Risponde Marco Piazza.
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Ciao Marco,sono Luca scrivo
dalla regione Sardegna,vorrei avere dei chiarimenti riguardo il mio
titolo di studio come infermiere professionale specializzato in
ostetricia nell' anno1997 presso l'università con il biennio scuola
superiore. Vorrei capire a che livello di studi sono rispetto alla
possibilità di potermi iscrivere all'università.
La seconda domanda riguarda i
crediti, ho lavorato come libero professionista dal 1998, dal 2002come
dipendente presso un ambulatorio ed oggi in una struttura per anziani,
non ho mai potuto seguire aggiornamenti un po per colpa del lavoro che
saprai benissimo quanto sia difficile con il privato e un po per colpa
mia, in quale situazione mi trovo? posso recuperare e se non posso cosa
potrà succedere?
Grazie per l'attenzione
Luca Inizio ringraziandovi della vostra attenzione nei mie confronti, sicuramente chiederò al mio istituto che mi venga data la possibilità di accedere ai corsi di aggiornamento visto il chiarimento che finalmente ho ricevuto rispetto ai crediti, adesso finalmente so a chi in futuro, non avendo dubbi, potrò chiedere. Ringrazio Marco e a tutti vuoi per la vostra disponibilità |
Ciao Luca,
purtroppo l'iscrizione ai master
ed alla specialistica o a qualsiasi facoltà è vincolata al possesso
della maturità quinquennale senza possibilità alcuna di deroga.
Solo ad alcuni corsi di
perfezionamento sono ammessi corsisti non in regola col principio
suesposto e non mi sembra sia il caso per il quale mi ponevi la domanda.
Secondo quesito: crediti ECM
tutte le informazioni che cerchi
sono sul sito del
Ministero della Salute, ma in soldoni posso farti un rapido
riassunto e dirti che la fase sperimentale del progetto ECM iniziata nel
2002, vedrà compimento del 2006 col raggiungimento, per tutte e 32 le
professioni coinvolte, del regime di 50 crediti/anno in qualsiasi
condizione operino: di dipendenza o in regime libero professionale.
La progressione prevede che nei 5
anni di sperimentazione ciascuno raggiunga i 150 crediti complessivi
partendo dal
2002 = 10 crediti,
2003 = 20 crediti,
2004 = 30 crediti,
2005 = 40 crediti
2006 = 50 crediti,
con valori elastici per ciascun
anno (minimo 50%, massimo 200%).
I crediti si acquisiscono
attraverso la partecipazione a progetti formativi aziendali, eventi
residenziali, Formazione a Distanza, docenza, partecipazione a gruppi di
studio e, limitatamente a qualche regione per ora, anche nella
formazione sul campo.
Dall'obbligo di reperimento dei
crediti si viene sollevati se si frequentano corsi di formazione
post-base per tutto il periodo della loro durata.
Ad esempio nel biennio di
frequenza della Laurea Specialistica lo studente/infermiere non deve
reperire alcun credito.
Altre cause deroganti sono quelle
che regolano i periodi di malattia del personale. (gravidanza, malattie
lunghe, ecc.).
L'ultima tornata contrattuale vede
inserito il discorso ECM all'interno del CCNL con clausole che impongono
alle ASL di provvedere e a farsi carico della organizzazione o
facilitazione al proprio personale nel reperimento di crediti e con
l'esclusione di qualsiasi discriminazione verso i dipendenti ai quali
non è stato concesso di mettersi in regola.
La carenza di crediti quindi per
il momento non prevede sanzioni anche se il tuo ritardo è grave.
In futuro potresti incorrere in
ostacoli alla progressione di carriera, all'esclusione da mobilità
interne ed esterne, dalla riduzione di alcune indennità tipo quella
della produttività individuale e così via. Si saprà più precisamente
quale futuro ci aspetta leggendo il prossimo contratto collettivo
nazionale di lavoro.
Ricordo che il credito ECM corrisponde
ad una unità di misura della quantità di formazione e aggiornamento che
ciascun sanitario frequenta nel corso dell'anno. Indicativamente un'ora
di formazione ECM equivale ad una valore compreso tra 0,87 e 1,25
crediti.
Questa formazione ed aggiornamento
è necessario per garantire e mantenere elevata la competenza del
professionista, come previsto per altro anche dal Codice Deontologico
dell'Infermiere.
Venendo al dunque: teoricamente tu
potresti reperire nel corso dei prossimi due anni (2005 e 2006) il
doppio dei crediti raggiungendo i 180 e sanando la tua situazione ma
devi darti da fare.
