FOCUS ON

A cura di Valter Fascio

 

    

 

  • 14 Marzo 2005 - Torino. Il CNC Piemonte ha organizzato il corso "La qualità del lavoro del coordinatore: i professionisti si incontrano".

Il CNC Piemonte ha organizzato il corso “La qualità del lavoro del coordinatore: i professionisti si incontrano” il 14 Marzo 2005 a Torino, presso il Turin Palace Hotel. All’importante evento hanno partecipato circa 200 coordinatori infermieri e infermieri pediatrici. Tra i relatori e moderatori erano presenti ai lavori autorevoli rappresentanti della professione e, per la prima volta, i Responsabili regionali delle OO.SS. del settore sanità. L’obiettivo dell’evento è stato quello di evidenziare l’essenzialità della figura del coordinatore infermieristico nelle realtà sanitarie assistenziali, acquisire consapevolezza delle criticità/opportunità vissute nel contesto lavorativo e sviluppare l’integrazione delle competenze tra ruoli professionali ed all’interno del ruolo stesso. La presidente regionale Sig.ra E. Ferrante, in apertura, ha posto l’accento sulle più recenti variazioni nelle responsabilità e competenze nel processo organizzativo in cui il coordinatore opera, all’interno delle Aziende sanitarie, per dare risposte assistenziali efficaci, efficienti e di qualità”. Quanto sopra in attesa dell’entrata in vigore del ddl n° 1645-A - che contiene il profilo del professionista coordinatore - che ha ripreso l’iter parlamentare proprio lo scorso mese di Febbraio e di cui si auspica una rapida conclusione. Di particolare interesse, ha suscitato un vivo entusiasmo la relazione del DDSI A. Rossi, che è intervenuto con un’esposizione magistrale dal titolo “Teoria ed esperienze di valorizzazione del coordinatore infermiere”, esponendo il modello di servizio infermieristico e T.R.O. implementato nell’AUSL n° 2 Umbria, di cui è direttore, con le ZAD - Zone assistenziali differenziate, delineando infine tra le ipotetiche richieste di sviluppo professionale per i coordinatori anche la possibilità di una nuova specifica categoria contrattuale (cat. E) al posto della posizione economica DS. In conclusione della giornata, nell’intervento dei partecipanti, è emersa la necessità di chiarire all’interno della stessa categoria l’orientamento futuro che si vuole perseguire per la figura: migliorare la “funzione” di coordinamento con una valorizzazione sia economica che dello status, ovvero perseguire piuttosto il ripristino di un “livello intermedio” di dirigenza o una  categoria ad hoc (“E”).

 

  • 20 Ottobre 2004 - Bologna. Il CNC ha organizzato l’VIII Congresso Nazionale dei Caposala. “Sanità oggi per il domani: diritto alla salute e innovazioni organizzative nell’assistenza infermieristica”


Il Coordinamento Nazionale dei Caposala (Coordinatori dell’assistenza infermieristica) ha organizzato, nell’ambito delle proprie iniziative statutarie, l’VIII Congresso Nazionale dei Caposala dal 20 al 22 Ottobre 2004 a Bologna, presso il Palazzo dei Congressi. All’evento hanno partecipato circa 2000 coordinatori, un grande afflusso, come già avvenuto nelle precedenti edizioni. Erano presenti ai lavori autorevoli relatori del mondo sanitario, politico, amministrativo, sociale e professionale La presidente M.G. De Togni, in apertura, ha sottolineato le variazioni intervenute nei bisogni di salute della cittadinanza per dare ai Coordinatori infermieristici i mezzi e gli strumenti necessari per partecipare realmente alla gestione dei cambiamenti dell’organizzazione dell’assistenza nelle Unità operative e nei Dipartimenti delle Aziende sanitarie, per dare risposte assistenziali efficaci ed efficienti e di qualità”. Il tema stesso del Congresso “Sanità oggi per il domani: diritto alla salute e innovazioni organizzative nell’assistenza infermieristica” si proponeva infatti, una riflessione sulle innovazioni in sanità, di individuare nuove e migliori modalità organizzative dell’assistenza, di riconoscere potenzialità, autonomia e responsabilità del Caposala-Coordinatore per promuovere lo sviluppo di nuove competenze al fine di presidiare al meglio il governo dei processi. Nelle giornate congressuali sono anche stati presentati i cambiamenti dei bisogni dell’utenza e i modelli organizzativi dell’assistenza centrati sui questi nuovi bisogni: il miglioramento del comfort, la continuità assistenziale, il governo organizzativo tramite la gestione per processi, la gestione del rischio, la dipartimentalizzazione e l’esternalizzazione.

Il tutto al fine di responsabilizzare ogni attore che opera in ambito sanitario ai fini dell’appropriatezza assistenziale.

Si è auspicato, inoltre, di poter migliorare le modalità stesse di valutazione e valorizzazione dei professionisti coordinatori che, rammentiamo, hanno funzioni organizzative e di coordinamento dell’assistenza operando in diversi livelli, nelle Unità operative, nei Dipartimenti ospedalieri, nelle Aree aziendali, all’interno dell’Ospedale o nel Territorio, nella consapevolezza della ricaduta positiva che questo comporterebbe sulla qualità delle prestazioni complessive erogate dalle Aziende sanitarie.

 

  • 26 Febbraio 2004 - Roma. Università Cattolica del Sacro Cuore. “Un Infermiere gestionale”. Giornata di studio in conclusione della I edizione del Master in Management infermieristico per le funzioni di coordinamento.

