Il Bugiardino. La Sanità in perle.

I LUOGHI

 

NEL CUORE DI UNA CERTOSA REALE

Valter Fascio

 

 

 

La certosa di Collegno: trovarla è facile, ma cercarla vale la pena: ancora oggi è uno dei luoghi sanitari della cintura torinese più sospesi tra il passato e il futuro.

Composizione:

La Certosa Reale di Collegno (To) sorse nel 1641 per iniziativa di Maria Cristina di Francia, ritornata da un pellegrinaggio alla “Grande Chartreuse”, ed era destinata a diventare uno dei centri più importanti della spiritualità dello stato sabaudo. Le difficoltà economiche costrinsero i sovrani a rivedere il loro progetto. Nel 1853 l’originario nucleo fu destinato progressivamente a Regio Manicomio ed utilizzato come sede dell’Ospedale Psichiatrico, fino a diventarne uno dei più grandi tra quelli italiani. Resta vero che i certosini per due secoli hanno avuto una parte importante nella vita di Collegno, lasciando questa traccia ancora oggi ben visibile.  Fuori della costruzione, e per la precisione verso la città, c’è uno splendido parco, che contiene al centro un anfiteatro che un tempo raccoglieva le acque utilizzate dai degenti lavoratori della “colonia agricola” per irrigare i prati. Intorno a questo luogo avvenne la creazione delle “Ville Regina Margherita” per i pensionanti abbienti; la matrice urbanistica dell’insediamento è appunto la “garden city”, propugnata dagli architetti inglesi Shaw, Webb e Lutyens, dove gli edifici sanitari sono rarefatti nella natura con l’obiettivo di favorire le finalità terapeutiche dei ricoverati alienati.  Percorrendo il viale che affianca l’ingresso monumentale, costruito su disegno del famoso architetto Juvarra e caratterizzato da un ordine dorico gigante, si trova la costruzione di Villa Rosa, un frammento della “Ville Radieuse” di lecorbuseriana memoria. Nel sottosuolo della Certosa ci sono dei vasti sotterranei, con gallerie e cunicoli purtroppo ancora dimenticati da tutti. Tra i gioielli artistici ospitati nel complesso, le Tombe marmoree dei Cavalieri della Santissima Annunziata; l’Antica Farmacia del ‘700 che conserva i preziosi arredi lignei ed i mortai originali che erano impiegati dai monaci per preparare i medicamenti; l’Aula Hospitalis, ospitante preziosi reperti anatomici risalenti al periodo del celebre studioso Cesare Lombroso; la biblioteca Medica del Regio Manicomio, frequentata a suo tempo dal premio nobel per la medicina Camillo Golgi, contiene 6000 volumi raccolti nei secoli di vita dell’ospedale psichiatrico, nonché altri 1400 dell’originalissima “biblioteca dei ricoverati”. Il tutto è a disposizione per gli studenti di medicina o gli studiosi.

Categoria: La Certosa Reale appartiene alla categoria degli ex istituti religiosi e poi degli ex ospedali psichiatrici. Oggi ospita la locale Azienda Sanitaria e la sede dell’Università Italo-Francese.  Preservata come affascinante luogo di cultura e di didattica ambientale sia per la parte museale che per il vastissimo parco.
Indicazioni: Una visita alla Certosa Reale è indicata ai viaggiatori in tutti i periodi dell’anno: durante la calura estiva, tuttavia, trovandosi a pochi passi dalla città di Collegno, si può cercare scampo nel refrigerio del parco Dalla Chiesa.
Controindicazioni:

La Certosa Reale è sconsigliata di notte; i cancelli del nucleo architettonico sono chiusi, mentre nel buio i vialetti esterni si trasformano in un gioco di luci e ombre, dove neanche il più sabaudo dei frequentatori saprebbe evitare di emozionarsi. Va bene per i cuori forti.

Modalità d'uso-posologia:

La Certosa Reale è stata usata oltre ogni misura nel passato contemporaneamente da circa tremila pazienti, ovvero dalla sua apertura fino al 1978, data dell’abbattimento dei muri verso il mondo esterno. Poi, successivamente, con molta più moderazione. Attualmente, riportata agli antichi splendori, viene utilizzata per scopi diversi dal passato. Si consiglia di contattare il Comune di Collegno e la Direzione dell’Azienda Sanitaria per avere informazioni sulle modalità di visita della parte monumentale; inoltre, sugli orari d’apertura, per quanto riguarda i locali che ospitano le mostre d’arte o altri eventi culturali. Sappiate in ogni caso che si può approfittare di alcune trattorie nei pressi dell'ingresso Monumentale per evitare di restare a stomaco vuoto.

Somministrazione:

La Certosa Reale può essere visitata in mezza giornata; oppure a piccole dosi per visite separate al parco, museo e biblioteca medica, strutture monumentali.

Effetti collaterali:

Non se ne conoscono, se non quello di finire sotto un auto attraversando nelle ore di punta il trafficatissimo viale antistante oppure, nel profondo della notte, incontrare gli strani personaggi che frequentano il parco: lo spirito inquieto dello smemorato di Collegno (sarà  Canella o Bruneri?) e, solo per i francesi, il fantasma del priore ancora arrabbiato con Napoleone per la confisca dei beni.

Avvertenze: La Certosa Reale di Collegno è oggi ben segnalata da numerosi cartelli informativi e toponomastici con l’insegna dell’ingresso monumentale. Nessuna difficoltà ad arrivarci: stazione FS confinante.  Appena si arriva di fronte all’ingresso con il bellissimo portale di legno intarsiato, aumenta la voglia di conoscere cosa si trova oltre. Non bisogna avere fretta.  Prendetela con calma…
Prezzo:

Entrata libera al parco Dalla Chiesa e al percorso di didattica ambientale; gratis, ma concordata con l'ASL, per la visita al museo e alla biblioteca storica; con modica spesa, la visita ai sacelli dei Cavalieri dell'Annunziata, quest’ultima soltanto durante la ricorrenza annuale, in cui, chissà, vi capiterà di incontrare qualche Altezza Reale…

 

 

Pubblicato su InfermieriOnline il 03.02.04