un saluto a te e alla tua
splendida terra da
Marco
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Mi presento sono il Sig. V.A.,
abitante in provincia di Napoli, con il presente messaggio, se è possibile
sapere dove si tengono corsi di Operatore Socio Sanitario le scuole
accreditate in provincia di Napoli, la durata del corso. Sicuro di una Vs. cordiale risposta distintamente saluto |
Mi è impossibile fornire questo tipo
di informazioni; In linea di massima tali corsi sono attivati dai Centri di Formazione professionale in concerto con le ASL. A tali enti è quindi necessario rivolgersi. Marco Piazza |
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Sono un infermiera profesionale con diploma triennale,
titolo di adf, diploma triennale di vigilatrice di infanzia, diploma di
qualifica di assistenza all'infanzia che lavora da oltre 18 anni nella asl
ta1 vorrei sapere se posso accedere al corso di conversione in laurea
infermieristica con riconoscimento dei crediti fromativi aspetto riposta distinti saluti ZM |
Ciao Maria, Per l'accesso al riconoscimento dei titoli pregressi (oramai attivo in tutti gli atenei o quasi) occorre la maturità quinquennale che tu non elenchi nei tuoi titoli. In caso tu la possedessi e ti iscrivessi, la commissione sarà obbligata a valutare i tuoi crediti e ti indicherà quali debiti formativi hai per ottenere la laurea. Ogni ateneo ha una politica propria e non sono in grado di fornirti ulteriori informazioni a tal proposito. Marco Piazza |
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salve, sono una donna alla ricerca di informazioni "vitali" in riferimento alle modalita ' per intraprendere un corso di formazione o di laurea triennale finalizzati all'ottenimento della qualifica di <vigilatrice d'infanzia>. preferirei frequentare istituti universitari di napoli. grazie
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Attualmente il corso per cui mi
chiedi informazioni è sostituito dal Corso di laurea in Infermieristica
pediatrica,
Trovi i link a tutti gli atenei
nella zezione:
Formazione di base.
Buon anno
Marco Piazza
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Ciao Marco,sono Luciana. Ti avevo
già contattato per consigli sulla tesi.Grazie mi sei stato molto d'aiuto.Ora
sono qui a richiedere il tuo aiuto...avrei bisogno di materiale sul
tutoraggio clinico, mi interessa sapere chi è il tutor clinico e
cosa fa.e se non ti chiedo troppo se potresti suggerirmi qualche testo sul
ruolo dell'infermiere di camera operatoria e sul blocco operatorio in
generale. grazie anticipatamente. Ah...BUON NATALE |
Ciao Luciana,
ti consiglio:
200 pagine - Euro 16.90 - ISBN 88-7466-018-9 Carocci-Faber
Per quanto riguarda la Sala
operatoria, le mie informazioni non sono freschissime....
occorrerebbe una ricerca più
approfondita, ma non ne ho il tempo, per farla da sola scarica le guide
sulla ricerca
bibliografica online e vedrai come agire
MP |
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Sono una ragazza di ventuno anni e
quasi sicuramente mi inscriverò alla Facoltà di Scienze
infermieristiche.
Ero molto indecisa se scegliere
questo corso perchè,anche se il campo riguarda sempre l'aiuto e la
dedizione per il prossimo,preferisco lavorare in un settore giuridico e
buracratico per i diritti internazionali e umani.
Scelgo di fare l'infermiera perchè
mi assicura un lavoro e questo potrà forse aiutarmi a realizzare quello
che in realtà vorrei fare.
-- Questo è il mio progetto di
vita e ti chiedo un parere generale su questa mia idea.
Ma soprattutto la mia scelta
decisiva di intraprendere per prima la "carriera"di infermiera è anche perchè
si può vivere in differenti Paesi nel mondo,visto le varie richieste .
Questo mi è stato spiegato da mia
cugina che fa l'infermiera ma è cittadina spagnola:
ha infatti conseguiti gli studi in
Spagna e poi lavorato per più di un anno a Manchester(seguiva anche un
corso d'inglese)e ora vive a Monaco.
-- Vorrei chiederti se anche
questo è possibile in Italia,cioè se dopo ho cosi tanti sbocchi
lavorativi anche all'estero?Esistono dei progetti?
--Durante il percorso di studi
all'università è possibile fare una specie di "Erasmus" o qualcosa di
simile?
--Quale delle università è "più
proiettata" verso campi internazionali?
Ti ringrazio anticipatamente per
l'attenzione e sicuramente per i preziosi consigli.
Maly
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ciao Maly,
il percorso
formativo dell'infermiere è uno standard europeo e per tale figura
esiste una regola di libero scambio tra tutti i paesi dell'Unione. Il
trattato di Shengen consente la circolazione dei cittadini
Tutte le
Università italiane aderiscono a progetti di interscambio
internazionale, compreso l'Erasmus; un paio di anni fa uno studente a
cui io insegnavo è stato in Scozia per alcuni mesi.
Oggi, soprattutto
nelle regioni del nord Italia, l'infermiere è un professionista molto
richiesto è trova lavoro immediatamente dopo la laurea ed entro un paio
di anni, anche qui in Emilia Romagna, raggiunge un contratto a tempo
indeterminato nel SSN nella propria città.
Quello che ancora
si deve realizzare in campo formativo è la diversificazione delle
specializzazioni, io ad esempio trovo affascinante lo studio giuridico
ma non esiste ancora una figura infermieristico-giuridica; la facoltà di
Giurisprudenza di diversi atenei ha attivato corsi di consulente
giuridico sia internazionale che umanitario, resta da verificare se
l'accesso sia possibile anche con la laurea in infermieristica; questa
risposta la può fornire solo la segreteria della facoltà.
