F.A.Q.

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11 - Info scissura diastatica
Salve,
sono (segue il nome) e scrivo da (segue città). Il (data) ho dato alla luce una splendida bambina, esattamente alla 35 settimana e 5 giorni. e' stato un parto cesareo d'urgenza perchè mi era venuta un'epatogestosi cronica,
con sidrome HELLLP. Di consegenza, sia io che la bambina abbiamo rischiato moltissimo. Lei ha avuto subito problemi
respratori, massaggio cardiaco, ecc...Pesava 2,350 Kg.

Dopo un giorno passato al nido, l'hanno trasferita al reparto di Terapia Intensiva Neonatale, perchè la situazione si era complicata ulteriormente. E' rimasta quasi 20 giorni ed è uscita con la seguente
diagnosi: "DISTRESS RESPIRATORIO, PERVIETA' DEL DOTTO DI
BOTALLO, ITTERO IN NATA PRETERMINE". Le sono state anche effettuate due ecografie transfontanellare, sia durante il ricovero sia durante la dimissione dall'ospedale, in cui
riportavano: S.I. in asse e presenza di iperecogenicità in regione periventricolare.
Il mio problema riguarda proprio questo tipo di ecografia, in quanto l'altro giorno
, esattamente il 16/10/2007, a quasi 3 mesi di vita, le è stata ripetuta, sempre nello stesso reparto di T.I.N. in base ad un follow-up. Adesso però mi hanno detto che non c'è più iperecogenicità ma c'è una scissura "DIESTESATA".
Giustamente, non essendo competente in materia, ho chiesto informazioni all'ecografista e mi ha risposto che può
essere dovuta ad una situazione di sofferenza della bambina e che può determinare un ritardo mentale o, nella
migliore delle ipotesi, può restare un "difetto fisiologico", tipo una "mano più grande ed una più piccola". In quel momento mi sono veramente sentita morire, e non mi hanno più voluto dare spiegazioni. Mi hanno solamente detto che l'avrebbero ripetuta a Dicembre 2007. Praticamente cercavo un qualche aiuto da loro, ma non l'hanno capito. Adesso vorrei sapere se potreste darmi maggiori informazioni riguardante questo termine e se potete darmi un consiglio, magari una visita da effettuare, ulteriori esami....insomma, tutto ciò che
potrebbe aiutare il mio piccolo angelo a stare bene. Infinite grazie,
G. D.

Gentile G.

 

Con il termine scissura diastatica, si vuol intendere la mancata unione delle ossa del cranio.

Alla nascita il cranio del neonato è formato da ossa che non sono ancora ben salde tra di loro e la fontanella (quella parte molle che si apprezza toccando la testolina) ne è la testimonianza.

Questo perché, al momento del parto la testa del piccolo deve facilmente adattarsi appunto, al canale da parto e quindi poter nascere.

La fontanella tende a regredire nei primi tre mesi di vita sino ad arrivare alla completa chiusura.

Quando al momento della nascita il piccolo ha problemi (come purtroppo la sua piccola) le ossa del cranio possono ritardare a saldarsi, a testimonianza della sofferenza respiratoria avuta.

Cosa nel concreto questo comporterà in seguito, e in che modo influenzerà lo sviluppo fisico e psichico della bambina, glielo diranno le ulteriori indagini alla quale la sua piccola dovrà sottoporsi.

Con la speranza di averLe fatto almeno un po’ di chiarezza, la saluto caramente.

 

Serena Orlando

 

10 - Handicap: chi di competenza?

Buon giorno,

Le scrivo questa email con la speranza di avere una risposta positiva al quesito che sto per scriverLe.

Le spiego in sintesi la situazione, grave a dir poco, di una famiglia del mio condominio.

Trattasi di una famiglia con due figli autistici (gemelli di 23 anni) che fino a dieci giorni fa, con tutti i problemi del caso, riusciva a svolgere una vita quasi "normale".

Più di una settimana fà il padre ha avuto un infarto (fortunatamente superato) molto molto grave tale da non poter nemmeno più guidare.

