POSTA E RISPOSTA  

  Risponde Marco Piazza.

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141- Crediti ECM
Ciao Marco,sono Luca scrivo dalla regione Sardegna,vorrei avere dei chiarimenti riguardo il mio titolo di studio come infermiere professionale specializzato in ostetricia nell' anno1997 presso l'università con il biennio scuola superiore. Vorrei capire a che livello di studi sono rispetto alla possibilità di potermi iscrivere all'università.
 
La seconda domanda riguarda i crediti, ho lavorato come libero professionista dal 1998, dal 2002come dipendente presso un ambulatorio ed oggi in una struttura per anziani, non ho mai potuto seguire aggiornamenti un po per colpa del lavoro che saprai benissimo quanto sia difficile con il privato e un po per colpa mia, in quale situazione mi trovo? posso recuperare e se non posso cosa potrà succedere? 
Grazie per l'attenzione

Luca  

 

Inizio ringraziandovi della vostra attenzione nei mie confronti, sicuramente chiederò  al mio istituto che mi venga data la possibilità di accedere ai corsi di aggiornamento visto il chiarimento che finalmente ho ricevuto rispetto ai crediti, adesso finalmente so a chi in futuro, non avendo dubbi, potrò chiedere. Ringrazio Marco e a tutti vuoi per la vostra disponibilità

Ciao Luca,
purtroppo l'iscrizione ai master ed alla specialistica o a qualsiasi facoltà è vincolata al possesso della maturità quinquennale senza possibilità alcuna di deroga.
Solo ad alcuni corsi di perfezionamento sono ammessi corsisti non in regola col principio suesposto e non mi sembra sia il caso per il quale mi ponevi la domanda.
 
Secondo quesito: crediti ECM
tutte le informazioni che cerchi sono sul sito del Ministero della Salute, ma in soldoni posso farti un rapido riassunto e dirti che la fase sperimentale del progetto ECM iniziata nel 2002, vedrà compimento del 2006 col raggiungimento, per tutte e 32 le professioni coinvolte, del regime di 50 crediti/anno in qualsiasi condizione operino: di dipendenza o in regime libero professionale.
La progressione prevede che nei 5 anni di sperimentazione ciascuno raggiunga i 150 crediti complessivi partendo dal
2002 = 10 crediti,
2003 = 20 crediti,
2004 = 30 crediti,
2005 = 40 crediti
2006 = 50 crediti,
con valori elastici per ciascun anno (minimo 50%, massimo 200%).
I crediti si acquisiscono attraverso la partecipazione a progetti formativi aziendali, eventi residenziali, Formazione a Distanza, docenza, partecipazione a gruppi di studio e, limitatamente a qualche regione per ora, anche nella formazione sul campo.
Dall'obbligo di reperimento dei crediti si viene sollevati se si frequentano corsi di formazione post-base per tutto il periodo della loro durata.
Ad esempio nel biennio di frequenza della Laurea Specialistica lo studente/infermiere non deve reperire alcun credito.
Altre cause deroganti sono quelle che regolano i periodi di malattia del personale. (gravidanza, malattie lunghe, ecc.).
L'ultima tornata contrattuale vede inserito il discorso ECM all'interno del CCNL con clausole che impongono alle ASL di provvedere e a farsi carico della organizzazione o facilitazione al proprio personale nel reperimento di crediti e con l'esclusione di qualsiasi discriminazione verso i dipendenti ai quali non è stato concesso di mettersi in regola.
La carenza di crediti quindi per il momento non prevede sanzioni anche se il tuo ritardo è grave.
In futuro potresti incorrere in ostacoli alla progressione di carriera, all'esclusione da mobilità interne ed esterne, dalla riduzione di alcune indennità tipo quella della produttività individuale e così via. Si saprà più precisamente quale futuro ci aspetta leggendo il prossimo contratto collettivo nazionale di lavoro.
Ricordo che il credito ECM corrisponde ad una unità di misura della quantità di formazione e aggiornamento che ciascun sanitario frequenta nel corso dell'anno. Indicativamente un'ora di formazione ECM equivale ad una valore compreso tra  0,87 e 1,25 crediti.
Questa formazione ed aggiornamento è necessario per garantire e mantenere elevata la competenza del professionista, come previsto per altro anche dal Codice Deontologico dell'Infermiere.
 
Venendo al dunque: teoricamente tu potresti reperire nel corso dei prossimi due anni (2005 e 2006) il doppio dei crediti raggiungendo i 180 e sanando la tua situazione ma devi darti da fare.
 
un saluto a te e alla tua splendida terra da
 
Marco

 

140- Richiesta informazioni
Mi presento sono il Sig. V.A., abitante in provincia di Napoli, con il presente messaggio, se è possibile sapere dove si tengono corsi di Operatore Socio Sanitario  le scuole accreditate in provincia di Napoli, la durata del corso.

Sicuro di una Vs. cordiale risposta distintamente saluto

 
Mi è impossibile fornire questo tipo di informazioni;
In linea di massima tali corsi sono attivati dai Centri di Formazione professionale in concerto con le ASL.
A tali enti è quindi necessario rivolgersi.

Marco Piazza
139 - Requisiti per conversione del diploma regionale
Sono un infermiera profesionale con diploma triennale, titolo di adf, diploma triennale di vigilatrice di infanzia, diploma di qualifica di assistenza all'infanzia che lavora da oltre 18 anni nella asl  ta1 vorrei sapere se posso accedere al corso di conversione in laurea infermieristica con riconoscimento dei crediti fromativi aspetto riposta
distinti saluti
ZM

 
Ciao Maria,
Per l'accesso al riconoscimento dei titoli pregressi (oramai attivo in tutti gli atenei o quasi) occorre la maturità quinquennale che tu non elenchi nei tuoi titoli.
In caso tu la possedessi e ti iscrivessi, la commissione sarà obbligata a valutare i tuoi crediti e ti indicherà quali debiti formativi hai per ottenere la laurea.
Ogni ateneo ha una politica propria e non sono in grado di fornirti ulteriori informazioni a tal proposito.