La risposta
all'ultima domanda mi è impossibile darla perche non conosco
materialmente 54 atenei italiani, regoletta generale è che più è grande
l'università maggiore è la sua offerta formativa e di interscambio
internazionale.
E' anche vero che
più numerosi sono gli studenti, più concorenza c'è per a partecipazione
ai progetti
Ciao e...
benvenuta tra noi
MP |
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| Buonasera sono una studente infermiera del terzo anno, siccome sto preparando la tesi su "La qualita' dell'assistenza infermieristica nelle case di riposo" , e' possibile ricevere alcune informazioni specifiche riguardo a tale argomento o dei links? GRAZIE! |
Parlando di qualità in sanità, bisogna intenderla come “miglior assistenza erogabile da parte dell’azienda ad un determinato paziente, per avvicinarsi agli standard ‘desiderati’ dal paziente stesso, in linea con le conoscenze dei professionisti che vi operano e con le risorse messe a disposizione”. Pertanto, con qualità di assistenza si cerca di soddisfare tre obiettivi principali:
Non c’è qualità senza che vengano soddisfatti contemporaneamente tutti e tre i punti su elencati (se così non fosse, l’erogazione di un’assistenza di qualità non sarebbe tale, né sostenibile). Ciò premesso, in casa protetta la situazione è notevolmente complicata dalla mancanza di una normativa chiara in materia (la frammentarietà regionale della stessa a riguardo è un dato di fatto), dalla mancanza di un sistema di controllo e verifica della qualità dell’assistenza erogata, dalla mancanza di uno strumento univoco sulla base del quale valutare i bisogni espressi dal paziente. A tutto ciò bisogna aggiungere il fatto che solo ultimamente le attenzioni dei ‘portatori di interesse’ si sono spostati dall’ospedale verso il territorio, e che solo ultimamente stiamo cercando di incrementare un sistema di qualità a livello territoriale (in ciò, il gap con paesi anglofoni è storico…). A tal proposito, in America c’è un sistema governativo di richiesta di accreditamento delle strutture protette (nursing homes, equivalente alle nostre RSA), che fa capo al programma Medicare e Medicaid. A livello della regione Emilia Romagna, gli indicatori di qualità (in questo caso di efficacia dell’assistenza erogata, controllabili da parte dei diversi professionisti, tra cui sicuramente gli infermieri) sono:
Altri indicatori di qualità dell’assistenza erogata, sono:
Tutto ciò è riportato più dettagliatamente nella delibera regionale 1378 del 1999 dell’Emilia Romagna (scaricabile dal web). Ulteriori chiarimenti ed approfondimenti li potrai trovare consultando la seguente sitografia: www.asr.regione-emiliaromagna.it www.Marcheinsalute.it (consultando il progetto RUG)
Buon lavoro. Rocco Amendolara (referente area geriatrica e riabilitativa AIOL)
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Chiedo scusa per disturbo ma
cerco risposte pre una ricerca per il corso di laurea in infermieristica
al quale sono iscritta al primo anno. sto facendo una ricerca sul ruolo dell'infermiera e sul posto che ricopre nella società al giorno d'oggi, mi chiedevo se gentilemente avresti potuto farmi sapere la tua opinione a riguardo, aiutandomi così nella mia ricerca. ti ringrazio anticipatamente e spero di ricevere una tua risposta. Grazie ancora Marha |
Ciao Marha,
ho ricevuto il tuo messaggio
inviatomi da Salvatore e vedo di darti una risposta anche se dopo
parecchi giorni a causa di gravosi impegni di lavoro (tesi di laurea di
numerosi studenti, docenze, organizzazione di tirocini).
In rete e nei periodici italiani
non si trova molto ma ti consiglio certamente di frugare nel sito della
Federazione Nazionale IPASVI e, da
quello, verso i siti dei maggiori collegi italiani. Li trovi anche nella
nostra pagina
dei link.
Interessante il sito di
Gorizia,
Un articolo interessante di W.
Tousijin
La divisione del lavoro sanitario: verso nuovi rapporti tra le
professioni sanitarie su Rivista di Diritto delle
Professioni Sanitarie 2001; 4(4): 280-288 potrebbe servirti da
sfondo.
Una ricerca fatta da due
infermieri ravenna ti sulla percezione della prfessione intermieristica
da parte degli studenti del 5° anno delle scuole superiori è su:
Nursing Oggi 2/2002: Baldazzi - Capacci; Indagine sulla professione
infermieristica. Le opinioni degli studenti del 5° anno delle scuole
superiori di ravenna pp.gg. 69-72
Nella sede distaccata
dell'università di Ferrara presso cui lavoro alcuni anni fa è stata
fatta una ricerca da parte degli studenti del primo anno ma i risultati
sono ancora in fase di elaborazione e quindi non sono ancora disponibili
ma l'idea generale che la gente ha dell'infermiere è (o era, a questo
punto) è ancora molte all'ombra del medico.
Le cose stanno rapidamente
cambiando e con l'arrivo della laurea specialistica si può immaginare
una ulteriore accelerazione.
Ma forse sarebbe opportuno
compiere studi più ampi e di vasto respiro.
MP |
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Salve mi chiamo Vanessa e sono
al terzo anno del corso di laurea per infermiere.Sto raccogliendo
materiale per la tesi sull'epilessia e in particolare sulle crisi da
grande male.
