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Coordinamento infermieristico: quadro sinottico di riferimento normativo

  • Venerdì 22 Agosto 2008 21:15
  • Ultimo aggiornamento Martedì 11 Agosto 2009 12:20
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R.D.L. 15 agosto 1925, n. 1832 “Istituzione presso le scuole convitto di un  terzo anno di insegnamento per le funzioni direttive”.
R.D. 21 novembre 1929, n. 2330 “Regolamento per l’esecuzione del R.D.L. n.1832”.
R.D. (T.U.L.S.) 27 luglio 1934, n. 1265 Art. 134: la direzione delle scuole convitto deve essere affidata ad un’infermiera in possesso del certificato AFD (…).
Legge 19 Luglio 1940, n. 1098 Si istituiscono le scuole biennali per vigilatrici d’infanzia, con previsione di un terzo anno di corso per AFD.
D.P.R. 27 marzo 1969, n. 128 “Ordinamento interno dei servizi ospedalieri”; art. 41: mansionario del capo sala.
D.P.R. 27 marzo 1969, n. 130 “Ordinamento del personale degli enti ospedalieri”; art. 120: il caposala può essere un IP che non ha il titolo di AFD ma adeguata anzianità (…); comma 2°: gli IP specializzati dipendono direttamente dai sanitari (…).
D.M. (Sanità) 8 febbraio 1972 “Modificazioni al programma del Corso AFD” (N.d.A. 920 ore).
D.P.R. 14 marzo 1974, n. 225

Il D.P.R. non s’interessa della figura del capo sala non riconoscendolo come a sé stante rispetto all’IP…

o   Nelle bozze contrattuali sia del 1974 sia del 1979 la figura del capo sala è prevista ad esaurimento. Nei contratti siglati però viene mantenuta.

Contratto 1979 Allegato 1: i dipendenti inquadrati al 6° livello (il capo sala era tra questi fino al 1987) hanno “…compiti d’indirizzo, guida, coordinamento e controllo nelle unità operative…”.
D.P.R. 20 dicembre 1979, n. 761 “Stato giuridico del personale del SSN”; allegato 1: inquadramento del capo sala  nella tabella I – Personale infermieristico come operatore professionale coordinatore – 1^ ctg.
D.M. 30 gennaio 1982 (modifato il 3 dicembre 1982) “Regolamento recante  la disciplina concorsuale”. Per la posizione di operatore  professionale coordinatore si richiede il certificato AFD e almeno due anni di anzianità come IP.
D.P.R. 7 settembre 1984, n. 821 “Attribuzioni del personale sanitario non medico addetto al SSN”; art.20: l’operatore professionale coordinatore svolge le attività di assistenza diretta attinente alla propria competenza professionale. Coordina l’attività del personale nelle posizioni di collaboratore e di operatore professionale di II categoria a livello di unità funzionale ospedaliera e di distretto predisponendone i piani di lavoro (…). Profilo storico del capo sala.
D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 502 “Revisione della disciplina in materia sanitaria a norma dell’art. 1 della Legge         23 ottobre 1992, n. 421”;  art. 6, c. 3: in forza a quest’articolo saranno sospesi dopo un biennio anche i corsi di formazione AFD, includendosi nelle “scuole e corsi disciplinati dal precedente ordinamento”, con previsione del ripristino in ambito universitario…
D.Lgs. 19 settembre 1994, n. 626 “Attuazione delle direttive CEE 89/391 (…) riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori sul luogo di lavoro”. La legge per la sicurezza del lavoro affida un ruolo preminente del preposto – caposala (art. 4).
D.P.C.M. 19 maggio 1995, G.U. 31 maggio 1995 – Carta dei diritti sanitari E’ sancito il ruolo fondamentale del capo sala nell’organizzazione della U.O. e nei servizi. Il capo sala deve confrontarsi con la valutazione di qualità fatta dal Cittadino.
D.P.R. 27 marzo 2001, n. 220 “Regolamento recante la nuova disciplina concorsuale del personale non dirigenziale del SSN”; art.56:  (…) è abrogato il  D.M. 30 Gennaio 1982, recante normativa concorsuale del capo sala; art. 39: cancellazione del titolo di AFD per accedere alle funzioni di capo sala e sostituzione con un’anzianità di servizio triennale per l’accesso al ruolo (biennale se in possesso del titolo AFD), ed una formazione “opzionale” aziendale.
C.C.N.L. S.S.N. 1998-2001 (I biennio economico 1998-1999)

Introduzione della “declaratoria” per individuare la categoria: per quanto riguarda la cat. “D” si rispetta la falsariga  di quanto contenuto nel D.P.R.  n. 821/1984…Si continua a prevedere “ove sia comunque richiesto”, il titolo AFD, abbreviando a due anni, anziché tre, l’esperienza nel profilo cat. C.

Art.19: l’operatore professionale coordinatore già 1^ ctg. dal 7° livello è reinquadrato nella categoria D, come “collaboratore professionale sanitario”. Art. 16:   criteri e procedure per i passaggi tra categorie (…).

Allegato 1: modalità di accesso alla cat. D: dall’esterno, con pubblico concorso; dall’interno, tramite selezione (art. 16).

