POSTA E RISPOSTA  

  Risponde Marco Piazza.

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220 - Master telematico e riconoscimento del diploma ai fini del coordinamento infermieristico
Buonasera, avrei bisogno di un chiarimento.
Sono laureato in infermieristica e avrei intenzione di svolgere il master per il coordinamento delle professioni sanitarie.
Visitando i vari siti universitari ho scoperto che l'Università Pegaso istuituisce questo master online ossia segeundo i corsi comodamente da casa via internet.
La mia domanda è questa: questo master è riconosciuto a tutti gli effetti o rischio di perdere tempo e soldi.
Sperando in una vostra risposta porgo i miei più cordiali saluti.
 

L.

Caro Luca,

La tua domanda è ricorrente e credo si debba fare chiarezza.
La Federazione Nazionale IPASVI avversa una formazione infermieristica, anche se orientata al management, svolta interamente a distanza o su piattaforma telematica.
Le ragioni sono tutt'altro che incomprensibili visto che peculiarità dell'esercizio professionale dell'infermiere si gioca sul piano relazionale e (comunque) cinestetico.
Noi abbiamo necessità di vedere, sentire e odorare il paziente, dobbiamo stabilire una relazione empatica fatta di tatto e di sguardi, comunicazione verbale e metaverbale, flussi energetici e intese. Caratteristiche che anche se compensate da altre qualità, la formazione telematica non possiede.

Vorrei riportare il testo letterale dell'art. 6 della legge 43/2006 che individua le funzioni di coordinamento e recita al punto B):
"professionisti coordinatori in possesso del master di primo livello in management o per le funzioni di coordinamento rilasciato dall'università ai sensi dell'articolo 3, comma 8, del regolamento di cui al decreto del Ministro dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica 3 novembre 1999, n. 509, e dell'articolo 3, comma 9, del regolamento di cui al decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca 22 ottobre 2004, n. 270."

Orbene se leggiamo i titoli dei master che Unipegaso organizza troviamo i seguenti:

  •  A.A. 07/08 - Management giuridico nella Pubblica Amministrazione - MASTER 21
  •  A.A. 07/08 - Management nelle Organizzazioni Sanitarie - MOS1
  •  A.A. 07/08 - Professionalità docente e metodologie didattiche - Master20
  •  A.A. 07/08 - Media education e progettazione didattica - Master16
  •  A.A. 07/08 - Metodologie didattiche e processi formativi - Master12
  •  A.A. 07/08 - Management Innovativo delle Organizzazioni Sanitarie - Mios 3
Tematiche affini, limitrofe ma non sovrapponibili a quanto indicato dalla norma. Anche i programmi e gli obiettivi, se letti con attenzione, si discostano da quanto richiesto per ricoprire funzioni di coordinamento.
Questo, secondo me, è il frutto avvelenato dell'autonomia che la 509/99 ha riconosciuto agli Atenei: la produzione di una pletora, spesso assurda, di corsi e master la cui utilità ed i cui sbocchi occupazionali (e non professionali) sono limitati e per i quali il rischio che in fase concorsuale il diploma di master non venga ritenuto valido è più che concreto.
Siamo a mio avviso ancora in quella terra di nessuno, in quella linea di confine, in quell'area grigia dove tutto è possibile e nulla è certo.
Anche la contrattualistica non ci aiuta perchè il riconoscimento formale delle aumentate funzioni manageriali del coordinatore infermieristico ed i requisiti necessari per svolgerle, non trovano riscontro nel recente rinnovo del CCNL. Resta ancora possibile che vengano chiamati a funzioni di coordinamento infermieri non in possesso del diploma AFD o del master anche se, col passare del tempo, questa evenienza diviene sempre più rara e improbabile.
 
Non voglio essere assolutamente negativo e voglio terminare dicendo che, in ogni caso, il futuro è di chi decide di rischiare e si lancia nell'avventura; a volte il rischio è ripagato, altre volte no. In ogni caso un titolo universitario costituisce un elemento importante del curricula individuale.
 
cari saluti a te, alle "Crete" e all'ottimo Chianti.
 
Marco Piazza

 

219 - Valutazioni psicofisiche per l'accesso al Corso di Laurea in Infermieristica

Il mio quesito riguarda lo stato di salute richiesto per svolgere la professione di infermiera. soffro da 5 anni di una malattia cronica intestinale. so che una volta superato il test di ammissione, i candidati devono sottoporsi a visita medica per attestarne lo stato di salute. la mia domanda e': potrebbe questa malattia precludermi l'accesso al corso triennale e di conseguenza alla professione di infermiera? Grazie per l'interessamento. cordiali saluti.

 

Cara (segue nome) ,

 

le valutazioni cui bisogna sottoporsi sotto il profilo psicofisico sono almeno due; una all’accesso in università e questa rappresenta l’ostacolo minore, la seconda all’assunzione presso il datore di lavoro pubblico o privato che sia.

In ogni caso non sono in grado risponderti; due sono le ragioni:

primo non di quale malattia si tratti; secondo non faccio di mestiere il medico competente (il medico che deve fare questa valutazione).

In linea di massima le cause di impedimento sono tutte quelle malattie che limitano drasticamente l'operatività dell’infermiere o la sicurezza del paziente.

Nel rispetto della riservatezza e con lo scopo di ottenere una risposta più adeguata di quanto non possa fare io, ti invito a rivolgerti al tuo medico curante che certamente è in grado sapere se ciò di cui soffri rappresenti un impedimento al tuo progetto.

 

Saluti

 

- Marco Piazza

218 - Educazione Continua in Medicina (ECM). Professioni coinvolte.

Buongiorno sig. Marco.

 

Sono un tecnico dei servizi sociali e lavoro come animatrice presso una casa di riposo e volevo chiederle se sono obbligata a fare corsi per il conseguimento dei crediti come previsto dall'educazione continua in medicina.
 

Grazie in anticipo per la risposta, la saluto cortesemente.

G. S.

 

Ciao S. ,

ti rispondo articolando il mio parere su due piani, due livelli: il primo formale e sostanziale, il secondo sui principi.
Il Programma Nazionale per la Formazione Continua ha fino ad ora individuato 32 professioni coinvolte sia nella fase sperimentale 2002- 2007 che nella prossima fase di "regime ordinario" nel triennio 2008 - 2010; queste nel dettaglio:

    * Medico chirurgo
    * Veterinario
    * Odontoiatra
    * Farmacista
    * Biologo
    * Chimico
    * Fisico
    * Psicologo
    * Assistente sanitario
    * Dietista
    * Educatore professionale
    * Fisioterapista
    * Igienista dentale
    * Infermiere
    * Infermiere pediatrico
    * Logopedista
    * Ortottista/Assistente di oftalmologia
    * Ostetrica/o
    * Podologo
    * Tecnico della riabilitazione psichiatrica
    * Tecnico della fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusione
cardiovascolare
    * Tecnico audiometrista
    * Tecnico audioprotesista
    * Tecnico della prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro
    * Tecnico di neurofisiopatologia
    * Tecnico ortopedico
    * Tecnico sanitario di laboratorio biomedico
    * Tecnico sanitario di radiologia medica
    * Terapista della neuro e psicomotricità dell'età evolutiva
    * Terapista occupazionale
    * Ottico
    * Odontotecnico

Sostanzialmente sono quelle
<http://www.ministerosalute.it/professioniSanitarie/paginaInterna.jsp?id=91&
menu=strumentieservizi> professioni
<http://www.ministerosalute.it/professioniSanitarie/paginaInterna.jsp?id=91&
menu=strumentieservizi> che il Ministero della Salute riconosce formalmente
e che hanno in comune, possiamo dire per semplificare, una normativa specifica, la formazione universitaria e, anche se non sempre, un ordine, un albo o un collegio.