Potrebbe indicarmi siti
internet o eventualmente testi da consultare?la ringrazio per la
disponibilità
cordiali saluti Vanessa
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Ecco Vanessa,
ti rimando au una serie di
articoli che possono aiutarti nella ricerca bibliografica sul web che
trovi nella sezione
In pillole,
dell'area Formazione.
In oltre i principali siti
nazionali sono:
Per quanto riguarda i testi va
bene qualsiasi manule di nursing (Brunner-Suddarth o similari) e per la
parte diagnostica Carpenito e NANDA
Spero ti siano utili, ne avrai
bisogno dato che di infermieristico non c'è molto di nuovo da dire
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Il titolo di infermiere
professionale conseguito nel 1976 (vecchissimo ordinamento) rilasciato a
persone non sempre in possesso dei cinque anni di scuola media superiore
può essere comunque valido per la richiesta del riconoscimento
creditizio e quindi potersi iscrivere all'Università e conseguire il
titolo equipollente?
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Il titolo di Infermiere
professionale ha modificato i suoi programmi adeguandosi agli standard
europei proprio a far capo dal 1976; uno degli aspetti più rilevandi di
tale modifica è stato il passaggio da un corso biennale ad uno
triennale. L'accesso a tale percorso formativo era consentito a persone
in possesso del biennio di scuola media superiore.
Successivamente la scolarità
richiesta è aumentata fino al definitivo accesso al Diploma
Universitario il
cui corso è stato attivato nel 1996 e per il quale la maturità
quinquennale era requisito indispensabile.
Oggi praticamente tutti gli atenei
hanno attivato corsi per il riconoscimento degli studi pregressi (o
conversione dei diplomi regionali che dir si voglia) e ogni infermiere
formato alle scuole regionali, purchè in possesso della maturità, può
presentare domanda al Presidente del Corso di Laurea di Infermieristica
allegando a questa ogni documentazione in suo possesso che possa
costituire un credito e definire le caratteristiche per percorso
riqualificativo. Quasi sempre viene richiesta anche la certificazione
del proprio percorso di studi presso le Scuole Infermieri con ore di
lezione e rendimento scolastico.
Il presidente ha sicuramente
attivato modalità per convertire il diploma in CFU (crediti formativi
universitari) e quindi disegnare il piano di studi di ogni singolo
infermiere.
Sarà questa commissione a
stabilire cosa sarà necessario per ottenere la Laurea, e ogni singolo
ateneo potrà dare risposte modulate in base alla propria politica e alle
caratteristiche del candidato.
Per terminare quindi, rivolgiti
alla segreteria dell'Università più vicina a te e chiedi lumi, oppure
consulta nelle nostre pagine l'area della
Formazione presso la quale trovi il link a tutti gli Atenei.
MP
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Scusi se la disturbo il mio quesito è il seguente: sono
in possesso del diploma universitario di "tecnico di audiometria e
fonologopedia" conseguito presso l'università di Pisa. Tale diploma è reso
equipollente alla laurea triennale di logopedia a patto di poter
dimostrare di aver svolto attività nel settore per un triennio negli
ultimi 5 anni. Per vari motivi non ho la possibilità di dimostrare l'
attività svolta. Inoltre sono iscritta al 4° anno della facoltà di
psicologia cosa che rende impossibile l'iscrizione presso una delle
università che riconoscono la riconversione dei crediti (es. Tor Vergata).
Come posso fare per poter rendere valido il mio diploma ai fini
dell'esercizio dell'attività di logopedista? Ringrazio anticipatamente e
porgo i migliori saluti. E |
Tutti gli atenei prevedono esplicitamente (salvo rarissime
e particolarissime eccezioni) l'unicità della immatricolazione per la
quale non è in alcun modo possibile essere iscritti in contemporanea a più
corsi di laurea. Inoltre il DM MURST 509/99 assegna una più che discreta autonomia alle università rendendo impossibile dare una risposta univoca alla tua domanda; l'autorità competente a rispondere è unicamente il Consiglio di Facoltà (o di Corso di Laurea) oppure, per casi di particolare complessità, il senato accademico. Credo che l'unica strada da te percorribile sia quella della sospensione degli studi da richiedere alla Facoltà di Psicologia per potere accedere al riconoscimento della formazione pregressa in Logopedia. Ma per verificarne la fattibilità non è possibile altro che richiederla al Presidente del Corso di Laurea di Psicologia verificando anche se i tempi non consiglino di terminare la formazione specialistica in Psicologia e solo in un secondo tempo procedere a completare quella tecnico fonologica. MP |
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Ciao Marco
sono uno studente di scienze
infermieristiche e vorrei prepare la tesi sulla formazione
dell'infermiere in dialisi partendo dai problemi che il nuovo assunto
trova entrando nel reparto dialisi (magari con un questionario da
proporre )ed elaborando i dati cercare dei suggerimenti per il percorso
d'addestramento. spero di essermi spiegato, puoi darmi qualche
suggerimento al riguardo?
grazie mille alessandro
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Ciao Alessandro,
prima di risponderti ho dovuto
eliminare alcuni studenti (non nel senso che li ho uccisi ma condotti
alla Laurea facendo loro da relatore) e, come puoi ben capire mi hanno
impegnato duramente.