Marco Piazza
138 - Informazione corsi vigilatrice d'infanzia

salve, sono una donna alla ricerca di informazioni "vitali" in riferimento alle modalita ' per intraprendere un corso di formazione o di laurea triennale finalizzati all'ottenimento della qualifica di <vigilatrice d'infanzia>.

preferirei frequentare istituti universitari di napoli.

grazie

 

Attualmente il corso per cui mi chiedi informazioni è sostituito dal Corso di laurea in Infermieristica pediatrica,
Trovi i link a tutti gli atenei nella zezione: Formazione di base.
Buon anno
Marco Piazza

 

137 - Tutor clinico, l'infermiere in CO e blocco operatorio.
Ciao Marco,sono Luciana. Ti avevo già contattato per consigli sulla tesi.Grazie mi sei stato molto d'aiuto.Ora sono qui a richiedere il tuo aiuto...avrei bisogno di materiale sul tutoraggio clinico, mi interessa  sapere chi è il tutor clinico e cosa fa.e se non ti chiedo troppo se potresti suggerirmi qualche testo sul ruolo dell'infermiere di camera operatoria e sul blocco operatorio in generale.
grazie anticipatamente.
Ah...BUON NATALE

 
Ciao Luciana,
ti consiglio:
Il tutor per le professioni sanitarie   di: Loredana SASSO   Antonella LOTTI   Loredana GAMBERONI  
200 pagine -  Euro 16.90 -  ISBN 88-7466-018-9 Carocci-Faber
 
Per quanto riguarda la Sala operatoria, le mie informazioni non sono freschissime....
 
Autore Titolo Editore Anno ISBN
giorgi s. - ruggeri m. la sala operatoria ed. sorbona - milano 1994 88-7150-077-6
caroli g. ed altri nursing perioperatorio casa ed.ambrosiana - milano 1992 88-408-0734-9
ist. ortopedici rizzoli nursing intraoperatorio ior - bologna 1990 atti convegno
 
occorrerebbe una ricerca più approfondita, ma non ne ho il tempo, per farla da sola scarica le guide sulla ricerca bibliografica online e vedrai come agire

MP

136 - il percorso formativo dell'infermiere
Sono una ragazza di ventuno anni e quasi sicuramente mi inscriverò alla Facoltà di Scienze infermieristiche.
Ero molto indecisa se scegliere questo corso perchè,anche se il campo riguarda sempre l'aiuto e la dedizione per il prossimo,preferisco lavorare in un settore giuridico e buracratico per i diritti internazionali e umani.
Scelgo di fare l'infermiera perchè mi assicura un lavoro e questo potrà forse aiutarmi a realizzare quello che in realtà vorrei fare.
-- Questo è il mio progetto  di  vita e ti chiedo un parere generale su questa mia idea.
Ma soprattutto la mia scelta decisiva di intraprendere per prima la "carriera"di infermiera è anche perchè si può vivere in differenti Paesi nel mondo,visto le varie richieste .
Questo mi è stato spiegato da mia cugina che fa l'infermiera ma è cittadina spagnola:
ha infatti conseguiti gli studi in Spagna e poi lavorato per più di un anno a Manchester(seguiva anche un corso d'inglese)e ora vive a Monaco.
-- Vorrei chiederti se anche questo è possibile in Italia,cioè se dopo ho cosi tanti sbocchi lavorativi anche all'estero?Esistono dei progetti?
--Durante il percorso di studi all'università è possibile fare una specie di "Erasmus" o qualcosa di simile?
--Quale delle università è "più proiettata" verso  campi internazionali?
 
Ti ringrazio anticipatamente per l'attenzione e sicuramente per i preziosi consigli.
Maly

 

ciao Maly,
 
il percorso formativo dell'infermiere è uno standard europeo e per tale figura esiste una regola di libero scambio tra tutti i paesi dell'Unione. Il trattato di Shengen consente la circolazione dei cittadini
Tutte le Università italiane aderiscono a progetti di interscambio internazionale, compreso l'Erasmus;  un paio di anni fa uno studente a cui io insegnavo è stato in Scozia per alcuni mesi.
Oggi, soprattutto nelle regioni del nord Italia, l'infermiere è un professionista molto richiesto è trova lavoro immediatamente dopo la laurea ed entro un paio di anni, anche qui in Emilia Romagna, raggiunge un contratto a tempo indeterminato nel SSN nella propria città.
Quello che ancora si deve realizzare in campo formativo è la diversificazione delle specializzazioni, io ad esempio trovo affascinante lo studio giuridico ma non esiste ancora una figura infermieristico-giuridica; la facoltà di Giurisprudenza di diversi atenei ha attivato corsi di consulente giuridico sia internazionale che umanitario, resta da verificare se l'accesso sia possibile anche con la laurea in infermieristica; questa risposta la può fornire solo la segreteria della facoltà.
La risposta all'ultima domanda mi è impossibile darla perche non conosco materialmente  54 atenei italiani, regoletta generale è che più è grande l'università maggiore è la sua offerta formativa e di interscambio internazionale.
E' anche vero che più numerosi sono gli studenti, più concorenza c'è per a partecipazione ai progetti  
Ciao e... benvenuta tra noi
 

MP

135 - Tesi sulla qualità dell'assistenza nelle case di riposo
Buonasera sono una studente infermiera del terzo anno, siccome sto preparando la tesi su "La qualita' dell'assistenza infermieristica nelle case di riposo" , e' possibile ricevere alcune informazioni specifiche riguardo a tale argomento o dei links? GRAZIE! 

