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Astensione dal lavoro notturno e reperibilità per familiare con handicap a carico

  • Domenica 31 Ottobre 2004 17:39
  • Scritto da Salvatore Modica

Lavoro in un Centro di Salute mentale come giornaliero (fuori turno) e mi finora sempre stato concesso di non effettuare turni di reperibilità per motivi familiari (sono figlio unico, orfano di padre, e mia madre ha un handicap riconosciuto come grave per la L. 104). Non ho mai chiesto formalmente alcun beneficio della L. 104 (permessi ecc.) ma oiché il mio coordinatore e il primario mi hanno detto che dovrò fare i turni di reperibilità diurna ho fatto domanda per essere esonerato da tutti i turni di reperibilità, di beneficiare dei 3 giorni di permessi mensili e di tutti gli altri benefici previsti dalla legge (mi hanno detto di far riferimento nella domanda a L. 104/1992 art. 33 comma 3 e L. 423/1993).

Vorrei sapere se, come mi dicono, posso avre i 3 giorni e l’esonero dal lavoro notturno – anche dalle reperibilità notturne - non posso essere esonerato dai turni di reperibilità diurna e che insisto posso rischiare di essere mandato a visita per valutare la mia idoneità al lavoro diurno presso il mio servizio?

Grazie e complimenti per le utili informazioni del sito.

Peppe


Gentile Collega, cominciamo a scindere il quesito. Il lavoro notturno non deve essere obbligatoriamente prestato dalla lavoratrice o dal lavoratore che abbia a proprio carico un soggetto disabile ai sensi della legge 5 febbraio 1992, n. 104 e successive modifica.la conseguenza è che anche la pronta disponibilità notturna non venga effettuata ( per le possibili chiamate e quindi svolgimento di attività durante le ore notturne).

La reperibilità diurna si può configurare come attività (qualora venissi chiamato) svolta nella normale fascia oraria, e quindi  rientra nel lavoro d'istituto. La visita del medico competente ( a cui credo ti riferisca) è relativa alla idoneità per il lavoro che viene svolto ed eventuali "limitazioni" per patologie o altro. Viene effettuata con ciclo annuo ( o biennale) o su richiesta del dipendente o per modifica dello stato di salute. Non rientra nel tuo caso. Nella domanda presentata  per l'esonero della pronta disponibilità avrai specificato il motivo (familiare) che non rientra nelle limitazioni di cui sopra.La domanda può non essere accolta.

Ti riporto la normativa per il lavoro notturno:

La normativa vigente prevede che il lavoro notturno non debba essere obbligatoriamente prestato dalla lavoratrice o dal lavoratore che abbia a proprio carico un soggetto disabile ai sensi della legge 5 febbraio 1992, n. 104.

È opportuno sottolineare che la normativa non richieda la condizione di gravità dell'handicap.

"Art. 5. 1 - E' vietato adibire le donne al lavoro, dalla ore 24 alle ore 6, dall'accertamento dello stato di gravidanza fino al compimento di un anno di età del bambino.
2 - Il lavoro notturno non deve essere obbligatoriamente prestato:
a) dalla lavoratrice madre di un figlio di età inferiore a tre anni o alternativamente dal padre convivente con la stessa;
b) dalla lavoratrice o dal lavoratore che sia l'unico genitore affidatario di un figlio convivente di età inferiore a dodici anni;
c) dalla lavoratrice o dal lavoratore che abbia a proprio carico un soggetto disabile ai sensi della legge 5 febbraio 1992, n. 104 e successive modificazioni"

Il Decreto Legislativo 26 marzo 2001, n. 151 (Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, a norma dell'articolo 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53) ha definitivamente confermato le indicazioni precedenti. L'articolo 53 del Testo Unico è molto chiaro:

"Art. 53. Lavoro notturno
(legge 9 dicembre 1977, n. 903, art. 5, commi 1 e 2, lettere a) e b)
1. È vietato adibire le donne al lavoro, dalle ore 24 alle ore 6, dall'accertamento dello stato di gravidanza fino al compimento di un anno di età del bambino.
2. Non sono obbligati a prestare lavoro notturno:
a) la lavoratrice madre di un figlio di età inferiore a tre anni o, in alternativa, il lavoratore padre convivente con la stessa;
b) la lavoratrice o il lavoratore che sia l'unico genitore affidatario di un figlio convivente di età inferiore a dodici anni.
3. Ai sensi dell'articolo 5, comma 2, lettera c), della legge 9 dicembre 1977, n. 903, non sono altresì obbligati a prestare lavoro notturno la lavoratrice o il lavoratore che abbia a proprio carico un soggetto disabile ai sensi della legge 5 febbraio 1992, n. 104, e successive modificazioni."

 Carlo Giacobini  http://www.handylex.org/schede/lavoronott.shtml?d=4401&cf=4053
 

Salvatore Modica