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SOMM.NE FARMACI PER VIA ENDOARTERIOSA

Discussioni sulla professione infermierististica.

Moderatori: serena, magi68

SOMM.NE FARMACI PER VIA ENDOARTERIOSA

Messaggioda susy » sab ott 06, 2007 8:48 pm

Ciao qualcuno sa se ci sono e se si quali sono le controindicazioni nella somm.ne di farmaci per via arteriosa? :-))
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Messaggioda magi68 » sab ott 06, 2007 10:13 pm

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Messaggioda serena » dom ott 07, 2007 6:51 am

http://www.google.it/search?hl=it&q=con ... %3Dlang_it

Magari tra questi argomenti, trovi qualcosa che può esserti utile.
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Messaggioda susy » dom ott 07, 2007 12:53 pm

Grazie proverò a dare un occhiata,ciao! 9)
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Messaggioda Nursefiction 2 » dom ott 07, 2007 1:26 pm

Io ho sempre saputo che in arteria non si puo' assolutamente iniettare nulla e qualora lo si facesse il paziente rischia la morte nel giro di brevissimo tempo se non si interviene subito. Però magari non sono abbastanza aggiornato.
Voglio di più di questi anni amari...
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Messaggioda errepiesse » dom ott 07, 2007 7:02 pm

Guarda, io lavoro in rianimo da un po, ed in arteria non mi è capitato di iniettare nulla, se non fisiologica per mantenere pervia un incanullamento di arteria con sacca a pressione, oppure per misure con il PIcco.
Mi è invece capitato di vedere necrosi estese agli arti infero-superiori per errate infusioni che si credevano in vena invece erano in arteria, oppure per problematiche rilevate dai cateteri endoarteriosi stessi.
So che si iniettano in arteria, i mezzi contrastografici per esami radiologici opportuni (arteriografia, coronaro, studio di appositi distretti), ma farmaci mai..
Sono andato a leggere qualche linea guida e qualche buggiardino di farmaci, ma la somministrazione arteriosa è sconsigliatissima per lo stesso ripetitivo problema:necrosi.
Hai per caso assistito a qualche caso secifico od era una domanda sui generis?
Ciao roberto.
°/
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Messaggioda serena » dom ott 07, 2007 7:15 pm

Credo che Susy voglia intendere la somministrazione di mezzi di contrasto per alcuni esami diagnostici, tipo la coronariografia o l'angiografia... sbaglio?
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Messaggioda farandeol » dom ott 07, 2007 8:08 pm

Estratto da

CONOSCERE
MEGLIO
LA CHEMIOTERAPIA
informazioni per le persone
in cura antitumorale

U n i t à d i O n c o l o g i a M e d i c a
U n i t à S a n i t a r i a L o c a l e d e l l a V a l l e d ’ A o s t a

anno 2006

Dove e come si effettua la chemioterapia

" più raramente per somministrazione locale o regionale, cioè solo in una parte limitata del corpo.
Il suo scopo è quello di ottenere la massima concentrazione dei farmaci nella neoplasia, risparmiando
gli altri tessuti dell’organismo. Questa modalità è utilizzabile solo in casi selezionati e può consistere
nell’infusione di farmaci in uno spazio o in una cavità corporea o in un’arteria:
- via intratecale (nel liquido che circonda il midollo spinale)
- via intrapleurica (nel liquido che umidifica la membrana che riveste i polmoni)
- via intraperitoneale (nel liquido che umidifica la superficie di gran parte degli organi contenuti
nell’addome)
-via intravescicale (nella cavità vescicale)
- via arteriosa, attraverso un’arteria che porta il sangue ad un organo o ad una regione corporea sede di neoplasia."


Chemioterapici antitumorali
Mitomicina
COME SI SOMMINISTRA

Per iniezione in vena (per endovena) attraverso una cannula (un tubicino sottile che viene introdotto nella vena);
attraverso il catetere venoso centrale che viene inserito sotto cute in una vena vicino alla clavicola, oppure attraverso la linea cosiddetta PICC, acronimo dall’inglese peripherally inserted central catheter, che è inserita in una vena periferica, di solito del braccio.
per instillazione in vescica (per via intravescicale);
per iniezione in arteria (per via intra-arteriosa

http://www.aimac.it/informazioni/profil ... icolo=5591
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Messaggioda susy » mar ott 09, 2007 8:51 pm

La mia era una domanda posta per chiarire e verificare una spiegazione che mi era stata data da un docente del master che ho frequentato lo scorso anno.Durante una lezione gli era stata fatta appunto la domanda che ho posto a voi e lui aveva risposto che non esistevano controindicazioni nella somm.ne di farmaci in arteria,ma che però sarebbero dovuti cambiare i dosaggi e che le uniche reazioni avverse che potevano capitare erano un'alterata assimilazione del farmaco e una possibile necrosi,ecco perchè,a parte in alcuni casi specifici (mezzi di contrasto e alcune chemio ad es.),era meglio somm.re in vena.
Il quesito mi è stato riproposto recentemente da un collega e alla mancata risposta da parte dei nostri medici ho pensato di chiedere a voi,tante teste sono meglio di poche!Comunque penso che il docente avesse risposto correttamente,viste anche le vostre informazioni,grazie ancora a tutti! 9) 9) 9)
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Messaggioda adriana » ven ott 12, 2007 8:50 am

Una rianimatrice ad una lezione di emergenze, mi disse che si potevano iniettare farmaci in arteria, quando non era disponibile altro accesso, in casi estremi, ma non disse quali, non erano chemioterapici, e comunque in presenza del rianimatore. In alternativa, nei casi dispeati la via intraossea, che in verità non ho mai visto; ma lei mi disse che ci si poteva allenare con i cosciotti di tacchino
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