Parlando di qualità in sanità, bisogna intenderla come “miglior assistenza erogabile da parte dell’azienda ad un determinato paziente, per avvicinarsi agli standard ‘desiderati’ dal paziente stesso, in linea con le conoscenze dei professionisti che vi operano e con le risorse messe a disposizione”.

Pertanto, con qualità di assistenza si cerca di soddisfare tre obiettivi principali:

  • Quelli attesi dai professionisti

  • Quelli attesi dall’azienda

  • Quelli attesi dal cliente

Non c’è qualità senza che vengano soddisfatti contemporaneamente tutti e tre i punti su elencati (se così non fosse, l’erogazione di un’assistenza di qualità non sarebbe tale, né sostenibile).

Ciò premesso, in casa protetta la situazione è notevolmente complicata dalla mancanza di una normativa chiara in materia (la frammentarietà regionale della stessa a riguardo è un dato di fatto), dalla mancanza di un sistema di controllo e verifica della qualità dell’assistenza erogata, dalla mancanza di uno strumento univoco sulla base del quale valutare i bisogni espressi dal paziente. A tutto ciò bisogna aggiungere il fatto che solo ultimamente le attenzioni dei ‘portatori di interesse’ si sono spostati dall’ospedale verso il territorio, e che solo ultimamente stiamo cercando di incrementare un sistema di qualità a livello territoriale (in ciò, il gap con paesi anglofoni è storico…). A tal proposito, in America c’è un sistema governativo di richiesta di accreditamento delle strutture protette (nursing homes, equivalente alle nostre RSA), che fa capo al programma Medicare e Medicaid.

A livello della regione Emilia Romagna, gli indicatori di qualità (in questo caso di efficacia dell’assistenza erogata, controllabili da parte dei diversi professionisti, tra cui sicuramente gli infermieri) sono:

  • Prevalenza/incidenza di lesioni da decubito

  • Incidenza di cadute nella struttura

  • Prevalenza/incidenza di utilizzo di mezzi di tutela (altrimenti detti di ‘contenzione’)

  • Prevalenza/incidenza di soggetti malnutriti e disidratati

  • Incidenza di infezioni contratte in residenza protetta

Altri indicatori di qualità dell’assistenza erogata, sono:

  • Protocolli scritti in merito ad

    • Alzate (dal letto alla carrozzina; passaggi posturali vari)

    • Bagni settimanali programmati

    • Igiene dei pazienti

    • Igiene del personale (in merito a lavaggio sociale delle mani, p.e.)

Tutto ciò è riportato più dettagliatamente nella delibera regionale 1378 del 1999 dell’Emilia Romagna (scaricabile dal web).

Ulteriori chiarimenti ed approfondimenti li potrai trovare consultando la seguente sitografia:

www.medicare.gov

www.asr.regione-emiliaromagna.it

www.Marcheinsalute.it (consultando il progetto RUG)

 

Buon lavoro.

Rocco Amendolara (referente area geriatrica e riabilitativa AIOL)

 

134 - Ricerca sulla percezione sociale dell'infermiere
Chiedo scusa per disturbo ma cerco risposte pre una ricerca per il corso di laurea in infermieristica al quale sono iscritta al primo anno.
sto facendo una ricerca sul ruolo dell'infermiera e sul posto che ricopre nella società al giorno d'oggi, mi chiedevo se gentilemente avresti potuto farmi sapere la tua opinione a riguardo, aiutandomi così nella mia ricerca.
ti ringrazio anticipatamente e spero di ricevere una tua risposta.
Grazie ancora Marha

 
Ciao Marha,
 
ho ricevuto il tuo messaggio inviatomi da Salvatore e vedo di darti una risposta anche se dopo parecchi giorni a causa di gravosi impegni di lavoro (tesi di laurea di numerosi studenti, docenze, organizzazione di tirocini).
In rete e nei periodici italiani non si trova molto ma ti consiglio certamente di frugare nel sito della Federazione Nazionale IPASVI e, da quello, verso i siti dei maggiori collegi italiani. Li trovi anche nella nostra pagina dei link.
Interessante il sito di Gorizia,
Un articolo interessante di W. Tousijin La divisione del lavoro sanitario: verso nuovi rapporti tra le professioni sanitarie su Rivista di Diritto delle Professioni Sanitarie 2001; 4(4): 280-288 potrebbe servirti da sfondo.
Una ricerca fatta da due infermieri ravenna ti sulla percezione della prfessione intermieristica da parte degli studenti del 5° anno delle scuole superiori è su:
Nursing Oggi 2/2002: Baldazzi - Capacci; Indagine sulla professione infermieristica. Le opinioni degli studenti del 5° anno delle scuole  superiori di ravenna pp.gg. 69-72
 
Nella sede distaccata dell'università di Ferrara presso cui lavoro alcuni anni fa è stata fatta una ricerca da parte degli studenti del primo anno ma i risultati sono ancora in fase di elaborazione e quindi non sono ancora disponibili ma l'idea generale che la gente ha dell'infermiere è (o era, a questo punto) è ancora molte all'ombra del medico.
Le cose stanno rapidamente cambiando e con l'arrivo della laurea specialistica si può immaginare una ulteriore accelerazione.
Ma forse sarebbe opportuno compiere studi più ampi e di vasto respiro.