Questo mette la famiglia in una situazione drastica in quanto il padre accompagnava il mattino i figli in un centro riabilitativo distante più di 40 km dal nostro Paese. Di conseguenza andava a riprenderli nel pomeriggio.

Dal giorno successivo all'infarto ho accompagnato io i ragazzi. Poichè dovrebbe essere una situazione ormai permanente ho sollevato il problema al Sindaco e al Responsabile dei Servizi Sociali chiedendo loro se lo stesso comune può mettere un mezzo di trasporto e un autista (la madre dei ragazzi non ha la patente) per aiutare la famiglia in esame. La risposta che mi è stata data è la seguente: la famiglia riceve gia sia la pensione sia l'indennità di accompagnamento e che il comune non può fare altro che rimborsare il solo percorso chilometrico. Mi chiedo: compete solo questo al Comune? Non dovrebbe essere lo stesso Comune a mettere  questa famiglia "coraggiosa" nelle condizioni di condurre una vita quasi normale? 

Spero che Lei mi possa aiutare.

Grazie anticipatamente.

GIOVANNI G.

 

Gentile sig. Giovanni

Le segnalo la Legge n. 104 del 5 febbraio 1992, Legge-quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate.

http://www.infermierionline.net/leggi_decreti/legge_104-handicap.htm#A3

E’ una legge esplicita che denota nel dettaglio i diritti e i doveri sia delle istituzioni che dei soggetti assistiti.

La presa in carico dei disagiati non è solo economica ma volge alla prevenzione, assistenza, riabilitazione, integrazione sociale e scolastica, considerando non solo il singolo ma la famiglia e ciò deve avvenire da parte di una rete di servizi (ASL, Servizi Socio-Assistenziali, scuola, centri socio-riabilitativi ed educativi diurni, Associazioni di volontariato, Comunità) che dovrebbero lavorare in stretta collaborazione, nel territorio o a domicilio.

 

Il punto 2 dell’art. 40: Gli statuti comunali di cui all'art. 4 della citata legge n. 142 del 1990 disciplinano le modalità del coordinamento degli interventi di cui al comma 1 con i servizi sociali, sanitari, educativi e di tempo libero operati nell'ambito territoriale e l'organizzazione di un servizio di segreteria per i rapporti con gli utenti, da realizzare anche nelle forme del decentramento previste dallo statuto stesso.

 

Il punto H dell’art 5 riporta esattamente che il sostegno economico non è da considerarsi un fine ma un mezzo:

Garantire alla persona handicappata e alla famiglia adeguato sostegno psicologico e psicopedagogico, servizi di aiuto personale o familiare, strumenti e sussidi tecnici, prevedendo nei casi strettamente necessari e per il periodo indispensabile, interventi economici integrativi per il raggiungimento degli obiettivi di cui al presente articolo;

 

… sull’obbligo del trasporto

Art. 26 - Mobilità e trasporti collettivi

2. I comuni assicurano, nell'ambito delle proprie ordinarie risorse di bilancio, modalità di trasporto individuali per le persone handicappate non in grado di servirsi dei mezzi pubblici.

Art. 27 - Trasporti individuali

5. Le unità sanitarie locali trasmettono le domande presentate dai soggetti di cui al comma 1 ad un apposito fondo, istituito presso il Ministero della sanità, che provvede ad erogare i contributi nei limiti dell'autorizzazione di spesa di cui all'art. 42.

 

Personalmente penso che questa famiglia si trovi ora in una situazione che la stessa legge definisce grave, proprio per la straordinarietà degli ultimi episodi, pertanto è obbligo istituzionale attivarsi per risolvere al meglio il problema.

I percorsi burocratici sono spesso tortuosi e farraginosi, tali da impedire un approfondimento del problema e la ricerca di una effettiva soluzione, spesso si fermano in superficie, al minimo dovuto senza considerate che invece oggi è un obbligo istituzionale andare oltre. Per esperienza personale posso dirle che alcuni muri, in ultima istanza, possono essere abbattuti con il clamore dei mass media, o con l’aiuto di organi di auto-aiuto come il tribunale dei diritti del malato o le varie associazioni locali.