Infatti gli OSS, attività regolata dall'accordo Stato - Regioni (e province autonome), pur riconosciuti a tutti gli effetti, non sono obbligati alla formazione continua ECM.

Il tecnico dei servizi sociali (TSS) è un titolo di studio secondario superiore di area sociale, che non sempre è automaticamente spendibile sul piano occupazionale; in alcune aree territoriali, ho saputo, integrano le conoscenze teoriche acquisite nel quinquennio con stage pratici presso
strutture socio-sanitarie e con conoscenze sanitarie fornite grazie alla collaborazione con formatori provenienti esclusivamente dalle ASL, al termine dei quali ottengono anche l'attestazione di Operatore Socio-Sanitario, molto più spendibile ed appetibile a livello lavorativo.
Se da un lato questo è l'impianto normativo che non vincola il TSS a frequentare la formazione continua resta pur sempre vero che il Servizio Sanitario Nazionale è una realtà complessa e dinamica in perenne evoluzione tesa a soddisfare i bisogni di salute dei cittadini attraverso prestazioni adeguate, efficaci, efficienti e tempestive.
Ogni operatore direttamente o indirettamente coinvolto col SSN non può affermare di potere erogare le prestazioni sanitarie richieste se non adeguando costantemente  le conoscenze e la competenza ai mutamenti scientifici, normativi e tecnologici della Sanità.
E' un valore etico e morale basato su principi e non su obblighi o sanzioni.
Solo attraverso la formazione e l'autoformazione si è in grado di fornire prestazioni sanitarie appropriate e qualitativamente adeguate.

Quindi, per sintetizzare una conclusione, non è un obbligo per il TSS (o per l'OSS) partecipare ad eventi formativi ECM, ma un dovere "etico".

Cordiali saluti

Marco Piazza
217 - Selezione per passaggio al livello Ds: quale valutazione del master in coordinamento?
Ciao Marco, il 4 maggio ho partecipato alla prova d'esame per il concorso di selezione intena per il passaggio di categoria al livello economico DS, (bando scaduto il 4 agosto 2006). Alla pubblicazione della graduatoria, alla voce punteggio titoli al master in coordinamento è stato assegnato 1 punto, nonostante la L. 43/2006 lo indichi come requisito indispensabile. Posso fare qualcosa per far riconoscere più punteggio?

Ti ringrazio per la risposta.

S.
 

Cara S. ,
 
purtroppo i criteri di valutazione individuati dalle commissioni d'esame (o di selezione) non sono indicati da nessuna norma ma sono adottati con ampia libertà da parte della commissione stessa.
Unica arma, se così vogliamo chiamarla, è l'applicazione dei criteri che deve essere equa e giusta e verso la quale può esercitarsi il controllo anche richiedendo, con lettera raccomandata, l'accesso agli atti ai sensi della legge 241/90 (segui il link per leggere un parere legale).
Da un punto squisitamente normativo la legge 43/2006 art. 6, indica come necessario il possesso del diploma di Master o dell'Abilitazione a Funzioni Direttive per potere esercitare il ruolo di Infermiere coordinatori equiparando i due titoli.
Ma perlomeno questa norma dovrebbe impedire a coloro che non possiedono un titolo formativo adeguato, e come permetteva il precedente e scadutissimo CCNL 2004, di venire incaricati di funzioni di coordinamento.
Fatti salvi questi imperativi di legge resta facoltà della Commissione esaminatrice decidere come valutarli anche se, in altre occasioni e in diversi contesti, i titoli universitari tendono ad essere valutati maggiormente di quelli non accademici.
 
Marco Piazza
216 - Riferimenti bibliografici sul calcolo del lavoro infermieristico
Sono in preparazione per la tesi di master in management per le funzioni di coordinamento , avrei bisogno di un testo di riferimento per il calcolo di lavoro infermieristici. grazie d. distinti saluti.
Cara O. ,
pur non fornendo che occasionalmente tale attività per ovvie ragioni di carichi di lavoro, direi che puoi trovare alcune nozioni interessanti sul libro: Misurare l'assistenza di Moiset, Vanzetta e Vallicella, McGraw-Hill Milano 2003.
Oltre a questo non ho nozione di altri testi.
In bocca al lupo per tutto
 
Marco Piazza
215 - Titolo di infermiere soccorritore CRI e conversione in titolo di infermiere generico
(...) IL CORSO CHE STO FACENDO DA CROCEROSSINA , CHE MI PERMETTERA' DI DIVENTARE, DOPO 2 ANNI, INFERMIERA GENERICA CON GRADO DI SOTTO
TENENTE, SI AVVALE DI MODULI DI STUDIO CHE VENGONO PROPRIO DALL'UNIVERSITA' DI SCIENZE INFERMIERISTICHE., (...) VOLEVO CHIEDERLE, SE OTTENUTO IL DIPLOMA DI CROCE ROSSA ITALIANA, CIOE'  DIVENTANDO INFERMIERA GENERICA , POSSO FARE IL PASSAGGIO A SCIENZE INFERMIERISTICHE CONVALIDANDO ALMENO UN ANNO DI CORSO.

(...) COSA MI CONSIGLIA DI FARE?

 

Ho atteso a risponderti per documentarmi su un campo solo collaterale al mio.
La CRI è una istituzione dalla storia secolare che però percorre un cammino diverso, diciamo parallelo, rispetto a quello della sanità pubblica; ha profonde radici nel mondo militare del quale condivide il modello gerarchico e ha forti agganci col mondo politico, è parte della Protezione Civile ma poggia ancora molto sul volontariato. 
In effetti ho trovato qualche voce (avrei preferito riferimenti di legge alle dicerie ma senza esito) che afferma della possibilità di utilizzare il titolo di infermiere soccorritore CRI convertendolo nel diploma di Infermiere generico, ma non credo che questo possa aiutare a trovare lavoro o a semplificare il percorso formativo di infermiere presso gli atenei
italiani.
Attualmente nelle dotazioni organiche del Servizio Sanitario Nazionale non è prevista la figura di Infermiere generico se non come ruolo ad esaurimento e con inquadramento simile all'OSS.
Non può essere bandito alcun concorso e la figura scomparirà con il pensionamento degli ultimi I.G. che dovrebbero avere tutti oltre trent'anni di anzianità di servizio.
Gli Atenei possono, anzi devono, valutare i crediti formativi con i quali gli studenti immatricolati accedono ai loro corsi ma difficilmente valutano attività o documentazione o diplomi non emessi dal medesimo mondo accademico.
Pur spettando alla commissione di valutazione che ogni Università attiva per svolgere tale compito l'ultima parola, ed in base alla mia esperienza, sono portato ad escludere che tale organismo possa valutare positivamente il diploma CRI e considerarlo come credito formativo.
Il vantaggio del corso CRI è la gratuità e la confidenza che determina rispetto ad una serie di campi scientifici (come la biologia) che sono una delle aree di sapere valutate con il test di selezione aumentando le chances di un esito positivo.
Pur essendo di grande difficoltà e richieda molto impegno e molto coraggio credo convenga trasferirsi al nord dove è possibile trovare lavoro e, grazie anche alle borse di studio, mantenersi durante il percorso formativo. E' una strada ardua ma ritengo offra maggiori possibilità e sia meglio percorribile.

