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Studente di Infermieristica con idoneità parziale stabilita dal Medico Competente

  • Giovedì 04 Marzo 2010 20:47
  • Scritto da Marco Piazza

Gentile sig. Piazza,

Sono uno studente iscritto al primo anno di corso di laurea di Infermieristica presso l'università degli studi di xxxxx. Sono portatore di una monoplegia ad un arto inferiore causato da un distress respiratorio durante il parto.

Dopo aver frequentato il corso di studi per 1 anno intero sostenendo tutti gli esami alla fine del secondo tirocinio mi viene comunicato che viste le prescrizioni del medico competente (che mi ha visitato 2 volte e mi ritiene idoneo con prescrizione di non sollevare pesi superiori a 2 kg e non spingere carrozzine) si ritiene che il mio stato possa pregiudicare la continuazione degli studi (a causa di queste limitazioni non posso svolgere alcune attività come igiene e parte della mobilizzazione del pz.) e mi viene consigliato di cambiare "campo".

La mia domanda è: sapendo che esistono infermieri impiegati in mansioni che non comportano l'infrazione delle prescrizioni mediche, che in alcuni casi appartengono anche alle categorie protette (in cui io non rientro, la patologia suddetta non mi limita in nulla , tranne il sollevamento pesi) esiste una procedura per richiedere un percorso mirato visti i problemi che sono sorti? se si, a suo parere, a chi dovrei rivolgermi?

La ringrazio per i consigli che eventualmente vorrà darmi.

A...


Caro A...

ho preso tempo per risponderti perché il tema è complesso (ha richiesto la ricerca di ulteriori informazioni oltre a quelle in mio possesso) e investe due ordini di problemi:

  • il primo interno alle università durante il percorso di formazione;
  • il secondo nell’immissione nel mondo del lavoro

Partiamo dall’inizio dicendo subito che  oggi gli atenei godono di significativa autonomia nell’istituzione dei corsi di laurea, autonomia che, nel rispetto le norme nazionali quadro, produce il manifesto degli studi e la programmazione didattica.

Solitamente in questi documenti si definiscono le modalità di svolgimento e i regolamenti dei CdL che al loro interno stabiliscono se sia da ritenersi obbligatoria la valutazione dello stato psicofisico degli ammessi al corso di Infermieristica. Per molti atenei lo è per altri no.

Questo tipo di valutazione spetta al Medico competente che può esprimere, per sintetizzare tre soli pareri:

  • idoneo
  • parzialmente idoneo
  • inidoneo.

Se il Medico Competente ti ha visitato e ritenuto idoneo con prescrizione significa che se questa  prescrizione non pregiudica il raggiungimento di una valutazione positiva dei tirocini clinici  e negli esami non dovresti avere ostacoli nel raggiungimento della laurea, al pari di tutti gli altri studenti.

Infatti solo a chi non supera gli esami (e chi non versa le tasse universitarie) non viene permesso di progredire nel corso degli studi.

Tra gli esami però ci sono anche gli stage clinici la cui valutazione potrebbe essere ritenuta insufficiente da qualche tutor clinico perché di fatto molte attività dell’infermiere, che lo studente deve acquisire e far proprie, vanno oltre i limiti della tua prescrizione.

Questa è una prima incognita che riprenderemo più avanti, passiamo ora al secondo punto e cioè l’ingresso nel mondo del lavoro.

Per mia esperienza (può essere verificata da te consultando i bandi di concorso per infermiere) uno dei requisiti inserito nei bandi di reclutamento è la sana e robusta costituzione che viene verificata al momento della eventuale chiamata attraverso esami clinici e visite. Ricordiamo che tu non sei stato inserito nelle categorie protette e quindi non puoi godere di questo istituto contrattuale.

Non è difficile immaginare che anche a questo punto possano sorgere ostacoli.

Il consiglio a “cambiare campo” a questo punto non deve rappresentare o essere visto come un pregiudizio ma come un invito a ripensare un percorso che facilmente andrà incontro a ostacoli..

Io penso che se tu sei informato di questi rischi (più che ipotetici) e, riprendendo l'incognita lasciata in sospeso in precedenza,  anche della possibilità di ripetere o non superare i tirocini clinici e se sarai informato della possibilità di non superare le selezioni concorsuali (sia per il pubblico che per il privato), con tutti questi elementi sarai in grado di decidere se valga la pena di rischiare tre anni di studio e relativi costi, a fronte di scarse possibilità di esercitare una professione.

Non tener conto di infermieri con prescrizione che puoi vedere in diverse realtà, sono praticamente tutti incorsi in problemi dopo il termine del periodo di prova o dopo anni di servizio o in seguito a successive malattie.

A te la scelta

Auguri

Marco Piazza