non si mettono in pratica misure efficaci per facilitare il lavoro femminile dentro e fuori le mura domestiche". Secondo le donne manager, c'è ancora un problema culturale ben radicato all'interno delle famiglie e nelle coppie italiane, per cui si affidano ancora solo alla donna mansioni che appesantiscono le sue giornate e che, al contrario, non sono considerate anche prerogativa maschile.
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