In secondo luogo ho riflettuto a
lungo prima di risponde alla tua richiesta di aiuto perchè se la voce
che io aiuto via web gli studenti nelle ricerche per la tesi si
diffondesse, temo che sia fortissimo il rischio che io mi trovi sommerso
da migliaia di richieste simili alla tua. L'aiuto alla stesura della
tesi è compito del relatore che, in qualità di esperto, guiderà il
laureando lungo un sentiero libero da errori facendo per lui quello che
Virgilio (e Beatrice) fecero per Dante Alighieri. Altrimenti, come
semplice traghettatore, sarà più simile a Caronte!!.
Poi in me ha prevalso lo
spirito di servizio di noi infermieri, portati per natura ad aiutare gli
altri, e a "rispondere ai bisogni dei pazienti" (non so bene se tu lo
sia).
A questo punto ho dovuto eseguire
alcune ricerche in rete e su una banca dati bibliotecaria in modo da
essere in grado di darti una risposta decente.
Purtroppo non ho molto tempo e
quindi mi limito a quanto reperito ad una "veloce" ricerca.
Primo consiglio:
vai alla pagina Formazione
del nostro sito e clicca su: "In Pillole", i primi
articoli sono delle guide su come eseguire ricerche in rete e sulle
banche dati del Catalogo Nazionale Periodici ( ACNP) e presso il sito
dell'Istituto Centrale per il Catalogo Unico (ICCU) dei libri
appartenenti al SBN (Sistema Bibliotecario Nazionale).
Ti saranno certamente utili oggi e
nel futuro; esegui ricerche semplici all'inizio e poi di crescente
complessità. Sarà come imparare ad andare in bicicletta: all'inizio
tante cadute e pochi risultati ma nel tempo andrai veloce e sicuro verso
l'avvenire.
Libri:
Olre a questi libri guarda sul
catalogo della
McGraw-Hill dove dovrebbe trovarsi un nuovo titolo.
Poi i periodici su cui cercare
Il primo è l'organo dei Collegi
del Piemonte eventualmente vai al
loro sito e controlla se è disponibile l'articolo
Il secondo è piuttosto diffuso e
puoi trovarlo presso ogni Scuola Infermieri.
Il problema del neoassunto è
vastissimo e di scarsa letteratura ma puoi consultare i due manuali
generali (almeno del primo consiglio a tutti l'acquisto compresi gli
aggiornamenti periodici)
Rivolgiti comunque al tuo Servizio
Dialitico e chiedi ai colleghi, tu aiuteranno certamente e sapranno
guidarti probabilmente meglio del tuo relatore e certamente di me.
Spero di esserti stato minimamente
di aiuto e ti saluto con un "in bbocca al lupo" per il prossimo
favorevole compimento dei tuoi studi
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| 129 - Riqualificazione TSS in OSS | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Salve Marco,
mia moglie ha il diploma di
Tecnico dei Servizi Sociali conseguito in Friuli ove tuttora viviamo.
Sembra che qui sia impossibile
lavorare con questo titoli di studio (non è riconosciuto!!)
Quindi chiedo conferma se la
sola cosa da fare per procedere in questo settore lavorativo è fare (a
trovarlo!!!!) un corso di riqualificazione per diventare OSS.
Le informazioni che si trovano
sono contrastanti.....in Friuli sembra che facciano solo corsi per OSS
di circa 1.000 ore per chi non ha titoli di studio particolari (basta la
scuola dell'obbligo), ma dovrebbero esistere anche corsi più brevi da
600 o 200 ore per chi ha gia un titolo di studio tipo Ota o Tss da
riqualificare in Oss.
Assurdo!! Con 5 anni di scuola
non si riesce ad entrare in un e uno che fa un corso di 1.000 ore è
praticamente assunto!!
Il bello è che il corso di Tss
lo fanno ancora!!!!.
Sai darci qualche conferma o
notizie in merito a questo problema?
Grazie.
Nicola
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Ciao Nicola,
il diploma di Tecnico dei Servizi
Sociali è una maturità quinquennale che, anche in Emilia-Romagna,
non abilita ad altro che all'accesso all'Università.
La poca spendiblità del titolo
professionale di Tecnico ha portato un Istituto qui vicino a me, lo
Stoppa Compagnoni di Lugo ad esempio, a organizzare, a latere del corso
di studi, un corso di compensazione per permettere agli studenti di
uscire almeno col titolo di OSS; questo inserendo uno stage pratico da
svolgere presso strutture sanitarie e lezioni svolte da formatori della
AUSL.
Questo è a dimostrazione dello
scollamento tra mondo della scuola e mondo del lavoro.
La compensazione è ottenibile
anche frequentando un corso di riqualifica la cui entità e durata è
variabile in base a parametri regionali sui quali mi è impossibile
essere più chiaro.
I programmi formativi dell'OSS, per essere chiari, integrano al
proprio interno una significativa parte di contenuti di natura
sanitaria (somministrazione di terapia, medicazioni semplici,
ecc.) che il titolo di TSS non contempla e che impediscono ai
possessori di tale diploma, di essere abilitati a ricoprirne le
funzioni.
