Anno 2005

EDITORIALE:

 

Coordinamento infermieristico: a che punto eravamo rimasti?

A cura di Valter Fascio

E’ ormai da qualche mese che non esprimo il mio punto di vista personale sulla questione relativa alle funzioni di coordinamento infermieristico e molti colleghi mi hanno richiamato, con numerose e-mail o direttamente, a questo editoriale che è diventato un periodico appuntamento annuale per l’area specifica di cui sono il referente per InfermieriOnline.

 

Sinceramente, negli ultimi tempi, un po’ preso dallo scoramento per la mancanza di novità e anche per non essere pleonastico, sono stato sul punto di prendere la decisione di interrompere questo momento di riflessione e di sintesi professionale. E’ stata dunque la forza delle vostre argomentazioni a riportarmi a scrivere qui e a sostenere nuovamente la mia.

 

La risposta dell’Amministrazione nei confronti delle aspettative professionali dei coordinatori infermieristici non è stata - in generale - molto gratificante negli ultimi dodici mesi trascorsi, senz’altro al di sotto delle attese.

 

Abbiamo assistito al passaggio del coordinatore alla massima fascia retributiva DS,  tramite tre diverse modalità, un atto dovuto secondo molti colleghi considerato il precedente e generale “scivolamento” verso l’alto di tutte le altre figure.

Questa modalità, tuttavia, rappresenta l’ultima pezza per nascondere un errore a suo tempo evitabile: il voler accomunare una pluralità di lavoratori (ex dirigenti, ex caposala, nuovi e vecchi coordinatori incaricati) cancellando nell’opera di livellamento “al basso” le loro storie professionali, formative e di carriera, così profondamente differenti, tanto da risultarne inflazionata la stessa autorevolezza del ruolo.

 

Chi avrebbe interesse oggi ad essere valutato e incentivato ad aggiornarsi con l’acquisizione di un livello retributivo DS ottenuto a tavolino, inalienabile, e con passaggi di fascia automatici e garantiti per tutti? E chi ad ottenere “l’incarico” di coordinamento a fronte dell’assegnazione di una “funzione” che spesso avviene senza neppure adire la procedura della selezione interna, peraltro prevista dal CCNL?

 

Naufragata a suo tempo la “vice-dirigenza” per il coordinatore infermieristico, anche le legittime aspettative in merito alla conversione del disegno di legge n° 1645 sono andate frustrate, trascorsi invano trentasei mesi dalla sua presentazione.

 

Quanto è avvenuto sminuisce il valore di un titolo di studio specifico come requisito per poter svolgere la funzione di coordinatore, quale è il Master in management,  rendendo inutile il possesso da parte dei candidati ai fini dell’esercizio della “funzione”; priva inoltre gli infermieri di un indispensabile “profilo” ad hoc di coordinamento relegando (al di là dei tanti proclami) un ruolo strategico nel limbo dell’indeterminatezza.

 

A fronte di tutto ciò, si regista la novità (si fa per dire) dell’offerta a qualche ex dirigente infermieristico - ma non ai coordinatori - di uscire dal comparto per andare a contrattarsi da dirigenti veri il loro destino economico e professionale.

Apprezziamo anche, in alcune aziende, l’utilizzo più congruo della “posizione organizzativa”, al fine di poter distinguere realmente i diversi livelli di responsabilità tra i coordinatori.

 

Soprattutto, giudichiamo positivamente l’impegno da parte di alcuni direttori generali “illuminati” che già concertano e sottoscrivono con le RSU, a livello decentrato, i criteri chiari, oggettivi e inequivocabili con cui scegliere i coordinatori infermieristici, sia per il merito che per i risultati, per il loro curriculum, formazione, attività didattica e di aggiornamento.

 

Quanto sopra descritto richiede nelle aziende l’impiego di apposite Commissioni miste, sia di studio sia di valutazione, che misurino esclusivamente il raggiungimento da parte del coordinatore infermieristico degli obiettivi del governo assistenziale, a fronte di risorse assegnate a priori e da impiegare in completa autonomia: si limita così il rischio di eccessi “fidelistici” e le “interferenze” dei primari.

 

 

Pubblicato su Infermierionline.net il 29.07.05

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