Il bocca al lupo

Marco Piazza
212- Possibilità di impiego col diploma di Laurea in Infermieristica
Buongiorno Sig.Piazza, mi chiamo Marina, ho 25 anni e attualmente lavoro come impiegata in Trentino. Il mio desiderio sarebbe però quello di riprendere gli studi e iscrivermi alla facotà di Scienze Infermieristiche.
La domanda che Le pongo è questa: gli infermieri sono sempre molto richiesti e quindi dopo la laurea è facile trovare lavoro? E quali sono le tendenze per i prossimi anni? Grazie.
Cara Marina,

pur non avendo certezza matematica rispetto alla tua zona di residenza sono più che convinto che il Nord Italia presenti un bisogno di infermieri quasi disperato. Considera infatti che il numero complessivo di posti che gli atenei riservano alla nostra professione (circa 13500) sono da anni inferiori al numero di coloro che vanno in pensione o si dimettono volontariamente.
Inoltre c'è da considerare che in questo e nel prossimo anno, anche a causa del gradone pensionistico della legge Maroni e per via di politiche di assunzione risalenti a circa 35 anni fa che dovrebbero veder fuoriuscire per pensionamento un rilevante numero di colleghi.
Gli infermieri sono molto ricercati.
In Emilia Romagna se un paio di anni fa un laureato trovava immediatamente lavoro nel privato sanitario e sociale ed entrava nel pubblico al primo concorso utile (circa due/tre anni per un lavoro a tempo indeterminato), oggi in pratica non vi è il passaggio per il privato sanitario con chiamata diretta per incarico a tempo determinato con la prospettiva di sostenere un concorso per il ruolo entro un anno.
In Trentino direi che il problema ha caratteristiche di acuità ancora più forte.
Il lavoro non è il problema, mentre devi fare più attenzione se sei portata alle relazioni sociali e non ti sia di disturbo dover trattare con persone malate e fare turnazioni festive e notturne, col dover ogni tanto saltare i riposi e avere uno stipendio non misero ma neppure da nababbi.
Se per te questi non sono problemi allora ti saluto fin da ora con un...
BENVENUTA!!

Marco Piazza
 
211 - Il Master di I° livello per il Valutazione dei Servizi Socio Sanitari  della Facoltà di Sociologia non è valido per lòa posizione di Coordinamento infermieristico.
Ho intenzione di frequentare il master di I livello in "ORGANIZZAZIONE, MANAGEMENT E VALUTAZIONE DELLE POLITICHE E DEI SISTEMI SOCIOSANITARI" A.A. 2006/2007 organizzato dalla Facoltà di Sociologia "FEDERICO II" di napoli.  Voleco sapere in che modo potrei spendere questa esperienza in futuro e se, in particolare, potrebbe essere utile ai fini del coordinamento infermieristico di un'unità operativa, o se sarebbe più utile a tal fine frequentare un master più specifico diretto al coordinamento infermieristico. Grazie
Caro Salvatore,
 
la vecchia carriera infermieristica, quella per intenderci immaginabile fino ad una deicna di anni fa, costituita da una ingresso come infermiere, poi coordinatore ed infine poi dirigente volta interamente all'interno del "comparto" non è più da ritenersi valida.
Oggi la legge 251 2000 prevede che direzione infermieristica dei SIT (Servizi Infermieristici e Tecnici) sia da affidare ad un infermiere con laurea specialistica (180 CFU della Laurea di primo livello + 120 per il secondo) e venga inquadrato nella dirigenza.
La legge 43 2006 riconosce il Coordinatore Infermieristico in colui che ha il titolo universitario ottenuto in seguito ad un Master (ulteriori 50 crediti formativi universitari) o al possesso del titolo di AFD precedente. Il management intermedio resta ancora legato ad una visione gestionale con le sue radici nel passato sia in termini di "autorità e autorevolezza" sia in termini di riconoscimento economico; questo però è un altro discorso e lo chiudiamo qui.
Per rispondere alla tua domanda direi che la cultura non è mai troppa, soprattutto per noi infermieri solo recentemente giunti alla formazione di base in università.
Oggi un percorso formativo come quello che indichi, riconosciuto certamente per ogni momento formativo universitario successivo (i titolo universitari possono costituire un credito per ulteriori corsi di studio) e titolo da spendere in termini di curriculum personale non può in ogni caso essere ricompreso tra i titoli riconosciuti nella legge 43/06 come validi per il coordinamento.
Se il CCNL scaduto ma tuttora vigente prima dell'emanazione di questa legge consentiva delle deroghe per coloro che avevano "le caratteristiche" ma non i titoli, la norma prima citata risolve decisamente ogni possibile dubbio: solo la formazione specifica (Master) consente l'acceso alle funzioni di coordinamento.

Marco Piazza

 

200 - Riconversione creditizia: parliamone
Buongiorno,
mi permetto di disturbarla per avere un chiarimento: mi sono diplomato nel 1987   infermiere professionale e laureato nel 2005 in infermieristica.
Praticamente avendo il diploma superiore e il triennio della scuola infermieri, ho potuto accedere alla riconversione, e laurearmi. Mi dicono che non vi è alcuna differenza tra me prima e me dopo, nel senso ironico che infermiere ero e ora lo sono di nuovo, per via dell'equipollenza dei diplomi con la laurea. Allora penso: perché mi sono fatto "mazzo", (scusi l'espressione forte), per che cosa?? Ho il vantaggio che posso fregiarmi del "dott." davanti al mio nome, e poi??? Io sono felice e contento di aver approfondito il mio bagaglio culturale, e  non recrimino assolutamente nulla di quello che ho fatto, anche se ho dubbi che sia servito. Forse per la carriera, avere il titolo da laureato, potrà aiutarmi ad aprire diverse porte, rispetto a quello da diplomato,...(?) Se ha tempo, vorrei un suo commento..
Cordiali saluti e grazie per la collaborazione
 
Ciao Gabriele,
 
essendo anche io un riconvertito non posso che condividere con te contentezza e la felicità e, forse con un po' di narcisismo e di vanagloria, posso dire di avere raggiunto uno degli obiettivi che mi ero posto nel passato.
Ho sempre avuto a che fare con altri operatori laureati e ho sempre, forzatamente all'inizio ma con naturalezza in seguito, cercato di costruire rapporti professionali basati sul rispetto reciproco e sulla pari dignità professionale. Questo mi ha sempre portato grandi soddisfazioni professionali e poche noie (poche non nessuna).
A volte la mancanza di un pezzetto di carta di formazione universitaria mi ha portato a "subire" alcune situazioni e portato a desiderare di procurarmelo.
Ebbene l'ho fatto.
Ora nell'ambiente in cui lavoro (un centro di formazione) non è cambiato nulla, io sono lo stesso di sempre (e il mio stipendio non è migliorato), ma so che se voglio posso accedere a master e alla specialistica senza debiti formativi, posso essere meglio valutato in occasione di concorsi interni ed esterni ed il mio curriculum, se presentato in occasione di relazioni presso convegni ECM, viene meglio valutato dai referees.
Se poi trovo un maleducato che vuole far pesare con me la sua laurea, posso sempre tenergli testa.
Ma la cosa importante è, se mi permetti il paragone e una maggiore intimità, che noi che non siamo stati "fermi" siamo come surfisti in attesa della "madre di tutte le onde".
Agognata una intera vita noi l'aspettiamo in mare e lasciamo i ridanciani e i criticoni a riva dove potranno solo osservarla passare; se passa l'Onda noi saremo lì e pronti, e se una occasione di migliorare il nostro stato, la nostra cultura e la nostra posizione di persone, di cittadini e di infermieri ci viene offerta, noi saremo un passo avanti agli altri per raccoglierla.
Non per furberia, non per nepotismo, non per clientela ma perun dignitoso e onorevole merito previdente.
 
a presto
 
Marco Piazza

 

199 - Formazione universitaria: come accedere alle informazioni dei diversi atenei
Ciao Marco sono Flora un'infermiera di Napoli ,potresti darmi informazioni su qualche Università campana che consente la trasformazione del diploma regionale di infermiere in laurea? Hai anche informazioni riguardanti la laurea magistrale o il master in coordinamento sempre relative ad università campane? Attendo notizie, grazie mille e complimenti a tutto lo staff per il sito.
 
