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CASE MANAGEMENT E CLINICAL PATHWAYS: VERSO IL SUPERAMENTO DEI PIANI DI ASSISTENZA INFERMIERISTICA di Valter Fascio (*) Corso di formazione aziendale D.S.M. 5/a - A.S.L. 5 Collegno (TO) 19.4.2004 “Organizzazione del lavoro in équipe in psichiatria”
Premessa Negli ultimi decenni si è assistito a un notevole sviluppo degli studi e di metodi innovativi di rappresentazione, di organizzazione, di implementazione e di valutazione dei processi legati all’assistenza sanitaria. In Italia, tradizionalmente, si è soprattutto focalizzato il processo dell’assistenza infermieristica sulla metodologia del “piano di assistenza” personalizzato. La scelta di tale metodologia non è stata fatta però con un retroterra costituito da protocolli condivisi, metodologie sistematiche e comparabili che permettessero di verificare la validità di quanto programmato. Di conseguenza, i piani di assistenza personalizzati hanno finito per costituire quasi sempre dei succedanei dei protocolli mancanti senza per questo poter costituire una documentazione realmente utile per la costruzione di validi database informativi. Quasi sempre, infatti, con il termine “piani di assistenza” si è inteso definire la rappresentazione di un programma di attività finalizzato a obiettivi costituiti da risultati che sono nella prassi normalmente perseguiti con l’implementazione delle attività quotidiane di routine per l’ assistenza di base. Lo sviluppo della cultura della qualità, le nuove esigenze di miglioramento delle attività professionali, la continua ricerca di risultati più significativi e appropriati nel trattamento di patologie tradizionali e di particolare importanza sociale, hanno comportato lo straordinario avanzamento delle metodologie dedicate alla rappresentazione, codifica e verifica dei processi operativi e del contenuto tecnico e decisionale richiesto in tali processi. In tale tendenza allo sviluppo è da tempo maturata anche l’esigenza, nella comunità professionale, di una maggiore precisione di dettaglio sia nella fase applicativa che in quella rappresentativa. Questo renderebbe forse possibile anche nel nostro Paese l’adozione di metodologie più rigorose per le attività professionali assistenziali, precise e puntuali nel livello di dettaglio e di rappresentazione logica interna.
La disponibilità di tali metodologie permetterà nel prossimo futuro di cogliere importanti risultati, tra i quali vanno citati: la definizione di un linguaggio condivisibile tra le professionalità e tra le diverse culture; la messa a punto di sistemi di classificazione e rappresentazione utilizzabili in ambiti e professioni diverse; la fattibilità di sistemi di verifica e controllo indipendenti con criteri e metodologie standardizzate; la messa a punto di nuovi sistemi operativi maggiormente gestibili – e soprattutto tra loro comparabili - sul piano dell’efficacia e dell’efficienza operativa, anche per quanto riguarda risorse, impegno operativo e risultati possibili. La metodologia del case management e quella dei clinical patways rappresentano oggi gli strumenti migliori a disposizione per rappresentare, comparare, gestire con la massima efficacia sistemi organizzativi nell’assistenza sanitaria. Si ritiene di fondamentale importanza l’aspetto formativo come momento cardine per introdurre gli infermieri alla logica e all’utilizzo delle metodologie sopra descritte, con possibilità di sviluppare la concreta e reale competenza necessaria per effettuare operazioni di analisi e rappresentazione.
Quali sono gli obiettivi generali per una formazione completa sul case management? Gli obiettivi generali comuni a tutte le professionalità coinvolte sono:
· riconoscere le caratteristiche fondamentali e le motivazioni del “case management”; · identificare le caratteristiche metodologiche che caratterizzano il metodo dei percorsi clinici nell’assistenza in rapporto anche ai tradizionali piani di assistenza; · definire dei percorsi clinici coerenti con i principali processi utilizzati nell’assistenza nel proprio ambito di attività; · individuare le fasi necessarie per l’inserimento della metodologia dei percorsi clinici nella propria unità operativa; · valutare benefici e costi derivanti dall’adozione della metodologia.
Oggi potremo sfiorarne solamente qualcuno, qualcun altro susciterà delle prime riflessioni, ma certamente l’importante è iniziare…
Quali sono i contenuti generali da considerare per una formazione infermieristica completa sul case management? I temi principali che fanno riferimento al case management, presenti anche nei programmi dei corsi di perfezionamento universitari e master, generalmente consistono in:
· storia e motivazioni del case management; · caratteristiche e componenti tipiche del case management; · caratteristiche e componenti tipiche dei clinical pathways; · situazione attuale e trend di sviluppo in rapporto alle due metodologie; · rappresentazione dei processi assistenziali nei loro momenti fondamentali: la situazione iniziale, la sequenza, i momenti decisionali, i risultati possibili; · protocollizzazione di processi e di interventi; · clinical pathways quale strumento di integrazione delle professionalità, intervento di rete, nei servizi e nelle unità operative; · strategie e indicazioni operative per la messa a punto di clinical pathways in infermieristica.
Cosa possiamo proporre, invece, noi infermieri-docenti in questo corso ecm? In questo corso di formazione aziendale noi possiamo proporre un primo approccio informativo, un utile confronto di gruppo tra professionisti sanitari per il perseguimento di alcuni di questi importanti obiettivi… utilizzando un metodo didattico tradizionale attivo:
· lavoro di progettazione (a piccoli gruppi); · discussione collettiva in plenaria.
I gruppi riceveranno il nostro supporto durante il lavori. Buon proseguimento a tutti!
Note
* Relazione introduttiva del corso di formazione, a cura di: CPSE/Coordinatore Afd-SaP V. Fascio
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