 

Le segnalo inoltre altri siti utili dove può rivolgersi.

HandyLex è un servizio dell'Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare: quanto di più si può sapere sul mondo dell'Handicap

Disabili.com Eccellente sito di orientamento per i disabili - Associazioni, categorie, forum e chat di discussioni  rendono questo uno spazio di incontro e di solidarietà.

www.socialinfo.it

http://www.praderwilli.it/

Cordiali saluti e tutta la mia stima per l’impegno che sta mettendo in questa vicenda.

Claudia Giovannelli

9- Autorizzazione dell'ASL per la fornitura di dispositivi: periodo indicato dal medico prescrittore.
Un mio amico ha un parente stretto anziano, residente a Lu Monferrato (Alessandria), che necessita, per alimentarsi, di sondini naso-gastrici. Avendoli finiti, ne ha chiesti altri alla Asl di competenza, che vuole a tutti i costi risottoporlo a visita, altrimenti, dice, non glieli fornisce. Non credo sia prassi corretta da parte di una Asl ricattare un paziente domiciliare grave, le cui condizioni non sono certo migliorate dall'ultima visita. Se tali condizioni devono essere verificate, non basterebbe inviare un medico a casa del paziente, insieme ai sondini naso gastrici?
Che cosa ne pensate?  Avete suggerimenti? Grazie.  
L.S.

 

Gent.le Sig.re L.S.,
l'asl rimborsa a piè di lista, previa presentazione delle prescrizioni mediche, il materiale acquistato. Ciò può essere vero solo se la prescrizione viene fatta dallo specialista del ssn, ed è, di norma, un medico prescrittore.
"Art. 2, comma d.: ...i soggetti laringectomizzati e tracheotomizzati, ileo-colostomizzati e urostomizzati, i portatori di catetere permanente, gli affetti da incontinenza stabilizzata, nonché gli affetti da "patologia grave" che obbliga all'allettamento, previa presentazione di certificazione medica. Per i suddetti soggetti, la prescrizione, redatta da uno specialista del Ssn, dipendente o convenzionato, competente per la menomazione; indica i dispositivi protesici necessari e appropriati, riportati dall'allegato 2, ad esempio, rispettivamente nelle classi "Ausili per tracheotomia ISO 09.15", "Ausili per stomie ISO 09.18", "Cateteri vescicali ed esterni ISO 09.24" e "Raccoglitore per urina ISO 09.27", "Ausili assorbenti l'urina ISO 09.30", "Ausili per la prevenzione e trattamento lesioni cutanee ISO 09.21", per il periodo intercorrente fino alla successiva visita di controllo, quando necessaria, e comunque per un periodo non superiore ad un anno. Nell'indicazione del fabbisogno, la prima prescrizione tiene conto della eventuale necessità di verificare l'adattabilità del paziente allo specifico dispositivo prescritto. L'azienda unità sanitaria locale di residenza dell'assistito autorizza la fornitura dei dispositivi per il periodo indicato dal medico prescrittore, prevedendo idonee modalità di consegna frazionata."
Questo per quanto riguarda le categorie dei soggetti, in generale, che ne hanno diritto. La prassi normativa è obbligatoria per legge; la procedura può avere lievi scostamenti a seconda della ASL e della Regione di appartenenza. Se il soggetto risulta "non trasportabile", occorre - in genere - dimostrarlo tramite apposita documentazione medica. In questo caso, il medico di famiglia, oltre a fornire le informazioni del caso, può attestare che il soggetto "non è trasportabile".
Cordiali saluti.
 