Ciao Flora,
 
le informazioni che mi chiedi sono già disponibili nella sezione FAQ ma puoi avere notizie più aggiornate consultando i siti dei singoli atenei.
Una scorciatoia la trovi nella  Sezione Formazione aprendo la pagina della Mappa Atenei  del nostro sito di aiol. Cliccando sulla sigla della provincia a te vicina ti collegherai al sito della locale facoltà di Medicina e Chirurgia.
Dovrebbero essere presenti tutti gli atenei ma per ogni dimenticanza o problema ti prego, come prego tutti i nostri lettori, di inviare una segnalazione alla associazione AIOL.
A quel punto cercando nell'Offerta formativa puoi individuare sia la possibilità di accedere alle informazioni riguardanti  il riconoscimento dei titoli pregressi (riconversione creditizia) sia accedere all'offerta post-laurea categoria formativa cui i master appartengono.
Alcuni anni fa, nella fase di esordio dei master previsti dalla normativa  (profilo professionale dell'infermiere e legge di riforma universitaria) aggiornavo periodicamente una tabella che tentava di riportare constantemente l'andamento delle proposte in questo campo, poi l'offera ha raggiunta tale vastità e diversità da richiedere risorse non disponibili alla nostra associazione.
Oggi praticamente ogni ateneo ha attivato alcuni master con buone possibilità di accesso (anche se a costi consistenti); per tali ragioni si reinvia chi fosse interessato a consultare direttamente il sito universitario dell'università più "agevole" rispetto al proprio domicilio.
 
Mi invii una successiva richiesta, che per comodità riporto in questa risposta, riguardante la possibilità di svolgere la riconversione anche tramite il web; in effetti certamente l'ateneo di Chieti (di altri al momento non ho notizia) offre questa opportunità che, sfruttando internet permette di laurearsi frequentando le lezioni a distanza e con poche trasferte si riesce a concludere il percorso formativo.
Attualmente il bando è scaduto ma alla fine del corrente anno solare o ai primi di gennaio sarà probabilmente bandito un nuovo corso al quale si può iscriversi solo on-line.
 
un saluto
 
Marco Piazza
198 - E' possibile fare formazione valida per i crediti ECM anche senza essere provider? e come diventarlo?
Anzitutto complimenti per l'impegno e grazie di esserci.
Sono inf.in una casa di cura accreditata, ho conseguito il master in management infermieristico per le funzioni di coordinamento per cui qualità, ebn, organizzazione e quant'altro, sono diventate per me di fondamentale e necessaria importanza.Tra le mie passioni c'è la formazione aziendale alla quale vorrei dedicarmi. Attualmente l'ECM è soddisfatta da un ente esterno e senza nulla voler togliere so bene che molti dei corsi non rispondono ai bisogni formativi di cui c'è bisogno (tra i docenti non c'è neanche un infermiere). Le chiedo:
1) per fare formazione aziendale occorre necessariamente che l'azienda diventi provider? se la risposta è positiva può fornirmi indicazioni precise in merito e avere una procedura specifica su come procedere?
2) l'infermiere può preparare corsi di formazione,aggiornamento, giornate di studio ecc.. e chiederne l'accreditamento, come?
Grazie

 
Cara collega,
 
l'attività di formazione del personale nello spirito della Formazione Continua e valida per il rilascio di crediti deve obbligatoriamente passare attraverso un provider accreditatosi presso la Commissione Nazionale per la Formazione Continua (CNFC); per fare questo è stata prevista una precisa procedura da utilizzare al fin di ottenere il riconoscimeto degli eventi formativi e il rilascio dei crediti stessi.
Tutti i passi formali per ottenere ciò sono reperibili nella apposita sezione ECM presso il sito del Ministero della Salute.
I passi necessari richiedono il rispetto di determinati requisiti e una fase di "rodaggio" sia delle persone che delle procedure da utilizzare; non è semplice ma fino ad oggi sono circa 10.000 le aziende, gli enti, le associazioni, le società ecc. che hanno raggiunto questo riconoscimento. Ricordo che non si tratta di vero accreditamento ma di una autorizzazione e che, in ogni caso, siamo ancora in una fase, seppur avanzata, di sperimentazione.
Sulla base di questo riconoscimento il provider può sottoporre gli eventi formativi che organizza alla CNFC che li valida, affidandoli con assegnazione anonima, a referees (valutatori esperti) della stessa professione dei destinatari del corso che si progetta.
In base al numero di crediti ECM rilasciati è previsto il versamento di un contributo (vedi normativ per il calcolo dei contributi ) che va da un minimo di circa 260 ad un massimo di circa 775 euro.
E' possibile evitare la complessa procedura di riconoscimento affidandosi, per la sola parte relativa ai riconoscimento dei crediti a provider i quali si limitano ad offrire il gratuito patrocinio o far accreditare l'evento lasciando l'onere dell'organizzazione ed i costi relativi al soggetto non provider.
Possono essere di aiuto il collegi provinciale IPASVI, le ASL, associazioni professionali o scientifiche, sindacati (anche di categoria) ecc. presenti nel territorio.
Con questa pratica, non infrequente peraltro, è possibile iniziare attività formative ECM in attesa di relativo riconoscimento da parte ministeriale.
 
Per quanto riguarda la seconda domanda (limitarsi per cortesia ad un solo quesito per richiesta) è vero che spesso si leggono programmi di corsi di aggiornamento o di eventi residenziali i cui relatori sono tutti immancabilmente provenienti da altre professioni (in prevalenza medici). In realtà ogni soggetto o professionista, quindi l'infermiere non è da meno, può essere impiegato in attività formative in qualità di docente. Tra  i numerosi criteri che contribuiscono all'assegnazione dei crediti ci sono il curriciculum studiorum/professioanle e l'esperienza formativa dei docenti. La scelta dei relatori deve quindi previlegiare persone tenendo conto sia delle capacità comunicative, sia degli studi compiuti, sia dell'esperienza in qualità di professionista e di docente e, per finire, delle pubblicazioni scientifiche.
L'infermiere insegnando in eventi ECM (è valutato da altri infermieri) se non è molto esperto può diventarlo e se in una prima fase l'inesperienza non contribuisce ad innalzare la resa dell'evento, nel tempo aggiungendo esperienza al proprio bagaglio e al proprio curriculum diventa un valore aggiunto per il successo del corso e ottiene anche un suo arricchimento personale, professionale e di carriera.
 
saluti
 
Marco Piazza

 

197 - Siti sull'epilessia
Gent.le Sig. Marco. Grazie per la sua risposta via mail. Potrebbe indicarmi siti riguardanti l'argomento epilessia? grazie e buona giornata
 

Cara Sabrina,

 

Così, giusto come sorpresa dell'uovo di Pasqua ti mando alcuni link senza alcuna spiegazione, per fare prima visto che non ho molto tempo.