MP

133- Tesi sull'epilessia
Salve mi chiamo Vanessa e sono al terzo anno del corso di laurea per infermiere.Sto raccogliendo materiale per la tesi sull'epilessia e in particolare sulle crisi da grande male.
Potrebbe indicarmi siti internet o eventualmente testi da consultare?la ringrazio per la disponibilità

cordiali saluti Vanessa

 

Ecco Vanessa,
ti rimando au una serie di articoli che possono aiutarti nella ricerca bibliografica sul web che trovi nella sezione In pillole, dell'area Formazione.
In oltre i principali siti nazionali sono:
Per quanto riguarda i testi va bene qualsiasi manule di nursing (Brunner-Suddarth o similari) e per la parte diagnostica Carpenito e NANDA
Spero ti siano utili, ne avrai bisogno dato che di infermieristico non c'è molto di nuovo da dire

 

132 - La formazione dell'infermiere: evoluzione storica
Il titolo di infermiere professionale conseguito nel 1976 (vecchissimo ordinamento) rilasciato a persone non sempre in possesso dei cinque anni di scuola media superiore può essere comunque valido per la richiesta del riconoscimento creditizio e quindi potersi iscrivere all'Università e conseguire il titolo equipollente?

 

Il titolo di Infermiere professionale ha modificato i suoi programmi adeguandosi agli standard europei proprio a far capo dal 1976; uno degli aspetti più rilevandi di tale modifica è stato il passaggio da un corso biennale ad uno triennale. L'accesso a tale percorso formativo era consentito a persone in possesso del biennio di scuola media superiore.
Successivamente la scolarità richiesta è aumentata fino al definitivo accesso al Diploma Universitario il cui corso è stato attivato nel 1996 e per il quale la maturità quinquennale era requisito indispensabile.
Oggi praticamente tutti gli atenei hanno attivato corsi per il riconoscimento degli studi pregressi (o conversione dei diplomi regionali che dir si voglia) e ogni infermiere formato alle scuole regionali, purchè in possesso della maturità, può presentare domanda al Presidente del Corso di Laurea di Infermieristica allegando a questa ogni documentazione in suo possesso che possa costituire un credito e definire le caratteristiche per percorso riqualificativo. Quasi sempre viene richiesta anche la certificazione del proprio percorso di studi presso le Scuole Infermieri con ore di lezione e rendimento scolastico.
Il presidente ha sicuramente attivato modalità per convertire il diploma in CFU (crediti formativi universitari) e quindi disegnare il piano di studi di ogni singolo infermiere.
Sarà questa commissione a stabilire cosa sarà necessario per ottenere la Laurea, e ogni singolo ateneo potrà dare risposte modulate in base alla propria politica e alle caratteristiche del candidato.
Per terminare quindi, rivolgiti alla segreteria dell'Università più vicina a te e chiedi lumi, oppure consulta nelle nostre pagine l'area della Formazione presso la quale trovi il link a tutti gli Atenei.
 
MP

 

131 - E' possibile l'iscrizione a più corsi di laurea?
Scusi se la disturbo il mio quesito è il seguente: sono in possesso del diploma universitario di "tecnico di audiometria e fonologopedia" conseguito presso l'università di Pisa. Tale diploma è reso equipollente alla laurea triennale di logopedia a patto di poter dimostrare di aver svolto attività nel settore per un triennio negli ultimi 5 anni. Per vari motivi non ho la possibilità di dimostrare l' attività svolta. Inoltre sono iscritta al 4° anno della facoltà di psicologia cosa che rende impossibile l'iscrizione presso una delle università che riconoscono la riconversione dei crediti (es. Tor Vergata). Come posso fare per poter rendere valido il mio diploma ai fini dell'esercizio dell'attività di logopedista? Ringrazio anticipatamente e porgo i migliori saluti.

E
 

Tutti gli atenei prevedono esplicitamente (salvo rarissime e particolarissime eccezioni) l'unicità della immatricolazione per la quale non è in alcun modo possibile essere iscritti in contemporanea a più corsi di laurea.
Inoltre il DM MURST 509/99 assegna una più che discreta autonomia alle università rendendo impossibile dare una risposta univoca alla tua domanda; l'autorità competente a rispondere è unicamente il Consiglio di Facoltà (o di Corso di Laurea) oppure, per casi di particolare complessità, il senato accademico.
Credo che l'unica strada da te percorribile sia quella della sospensione degli studi da richiedere alla Facoltà di Psicologia per potere accedere al riconoscimento della formazione pregressa in Logopedia.
Ma per verificarne la fattibilità non è possibile altro che richiederla al Presidente del Corso di Laurea di Psicologia verificando anche se i tempi non consiglino di terminare la formazione specialistica in Psicologia e solo in un secondo tempo procedere a completare quella tecnico fonologica.
MP
130- Suggerimenti per tesi nel lavoro in dialisi
Ciao Marco
sono uno studente di scienze infermieristiche e vorrei prepare la tesi sulla formazione dell'infermiere in dialisi partendo dai problemi che il nuovo assunto trova entrando nel reparto dialisi (magari con un questionario da proporre )ed elaborando i dati cercare dei suggerimenti per il percorso d'addestramento. spero di essermi spiegato, puoi darmi qualche suggerimento al riguardo?
grazie mille alessandro

 