Solo la frequenza di un corso di riqualifica colma il divario
conoscitivo e abilita il possessore alla mansione.
Non sono notizie che possano farti piacere ma tant'è....
Un saluto
MP |
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Ciao Marco, innanzitutto devo ringraziarti perchè leggendo le tue risposte ho scoperto la possibilità di convertire il mio diploma di infermiere in laurea, anche se per quest'anno probabilmente non sono più in tempo, avendo girato tutti i siti universitari dove i bandi risultano tutti scaduti. Volevo chiederti se hai avuto modo di leggere il decreto 22/10/04 n.270 del MIUR, dove viene indicato che il titolo di dottore spetta a chi ha conseguito la laurea triennale, differenziandolo da quello di dottore magistrale per chi ha invece conseguito la laurea specialistica. Mi sbaglio? Un saluto e ancora grazie per la vostra attività informativa. Salvatore |
Cari Salvatore e Pepi, vi invio gli estremi della norma del MIUR. Sulla gazzetta ufficiale n. 266 del 12 novembre 2004 viene pubblicato il decreto specifico dal titolo: Il sito della Gazzetta Ufficiale offre gratuitamente il testo solo per 60 giorni dalla pubblicazione. Effettivamente il testo afferma la divisione seguente (art. 3):
propedeutici uno all'altro che (art.13 comma 7 riportato integralmentea seguito): "7. A coloro che hanno conseguito, in base agli ordinamenti didattici di cui al comma 1, la laurea, la laurea magistrale o specialistica e il dottorato di ricerca, competono, rispettivamente, le qualifiche accademiche di dottore, dottore magistrale e dottore di ricerca. La qualifica di dottore magistrale compete, altresi', a coloro i quali hanno conseguito la laurea secondo gli ordinamenti didattici previgenti al decreto ministeriale 3 novembre 1999, n. 509."
Personalmente io rispondo a chi mi chiama "dottore" con la frase: "no guardi, io sono un signore", ma effettivamente fregiarsi del titolo di "dottore" è possibile.
Per Salvatore; Tor Vergata (probabilmente nella pagina "Eventi" che adesso è in costruzione) storicamente accetta domande di riconoscimento crediti pregressi entro la prima metà di dicembre quindi controlla frequentemente o chiede alla segreteria di facoltà se organizzano anche quest'anno la riconversione. Grazie della collaborazione e a presto risentirci
Marco
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Ciao Marco, sono Giorgio sono
Massofisioterapista ho il diploma di maturità ed ho frequentato i primi
due anni della scuola infermieri professionali presso l'ospedale
S.Gerardo di Monza nel 1994 poi interrotta per motivi personali.
La mia domanda è questa : avrei
desiderio di riprendere gli studi per conseguire il titolo/dipl. univers.
di infermiere professionale, a tuo parere è possibile farmi riconoscere
qualche esame o anno avendo completato interamente i primi due enni con
regolare tirocinio ?
Grazie mille. saluti Giorgio
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Ciao Giorgio,
Attualmente la formazione
infermieristica prevede esclusivamente il percorso universitario e il
requisito di accesso all'università è il possesso del diploma
di maturità quinquennale.
Attestati di momenti formativi
precedenti ed extrauniversitari (corsi di Inglese, informatica, ed
altro) sono valutati come crediti da una apposita commissione
dell'ateneo.
Solo questa commissione è in grado
di darti una risposta precisa al quesito che mi poni e nello
specifico solo il consiglio di corso di laurea può eventualmente
considerare il tuo trascorso presso le scuole regionali come credito in
grado di abbreviare il percorso formativo di base.
La mia esperienza mi porta a dire
che è meglio tu non nutra troppe illusioni perchè difficilmente ti verrà
riconosciuto quanto da te già frequentato, però potrebbe esistere una
possibilità legata agli attuali percorsi di riconoscimento dei titoli
pregressi per la conversione dei diplomi regionali di IP in laurea in
infermieristica.
Considerando che la speranza è
ultima a morire ti consiglio di farti rilasciare dalla tua ex scuola
infermieri un attestato che indichi con precisione quali materie hai
frequentato e con che profitto e presentarli ad una segreteria di una
sede formativa a te vicina per farli valutare.
Altra strada anche se macchinosa,
lunga e costosa è quella di ottenere la conversione del titolo di
massofisioterapista in fisioterapista (potresti farcela in un anno); in
questo caso tutti gli esami comuni saranno validi anche per il corso di
infermieristica che però andrebbe completato (forse questa cosa potrebbe
richiedere ulteriori due anni, ma avresti due diplomi di laurea).