Spero ti servano e ti permettano di fare una buona tesi.

ciao e a presto ritrovarti su Infermierionline.net

 

Marco

 

Ricercare su PubMed con i seguenti parametri: "Epilepsy"[MeSH] AND "Nursing Care"[MeSH] 

196 - Atteggiamenti vessatori o regolari?
Vorrei sapere cortesemente se un capotecnico,con il consenso formale del direttore del reparto U.O ,può mettere in turno festivo domenicale (su 52 settimane l'anno) ben 26 settimane e quindi 2 domeniche mensili;un tecnico ed imporgli solo a lui ( tra tutti i suoi colleghi ) la suddetta  turnazione senza nessuna motivazione apparente ma adducendo la stessa al fatto che io usufruendo della L.104\92 mi sia autoastenuto dall'effettuare i turni di pronta reperibilità notturna che la stessa mi permette di attuare. Quindi credo per ritorsione nei miei riguardi mi ha imposto di prestare servizio festivo domenicale diurno ben 2 volte al mese. Chiedo al più presto di sapere se tutto ciò è lecito da parte dei miei superiori? oppure qui essi stanno perpetrando palesemente un abuso di potere. grazie per l'eventuale risposta.
 
Caro Alessandro,
 
con i dati da te forniti (il sapere la regione mi avrebbe aiutato a contestualizzare i problema) posso solo constatare come la situazione che stai vivendo appia come una vera e propria vessazione; ma la mia impressione ha scarsissima rilevanza e occorre stare a i fatti.
Naturalmente la prima cosa che devi fare è quella di contattare una sigla sindacale che possa accertare l'eventuale situazione di mobbing nei tuoi confronti (in alternativa ti resta solo la tutela tramite azione legale individuale facendoti inizialmente carico dei costi).
ll ricorso ai benefici della L. 104/92, lo ricordo a tutti i lettori, fa parte della categoria dei diritti e delle tutele e non autorizza ad alcuna forma di compensazione o discriminazione da parte del beneficiario.
Nel frattempo raccoglierei i dati di distribuzione dei turni dai quali posa risultare evidente che c'è una particolare e pervicace malevolenza nei tuoi confronti rilevando come la turnazione festiva non sia equamente distribuita tra tutto il personale.
Inoltre ti consiglio di leggere l'articolo: "Ordine di servizio, istruzioni per l'uso" e richiederlo per ogni volta che ritieni sia stato compiuto un abuso nei tuoi confronti o il turno venga cambiato con scarso preavviso.
Ripeto che però, oltre ad informare capotecnico e primario che tu intendi ricorrere alle vie legale per la tutela della tua persona e dei tuoi diritti se non saranno predisposti turni equamente distribuiti tra tutto il personale o se non si interromperanno gli atteggiamenti discriminatori, l'intervento di un legale o di un sindacato è praticamente necessario essendo il diritto del lavoro una disciplina compessa e difficilmente autogestibile senza adeguato background legale.
 
Saluti
 
Marco Piazza
195 - Selezione irregolare alla specialistica
Gentilissimo Marco, probabilmente avrai già ricevuto questa segnalazione, in realtà non so se l'invio precedente è andato a buon fine. Vengo al dunque ed espongo il fattaccio.Il 28 settembre ho eseguito i test per l'ammissione al corso di laurea di II livello in scienze Infermieristiche ed ostetriche classificandomi 52 su 30 posti disponibili. Quando sembrava tutto finito ecco il colpo di scena, l'università di Bari rettifica la graduatoria ( a seguito di alcuni ricorsi ) e così da 52 mi ritrovo 49, voi direte poca cosa, se non fosse che cinque dei 30 primi classificati, regolarmente immatricolati, si ritrovano fuori e spalmati in posizioni che vanno dalla 31 alla 54. L'università per correre ai ripari ed evitare possibili nuovi ricorsi decide di chiedere al MIUR l'allargamento 60 posti nell'intento di far rientrare così gli infermieri già immatricolati. Ma oggi, colpo di scena, senza nessuna autorizzazione del MIUR, l'università di Bari decide di iniziare le lezioni, già molto in ritardo, e di ammettere comunque i 5 infermieri già immatricolati e dietro alle mie richieste di chiarimento, il professore un po seccato e forse impaurito di una possibile azione legale mi invita a fare pressioni sul Ministero per L'Università indicandomi anche il Dirigente a cui rivolgermi. Mi chiedo, è giusto tutto questo? E' giusto che un infermiere che si trova attualmente in 54 posizione, solo perché è stato erroneamente immatricolato possa scavalcarmi? Quali azioni legali mi conviene intraprendere? Una lettera indirizzata al Ministero, al Magnifico Rettore dell'Università ed al direttore del corso può fare qualcosa? Grazie per la vostra pazienza e la vostra collaborazione, ma credetemi ho bisogno di sfogarmi.
 
Caro Salvatore,
 
l'ateneo barese, come tutti gli altri più o meno, non è scevro dal compiere errori in fase di costituzione di graduatorie per l'ammissione a corsi di laurea a numero chiuso.
A parte la mia personale massima solidarietà a te e a tutti quelli che vivono la tua medesima situazione frustrante, l'unica via che posso suggerirti alternativa al ricorso per vie legali (meglio se affrontato con una tutela collettiva che mette più forza in campo) è quello di accrescere il tuo curriculum, e quindi migliorare il tuo prossimo punteggio per la selezione del futuro anno accademico, frequentando corsi di lingua (non fanno mai male) di informatica (la patente ECDL per computer che è uno standard europeo riconosciuto e accettato) oppure trovando la maniera di aumentare le pubblicazioni su periodici o altri veicoli editoriali che sono sempre molto apprezzati in fase di selezione.
Approfitto per mandarti tanti auguri
 
Marco Piazza

 

194 - Obbligo dei crediti ECM
Gentilissimo Marco,
sono Maurizio e  scrivo per chiederti informazioni in merito all'aoobligatorietà dei crediti ECM. Sono studente al primo anno di Laurea Specialistica all'Università Magna Graecia di Catanzaro, e contemporaneamente lavoro presso una Casa di cura privata di Reggio Calabria; volevo chiederti: visto che sono studente di Specialistica, sono esonerato dall'acquisizione dei crediti ECM fino alla fine legale del corso di Laurea? Se è così, potresti per cortesia fornirmi dei riferimenti legislativi che mi possano aiutare con la Direzione Generale della Struttura al fine di far capire loro che l'esonero dagli ECM per me è tutelato dalla legge?
Nel ringraziarti anticipatamente del tempo che mi hai dedicato, invio cordiali saluti
 