Ciao Alessandro,
prima di risponderti ho dovuto eliminare alcuni studenti (non nel senso che li ho uccisi ma condotti alla Laurea facendo loro da relatore) e, come puoi ben capire mi hanno impegnato duramente.
In secondo luogo ho riflettuto a lungo prima di risponde alla tua richiesta di aiuto perchè se la voce che io aiuto via web gli studenti nelle ricerche per la tesi si diffondesse, temo che sia fortissimo il rischio che io mi trovi sommerso da migliaia di richieste simili alla tua. L'aiuto alla stesura della tesi è compito del relatore che, in qualità di esperto, guiderà il laureando lungo un sentiero libero da errori facendo per lui quello che Virgilio (e Beatrice) fecero per Dante Alighieri. Altrimenti, come semplice traghettatore, sarà più simile a Caronte!!.
Poi in me ha prevalso lo spirito di servizio di noi infermieri, portati per natura ad aiutare gli altri, e a "rispondere ai bisogni dei pazienti" (non so bene se tu lo sia).
A questo punto ho dovuto eseguire alcune ricerche in rete e su una banca dati bibliotecaria in modo da essere in grado di darti una risposta decente.
Purtroppo non ho molto tempo e quindi mi limito a quanto reperito ad una "veloce" ricerca.
 
Primo consiglio:
vai alla pagina Formazione del nostro sito e clicca su: "In Pillole", i primi articoli sono delle guide su come eseguire ricerche in rete e sulle banche dati del Catalogo Nazionale Periodici ( ACNP) e presso il sito dell'Istituto Centrale per il Catalogo Unico (ICCU) dei libri appartenenti al SBN (Sistema Bibliotecario Nazionale).
Ti saranno certamente utili oggi e nel futuro; esegui ricerche semplici all'inizio e poi di crescente complessità. Sarà come imparare ad andare in bicicletta: all'inizio tante cadute e pochi risultati ma nel tempo andrai veloce e sicuro verso l'avvenire.
 
 
Libri:
 
Autore Titolo Editore Anno ISBN
di paolo n. - buoncristiani u. (a cura di) tecniche nefrologiche e dialitiche bios editoriale - cosenza 1999 88-7740-267-9
schönweiß günther la dialisi momento medico 1992  
catizone cinzia guida alla dialisi - 2 ed. pàtron editore - bologna 1987  
 
Olre a questi libri guarda sul catalogo della McGraw-Hill dove dovrebbe trovarsi un nuovo titolo.
 
Poi i periodici su cui cercare
 
Rivista vol. data Titolo articolo Autore pagine
Infermiere Informazione feb-2002 dialisi e telemedicina: intervista a margherita rivetti mondino laura 12-15
Assistenza Infermieristica e Ricerca mar-2003 indagine sulla qualità di vita di persone in trattamento dialitico degan m., baseggio l., della valentina s., genova 139-143
 
Il primo è l'organo dei Collegi del Piemonte eventualmente vai al loro sito e controlla se è disponibile l'articolo
Il secondo è piuttosto diffuso e puoi trovarlo presso ogni Scuola Infermieri.
Il problema del neoassunto è vastissimo e di scarsa letteratura ma puoi consultare i due manuali generali (almeno del primo consiglio a tutti l'acquisto compresi gli aggiornamenti periodici)
 
Autore Titolo Editore Anno ISBN
greco m. - rocco g. (a cura di ) guida all'esercizio della professione di infermiere 3° ed. ed. medico-scientifiche - torino 2002 88-7110-115-4
benci luca manuale giuridico professionale per l'esercizio del nursing MCGRAW-HILL - MILANO 2001 88-386-2689-8
 
Rivolgiti comunque al tuo Servizio Dialitico e chiedi ai colleghi, tu aiuteranno certamente e sapranno guidarti probabilmente meglio del tuo relatore e certamente di me.
 
Spero di esserti stato minimamente di aiuto e ti saluto con un "in bbocca al lupo" per il prossimo favorevole compimento dei tuoi studi

 

129 - Riqualificazione TSS in OSS
Salve Marco,
mia moglie ha il diploma di Tecnico dei Servizi Sociali conseguito in Friuli ove tuttora viviamo.
Sembra che qui sia impossibile lavorare con questo titoli di studio (non è riconosciuto!!)
Quindi chiedo conferma se la sola cosa da fare per procedere in questo settore lavorativo è fare (a trovarlo!!!!) un corso di riqualificazione per diventare OSS.
Le informazioni che si trovano sono contrastanti.....in Friuli sembra che facciano solo corsi per OSS di circa 1.000 ore per chi non ha titoli di studio particolari (basta la scuola dell'obbligo), ma dovrebbero esistere anche corsi più brevi da 600 o 200 ore per chi ha gia un titolo di studio tipo Ota o Tss da riqualificare in Oss.
Assurdo!! Con 5 anni di scuola non si riesce ad entrare in un e uno che fa un corso di 1.000 ore è praticamente assunto!!
Il bello è che il corso di Tss lo fanno ancora!!!!.
Sai darci qualche conferma o notizie in merito a questo problema?
Grazie.
Nicola

 

Ciao Nicola,
il diploma di Tecnico dei Servizi Sociali è una maturità quinquennale che, anche in Emilia-Romagna, non abilita ad altro che all'accesso all'Università.
La poca spendiblità del titolo professionale di Tecnico ha portato un Istituto qui vicino a me, lo Stoppa Compagnoni di Lugo ad esempio, a organizzare, a latere del corso di studi, un corso di compensazione per permettere agli studenti di uscire almeno col titolo di OSS; questo inserendo uno stage pratico da svolgere presso strutture sanitarie e lezioni svolte da formatori della AUSL.
Questo è a dimostrazione dello scollamento tra mondo della scuola e mondo del lavoro.
La compensazione è ottenibile anche frequentando un corso di riqualifica la cui entità e durata è variabile in base a parametri regionali sui quali mi è impossibile essere più chiaro.
I programmi formativi dell'OSS, per essere chiari, integrano al proprio interno una significativa parte di contenuti di natura sanitaria (somministrazione di terapia, medicazioni semplici, ecc.) che il titolo di TSS non contempla e che impediscono ai possessori di tale diploma, di essere abilitati a ricoprirne le funzioni.
Solo la frequenza di un corso di riqualifica colma il divario conoscitivo e abilita il possessore alla mansione.
Non sono notizie che possano farti piacere ma tant'è....
 