Valter Fascio
8 - Rifiuto del cibo

Gentili Signori, ho una cara amica che l'estate scorsa ha iniziato una dieta per perdere peso, facendo molto movimento e riducendo i suoi pasti al minimo.Questo è andato avanti per qualche mese portandola al suo peso forma, ma poi ha avuto un grosso dispiacere dal marito dal quale ora vuole separarsi, e dopo questo fatto non è più riuscita a mangiare e continua a perdere peso.Credo che ora superi di poco i 40 kg ed è alta 1,50m circa.la taglia 40 le va larga. Ho cercato di informarmi sul problema anoressia, ma mi sembra di capire che non sia il suo caso, perchè lei si sforza di assumere cibo, ma sente subito un senso di pesantezza e le si chiude lo stomaco.Quando si sforza un po' di più si sente male.Se è da sola salta i pasti e dice che si dimentica di mangiare.
  > Di cosa si tratta? Come si può aiutarla?Sono molto preoccupata per lei perchè la vedo scomparire piano sotto i miei occhi e non riesco a fare niente per lei. Vi prego di rispondermi presto.
RW- Verona

 

I sintomi più eclatanti dell'anoressia sono appunto un dimagrimento eccessivo (25% e più), rifiuto all'assunzione del cibo che può manifestarsi nei disturbi più vari tra cui anche quel "senso di pesantezza e chiusura  dello stomaco" di cui manifesta la sua amica, perdita delle mestruazioni, a volte depressione, etc.   

Noi di Aiol, non pretendiamo di fare diagnosi a distanza e credo che nemmeno seri psichiatri possano farlo attraverso una descrizione in internet  perchè si rischia di minimizzare il problema ed affrontarlo nella maniera  più sbagliata.

Il consiglio che però possiamo darle, anche in base al quadro da lei  descritto, è quello di consultare un centro per i disturbi alimentari, o uno psicologo della zona che possa meglio consigliarvi, questo possibilmente nel  modo più tempestivo perchè disturbi così non vanno sottovalutati.    Di più non possiamo dirle.

Grazie e in bocca al lupo.
Claudia Giovannelli

7 - Incontinenza urinaria: quali rimedi

Mi serve un consiglio da persone competenti. Il problema riguarda mio padre. E' un malato terminale che odia il catetere, o meglio gli ha sempre dato molti problemi, bruciore, fastidi. Ultimamente capita che la notte si fa la pipì sotto perché non ce la fa ad alzarsi dal letto. L'assistenza domiciliare che lo segue ci ha fornito dei pannoloni, ma ahimè non trattengono nulla e ogni giorno bisogna cambiare le lenzuola. Il problema è che mio padre è molto pesante e alzarlo dal letto diventa molto difficile sia per me che per lui, che comunque non riesce più a
stare in piede.
Per evitare l'uso del catetere conoscete dei prodotti, pannoloni maxi assorbenti (sempre che ne esistano) in grado di limitare i danni?

Grazie.

Massimiliano


Sono di Roma, zona Monteverde. Ho chiesto al centro di assistenza domiciliare che ci aiuta (Hospice di Sant'Antonio da Padova) ma mi hanno detto che sono sprovvisti di cateteri esterni. Un infermiere del vostro sito mi ha invece detto che posso farmi dare dalla Asl questi presidi sanitari dopo aver fatto una visita specialistica. A questo punto dovrò prenotare questa visita, a domicilio, alla Asl RmD e dopo spero di riuscire a prendere questi condom.

Grazie.

 

 

Sig. Massimiliano,
se suo padre è sicuramente incontinente, quindi non ha ritenzione anche parziale di urina in vescica, ossia la presenza di residuo di urina dopo aver urinato, il che  presuppone l'applicazione del catetere a permanenza (oppure in alternativa il cateterismo intermittente), può essere usato il condom o catetere esterno da fissare sul pene. Per cui l'urina è raccolta in un sacchetto ed limita se si vuole l'uso dei
pannoloni solo come protezione. Si consulti con gli operatori dell'assistenza domiciliare. Da dove mi sta consultando?. Spero di esserle stato d'aiuto le invio cordiali saluti.

Luciano Urbani,
Collaboratore di Infermierionline

6- Riabilitazione post operatoria dopo intervento allo scafoide.

