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La funzione di
coordinamento infermieristico di dipartimento ha una storia recente e
strettamente connessa al processo di aziendalizzazione avvenuto nella sanità. Il
coordinatore infermieristico di dipartimento è una figura nuova, che si va
creando sulla base delle caratteristiche e finalità del management presente
nelle singole realtà in cui è nominato, piuttosto che per una reale volontà
normativa innovativa del legislatore.
La possibilità di poter disporre
di ruoli di coordinamento infermieristico di area omogenea o di unità operativa
complessa, dunque non solamente di unità operativa semplice, è ritornata oggi in
auge, pur disattesi gli O.d.G. collegati alla legge 251/2001 che prevedevano,
espressamente, la dirigenza infermieristica “intermedia” e di dipartimento.
Oggigiorno, grazie
all’implementazione dell’organizzazione di tipo dipartimentale, prevista a suo
tempo dalla legge 421/92 e dalla legge 549, si richiedono nuovi modelli
gestionali rispondenti allo scopo di assicurare il massimo impulso allo sviluppo
di una logica organizzativa su base fiduciaria, imperniata sulla funzione di
coordinamento di compiti e risorse e sulla valutazione del personale, per il
miglioramento dell’efficienza operativa, dell’economia di gestione e del
progresso tecnico scientifico.
Il
coordinatore infermieristico di dipartimento
Queste premesse hanno posto le
basi per la creazione della figura del coordinatore infermieristico di
dipartimento all’interno delle realtà aziendali, professionalità idonea a
svolgere una più ampia e autonoma funzione manageriale rispetto al coordinatore
di unità operativa semplice; a tal fine si è reso opportuno programmare dei
percorsi specifici di selezione e di formazione.
A seguito di quanto previsto
dagli artt. 20 e 21 del CCNL 07/04/1999 Comparto Sanità, le aziende possono
assegnare l’incarico di posizione a coloro i quali sono nominati per ricoprire
il ruolo di coordinatore infermieristico di dipartimento. Tramite l’approccio
del marketing interno, come modalità per avere le domande dei candidati alla
selezione, si procede all’emissione di un bando, esplicitando il profilo ed i
prerequisiti richiesti ai candidati. Il direttore del servizio infermieristico
(o il responsabile dell’ufficio) è la figura titolare deputata a fornire tutte
le informazioni e i chiarimenti relativi alla descrizione del ruolo che si va
ricoprire.
Certamente, l’eventualità di
poter ricoprire tale incarico di funzione è interessante, motiva e gratifica i
caposala di unità operativa, ma affinché sia poi funzionale al dipartimento
stesso è necessario che chi va a ricoprire l’incarico possegga le competenze e
le attitudini per svolgerlo.
Requisiti
richiesti per la scelta dei coordinatori di dipartimento
A tal fine, la finora
scarsa letteratura, rimanda agli artt. 20 e 21 del CCNL 07/04/1999 Comparto
Sanità. Oltre all’assegnazione dell’“incarico di posizione”, successivo – e non
preventivo - alla “nomina” vera e propria, al fine di poter ricoprire il ruolo
di coordinatore infermieristico di dipartimento è necessaria una specifica
graduatoria, formulata a seguito di un procedimento selettivo di valutazione.
Quest’ultimo, in teoria, si ritiene che dovrebbe essere almeno pari, se non più
articolato e complesso rispetto a quello per l’assegnazione delle funzioni di
coordinamento di unità operativa semplice (ufficio o reparto).
Dai dati emersi in un’apposita
ricerca, i requisiti emanati sui bandi interni di selezione, ritenuti
imprescindibili per la presentazione delle domande, contemplano il possesso dei
seguenti titoli: a) esperienza di cinque anni come CPSI in categoria D, di cui
almeno due presso il dipartimento interessato b) possesso del certificato AFD o
diploma universitario di scuola diretta ai fini speciali o Master in management.
I successivi punti che concorrono ad una valutazione complessiva ai fini
dell’assegnazione dell’incarico di funzione, prendono poi in considerazione
altri items oggettivabili, inerenti all’area delle conoscenze (titoli di
studio), dell’insegnamento (docenze/tutorship), della ricerca scientifica
(pubblicazioni), dell’esperienze di coordinamento (curriculum vitae) nonché
della formazione (partecipazione a corsi attinenti alle funzioni e allo
specifico ambito del dipartimento, anche come relatore).
Inoltre il curriculum vitae è
uno strumento importante per la selezione in quanto permette di evidenziare
competenze relazionali e sulle motivazioni, ma anche sull’impegno individuale
del candidato nella vita professionale.
Ipotesi di attribuzione di funzioni aggiuntive al
coordinatore di dipartimento.
L’attribuzione
dell’incarico di coordinatore infermieristico di dipartimento può aggiungersi
alle funzioni già ricoperte dal candidato come coordinatore di unità operativa
semplice oppure, in altri casi, lasciando la precedente funzione ad un collega
di nuova nomina; inoltre, risponde gerarchicamente al direttore di dipartimento
per le funzioni specifiche all’attività dipartimentale attribuitigli e
funzionalmente al direttore del servizio infermieristico (oppure, se mancante,
all’ufficio ìnfermieristico).