Spero di averti risposto e ti
saluto
Marco Piazza
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Gentile Marco, Ti scrivo perche' vorrei un suggerimento circa l'opportunità di seguire un master in area psichatrica. Quali sbocchi professionali sarebbero possibili e quale ruolo riveste l'infermiere specializzato in questo settore?La mia richiesta e' sostenuta da un senso di attrazione frenato dalla perplessita' di non possedere le attitudini. Premetto che professionalmente non posseggo molta esperienza di psichiatria, solo casi relativi a quadri clinici di pseudo-psichiatria come stati confusionali e demenza. Tuttavia rimango interessata a questo ambito specialistico. A marzo dovrei concludere il percorso per il recupero dei crediti pregressi, ma desidero proseguire gli studi. Grazie per l'attenzione. Valeria |
Ciao Valeria,
La psichiatria o la si ama o la si fugge, non esistono vie di mezzo. La possibilità di aumentare le proprie conoscenze professionali in un'area specialistica arricchisce il curricula di un professionista e lo pone in grado di ottemperare al dettame delle norme professionali e deontologiche aumentando le competenze e quindi l'autonomia professionale. La possibilità di eseguire determinate prestazioni sono divenute dipendenti da una triade normativa:
Questo sta a significare che colui che approfondisce le proprie
conoscenze ha maggiore sapere e quindi maggior diritto ad esercitare la
professione (sia come dipendente che come libero professionista) in
determinate aree specialistiche rispetto a chi queste conoscenze non è
in grado di dimostrare. In soldoni tra due persone con medesimo
punteggio è lampante che la scelta ricadrà su chi presenta maggiore
competenza.
Non dimentichiamo che un master specialistico esenta dalla necessità,
per il periodo di studi, di reperire crediti ECM.
Inoltre il possesso di CFU (crediti formativi universitari) costituisce
punteggio valido per l'accesso alla laurea specialistica e quindi
facilità la possibiltà di superare le selezioni degli atenei.
Per finire studiare è un piacere, il piacere di dipendere sempre meno da
altri professionisti e guardare il proprio futuro avendone pieno
possesso e conoscendone tutti i risvolti.
Spero di averti saputo trasmettere l'entusiasmo che rende facile
superare gli ostacoli dello studio universitario e ti saluto con un
grande in bocca al lupo
Marco
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Ciao Marco, sono un'infermiere 28enne in servizio presso una rianimazione di cardiochirurgia pediatrica a XXX.. Mi sono diplomato all'universita' di Bari nel 2000 e vorrei sapere come posso convertire il mio titolo in laurea. Vorrei anche migliorare la mia posizione diventando caposala e vorrei sapere come potrei fare. Sono una persona che si impegna tanto e che vorrei sempre migliorare sia professionalmente che non. In attesa di tua risposta ti rivolgo i piu' cordiali saluti. Claudio |
Ciao Claudio,
Mi scuso subito per il ritardo per
risponderti ma le tesi sono alle porte ed i miei studenti, cui faccio da
relatore, mi hanno assorbito completamente.
Veniamo a noi; per te che possiedi
un diploma universitario la conversione è, da un punto di vista
dell'impegno personale, cosa di poco conto.
Ad esempio a Tor Vergata (lontana
ma conveniente per il riconoscimento dei crediti pregressi) si deve solo
presentare un approfondimento della tesi di laurea, frequentare un
seminario durante un fine settimana e poco più.
Il costo è equivalente alle tasse
universitarie di un anno quindi sai bene cosa aspettarti.
Ma oramai la conversione è
possibile in quasi tutti gli atenei; quindi collegati alla pagina della
formazione
dove trovi tutte le università e cerca quella più vicina a te.
A questo punto oltre a cercare
informazioni sulla conversione dei titoli pregressi (utile per avere un
maggiore punteggio per l'accesso alla laurea specialistica) puoi
guardare se nella formazione post-base, sono presenti master per le
funzioni di coordinamento o di management
infermieristico che dir si voglia.
Dovresti trovare queste
informazioni anche su questo
sito
ma in certi periodi mi è difficile se non impossibile fare un
aggiornamento oppure gli atenei pubblicano tardi le loro iniziative
formative e la polvere copre di un sottile velo le notizie che
pubblichiamo.
Preciso anche che i corsi di
Abilitazione a Funzioni Direttive non si fanno più da almeno 10 anni e
l'unica strada che è possibile seguire è quella del master (un anno, 60
CFU, 1500 ore circa).
Sperando di essre stato esauriente
ti saluta...
Marco
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Ciao Marco sono Carmelo. Volevo
sapere quale è il sito dove devo andare a verificare l'accordo tra
sindacati e regione per quanto riguarda i corsi di OSS
per vedere un poco come è la
situazione,anche xchè prima di iniziare questo corso ci avevano detto
anche come dici tu che prima iniziavano gli ausiliari ed in un secondo
momento a metà ore di teoria subentravamo gli ota.
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Carmelo leggi
questi articoli e dovresti trovare tutte le informazioni che ti
interessano
Ciao
Marco Piazza
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Sig. Marco Piazza Mi chiamo Anna e sono un O.S.S!! Ho un quesito da porle e spero proprio che con la sua preparazione possa risolverlo... Può un O.S.S partecipare ad un concorso per O.T.A? (essendo quest'ultima una figura da riqualificare e di conseguenza scomparire??) Può dirmi se sono la stessa figura??....Le porgo queste domande perchè ho riscontrato numerosi problemi in un centro per l'impiego in Puglia dove addirittura non si era a conoscenza della figura di O.S.S. quindi immaginiamoci sulle eventuali leggi!!! La ringrazio ancora per il suo tempo e attendendo una sua risposta le porgo i più cordiali saluti. Anna |
Ciao Anna,
per quanto riguarda la possibilità
di un OSS di partecipare a concorsi per OTA io direi che dovrebbe essere
possibile in quanto il percorso formativo dell'OSS contempla tutto il
programma specifico dell'OTA integrandolo con ulteriori conoscenze di
tipo sanitario.