Un saluto

MP

128 - Titolo di dottore: quando.

Ciao Marco, innanzitutto devo ringraziarti perchè leggendo le tue risposte ho scoperto la possibilità di convertire il mio diploma di infermiere in laurea, anche se per quest'anno probabilmente non sono più in tempo, avendo girato tutti i siti universitari dove i bandi risultano tutti scaduti. Volevo chiederti se hai avuto modo di leggere il decreto 22/10/04 n.270 del MIUR, dove viene indicato che il titolo di dottore spetta a chi ha conseguito la laurea triennale, differenziandolo da quello di dottore magistrale per chi ha invece conseguito la laurea specialistica. Mi sbaglio? Un saluto e ancora grazie per la vostra attività informativa. Salvatore

Cari Salvatore e Pepi,

vi invio gli estremi della norma del MIUR.

Sulla gazzetta ufficiale n. 266 del 12 novembre 2004 viene pubblicato il decreto specifico dal titolo:

Il sito della Gazzetta Ufficiale offre gratuitamente il testo solo per 60 giorni dalla pubblicazione.

Effettivamente il testo afferma la divisione seguente (art. 3):

  1. laurea (triennale) L

  2. laurea magistrale (specialistica) LM

  3. diploma specializzazione DS

  4. dottorato di ricerca DR

propedeutici uno all'altro che (art.13 comma 7 riportato integralmentea seguito):

"7.  A  coloro  che  hanno  conseguito,  in  base  agli  ordinamenti didattici  di  cui  al  comma  1,  la  laurea, la laurea magistrale o specialistica  e il dottorato di ricerca, competono, rispettivamente, le qualifiche accademiche di dottore, dottore magistrale e dottore di ricerca.  La  qualifica  di  dottore  magistrale compete, altresi', a coloro  i  quali  hanno  conseguito la laurea secondo gli ordinamenti didattici previgenti al decreto ministeriale 3 novembre 1999, n. 509."

 

Personalmente io rispondo a chi mi chiama "dottore" con la frase: "no guardi, io sono un signore", ma effettivamente fregiarsi del titolo di "dottore" è possibile.

 

Per Salvatore;

Tor Vergata (probabilmente nella pagina "Eventi" che adesso è in costruzione) storicamente accetta domande di riconoscimento crediti pregressi entro la prima metà di dicembre quindi controlla frequentemente o chiede alla segreteria di facoltà se organizzano anche quest'anno la riconversione.

Grazie della collaborazione e a presto risentirci

 

Marco

 

127 - Scuola Infermiere Professionale interrotta al II anno, riconoscimento anni
Ciao Marco, sono Giorgio sono Massofisioterapista ho il diploma di maturità ed ho frequentato i primi due anni della scuola infermieri professionali presso l'ospedale S.Gerardo di Monza nel 1994 poi interrotta per motivi personali.
La mia domanda è questa : avrei desiderio di riprendere gli studi per conseguire il titolo/dipl. univers. di infermiere professionale, a tuo parere è possibile farmi riconoscere qualche esame o anno avendo completato interamente i primi due enni con regolare tirocinio ?
Grazie mille. saluti Giorgio

 

Ciao Giorgio,
 
Attualmente la formazione infermieristica prevede esclusivamente il percorso universitario e il requisito di accesso all'università è il possesso del diploma di maturità quinquennale.
Attestati di momenti formativi precedenti ed extrauniversitari (corsi di Inglese, informatica, ed altro) sono valutati come crediti da una apposita commissione dell'ateneo.
Solo questa commissione è in grado di darti una risposta precisa al quesito che mi poni e nello specifico solo il consiglio di corso di laurea può eventualmente considerare il tuo trascorso presso le scuole regionali come credito in grado di abbreviare il percorso formativo di base.
La mia esperienza mi porta a dire che è meglio tu non nutra troppe illusioni perchè difficilmente ti verrà riconosciuto quanto da te già frequentato, però potrebbe esistere una possibilità legata agli attuali percorsi di riconoscimento dei titoli pregressi per la conversione dei diplomi regionali di IP in laurea in infermieristica.
Considerando che la speranza è ultima a morire ti consiglio di farti rilasciare dalla tua ex scuola infermieri un attestato che indichi con precisione quali materie hai frequentato e con che profitto e presentarli ad una segreteria di una sede formativa a te vicina per farli valutare.
Altra strada anche se macchinosa, lunga e costosa  è quella di ottenere la conversione del titolo di massofisioterapista in fisioterapista (potresti farcela in un anno); in questo caso tutti gli esami comuni saranno validi anche per il corso di infermieristica che però andrebbe completato (forse questa cosa potrebbe richiedere ulteriori due anni, ma avresti due diplomi di laurea).
Spero di averti risposto e ti saluto
 
Marco Piazza

 

126 - Master area psichiatrica
Gentile Marco,
Ti scrivo perche' vorrei un suggerimento circa l'opportunità di seguire un master in area psichatrica. Quali sbocchi professionali sarebbero possibili e quale ruolo riveste l'infermiere specializzato in questo settore?La mia richiesta e' sostenuta da un senso di attrazione frenato dalla perplessita' di non possedere le attitudini. Premetto che professionalmente non posseggo molta esperienza di psichiatria, solo casi relativi a quadri clinici di pseudo-psichiatria come stati confusionali e demenza. Tuttavia rimango interessata a questo ambito specialistico. A marzo dovrei concludere il percorso per il recupero dei crediti pregressi, ma desidero proseguire gli studi. Grazie per l'attenzione.
Valeria
Ciao Valeria,
La psichiatria o la si ama o la si fugge, non esistono vie di mezzo.
La possibilità di aumentare le proprie conoscenze professionali in un'area specialistica arricchisce il curricula di un professionista e lo pone in grado di ottemperare al dettame delle norme professionali e deontologiche aumentando le competenze e quindi l'autonomia professionale.

