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I PERSONAGGI

 

ADRIANA PISANI: una delle prime infermiere italiane

Nell'anno 2005 il Collegio Ipasvi di La Spezia ricorre al suo cinquantenario dalla nascita. Il presidente e lo staff, sensibili e aperti ad ogni iniziativa alternativa e diversa dai soliti congressi ECM, pensano di contattare, per un simbolico riconoscimento, la loro più antica iscritta.

 

Ci regalano così la scoperta della collega Adriana Pisani,  che si rivela donna di molteplici sorprese, come possiamo leggere anche nell'articolo, a cura del Presidente Francesco Falli (in foto), pubblicato su "l'infermiere" n° del......

 

 

 

Composizione:

Adriana Pisani nasce a Carrara il 10 maggio 1916.

Si diploma come Infermiera professionale nel 1942, e nel 1955 è dipendente dell’Inam (gloriosa mutua assorbita nel 1978 dalla legge 833). Prima di contattarla, lo staff del Collegio aveva solo questi pochi dati, aride note di burocrazia che la descrivevano e la custodivano in uno schedario …niente di più.

Categoria: Adriana è infermiera iscritta al Collegio IPASVI di La Spezia dal 1955, si iscrisse quando erano trascorsi pochissimi mesi dall’apertura ufficiale della sede che era ospitata in casa di una consigliera (le risorse economiche e alloggiative erano scarsissime nel periodo del dopoguerra Italiano).

Difatti, l’attività del Collegio Ipasvi inizia alla Spezia esattamente il 5 luglio del 1955, un anno dopo la Legge 1049/54 che autorizzava, sul territorio nazionale, la costituzione dei Collegi Infermieri IPASVI. (all'epoca l'acronimo corretto era: IP-ASV-VI).

Indicazioni:

Il 10 maggio 2005, giorno del suo 89esimo compleanno, Adriana Pisani, dopo una breve telefonata e un invito, arriva al Collegio, con passo fermo e deciso, accompagnata dalla figlia Emilia.

Nonostante sono trascorsi 50 anni, la Signora Pisani mostra una spiccata curiosità e interesse verso la sede Ipasvi. Qui ha modo di conoscere e in un certo senso "tornare" ai nuovi luoghi e i nuovi personaggi negli scenari infermieristici attuali. Viene festeggiata da tanti colleghi, alcuni nati dopo la sua collocazione a riposo, tutti emozionati, rapiti dalle sue parole.

Durante la piccola cerimonia di accoglienza rivede la sua documentazione originale, la stessa di quel giorno del 1955 nel quale si iscrisse: le emozioni si susseguono nel ritrovamento di vecchie cose: la carta bollata da lire 100, la foto bianconero, la sua grafia familiare. Racconta di quel pomeriggio soffermandosi nei dettagli, nei dialoghi, nelle piccole incomprensioni burocratiche. Sono passati 50 anni, ma la memoria è precisa e la voce ritrova le emozioni e le battute dell’epoca.

Lo spirito di appartenenza alla categoria è tutt'oggi elevato tant'è che, nonostante l’età,  dice di voler restare iscritta e vuole essere aggiornata sulle iniziative del Collegio.

 

Adriana regala a tutto lo staff un’oretta di appassionati racconti attraverso un viaggio nel tempo e nella storia del nostro Paese…

Controindicazioni:

Il rapimento è temporaneo ma intenso. Difficile è tornare al presente fatto di altre storie e  altri problemi, ma guardando alle origini possiamo talvolta avere un'altra opinione di noi attraverso lo sguardo e il vissuto intenso dei personaggi del passato.

