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Studio dell’associazione tra stato socio-economico e diagnosi infermieristiche in una Struttura Organizzativa Complessa di Medicina Generale

  • Domenica 28 Febbraio 2010 17:55
  • Scritto da Lorena Pezza

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DEL PIEMONTE ORIENTALE
“Amedeo Avogadro”
FACOLTÀ DI MEDICINA, CHIRURGIA e SCIENZE DELLA SALUTE

Master di I livello in Management Infermieristico per le funzioni di coordinamento
Anno Accademico 2007 – 2008

Direttore del Master: Prof. Massimiliano Panella

ABSTRACT:     Studio dell’associazione tra stato socio-economico e diagnosi infermieristiche in una Struttura Organizzativa Complessa di Medicina Generale

Relatore: Prof. Massimiliano Panella - Correlatore: Dott.ssa Sara Marchisio - Candidato: Lorena PEZZA

Introduzione

Nei recenti decenni le disuguaglianze sociali nella salute sono diventate un tema importante nella sanità, tanto che in poco tempo si è passati dalla ricerca delle cause alla misurazione e alla definizione di interventi per la loro riduzione.

In letteratura sono numerosi gli studi che evidenziano associazioni significative tra specifici determinanti sociali a  ed esiti clinici. Mentre in medicina è nota questa associazione, non risulta ancora studiata la relazione fra i fattori di svantaggio socioeconomici e la presenza di specifici bisogni assistenziali gestibili direttamente dal personale infermieristico.

Lo studio di tale relazione si pone in un ottica di contributo alla identificazione di eventuali azioni preventive/correttive pianificabili al momento della presa in carico dell’utente, qualora in fase di valutazione infermieristica emergesse la presenza di particolari caratteristiche di svantaggio sociale per le quali venga dimostrato un ruolo in termini di fattori di rischio per specifici bisogni assistenziali.

Scopo della tesi

In questa ricerca è stata indagata la possibile associazione tra lo stato socioeconomico e le diagnosi infermieristiche formulate in un contesto ospedaliero per acuti.

In particolare sono stati perseguiti i seguenti obiettivi:

  • quantificare la prevalenza dei fattori di rischio socioeconomici nelle diverse categorie di diagnosi infermieristiche;
  • contribuire alla elaborazione e identificazione di  eventuali azioni preventive/valutative che possono essere attuate dal Coordinatore Infermieristico alla luce della prevalenza dei diversi fattori di rischio.

Materiali e Metodi

Lo studio è stato realizzato presso Struttura Complessa di Medicina Interna dell’Ospedale degli “Infermi” della città di Biella. È stato effettuato uno studio osservazionale sulla popolazione dei pazienti dimessi presso la Struttura nel periodo giugno-agosto 2008.

Per ciascun soggetto sono state raccolte, attraverso una apposita scheda (allegato A), le seguenti variabili: sesso, stato civile, età, comune di residenza, cittadinanza, posizione nella professione, posizione attuale o ultima professione, titolo di studio, indice di deprivazione, data di ricovero, data di dimissione, tipo di ricovero, provenienza prima del ricovero (domicilio, RSA o altro ospedale), situazione sociale a domicilio (se vive solo, con familiari o personale di assistenza), diagnosi infermieristiche al momento del ricovero, presenza di lesioni da decubito al ricovero e alla dimissione, comparsa di infezioni ospedaliere durante la degenza, eventuali cadute accidentali durante la degenza, esito del ricovero (decesso o dimissione).

L’associazione tra fattori di esposizione e diagnosi infermieristiche è stata quantificata con il test del Chi-quadro (X2), assumendo come significativo un valore p inferiore a 0,05.

Risultati

Nella ricerca effettuata il campione preso in esame è risultato composto da 101 soggetti di cui il 63,4% di sesso femminile e il 37,6% di sesso maschile, con un età mediana di 78 anni. La degenza media di ricovero è di 14,2 giorni, mentre la mediana è di 14 giorni.

Per i soggetti deprivati o molto deprivati è stata riscontrata una associazione significativa con la compromissione della mobilità e il rischio di una nutrizione inferiore  al fabbisogno giornaliero. Il rischio di lesione da trauma, invece, è risultato significativamente associato alla disoccupazione e al pensionamento. In  ultimo titolo di studio basso o medio basso si presenta frequentemente associato ad una compromissione della mucosa orale.

Conclusioni

Lo studio condotto ha permesso di mettere in evidenza come alcune caratteristiche socioeconomiche già rilevabili con l’anamnesi possano far sospettare la presenza di una specifica diagnosi infermieristica.

Alla luce di ciò il coordinatore infermieristico deve:

  • adempiersi finché i risultati emersi dalla ricerca siano incorporati nella pratica clinica assistenziale.
  • portare a conoscenza del personale l’importanza di una attenta e completa anamnesi al momento dell’ammissione al fine di individuare elementi di sospetto e di attivare conseguentemente piani di assistenza volti non alla cura ma alla prevenzione.
  • riconoscere nell’ambito organizzativo la figura del care manager,la quale può fin dal ricovero lavorare per la dimissione, intrattenendo e attivando relazioni la rete di supporto sociale presente sul territorio.
  • sviluppare la ricerca.
  • collaborare con i dirigenti infermieristici per sviluppare e implementare l’utilizzo delle diagnosi nella pratica quotidiana fornendo la propria consulenza nella costruzione di progetti orientati al Miglioramento Continuo della Qualità.
  • promuovere lo sviluppo delle diagnosi implementandone l’utilizzo a trecento sessanta gradi.
  • individuare collaboratori con particolari attitudini alla ricerca al fine di coinvolgerli nella costruzione di progetti che aiutano a migliorare costantemente il proprio operato.
  • individuare e selezionare ulteriori campi di ricerca pertinenti alle finalità del servizio, promuovendo l’ingresso dello stesso in reti di ricerca e individuando canali di pubblicazioni delle ricerche effettuate.