Caro collega,
 
l'attività formativa post-base (master, specialistica, dottorato ecc.) è di fatto un momento in cui l'operatore  sanitario completa, integra, approfondisce e aggiorna le proprie conoscenze professionali; durante questo periodo  è esentato dall'obbligo di ottenere crediti.
Ti riporto integralmente le notizie da tre richieste e disponibili presso il sito del Ministero della Salute, presso la sezione domande e risposte operatori nel settore ECM:
"E' esonerato dall'obbligo dell'E.C.M. il personale sanitario che frequenta, in Italia o all'estero, corsi di formazione post-base propri della categoria di appartenenza (corso di specializzazione, dottorato di ricerca, master, corso di perfezionamento scientifico e laurea specialistica, previsti e disciplinati dal Decreto del MURST del 3 novembre 1999, n. 509, pubblicato nella G.U. n. 2 del 4 gennaio 2000; corso di formazione specifica in medicina generale, di cui al Decreto Legislativo 17 agosto 1999, n. 368, emanato in attuazione della Direttiva 93/16/CEE in materia di libera circolazione dei medici e di reciproco riconoscimento dei loro diplomi, certificati ed altri titoli; formazione complementare es. corsi effettuati ai sensi dell’art. 66 “Idoneità all’esercizio dell’attività di emergenza” di cui al Decreto del Presidente della Repubblica 28 luglio 2000 n. 270 Regolamento di esecuzione dell’accordo collettivo nazionale per la disciplina dei rapporti con i medici di medicina generale; corsi di formazione e di aggiornamento professionale svolti ai sensi dell’art. 1, comma 1, lettera d) “Piano di interventi contro l’AIDS” di cui alla Legge 5 giugno 1990, n. 135, pubblicata nella G.U. n. 132 dell’8 giugno 1990) per tutto il periodo di formazione (anno di frequenza). Sono esonerati, altresì, dall’obbligo E.C.M. i soggetti che usufruiscono delle disposizioni in materia di tutela della gravidanza di cui alla legge 30 dicembre 1971, n. 1204, e successive modificazioni, nonché in materia di adempimento del servizio militare di cui alla legge 24 dicembre 1986, n. 958, e successive modificazioni, per tutto il periodo (anno di riferimento) in cui usufruiscono o sono assoggettati alle predette disposizioni."

Come puoi notare sono riportati tutti i riferimenti normativi.

Auguroni per il tuo  studio

Marco Piazza

193 - Operatore Servizi Sociali e Operatore Socio Sanitario - differenze

Ho raggiunto con il triennio il diploma di OPERATORE DEI SERVIZI SOCIALI ma non mi è ancora chiaro se è equiparato a quello dell’ OPERATORE SOCIO SANITARIO  è evidente che i due titoli si assomigliano molto ma la mia domanda è questa!!!

Se sono due formazioni diverse, è logico dare maggior titolo ad un corso di 1000 ore che a 3 anni di scuola sociale ? considerato che le materie di base sono le stesse???   

Per semplificare:

-          è mai possibile che un Operatore socio sanitario possa lavorare in case di riposo o di cura per anziani mentre un Diplomato Statale Operatore dei Servizi Sociali NO.!!

Per semplificare ancora di più potresti aiutarmi a capire la differenza fra questi:

-          Operatore Socio Sanitario                      ( corso di 1000 ore) 

-          Operatore dei Servizi Sociali                  (diploma di 3 anni )

-          Operatore Tecnico dei Servizi Sociali      (diploma  di 5 anni)

Mia figlia è Operatore dei Servizi Sociali e vorrebbe lavorare in una casa di cura o riposo per anziani, ma non viene accettata e ciò che mi fa arrabbiare maggiormente è che non sanno dirmi il perché. Poiché come me, non vedono differenze sostanziali con l’Operatore Socio Sanitario che viene accreditato senza problemi.

Saluto e ringrazio di cuore.

 

 

Caro James,
 
la formazione dell'OSS avviene attraverso un corso formativo di 1000 ore, come da te correttamente riportato, nelle quali, oltre all'attività di stage pratico presso le unità operative della ASL o presso altre strutture sanitarie convenzionate, il programma teorico fornisce contenuti sanitari insegnati da docenti formatori provenienti dal Servizio Sanitario Nazionale (infermieri, caposala, medici ecc.) e contenuti sociali forniti da docenti dell'ente formatore.
In queste due caratteristiche sta forse la spiegazione del mancato accoglimento delle domande di impiego di tua figlia:
  • Stage formativo in strutture a valenza sanitaria;
  • Contenuti formativi forniti da sanitari.
Il programma dei Centri di Formazione e quello degli Istituti per Tecnico dei Servizi Sociali non è sovrapponibile.
Il problema non è la quantità o la durata di studio ma i contenuti svolti.
Qui nella mia realtà territoriale un Istituto di Scuola Media Secondaria ha attivato in passato una convenzione con la AUSL perchè quest'ultima fornisse un tutor/docente che seguisse la formazione sanitaria e per fare in modo che, facoltativamente e al termine delle lezioni regolari, gli studenti medi interessati potessero frequentare uno stage pratico  presso l'ospedale.
Solo questi alla fine, al raggiungimento della maturità, hanno contestualmente ricevuto il diploma di OSS.
Ma non tutte le situazioni territoriali sono uguali e l'autonomia legislativa in materia sanitaria e sociale allontana sempre di più una Regione dall'altra producendo, di fatto, diversi sistemi sanitari e contenendo il ruolo dello stato a funzioni di indirizzo e controllo.
Il mio consiglio è di rivolgersi presso la Scuola Media Superiore ove tua figlia si è diplomata per vedere se e come è possibile parificare/sanare la differenza tra i programmi o, in alternativa, rivogersi ad un Centro di Formazione Professionale per verificare come sia possibile riconvertire il credito formativo in un diploma utilizzabile in questa importante professione d'aiuto.
 
Saluti
 
Marco Piazza
192- Limite di anzianità per iscrizione alla laurea
Gent.mo staff di Infermierionline
mi chiamo Luca e abito in provincia di Bologna.Ho 28 anni e attualmente lavoro come impiegato commerciale,ma da circa un anno presto servizio come volontario nella Croce Verde di un paesino vicino casa mia.Devo dire che le soddisfazioni che ho avuto in questo periodo sono state davvero tante,probabilmente il desiderio di "aiutare il prossimo"latente in me,si e' manifestato in questa esperienza.Ora,la mia domanda e'!Secondo voi se alla mia eta' mi iscrivessi alla Laurea in Infermieristica a Bologna,calcolando di terminare gli studi verso i 31 anni,porto' ancora trovare lavoro,oppure saro' troppo vecchio??
cordialmente

 
Caro Luca,
 
io opero in un Polo Formativo e devo dire, per esperienza diretta, che sono numerosi gli studenti ultratrentenni che si iscrivono e che finiscono il corso, in alcuni casi anche persone oltre i 40 hanno iniziato lo studio e lo stanno per concludere.
Molto spesso sono Operatori Tecnici addetti all'Assistenza (OTA) che vogliono elevare la loro condizione professionale e retributiva dopo anni durante i quali hanno potuto familiarizzare col lavoro. Altre volte sono persone che vogliono rispondere in questo modo al loro bisogno di impegno solidaristico e volontaristico; in qualche caso persone stanche di fare un lavoro disumanizzato o mercificato e vogliono riprendere in mano una visione più umanizzata del lavoro.
Per finire non mancano adulti con altri titoli di studio, anche a livello universitario che, non trovando impiego col loro precedente diploma, intraprendono la carriera infermieristica.
Non è l'età a rappresentare il vero filtro ma altri parametri:
  • la scolarità: la maturità quinquennale (o titolo equivalente) è un requisito necessario per accedere al Corso di Laurea in infermieristica;
  • la durezza del corso che effetivamente non ha pari per impegno e complessità richiedendo obbligo di frequenza e attività teoriche e tirocini pratici;
  • la quasi impossibilità a svolgere qualsiasi lavoro durante il corso;
  • lo stipendio del neoassunto che, pur consentendo anche di giungere in tempi ragionevolmente brevi, all'impiego nella Pubblica Amministrazione nel S.S.N., non è a livello di altre professioni con laurea;
  • la frequentazione del dolore, della sofferenza e della morte che, pur essendo profondamente connaturata alla natura umana, non tutti sopportano;
  • il ruolo sociale, per quanto migliorato negli ultimi anni, non è ancora appagante e rappresentato.
Come vedi la scelta è nelle tue mani... ma il tempo per riflettere non manca visto che i bandi per l'Ateneo bolognese usciranno con ogni probabilità nella seconda metà di luglio e avrai tempo fino alla fine di agosto per perfezionare l'immatricoazione per la quale c'è un esame di selezione visto che trattasi di Corso a numero chiuso.
 