Sono stato operato con una cambra allo scafoide è grave,sono trentasei giorni che mi hanno operato ma non riesco a tirare indietro il polso è bloccato, quanto ci vuole ancora in termini di giorni prima che possa ritornare a fare le flessioni? e giocare a calcio se faccio attenzione a non cadere posso mettendomi un tutore comprato e della spugna intorno. quando potrò ritornare a lavorare da muratore?

 

Carissimo ho ricevuto la tua mail.

Navigando nel web qualche informazione si trova! Ad esempio le fratture del 3° distale e medio si consolidano più velocemente (8-12 settimane) di quelle del 3° prossimale (12-16 settimane) inoltre le fratture longitudinali necessitano di più tempo.

Ora che tipo di frattura è la tua?

Senz'altro avrai degli appuntamenti per il controllo radiografico dell'evoluzione dell'intervento!

L'ortopedico che ti ha operato è la persona più indicata per darti l'informazione che richiedi.

Credo che tu debba sottoporti anche alla rieducazione (fisioterapia). L'inizio di questa solitamente coincide con l'inizio della ripresa. Mi sembra comunque strano che queste informazioni non ti siano state date al momento della dimissione. Per cui ti ripeto che la persona più indicata a risolvere i tuoi dubbi è l'ortopedico che ti ha operato.

e stando comunque a disposizione

Adele Sandri

P.S. personalmente, per quello che riguarda giocare a calcio. soprassiederei!! Un tutore non basta ad evitarti gravi conseguenze in caso di caduta 

5 - Reperire Infermieri per cure e assistenza domiciliari - Zona Rimini
salve,
possibile che quando un povero cittadino cerca un infermiere per delle iniezioni, non a domicilio , non si trova mai????
c'è qualche modo per trovarne?...... forse voi avete dei canali privilegiati???
Matteo
grazie

 

ciao Matteo,

provo a dare risposta in merito alla mail che hai inviato a infermierionline.

Infermieri che facciano iniezioni a domicilio  a Rimini non ne conosco personalmente, ma ci sono diverse cooperative private, puoi trovarle sulle pagine gialle sotto "infermieri ed assistenza domiciliare.

puoi provare anche a vedere dal tuo medico di base, a volte sono convenzionati con infermieri, che potrebbe o avere prezzi più contenuti della cooperativa (chiedi sempre informazioni dettagliate sulla loro qualifica, in giro ci sono molti praticanti non qualificati).

Se sei proprio in difficoltà contattami, proviamo a cercare altri canali.

in bocca al lupo.

cordialmente

Mariagiovanna Pasculli

mg.pasculli@infermierionline.net

 

4- Scelte difficili: diventare medico o infermiere?

Salve, sono un ragazzo di 23 anni , sono al mio primo anno di medicina e chirurgia .

Ho intrapreso questo percorso di studi, perche il mio sogno piu grande è quello di poter partire per quei paesi sottosviluppati del terzo mondo ove potervi lavorare.

Il mio problema piu grande è sapere se mi conviene continuare con la laurea in medicina oppure studiare infermieristica ; visto che mi hanno detto che dopo sei anni di studio hai molte basi teoriche e poco sul piano pratico (nn sarei intenzionato a proseguire gli studi dopo i sei anni) .

Mi potete dare un consiglio ?!!

Grazie Stefano.

 

Caro Stefano.

 

Difficilmente un osservatore esterno può mettersi in sintonia con quelle che sono le aspirazioni racchiuse all'interno della mente di una persona... Difficilmente può capire quelli che possono essere i problemi, a diversi livelli, che possono far propendere per una scelta anzichè un'altra.

Detto questo, posso provare ad analizzare il problema che tu poni all'attenzione di InfermieriOnline.

Ti piacerebbe operare all'interno del settore "itinerante" della professione, andare cioè a prestare servizio nei paesi disagiati, ove i servizi sanitari sono molto carenti o addirittura assenti. Ti piacerebbe, quindi, lavorare per Associazioni che si occupano di questo problema.

Non sai, però, se per rendere possibile ciò, sia meglio essere medico od Infermiere...se sia meglio studiare medicina od infermieristica.