La possibilità di eseguire determinate prestazioni sono divenute dipendenti da una triade normativa:
  • Il percorso formativo curriculare di ogni professionista che dimostra, attraverso gli esami sostenuti in università, le attività formative sul campo, a distanza e sul lavoro, quali conoscenze siano state raggiunte da ogni singolo infermiere;
  • Il DM 739/94, definito anche “profilo professionale” che disegna l’ambito di agibilità ed autonomia raggiunto dai professionisti (ogni professione sanitaria possiede un proprio profilo);
  • Il Codice Deontologico dell’infermiere che richiama i principi morali entro cui  è lecito agire direttamente e responsabilmente da parte di ogni operatore coinvolto.
Questo sta a significare che colui che approfondisce le proprie conoscenze ha maggiore sapere e quindi maggior diritto ad esercitare la professione (sia come dipendente che come libero professionista) in determinate aree specialistiche rispetto a chi queste conoscenze non è in grado di dimostrare. In soldoni tra due persone con medesimo punteggio è lampante che la scelta ricadrà su chi presenta maggiore competenza.
Non dimentichiamo che un master specialistico esenta dalla necessità, per il periodo di studi, di reperire crediti ECM.
Inoltre il possesso di CFU (crediti formativi universitari) costituisce punteggio valido per l'accesso alla laurea specialistica e quindi facilità la possibiltà di superare le selezioni degli atenei.
Per finire studiare è un piacere, il piacere di dipendere sempre meno da altri professionisti e guardare il proprio futuro avendone pieno possesso e conoscendone tutti i risvolti.
 
Spero di averti saputo trasmettere l'entusiasmo che rende facile superare gli ostacoli dello studio universitario e ti saluto con un grande in bocca al lupo
 
Marco

 

125 - Conversione dei titoli per il Corso di laurea da DU
Ciao Marco,
sono un'infermiere 28enne in servizio presso una rianimazione di cardiochirurgia  pediatrica a XXX..
Mi sono diplomato all'universita' di Bari nel 2000 e vorrei sapere come posso convertire il mio titolo in laurea.
Vorrei anche migliorare la mia posizione diventando caposala e vorrei sapere come potrei fare.
Sono una persona che si impegna tanto e che vorrei sempre migliorare sia professionalmente che non.
 In attesa di tua risposta ti rivolgo i piu' cordiali saluti.
Claudio
Ciao Claudio,
 
Mi scuso subito per il ritardo per risponderti ma le tesi sono alle porte ed i miei studenti, cui faccio da relatore, mi hanno assorbito completamente.
 
Veniamo a noi; per te che possiedi un diploma universitario la conversione è, da un punto di vista dell'impegno personale, cosa di poco conto.
Ad esempio a Tor Vergata (lontana ma conveniente per il riconoscimento dei crediti pregressi) si deve solo presentare un approfondimento della tesi di laurea, frequentare un seminario durante un fine settimana e poco più.
Il costo è equivalente alle tasse universitarie di un anno quindi sai bene cosa aspettarti.
Ma oramai la conversione è possibile in quasi tutti gli atenei; quindi collegati alla pagina della formazione dove trovi tutte le università e cerca quella più vicina a te.
A questo punto oltre a cercare informazioni sulla conversione dei titoli pregressi (utile per avere un maggiore punteggio per l'accesso alla laurea specialistica) puoi guardare se nella formazione post-base, sono presenti master per le funzioni di coordinamento o di management infermieristico che dir si voglia.
Dovresti trovare queste informazioni anche su questo sito  ma in certi periodi mi è difficile se non impossibile fare un aggiornamento oppure gli atenei pubblicano tardi le loro iniziative formative e la polvere copre di un sottile velo le notizie che pubblichiamo.
Preciso anche che i corsi di Abilitazione a Funzioni Direttive non si fanno più da almeno 10 anni e l'unica strada che è possibile seguire è quella del master (un anno, 60 CFU, 1500 ore circa).
Sperando di essre stato esauriente ti saluta...
 
Marco

 

124 - Da OTA ad OSS
Ciao Marco sono Carmelo. Volevo sapere quale è il sito dove devo andare a verificare l'accordo tra sindacati e regione per quanto riguarda i corsi di OSS
per vedere un poco come è la situazione,anche xchè prima di iniziare questo corso ci avevano detto anche come dici tu che prima iniziavano gli ausiliari ed in un secondo momento a metà ore di teoria subentravamo gli ota.