Marco Piazza
191- Tesi: gestione dell'emotrasfusione e ruolo dell'infermiere nella prevenzione delle complicanze in pazienti in età pediatrica
Salve,sono uno studente all' ultimo anno del corso di laurea in scienze infermieristiche presso l' universita' di Bari. Il prossimo novembre dovro' relazionare la mia tesi che trattera' della gestione dell'emotrasfusione e ruolo dell'infermiere nella prevenzione delle complicanze in pazienti in età pediatrica.A tal proposito mi chiedevo se fosse possibile ricevere del materiale in merito,al fine di formulare un buon lavoro, visto che fin'ora ho riscontrato difficoltà di ricerca. In attesa di un vostro cortese riscontro porgo cordiali saluti
Aldo
 
Caro Aldo, 
mi spiace veramente doverti rispondere negativamente per due ragioni: 
  • il tema da te trattato, per quanto interessante, si colloca in una  nicchia veramente minuscola delle competenze infermieristiche e poca o nulla letteratura si è prodotta in Italia;
  • non ho, io personalmente nè tantomeno AIOL come associazione, risorse sufficenti a rispondere ai numerosissimi quesiti che molti dei circa 10.000 studenti del terzo anno di infermieristica ci pongono in relazione alla stesura della tesi di laurea.
L'attività dei colleghi di Infermierionline e mia è assolutamente volontaria e gratuita e resa coll'intento di contribuire al progresso della professione nell'interesse dei pazienti e in una logica di condivisione della conoscenza, questo impegno ha purtroppo dei confini, questo è uno di quelli, oltre i quali rischiamo salute e affetti.
 
Ti consiglio di prendere  visione degli articoli sulla ricerca bibliografica on-line disponibili nella sezione Formazione/in pillole , i quali puoi scaricare liberamente ed utilizzare come traccia per acquisire una corretta metodologia di ricerca sulle banche dati disponibili in internet.
In ogni caso compito di guidare lo studente nella stesura della tesi è dei tutor e del relatore, a loro sarebbe corretto riferirsi.
 
a presto rileggerti come collega
 
Marco Piazza

 

190 - Obbligo del diploma scuola media superiore per riconversione titolo
Ciao Marco,
sono in possesso del diploma di infermiere professionale dal 1978(triennale  conseguito ai sensi del regio decreto 21/11/29 n.2330 legge 15/11/73 n.795).
Quando mi sono iscritto al corso sopracitato non vi era l'obbligo del  diploma di maturita'(e tuttora non ne sono in possesso).posso fare domanda di riconoscimento dei crediti formativi per il conseguimento della laurea in infermieristica.

 
Ciao Vincenzo,

purtroppo per te l'accesso ad ogni qualsivoglia corso di laurea, riconversione creditizia, specializzazione (master) o specialistica (3+2) in ambito universitario ha per requisito obbligatorio il possesso di una scolarità superiore quinquennale (maturità).
A questo requisito non ci sono deroghe.
Un caro saluto per questo novello 2006

Marco Piazza
189- Laurea in scienze infermieristiche - DM 509/99
Salve, sono un ragazzo di 5 superiore e ho intenzione di iscrivermi alla facoltà di scienze infermieristiche. Ho una grande confusione su come si articola il piano di studi di un infermiere. Mi pare di aver capito che dopo la laurea triennale si possa continuare (facendo il 3+2) e quindi diventare anche "dottore in scienze infermieristiche". Ma in cosa consta questo biennio di specialiazzazione? Diventerei un infermiere specializzato? La specializzazione si fa all'università o in ospedale? Grazie.
Caro Alessio,
 
benvenuto! Siamo contenti del tuo interessamento per questa professione faticosa e magnifica; vengo a risponderti.
Il corso di Laurea in Infermieristica (non ha ancora una facoltà di Scienze Infermieristiche o Sanitarie ma è inserita in Medicina e Chirurgia) prevede, alla luce della riforma universitaria in base al Decreto Ministeriale 509/99, prevede una formazione di base triennale equivalente a 180 CFU (Crediti Formativi Universitari: un credito = 30 ore di attività didattica in parte in aula o in stage in parte in studio individuale).
Nel corso di base si acquisisce il titolo di laurea e l'abilitazione professionale necessaria per esercitare la professione nel servizio sanitario pubblico, nel privato, in ospedale o nel territorio, con rapporto di lavoro dipendente o libero professionale.
Alla luce del decreto più sopra citato la formazione post-laurea ha sviluppi orizzontali o verticali  
 
I titoli ottenuti sono rispettivamente(Art 13, comma 7, DM MIUR 270/2004):
3 anni: laurea:                                                 dottore in infermieristica (L)
2 anni: laurea magistrale o specialistica:           dottore magistrale (LM)
3 anni: Specializzazione di laurea:                    dottore magistrale (LS)
X anni: dottorato di ricerca                                dottore di ricerca (LR)
 
Il dottorato di ricerca è istituito dagli atenei nel rispetto dell'art 4 L.210/98.
Tutta la formazione è svolta nelle università in collaborazione con cliniche universitarie o ASL (ex scuole infermieri) che di fatto hanno stipulato convenzioni in base alle quali cliniche e ospedali sono i luoghi ove si svolge il tirocinio obbligatorio.
La specializzazione (o master annuale o formazione orizzontale) fornisce elevate competenze in determinati campi disciplinari del nursing e aumenta la responsabilità e l'autonomia del professionista così formato favorendo la possibilità di operare nei contesti preferiti. Se uno ama lavorare con i bambini e vuole aumentare le possibilità di trovare un impiego che lo realizzi, farà un master in area pediatrica. Diversamente se un infermiere vuole fare lo strumentista di sala operatoria deve  fare il corso di ferrista per darsi maggiori possibilità di essere scelto per tale incarico.
Invece la specialistica (3+2) o laurea magistrale, pur non essendo ancora previsto nulla di più specifico, aumenta competenze, conoscenze e resonsabilità in tre campi:
  • Clinica:                  infermiere particolarmente votato ad offrire assistenza superiore
  • Formazione          infermiere destinato ad operare in campo formativo sul lavoro e nella prima formazione (le scuole per intenderci ma anche per gli aggiornamenti)
  • Organizzazione    infermiere dirigente
Spero di essere riuscito a rendere comprensibile una materia complicata ed ancora da definire.
Se vuoi ulteriori notizie, leggi le FAQ precedenti dell'area formazione ed in paricolar modo quelle riguardanti la richiesta di informazioni e sulle motivazioni a fare l'infermiere
 
Un saluto e a rileggerti presto
 
Marco Piazza

 

188 - Ricerca di materiale sulla job description
Caro Marco, vorrei sapere dove ricercare le linee guida per stilare la job description del personale. Grazie Rita.
 