Bene, per partire con queste organizzazioni, è consigliabile, oltre ad un titolo, avere anche alcuni anni di esperienza in specifici settori sanitari/assistenziali, anzi, in genere questo è un requisito richiesto espressamente.

Ne consegue che anche un Infermiere, dopo la formazione di base, deve o dovrebbe esercitare la Professione per un certo periodo prima di seguire questa strada. Per contro, ancora più lunga è la strada dei medici, i quali, per partire con queste organizzazioni, generalmente necessitano di specializzazione (altri anni, oltre ai sei di formazione di base).

Meglio, quindi, medicina od infermieristica?

Se medicina ti sembra troppo lunga, passa ad infermieristica. Tieni presente, però, che la cosa non è assimilabile: medicina ed infermieristica sono cose differenti, spesso complementari ma differenti. Infermieristica, ad esempio, presuppone anche una discreta attività di tirocinio a livello dei diversi settori assistenziali. Se è il contatto con la persona, che cerchi, allora è la tua strada. Contatto diretto con la persona in ogni sua forma, bada bene. Analisi dei bisogni, diagnosi infermieristiche, programmazione, pianificazione assistenziale, interventi e verifiche: non perdi un centimetro del percorso assistenziale.

E' chiaro che se desideri ad esempio intervenire chirurgicamente in maniera diretta, questo non sarà possibile.

Se desideri fare diagnosi cliniche ed impostare terapie farmacologiche, questo non sarà possibile.

Se desideri arrivare ad una remunerazione particolarmente elevata, questo sarà, al momento, molto difficile (non impossibile, ma molto difficile).

Il sacrificio richiesto ad un Infermiere, generalmente, è tanto. Non è una vita comoda ed agiata, questo è meglio chiarirlo.

 

Va bene, ora torna alle prime frasi di questa risposta e guardati bene dentro: cosa cerchi, davvero?

Quello che conta sei tu, solo tu puoi sapere.... cosa vuoi. La scelta presuppone delle differenze nei percorsi, differenze che forse non conosci ma a grandi linee puoi immaginare. Ciò che ti possiamo dire è che l'infermiere, in qualsiasi disciplina operi, è il professionista che sta più a contatto con il paziente, possiamo dire che se ne prende cura in una prospettiva olistica che tocca il lato umano, sociale, culturale, fisico e metafisico, non solo nei confronti del paziente ma della realtà con la quale egli si rapporta (discipline psichiatriche, riabilitative, della prevenzione, etc). Se poi proietti fin d'ora la tua opera per il sostegno delle popolazioni del terzo mondo, allora, mi viene da immaginarti come una persona abbastanza sensibile per diventare infermiere.

Se ti interessa, nel nostro sito c'è un'area definita "infermieri itineranti" di cui il referente è un infermiere che opera per emergency. Troverai il suo recapito se vuoi contattarlo direttamente.

In bocca al lupo, qualsiasi sia la tua scelta.

 

Cordiali saluti.

 

Franco Raineri e Claudia Giovannelli

 

3- Ricerca di personale qualificato per assistenza a malato terminale

Gentile staff di Infermierionline, ho urgente bisogno di trovare personale qualificato in Milano per assistenza a domicilio ad un uomo di 75 anni
malato di cancro al polmone, non operabile né curabile tramite chemioterapia.
Qualsiasi informazione sarà di enorme aiuto!
Il mio indirizzo è in Vs possesso,
In attesa di una vostra risposta
Cordiali saluti

 

Gentile C.

Come Presidente di InfermieriOnline e membro di un Consiglio Direttivo di Collegio Provinciale, per le tue necessità  Ti consiglio di rivolgerti al Collegio IPASVI della Provincia di Milano-Lodi (   vedi riferimento internet http://www.ipasvi.it/collegi/milano/index.asp   ).
E' la sede ideale ove fare riferimento per avere un elenco di Infermieri libero-professionisti.
Ovvero, personale veramente qualificato operante nella tua zona.

Spero di esserTi stato di aiuto.