 

Carmelo leggi questi articoli e dovresti trovare tutte le informazioni che ti interessano
 
 
Ciao
Marco Piazza

 

123 - Corso OTA?
Sig. Marco Piazza

Mi chiamo Anna e sono un O.S.S!! Ho un quesito da porle e spero proprio che con la sua preparazione possa risolverlo...
Può un O.S.S partecipare ad un concorso per O.T.A? (essendo quest'ultima una figura da riqualificare e di conseguenza scomparire??) Può dirmi se sono la stessa figura??....Le porgo queste domande perchè ho riscontrato numerosi problemi in un centro per l'impiego in Puglia dove addirittura non si era a conoscenza della figura di O.S.S. quindi immaginiamoci sulle eventuali leggi!!! 
La ringrazio ancora per il suo tempo e attendendo una sua risposta le porgo i più cordiali saluti.   
                                                                     

 Anna

 
Ciao Anna,
per quanto riguarda la possibilità di un OSS di partecipare a concorsi per OTA io direi che dovrebbe essere possibile in quanto il percorso formativo dell'OSS contempla tutto il programma specifico dell'OTA integrandolo con ulteriori conoscenze di tipo sanitario.
Inoltre la riqualifica (sia degli AdB-ADEST- ecc. intesi come operatori sociali, sia degli OTA) prevedeva una grande riduzione del monte ore del percorso formativo.
Ulteriori informazioni le puoi trovare (e segnalare eventualmente agli uffici concorso che non conoscono la normativa nazionale nei due articoli della Rivista di Diritto delle Professioni Sanitarie - Lauri edizioni, di cui ti fornisco i link.
 
 
Sperando di esserti stato utile ti saluta.....
 
Marco Piazza
122 - Porto il titolo di Dottore?
Sono un infermiere laureato di 1 livello. Posso fregiarmi del titolo accademico di dottore?

 

No!
Se leggi la rivista di diritto delle professioni sanitarie n. 1/2004 c'è un articolo dal titolo:
come risposta di un quesito posto da Mastrillo al Ministero in cui il DIrettore generale Dr. Antonello Masia risponde negativamente.
Solo i laureanti ante 509/99 o i possessori di laurea specialistica (3+2) possono farlo; tu al massimo puoi dire che sei laureato in......
 

Sulla gazzetta ufficiale n. 266 del 12 novembre 2004 viene pubblicato il decreto specifico dal titolo:

"Modifiche al regolamento recante norme concernenti l'autonomia didattica degli atenei, approvato con decreto del Ministro del MURST 3 novembre 1999 n. 509".

Il sito della Gazzetta Ufficiale offre gratuitamente il testo solo per 60 giorni dalla pubblicazione, vedremo quindi di fonirlo in full text sul nostro sito a breve o rendere disponibile un link presso la sezione riguardante la normativa per la eventuale lettura integrale.

Effettivamente il testo afferma la divisione seguente (art. 3):

  1. laurea (triennale) L

  2. laurea magistrale (specialistica) LM

  3. diploma specializzazione DS

  4. dottorato di ricerca DR

propedeutici uno all'altro che (art.13 comma 7 riportato integralmente a seguito):

"7.  A  coloro  che  hanno  conseguito,  in  base  agli  ordinamenti didattici  di  cui  al  comma  1,  la  laurea, la laurea magistrale o specialistica  e il dottorato di ricerca, competono, rispettivamente, le qualifiche accademiche di dottore, dottore magistrale e dottore di ricerca.  La  qualifica  di  dottore  magistrale compete, altresi', a coloro  i  quali  hanno  conseguito la laurea secondo gli ordinamenti

didattici previgenti al decreto ministeriale 3 novembre 1999, n. 509." 

 

Personalmente io rispondo a chi mi chiama "dottore" con la frase: "guardi, io sono un signore", ma effettivamente fregiarsi del titolo di "dottore" è possibile.

 

Ciao da
Marco Piazza
P.S. in caso non funzioni il collegamento ipertestuale ecco l'URL
121 - Criteri per la valutazione dei titoli delle Commissioni d'esame per concorsi
Ciao mi chiamo Anna , sono diplomata come infermiera dal 1989, attualmente lavoro come caposala presso una struttura privata , " centro di riabilitazione ".
Come me tanti infermieri che lavorano presso strutture private partecipano ai vari concorsi  o avvisi publici.
La mia domanda è questa:
esistono delle tabelle di valutazione numerica dei titoli e curriculum?
dove posso trovarli?
Mi spiego meglio, sono mesi che cerco di trovarli su internet, ma le ricerche sono molto diverse anche se l'unica ricerca reale è attinente ai criteri di valutazione dei titoli ma non a quella numerica.
La mia domanda è subordinata al quesito: come mi spiega la valutazione molto diversa dei miei titoli e curriculum presso le varie aziende ospedaliere pur presentando la stessa documentazione?
Cordiali saluti.

 

 Ciao Anna,
scusa il ritardo dellamia risposta, ma ho avuto impegni pressanti (tesi) che mi hanno completamente assorbito per parecchi giorni; veniamo al tuo quesito.
Le norme concorsuali sono contenute in un decreto di qualche anno fa (che non sono riuscito a trovare sul web) ti consiglio di vedere però i criteri per le assunzioni negli enti locali che non dovrebbero discostarsi di molto da quanto cerchi tu.
 
Ma rispetto ai criteri di valutazione dei singoli titoli, solitamente, è la commissione esaminatrice che in concerto con le OO.SS. (che ne fa parte), li stabilisce a priori individuandole anche in base alla tipologia di professionista da reperire attraverso l'attività concorsuale.
Una commissione può quindi rifiutare attestati di partecipazione ad attività congressuali non ECM mentre un'altra accettarli, o rispetto al medesimo convegno una può assegnare un punteggio, ad esempio 0,2 punti, ed un'altra solo 0,1.
Unico elemento di corrrettezza è quindi la correttezza dei membri costituenti la commissione stessa.
In linea di massima però devo dirti che lo stato di servizio svolto presso privati viene sempre valutato la metà di quello esercitato presso il SSN o altri Enti affini.
Inoltro questa tua al responsabile dell'area Diritto professionale, Salvatore, che meglio di me saprà risponderti
 
Ciao
 
Marco Piazza