 
Nuovi scenari formativi nell’area infermieristica. Per accompagnare l’evoluzione di una professione in rapida e profonda trasformazione la facoltà di Medicina dell’Università Cattolica di Roma e il Policlinico Gemelli, in occasione della conclusione della I edizione del Master in Management infermieristico per le funzioni di coordinamento, hanno dedicato una giornata di studi a “Lo sviluppo delle competenze dell’infermiere coordinatore nel sistema universitario”. Protagonisti i 103 infermieri che hanno conseguito il master provenienti da Tricase, Torino e Roma. Ad aprire i lavori il prof. Walter Ricciardi, Direttore dell’Istituto di Igiene della Cattolica, e il prof. Pasquale Marano, Preside della facoltà di Medicina dell’ateneo.

        «Da quest’anno – ha spiegato Pasquale Marano – parte dalla Facoltà di Medicina la laurea specialistica in Scienze infermieristiche e ostetriche, la prima ad avere ottenuto il riconoscimento dell’ordinamento didattico dal CUN (Consiglio universitario nazionale). La nuova laurea nasce dalla lunga tradizione di formazione manageriale degli infermieri portata avanti dalla Scuola speciale per dirigenti dell’assistenza infermieristica (DAI), di cui essa è la naturale erede».

 «Gli oltre 1000 dirigenti infermieristici, con competenze mediche ma anche gestionali, formati qui in Cattolica – ha detto Walter Ricciardi – confermano l’impegno dell’università nell’orientare la propria offerta formativa alle mutate condizioni del contesto lavorativo nel campo infermieristico. In questa prospettiva la Cattolica propone il suo modello di formazione globale degli infermieri, offrendolo allo studio e alla valutazione delle altre università e della comunità, in una logica di dialogo costruttivo per sviluppare il percorso infermieristico universitario».
«Una crescita graduale degli attuali 326 mila infermieri italiani per assicurare loro una formazione di qualità» è l’obiettivo enunciato da Annalisa Silvestro, Presidente della federazione IPASVI, che ha sottolineato «la necessità di una formazione multidisciplinare per gli infermieri chiamati oggi a gestire risorse umane e mezzi. Ciò va fatto in un’azione di coordinamento con i medici». «Medici e infermieri – ha ribadito Annalisa Silvestro – sono le figure che si fanno carico dei problemi di salute del paziente dall’inizio alla fine, e quindi devono rispettarsi a vicenda nel riconoscimento delle competenze professionali di ciascuno. È questo il passaggio qualificante dell’intero percorso di tutela della salute di ogni cittadino. I 326 mila infermieri italiani – ha proseguito la Silvestro – provengono da percorso formativo d’eccellenza e si avvalgono delle modalità di esercizio più avanzate d’Europa; anche il nostro codice deontologico è studiato a livello europeo. Proprio per questo bisogna portare avanti questi valori, tenendo presente che si sta andando verso un sistema in cui all’infermiere laureato sarà richiesto di gestire molte risorse professionali. Sul piano della formazione siamo di fronte alla sfida rappresentata dall’attivazione della laurea specialistica, che l’Università Cattolica ha già accolto».

        (Fonte: Gida Salvino, Cattolica news)

 

 

  • 18 Ottobre 2003 - Torino. Collegio IPASVI Torino ASO S. Giovanni Battista Molinette. Convegno: “Direzione dell’Assistenza Infermieristica: analisi e prospettive di un Servizio Sanitario Regionale più vicino ai cittadini”.

Nell’ultimo decennio l’infermieristica italiana ha vissuto una profonda e radicale innovazione del suo assetto normativo che ha avuto il suo culmine nella L. n° 42/99, dove si realizza il superamento del concetto di “ausiliarietà” e si affida al professionista infermiere piena responsabilità e autonomia sul processo assistenziale. Questa nuova prospettiva si completa attraverso l’istituzione del corso di laurea specialistica, in grado di formare la nuova classe dirigente che dovrà governare i processi di formazione, di ricerca e di management dell’assistenza, indispensabili per garantire una sanità efficace, solidale e sostenibile.

A completare il quadro che rende la normativa italiana forse la più avanzata d’Europa, è stata emanata, la L. n° 251/00 che istituisce la dirigenza infermieristica. Da allora alcune Regioni hanno provveduto a generare un proprio quadro normativo per dare applicazione alla norma nazionale. Il Piemonte si appresta a farlo. Il convegno ha rappresentato un momento di confronto tra la Professione e il Governo delle Regioni per fare il punto e analizzare le esperienze fin qui condotte perché, nell’Italia della devoluzione, le Regioni possano dotarsi di una vera dirigenza infermieristica in grado di garantire l’unità del processo assistenziale autonomamente e sotto la “piena responsabilità infermieristica”.

Particolarmente indicativo per i coordinatori infermieristici, l’intervento di Maria Gabriella De Togni, Presidente del Coordinamento Nazionale Caposala, la quale ha posto l’accento sull’importanza del livello intermedio dirigenziale (e non solo apicale). Le figure di coordinamento di Area e di Dipartimento, costituiscono, senza ombra di dubbio, lo “snodo cruciale” in ogni ipotesi istitutiva di un servizio infermieristico aziendale; inoltre si rende necessario “sancire” e “garantire”, una volta per tutte, piena autonomia manageriale, tramite “l’istituzione delle funzioni di coordinamento” (Ddl n° 1645).