|
Composizione: |
La Certosa
Reale di Collegno (To) sorse nel 1641 per iniziativa di Maria
Cristina di Francia, ritornata da un pellegrinaggio alla “Grande
Chartreuse”, ed era destinata a diventare uno dei centri più
importanti della spiritualità dello stato sabaudo. Le difficoltà
economiche costrinsero i sovrani a rivedere il loro progetto. Nel
1853 l’originario nucleo fu destinato progressivamente a Regio
Manicomio ed utilizzato come sede dell’Ospedale Psichiatrico, fino a
diventarne uno dei più grandi tra quelli italiani. Resta vero che i
certosini per due secoli hanno avuto una parte importante nella vita
di Collegno, lasciando questa traccia ancora oggi ben visibile.
Fuori della costruzione, e per la precisione verso la città, c’è uno
splendido parco, che contiene al centro un anfiteatro che un tempo
raccoglieva le acque utilizzate dai degenti lavoratori della
“colonia agricola” per irrigare i prati. Intorno a questo luogo
avvenne la creazione delle “Ville Regina Margherita” per i
pensionanti abbienti; la matrice urbanistica dell’insediamento è
appunto la “garden city”, propugnata dagli architetti inglesi Shaw,
Webb e Lutyens, dove gli edifici sanitari sono rarefatti nella
natura con l’obiettivo di favorire le finalità terapeutiche dei
ricoverati alienati. Percorrendo il viale che affianca l’ingresso
monumentale, costruito su disegno del famoso architetto Juvarra e
caratterizzato da un ordine dorico gigante, si trova la costruzione
di Villa Rosa, un frammento della “Ville Radieuse” di lecorbuseriana
memoria. Nel sottosuolo della Certosa ci sono dei vasti sotterranei,
con gallerie e cunicoli purtroppo ancora dimenticati da tutti. Tra i
gioielli artistici ospitati nel complesso, le Tombe marmoree dei
Cavalieri della Santissima Annunziata; l’Antica Farmacia del ‘700
che conserva i preziosi arredi lignei ed i mortai originali che
erano impiegati dai monaci per preparare i medicamenti; l’Aula
Hospitalis, ospitante preziosi reperti anatomici risalenti al
periodo del celebre studioso Cesare Lombroso; la biblioteca Medica
del Regio Manicomio, frequentata a suo tempo dal premio nobel per la
medicina Camillo Golgi, contiene 6000 volumi raccolti nei secoli di
vita dell’ospedale psichiatrico, nonché altri 1400
dell’originalissima “biblioteca dei ricoverati”. Il tutto è a
disposizione per gli studenti di medicina o gli studiosi.
|
|
Categoria: |
La Certosa
Reale appartiene alla categoria degli ex istituti religiosi e poi
degli ex ospedali psichiatrici. Oggi ospita la locale Azienda
Sanitaria e la sede dell’Università Italo-Francese. Preservata come
affascinante luogo di cultura e di didattica ambientale sia per la
parte museale che per il vastissimo parco. |
|
Indicazioni:
|
Una visita
alla Certosa Reale è indicata ai viaggiatori in tutti i periodi
dell’anno: durante la calura estiva, tuttavia, trovandosi a pochi
passi dalla città di Collegno, si può cercare scampo nel refrigerio
del parco Dalla Chiesa. |
|
Controindicazioni: |
La Certosa Reale è sconsigliata di notte; i cancelli
del nucleo architettonico sono chiusi, mentre nel buio i vialetti
esterni si trasformano in un gioco di luci e ombre, dove neanche il
più sabaudo dei frequentatori saprebbe evitare di emozionarsi. Va bene
per i cuori forti. |
|
Modalità
d'uso-posologia: |
La Certosa
Reale è stata usata oltre ogni misura nel passato contemporaneamente
da circa tremila pazienti, ovvero dalla sua apertura fino al 1978,
data dell’abbattimento dei muri verso il mondo esterno. Poi,
successivamente, con molta più moderazione. Attualmente, riportata
agli antichi splendori, viene utilizzata per scopi diversi dal
passato. Si consiglia di contattare il Comune di Collegno e la
Direzione dell’Azienda Sanitaria per avere informazioni sulle
modalità di visita della parte monumentale; inoltre, sugli orari
d’apertura, per quanto riguarda i locali che ospitano le mostre
d’arte o altri eventi culturali. Sappiate in ogni caso che si può
approfittare di alcune trattorie nei pressi dell'ingresso
Monumentale per evitare di restare a stomaco vuoto.
|
|
Somministrazione: |
La Certosa
Reale può essere visitata in mezza giornata; oppure a piccole dosi
per visite separate al parco, museo e biblioteca medica, strutture
monumentali.
|
|
Effetti
collaterali: |
Non se ne
conoscono, se non quello di finire sotto un auto attraversando nelle
ore di punta il trafficatissimo viale antistante oppure, nel
profondo della notte, incontrare gli strani personaggi che
frequentano il parco: lo spirito inquieto dello smemorato di
Collegno (sarà Canella o Bruneri?) e, solo per i francesi, il
fantasma del priore ancora arrabbiato con Napoleone per la confisca
dei beni.
|
|
Avvertenze: |
La Certosa
Reale di Collegno è oggi ben segnalata da numerosi cartelli
informativi e toponomastici con l’insegna dell’ingresso monumentale.
Nessuna difficoltà ad arrivarci: stazione FS confinante. Appena si
arriva di fronte all’ingresso con il bellissimo portale di legno
intarsiato, aumenta la voglia di conoscere cosa si trova oltre. Non
bisogna avere fretta. Prendetela con calma… |
|
Prezzo: |
Entrata
libera al parco Dalla Chiesa e al percorso di didattica ambientale;
gratis, ma concordata con l'ASL, per la visita al museo e alla
biblioteca storica; con modica spesa, la visita ai sacelli dei
Cavalieri dell'Annunziata, quest’ultima soltanto durante la
ricorrenza annuale, in cui, chissà, vi capiterà di incontrare
qualche Altezza Reale…
|

Pubblicato su InfermieriOnline il
03.02.04 |