Anno 2006

EDITORIALE:

 

Il coordinatore infermieristico. Ripartiamo oggi dalla legge n° 43/2006?

A cura di Valter Fascio

 

Sono trascorsi ormai sei mesi dall’entrata in vigore della legge n° 43/2006 e la “funzione” svolta dagli infermieri coordinatori non ha visto avverarsi nell’esercizio professionale quotidiano neppure uno soltanto di tutti quei grandi cambiamenti che erano attesi da anni…

I più “anziani” e informati di noi - quelli che da almeno un lustro sono riusciti a seguire, senza magari perdersi, i numerosi cambiamenti normativi e contrattuali - hanno dapprima assistito alla scomparsa in tutte le aziende sanitarie del ruolo storico del caposala e, in seguito, alla sua sostituzione con le diverse e disparate figure di coordinamento “trasformate” e/o “surrogate” (Coordinatore, Responsabile d’Area, R.I.D., DS, CPSE) - le cui competenze sono state, di volta in volta, sempre pensate e progettate senza fare i conti con strutture e gerarchie già presenti (ndr.  mediche) laddove la funzione di coordinatore è espletata.   

Mi riferisco, in particolare, alla questione relativa ad una piena assunzione della responsabilità professionale e manageriale da parte del coordinatore (governo assistenziale e gestionale) che nelle aziende non dovrebbe essere separata dal riconoscimento di una vera autonomia operativa e di budget, e che invece oggigiorno è ancora molto limitata, sofferente di sudditanza esclusiva al governo clinico, di fronte alla realtà di una gestione delle strutture sempre più palesemente medico e primario centrica.

Noi riteniamo che, messa mano al livello nazionale, sia ora necessario aprire un nuovo confronto in ogni istituzione locale: siamo giunti ad un bivio e in discussione non c’è solo la modernizzazione della nostra professione (ndr. Il termine “professionista coordinatore” è ripreso dallo specifico articolo di legge), ma soprattutto la conservazione di noi stessi e della nostra dignità di professionisti sanitari coordinatori. Non si tratta dunque di nostalgia per il passato e neppure di dietrologia, ma di capire se il “coordinamento” è una funzione indispensabile all’interno di una rete ospedaliera e territoriale moderna, da cui non si può prescindere per pianificare obiettivi gestionali complessi e garantire nell’assistenza qualità totale, appropriatezza e sicurezza. Oppure no… 

Abbiamo, dunque, tre passaggi estremamente delicati: 

-         Vigilare attentamente sull’applicazione della legge n° 43/2006, sia in sede di Conferenza Stato-Regioni sia nella previsione delle norme all’interno dei prossimi rinnovi contrattuali; infine, in ogni azienda, nella corrispondente applicazione sindacale decentrata;

-         Riprendere il sentiero del riconoscimento per il professionista coordinatore laureato di una “dirigenza intermedia”, scelta indicata dall’O.M.S. troppo velocemente abbandonata; infatti, in assenza di uno sviluppo di carriera quest’ultima figura si troverà bloccata - sine die - in cat. D e senza alcuna prospettiva futura, tanto meno di diventare “dirigente”;

-         Ricucire il tessuto organizzativo aziendale, evitando “frammentazioni” di competenze e puntando, invece, sulla presenza del Dipartimento Infermieristico quale struttura trasversale di “integrazione”, con al vertice un direttore di struttura complessa (a contratto privato) che diviene così il primo garante del governo gestionale e per gli infermieri e per i loro coordinatori, in tutte le aziende. 

Io resto, però, sempre affezionato all’idea che la strada principale da percorrere in questi anni per il riconoscimento dello “status” - prima ancora del ruolo - del professionista coordinatore, almeno di quello che ho in mente io, corre lungo un altro percorso parallelo che parte sempre dall’infermiere, ma con una ben più puntuale prospettiva culturale e sociale. 

Ma questa è, appunto, soltanto una mia idea… E poi noi siamo dei sognatori. Amiamo le storie a lieto fine. Di certo siamo giunti in cima alla montagna. Il consiglio è quello di non fermarsi: ci attende ancora una lunga discesa, e poi la vasta pianura da attraversare…

 

Pubblicato su Infermierionline.net il 10.06.06

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