C.C.N.L. S.S.N. 1998-2001 (II biennio economico 2000-2001)

La declaratoria del profilo della cat. D include anche le funzioni della cat. C. E’ istituita, senza un profilo, la “funzione di coordinamento” revocabile e soggetta a valutazione.

Art. 10: solamente per i caposala già in cat. D che esercitano reali funzioni di coordinamento al 31.08.2001, l’indennità di funzione – parte fissa - spetta in prima battuta ed è  permanente.

Art. 5, comma 2: si accede alla funzione di coordinamento con un’anzianità di 5 anni in C e/o D, 4 per chi possiede il titolo AFD, senza formazione, con incarico conferito dall’azienda sulla base di criteri definiti con procedure di concertazione  di cui all’art.6, c. 1 lettera b) C.C.N.L. 7 aprile 1999.

N.d.A.. Coesistenza di una “funzione” di coordinamento per “incarico” (art. 5, comma 2 contratto integrativo) con una già presente nella declaratoria del “profilo”  della cat. D (allegato 1, contratto integrativo).

D.L. 12 novembre 2001, n. 402

“Disposizioni urgenti in materia di personale sanitario”; O.D.G. G1 e G2 collegati, seduta n. 81 della Camera del 19 dicembre, approvati dal Senato e dalla Camera: “impegnano il governo a riesaminare con atti legislativi i problemi afferenti alle funzioni del capo sala, ad istituirne il profilo, la formazione manageriale obbligatoria e l’equipollenza  del titolo di AFD col nuovo titolo formativo (master in management) organizzato dalle Università ai sensi dell’art. 3, comma 8 del D.M. 3 novembre 1999, n. 509”

C.C.N.L. S.S.N. 2002-2005

 

I punti principali dell’intesa, di interesse per i coordinatori infermieristici, sono contenuti nell’articolo 19, comma 1, b e c, di cui si riporta un breve estratto:

(omissis)

“Ricollocazione di tutti i coordinatori nel livello economico DS, con mantenimento del coordinamento e della relativa indennità, attraverso diverse modalità, riguardanti gli operatori con funzione di coordinamento prima del 31 agosto 2001 e coloro i quali hanno avuto l’attribuzione di tale funzione dopo tale data” (…).

L. n. 43/2006, G.U. n. 40 del 17/02/2006 (ex ddl n.6229) Disposizione in materia di professioni sanitarie infermieristiche, ostetrica, riabilitative, tecnico-sanitarie e della prevenzione e delega del Governo per l'istituzione di relativi Ordini professionali

Il punto principale di interesse per i coordinatori infermieristici, sono contenuti nell’art. 6. Viene infatti istituito il professionista coordinatore; resa d’obbligo la formazione specifica con il Master in management universitario e una esperienza professionale triennale per accedere alle funzioni di coordinamento.

La salvaguardia del titolo di Abilitazione alle funzioni direttive(Afd) è garantita per l’esercizio della funzione di coordinatore.

Accordo tra il Ministero della Salute, Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano, in data 1/08/2007.

 

I punti principali di interesse per i coordinatori infermieristici, sono contenuti nell’art. 2 e art. 4.

“In sede contrattuale saranno stabilite le modalità per il conferimento dell’incarico di coordinamento” (...).“Sino all’entrata in vigore del prossimo C.C.N.L. di disciplina dei contenuti, gli incarichi di coordinamento continuano ad essere conferiti secondo la vigente normativa contrattuale, DPR n. 220/01; CCNL del 20 settembre 2001; D.Lgs. n. 165/01 (cioè 5 anni di anzianità, ndr). In caso di parità di punteggio e/o di valutazione, nell’ambito della contrattazione aziendale sarà riconosciuto carattere preferenziale al possesso del master e del certificato di abilitazione alle funzioni direttive, di cui all’art. 6, commi 4 e 5 della citata legge n. 43/2006” (...).

Ipotesi di contratto CCNL 2006/2009 del comparto sanità pubblica, in data 29/02/2008.

Avvio dell’applicazione della legge n. 43 del 2006. In questa fase è previsto l’applicazione del titolo obbligatorio del master in management o del precedente titolo di capo sala, per l’assegnazione delle funzioni di coordinamento, come previsto dall’accordo Stato Regioni applicativo della L. 43 stessa, a decorrere dall’entrata in vigore del CCNL, facendo salvi i coordinamenti in precedenza assegnati.

CCNL 2006/2009 del comparto sanità pubblica, in data 14/04/2008.

 

(Titolo II, Capo I, art. 4). Applicazione della legge n. 43/2006. E’ previsto il titolo obbligatorio del master in management, o del precedente titolo di capo sala, nonché un’esperienza professionale complessiva di tre anni in cat. D, per l’assegnazione delle funzioni di coordinamento, a decorrere dall’entrata in vigore del presente.
CCNL 2008/2009 2° biennio Norme finali, in data

31/07/2009

Art. 12. c.. 3: "In considerazione della rilevanza e della complessità degli incarichi di coordinamento e specialistici, di cui alla L. 43/2006, nonché di posizione organizzativa, le parti affronteranno in maniera organica e completa la tematica del sistema di valorizzazione della responsabilità e dell'autonomia professionale nella prossima tornata contrattuale". La revoca dell'incarico solamente applicata ai coordinatori rimane... Si auspicava fortemente -come previsto dal precedente contratto- la stabilizzazione del ruolo e delle funzioni del coordinatore.