Posologia storica:

Francesco racconta: "E' un piacere per tutti sentirla raccontare dei suoi turni di guardia durante il tirocinio presso la Scuola per Infermiere diplomate della Croce Rossa  ‘Agnelli’ di Torino, e degli incontri con la stessa famiglia Agnelli, che considerava queste ragazze quasi di casa; e della Torino colpita dai primi bombardamenti; delle lunghe ore passate in servizio senza interruzione… e poi il trasferimento a Roma, da diplomata, in più ospedali: è l’estate 1943, cadono le bombe sui quartieri romani, Adriana non smette di lavorare per una settimana intera quando è colpita la zona dei Castelli romani;non smonta mai, al massimo si sdraia in lavanderia;i parenti di molti feriti portano dalla campagna mezzi di sostentamento per il personale, viveri, ortaggi, il pane ‘’perfino bianco’’, perché non si trova quasi più nulla…poi la grande paura del rastrellamento tedesco, dopo Via Rasella: il rischio di finire alle Ardeatine, ci dice Adriana, è sventato dalla divisa da Infermiera, abitualmente indossata anche fuori dall’ospedale, come un lasciapassare accettato anche dal tedesco occupante.

Poi l’arrivo degli Alleati nel Giugno 1944, e la risalita della penisola in pieno impegno professionale, con le truppe anglo-americane, per arrivare a Milano ai primi di Maggio del 1945.

E da qui, l’inizio di una straordinaria avventura come Infermiera di una squadra internazionale che, imbarcata da una organizzazione delle nascenti Nazioni Unite su una nave battente bandiera panamense, salpa da un porto olandese per raggiungere molte città di mare del mondo, in India, in Australia, in Cina, con lo scopo di curare e trasportare a casa molti soldati ex prigionieri, combattenti e civili dislocati, profughi, emigranti forzati.

Per 2 anni Adriana fa questa vita professionale e umana incredibile; aiuta anche contingenti di ebrei in rotta verso la Palestina, verso il nascente stato d’Israele.

Risalendo il Mar Giallo, in Cina, Adriana ricorda momenti di ansia; un gruppo di militari armati fino ai denti cerca di derubare il personale; loro hanno i soldi nelle scarpe, e si salvano dal sequestro cedendo delle medicine; Adriana riesce anche a salvare una bellissima bambola acquistata per la nipote in un porto malese…poi il rimpatrio, la esperienza a Sondalo, in un ospedale per reduci malati di tubercolosi; infine il ritorno a Roma, al Policlinico: nel 1948, per la precisione il 14 luglio, è testimone dell’attentato a Palmiro Togliatti, l’Italia è sull’orlo della guerra civile, la leggenda vuole che Bartali - vincendo una tappa al Tour - calmi la folla inferocita…Adriana quel giorno è in servizio in medicina, vede la barella con il leader comunista diretto verso la sala operatoria, il caos lo ricorda benissimo, anche la paura…Togliatti venne operato dal professor Valletta e dal professor Frugoni, nello staff del quale lavorava la sorella di Adriana, Andreina, anche lei Infermiera e, come Adriana, capo sala al Policlinico." 

 
Somministrazione a lungo termine:

"Poi arrivano gli anni della calma e della routine" - continua Francesco -  "lasciata Roma, Adriana arriva nella nostra città, e alla Spezia è assunta dall’Inam, una mutua dove -come d’uso nel tempo- si effettuavano anche prestazioni di pronto soccorso, terapie, applicazioni di medicamenti in vario tipo e forme…infine la pensione, alla fine degli anni Sessanta".

 
Effetti collaterali:

Adriana avrebbe potuto, per cessata attività, cancellarsi dal Collegio professionale quasi 40 anni fa…non lo ha fatto.

Avvertenze:

"Noi, cara Adriana, ti siamo molto riconoscenti perché ci hai raccontato una storia bellissima e hai aggiunto molta emozione alle nostre vite, ai nostri ricordi." - Dice Francesco.

"Per questo siamo stati sinceri quando ti abbiamo ringraziato, per essere venuta a farti premiare, e così ci siamo dati appuntamento al prossimo anno".

Prezzo:

.... per forza: 90 anni è una cifra tonda e un’ottima occasione per farci raccontare ancora qualcosa di così grande: la sua esperienza.

 

Note particolari per il titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio del prodotto Si ringrazia Francesco Falli e il Consiglio Direttivo Ipasvi della Spezia, per la gentile concessione e per averci dato l'opportunità di incontrare e conoscere Adriana.

Vi aspettiamo anche noi per il seguito della storia.

A cura di Claudia Giovannelli
Data dell'ultima revisione del foglio illustrativo Pubblicato su InfermieriOnline il 13.08.05

 

 

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