Il coordinatore
infermieristico di dipartimento, oltre alle funzioni proprie del profilo di
appartenenza definite dalla normativa, ha la responsabilità della gestione
infermieristica complessiva del dipartimento, del coordinamento tra processi
trasversali e unità operative afferenti al dipartimento e del mantenimento dei
rapporti di rete con gli altri dipartimenti e servizi aziendali. Si rileva che,
l’attribuzione di ipotetiche funzioni aggiuntive a questa figura, nel panorama
delle aziende sanitarie che finora sono state interessate al processo di
implementazione del coordinamento infermieristico di dipartimento, ha riguardato
alcune prevalenti attività:
- rappresentare il
personale infermieristico del dipartimento nei rapporti con i vertici di
direzione;
- contribuire alla
gestione del budget per quanto di propria competenza;
- promuovere lo sviluppo di
nuovi modelli organizzativi;
- definire gli standard
assistenziali, gli indici di complessità e individuare gli indicatori di
verifica
della qualità delle prestazioni;
- gestire le risorse umane del
dipartimento;
- collaborare alla valutazione e
alla stesura di un sistema incentivante il personale infermieristico;
- ripartire il personale
infermieristico e di supporto del dipartimento nelle diverse unità operative
tenendo conto dei carichi di lavoro in accordo con i caposala delle unità
operative semplici;
- contribuire alla stesura di
protocolli e linee guida operative del dipartimento;
- contribuire alle iniziative di
aggiornamento del personale;
- verificare e valutare il
fabbisogno infermieristico;
- controllare le attività e i
comportamenti del personale, anche da un punto di vista deontologico, di
concerto con i caposala delle unità operative semplici.
Ai fini di un reale integrazione
nei singoli dipartimenti tra le diverse componenti professionali e tra le unità
operative afferenti, è fondamentale che il candidato nominato possa esercitare
un concreto potere organizzativo, con una forte responsabilizzazione del ruolo
di coordinamento, derivante sia dai vertici aziendali sia dal direttore del
dipartimento e dal direttore del servizio infermieristico.
Le relazioni funzionali tra il
coordinatore infermieristico di dipartimento, il servizio infermieristico e i
coordinatori delle unità operative.
Al fine dell’efficace
esplicitazione delle proprie funzioni, il coordinatore infermieristico di
dipartimento deve poter contare su una perfetta collaborazione dei caposala di
unità operativa; se la prima figura deve essere attenta a non entrare troppo in
merito alle decisioni clinico assistenziali e sui carichi di lavoro, questi
ultimi devono invece essere preparati a fornire un supporto continuo, preciso e
puntuale e dei report mensili in merito all’attività gestionale della propria
struttura.
I coordinatori
infermieristici di dipartimento sono generalmente posizionati in “line”
gerarchica e funzionale con il direttore del servizio infermieristico: quest’ultimo,
riunisce a cadenza programmata tutti i coordinatori infermieristici di
dipartimento per promuovere e verificare l’attinenza dei modelli gestionali e di
lavoro con gli obiettivi aziendali. Inoltre, specifiche riunioni sono indette
per verificare l’andamento dei programmi di aggiornamento professionale, di ECM
e per il controllo dei processi di accreditamento e di verifica della qualità
assistenziale.
Estemporaneamente sono previsti degli
incontri con il direttore generale, tanto più necessari oggi, nel frangente
attuale, in cui s’inizia a delineare anche l’attività libero professionale
intra-moenia (legge 1/2002).
Punti di forza e
di debolezza del coordinamento infermieristico di Dipartimento.
Partendo dal presupposto
che il concetto di fidelizzazione sia fondamentale nell’ottica manageriale
aziendalistica, così come il risparmio di risorse per mezzo di una migliore
integrazione e flessibilità operativa, allora si può concludere che
l’opportunità di implementare la funzione di coordinamento infermieristico di
dipartimento diventa una “conditio sine qua non” per raggiungere l’obiettivo. Al
momento, le esperienze in atto hanno dato risultati lusinghieri, garantendo
qualità, continuità e uniformità dell’assistenza infermieristica, anche in
situazione di carenza, migliorando la comunicazione tra servizi, reparti e
uffici che, diversamente, rimarrebbero a “tenuta stagna”, sempre più orientati
verso pericolose spirali operative autopoietiche e autoreferenziali.
Certamente, la nuova
figura del coordinatore infermieristico di dipartimento ha avuto un avvio
difficile, scarso riconoscimento formale da parte dei colleghi e, talvolta, un
insufficiente supporto da parte dei superiori gerarchici. In alcune realtà,
l’aspetto incentivante e valutativo non sempre è stato all’altezza richiesta.
Ciò ha comportato distorsioni nelle aspettative di ruolo e, a volte, anche
conflitti intra ruolo e tra ruoli di coordinamento.
Per questo motivo,
parimenti alla pubblicazione di articoli che menzionano delle sperimentazioni
organizzative molto positive, si è a conoscenza di caposala di dipartimento che
hanno rassegnato l’incarico, oppure che hanno intrapreso delle scelte
professionali diverse.
Bibliografia
- C. Calamandrei, C. Orlandi. La dirigenza
infermieristica. McGraw-Hill, Milano,
1998.
- Coordinamento Nazionale dei Caposala.
Caposala Dipartimento-Accreditamento. Atti del 6° Congresso Nazionale, Perugia
1998.
- Pontello G. Il management
infermieristico, Masson, Milano 1998.
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