Ciao Rita, 

scusa il grande ritardo col quale ti rispondo ma gli impegni sono tanti come numerosissimi sono i problemi. 

Ti indico dove reperire la documentazione che ti serve sulla job description sperando ti sia ancora utile. 

Una tesi di Riccardo Sperlinga (Piemonte) al termine di un master dal titolo:

 un articolo di Carlo Calmandrei su Management Infermieristico:

Un articolo di Laura D'addio sul Giornale di Geriatria e Gerontologia:

Un documento della Unioncamere sulla valutazione del personale

due riferimenti bibliografici: 

Aiuto G., Galbiati M., 1992, "L’analisi e la valutazione delle posizioni con il metodo Hay", sta in Costa G. (a cura di), Manuale di gestione del personale, vol. 2, Utet, Torino

Broglio A., 1992, "Il sistema di valutazione delle prestazioni", sta in Costa G. (a cura di), Manuale di gestione del personale, vol. 2, Utet, Torino 

Non si trova molto materiale su questo argomento purtroppo  

Un saluto  
Marco Piazza
187 - Diritto allo studio
Gentilissimo Marco,
sono iscritta a un corso serale per il raggiungimento del Diploma di scuola Superiore,perchè faccio parte di quella schiera di Infermieri che a suo tempo hanno conseguito il Diploma D'Infermiere  con il biennio.Quindi per assurdo io avrei ora la qualifica di laurea breve, senza avere il diploma(ma questa è un altra storia)
Mi rivolgo a lei,perchè io lavoro solo di mattina e l'Ufficio Amministrativo della AZUR dove lavoro(a Jesi) ha negato (a voce) il mio diritto alle 150 ore,dicendo
che non ne avevo diritto in quanto la frequenza del mio corso è di pomeriggio,(ed io non lavoro il pomeriggio)
poi,ci sono tante domande e la percentuale è raggiunta.
Può essere vero?
Ho delle colleghe di corso che sono impiegate,o bidelle e lavorano solo il mattino,ma a loro sono concesse. Come mai?
Posso fare qualcosa per impormi se ho ragione?
Al momento mi sono trovata costretta a richiedere dei periodi di aspettativa
di circa 4 mesi all'anno.Sono nel giusto?
Mi consigli per cortesia,e se può indicarmi anche delle leggi da mostrare a questi signori per avvalorare la mia tesi.
Ho parlato anche con un rappresentante del sindacato (che ha la moglie che frequenta l'universita) e mi ha risposto picche anche lui(non so,quanto sia attendibile)
Attendo risposta al più presto
 
Cara Barbara,
 
come più volte affermato in precedenti quesiti sottopostimi, il diritto allo studio è regolato dall'Articolo 22: Diritto allo studio del CCNL 2004 tutt'ora vigente.
Questo articolo permette di stabilire il diritto rispetto all'assegnazione di permessi retribuiti per un tempo lavoro fino a un massimo di 150 ore qualora un dipendente frequenti un corso.
Questo diritto è contingentato con un limite al 3% del personale aziendale a tempo indeterminato; il medesimo diritto non è legato ad un particolare periodo orario della giornata ma alla semplice frequenza.
Esiste una regolamentazione per stabilire la precedenza nel godimento di tali benefici come previsto dal comma 4:
" Qualora il numero delle richieste superi le disponibilità individuate ai sensi del comma 1, per la concessione dei permessi si rispetta il seguente ordine di priorità:
  1. dipendenti che frequentino l'ultimo anno del corso di studi e, se studenti universitari o post-universitari, abbiano superato gli esami previsti dai programmi relativi agli anni precedenti;
  2. dipendenti che frequentino per la prima volta gli anni di corso precedenti l'ultimo e successivamente quelli che, nell'ordine, frequentino, sempre per la prima volta, gli anni ancora precedenti escluso il primo, ferma restando, per gli studenti universitari e post-universitari, la condizione di cui alla lettera a);
  3. dipendenti ammessi a frequentare le attività didattiche, che non si trovino nelle condizioni di cui alle lettere a) e b)."
Può pertanto intendersi come veritiera la possibilità che sia stato raggiunto il numero massimo di fruitori ma irrilevante la negazione sulla base dell'orario di frequenza delle lezioni.
 
Diverso discorso il disposto del precedente articolo 21che consente di non essere costretti al ricorso alla astensione non retribuita nei giorni in cui si è sottoposti all'esame di ammissione al 5° anno di corso o per la prova finale di maturità, potendo assentarsi con congedo retribuito perchè questa materia è regolata da parte dell'Art. 21 (Permessi retribuiti) il cui comma 1 recita:
" A domanda del dipendente sono concessi permessi retribuiti per i seguenti casi da documentare debitamente:
            a) partecipazione a concorsi od esami - limitatamente ai giorni di svolgimento delle prove - o per aggiornamento professionale facoltativo comunque connesso all'attività  di servizio: giorni otto all'anno; (...omissis...)."
Ricordo anche che i due benefici (art. 21 e 22) non sono concorrenti ma possono essere sommati.
 
Saluti e in bocca al lupo per la prova finale
 
Marco Piazza
186 - FAD
Ciao, gradirei sapere se ci sono corsi con accreditamento ecm che si possono fare da casa tramite internet io purtoppo ho problemi  a spostarmi  e fino ad oggi non sono riuscita a partecipare ad alcun corso di aggiornamento per cui mi farebbe comodo avere alcuni indirizzi grazie   
Ciao Cristina,
 
la formazione a distanza comincia ad uscire dalla sperimentazione ed è ammessa come uno dei principali metodi per ottenere crediti ECM.
La norma prevede che essa sia in grado di consentire il reperimento fino all'80% dei crediti complessivi necessari per ogni anno.
La problematica di fondo è duplice:
  • l'offerta che ad oggi è ancora scarsa numericamente in quanto i cataloghi aziendali debbono ancora costituirsi
  • l'accessibilità che, superato il primo momento in cui si volevano regolare i sistemi e ha presentato una serie di corsi gratuiti, adesso comincia a stringersi attorno a progettualità locali o di area.
Solo la tua azienda sanitaria o l'insieme delle ASL limitrofe  unite in un consorzio, può metterti in grado di frequentare corsi.
Visti gli altissimi costi legati alla formazione ECM (pensa che i circa 900.000 operatori sanitari che partecipano a  50 ore ogni anno sammano a circa 45 milioni di ore totali)  e l'articolo 20: Formazione ed ECM  dell'ultimo CCNL che carica sulle ASL e sulle AO i relativi oneri, è grande interesse del SSN investire in un sistema di formazione asincrona che, anche se presenta costi consistenti nella fase di messa a regime, poi può essere diffuso e scambiato con altri eventi di altre ASL o AO.
Visto che comunque il dovere a mantenere elevate competenze tramite momenti formativi tenderà sempre più a rinforzarsi finio ad arrivare all'obbligo, e che tale obbligo ricade sull'azienda della quale fai parte, contatta il Centro Formazione (o come viene definito ad Alessandria) per sentire quale offerta sia possibile.
Nel nostro sito esiste una pagina di segnalazione di Eventi Formativi che ci sono stati notificati; controllala periodicamente per vedere se vi sono novità.
 
Un caro saluto
 
Marco Piazza