Inoltre la riqualifica (sia degli
AdB-ADEST- ecc. intesi come operatori sociali, sia degli OTA) prevedeva
una grande riduzione del monte ore del percorso formativo.
Ulteriori informazioni le puoi
trovare (e segnalare eventualmente agli uffici concorso che non
conoscono la normativa nazionale nei due articoli della Rivista di
Diritto delle Professioni Sanitarie - Lauri edizioni, di cui ti fornisco
i link.
Sperando di esserti stato utile ti
saluta.....
Marco Piazza
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Sono un infermiere laureato di
1 livello. Posso fregiarmi del titolo accademico di dottore?
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No!
Se leggi la rivista di diritto
delle professioni sanitarie n. 1/2004 c'è un articolo dal titolo:
come risposta di un quesito posto
da Mastrillo al Ministero in cui il DIrettore generale Dr. Antonello
Masia risponde negativamente.
Solo i laureanti ante 509/99 o i
possessori di laurea specialistica (3+2) possono farlo; tu al massimo
puoi dire che sei laureato in......
Sulla gazzetta ufficiale n. 266 del 12 novembre 2004 viene pubblicato il decreto specifico dal titolo: "Modifiche al regolamento recante norme concernenti l'autonomia didattica degli atenei, approvato con decreto del Ministro del MURST 3 novembre 1999 n. 509". Il sito della Gazzetta Ufficiale offre gratuitamente il testo solo per 60 giorni dalla pubblicazione, vedremo quindi di fonirlo in full text sul nostro sito a breve o rendere disponibile un link presso la sezione riguardante la normativa per la eventuale lettura integrale. Effettivamente il testo afferma la divisione seguente (art. 3):
propedeutici uno all'altro che (art.13 comma 7 riportato integralmente a seguito): "7. A coloro che hanno conseguito, in base agli ordinamenti didattici di cui al comma 1, la laurea, la laurea magistrale o specialistica e il dottorato di ricerca, competono, rispettivamente, le qualifiche accademiche di dottore, dottore magistrale e dottore di ricerca. La qualifica di dottore magistrale compete, altresi', a coloro i quali hanno conseguito la laurea secondo gli ordinamenti didattici previgenti al decreto ministeriale 3 novembre 1999, n. 509."
Personalmente io rispondo a chi mi chiama "dottore" con la frase: "guardi, io sono un signore", ma effettivamente fregiarsi del titolo di "dottore" è possibile.
Ciao da
Marco Piazza
P.S. in caso non funzioni il
collegamento ipertestuale ecco l'URL
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Ciao mi chiamo Anna , sono
diplomata come infermiera dal 1989, attualmente lavoro come caposala
presso una struttura privata , " centro di riabilitazione ".
Come me tanti infermieri che
lavorano presso strutture private partecipano ai vari concorsi o avvisi
publici.
La mia domanda è questa:
esistono delle tabelle di
valutazione numerica dei titoli e curriculum?
dove posso trovarli?
Mi spiego meglio, sono mesi che
cerco di trovarli su internet, ma le ricerche sono molto diverse anche
se l'unica ricerca reale è attinente ai criteri di valutazione dei
titoli ma non a quella numerica.
La mia domanda è subordinata al
quesito: come mi spiega la valutazione molto diversa dei miei titoli e
curriculum presso le varie aziende ospedaliere pur presentando la stessa
documentazione?
Cordiali saluti.
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Ciao Anna,
scusa il ritardo dellamia
risposta, ma ho avuto impegni pressanti (tesi) che mi hanno
completamente assorbito per parecchi giorni; veniamo al tuo quesito.
Le norme concorsuali sono
contenute in un decreto di qualche anno fa (che non sono riuscito a
trovare sul web) ti consiglio di vedere però i
criteri per le assunzioni negli enti locali che non dovrebbero
discostarsi di molto da quanto cerchi tu.
Ma rispetto ai criteri di
valutazione dei singoli titoli, solitamente, è la commissione
esaminatrice che in concerto con le OO.SS. (che ne fa parte), li
stabilisce a priori individuandole anche in base alla tipologia di
professionista da reperire attraverso l'attività concorsuale.
Una commissione può quindi
rifiutare attestati di partecipazione ad attività congressuali non ECM
mentre un'altra accettarli, o rispetto al medesimo convegno una può
assegnare un punteggio, ad esempio 0,2 punti, ed un'altra solo 0,1.
Unico elemento di corrrettezza è
quindi la correttezza dei membri costituenti la commissione stessa.
In linea di massima però devo
dirti che lo stato di servizio svolto presso privati viene sempre
valutato la metà di quello esercitato presso il SSN o altri Enti affini.
Inoltro questa tua al responsabile
dell'area Diritto professionale, Salvatore, che meglio di me saprà
risponderti
Ciao
Marco Piazza
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