Cordiali saluti ed auguri di tanta fortuna, da parte mia e di InfermieriOnline...

- Franco Raineri

p.s. Per la  Legge sulla Privacy ci riserviamo di dare l'indirizzo di C. solo dopo sua autorizzazione (staff InfermieriOnline).

 

2- Infortunio mano destra - indirizzi

Le scrivo per avere alcuni chiarimenti in merito ad un infortunio da me riportato pochi giorni fa.

Svolgendo attività sportiva (ho 24 anni), sono caduto infortunandomi alla mano destra. Dopo due giorni, anche se il dolore si stava attenuando, mi sono recato per un controllo in ospedale e, dopo gli esami radiologici (di cui allego copia), mi hanno diagnosticato in un primo momento (pronto soccorso) la "frattura scomposta dello scafoide carpale polso dx".

-le preciso che non ho mai avuto altri infortuni alla mano destra- 

Il giorno seguente sono stato sottoposto a consulenza ortopedica nello stesso ospedale (Sulmona - Aq), e la visita ha invece riportato una frattura dello scafoide carp. dx, quindi non scomposta ma "obliqua", come riferitomi dall'ortopedico.

Attualmente ho un gesso di polso, fino al gomito, che dovrò portare per 90 giorni. Dovrei tornare in ospedale tra 40 giorni per:

- rimozione gesso

- rx controllo polso dx

- visita ortopedica

- rinnovo gesso di polso

Parlandone con persone che hanno subito lo stesso tipo di frattura, mi hanno riferito che forse il tempo diagnosticato per portare il gesso (90 gg) è eccessivo. Inoltre ho saputo che già un paio di anni fa applicavano in un ospedale di Roma dei metodi alternativi di cura per questo tipo di frattura, meno ingombranti del classico gesso.

La mia premura è giustificata anche dal comportamento dell'ortopedico, il quale mi ha avvisato della possibilità di operazione al termine dei 90 giorni. Qualche minuto dopo mi ha anche detto che era possibile operare subito, applicando una "vite".

Sono tentato perciò nel rivolgermi altrove per una consulenza, o quanto meno per capire cosa sia più giusto fare.

Non pensa che dopo tre mesi, pur essendo guarita la frattura, possano sorgere complicazioni per il lungo immobilizzamento del polso/mano e quindi dovrò sottopormi ad un periodo di fisioterapia lungo? Perchè una frattura del genere richiede 3 mesi, ma indagando un po' ho riscontrato che è possibile avere il gesso anche solo per 30 giorni? E' normale che il dolore ora è quasi assente?

 

La ringrazio anticipatamente per l'interessamento, chiedendole possibilmente di rispondere alle mie preoccupazioni, anche se "infondate", e di fornirmi dei consigli a riguardo, anche relativi ad argomenti da me non posti.

 

Cordiali saluti

 

Patrizio 

 

  

Caro Patrizio,

 

Non opero nell'ambito ortopedico e il mio ambito di conoscenza è quello dell'assistenza, ben diverso quindi da quello per cui lei mi interroga; ma essere infermiere significa anche informare correttamente e dare risposta ai dubbi e ai quesiti posti dalle persone aiutandoli a scegliere tra strade diverse e apprentemente contrastanti. La mia fonte informativa è un docente del corso di Laurea per Fisioterapista con esperienza clinica pluriennale.

 

Lo scafoide è un piccolo osso del polso che articola l'ulna con la mano; la sua caratteristica, in seguito a frattura, è quella di riparare con molta difficoltà e con tempi molto lunghi. A volte le limitazioni non sono subito molto visibili e percepite con esattezza e i problemi tendono a manifestarsi a distanza di tempo divenendo irreversibili; questo giustifica la prudenza del suo ortopedico.

 

Gli approcci possibili sono sostanzialmente due:

- quello di una immobilizzazione  (apparecchio gessato, tutore, ecc.) portato a lungo

- un intervento di sintesi chirurgica (vite).

Come in tutta la medicina anche questa situazione presenta luci ed ombre:

- l'intervento presenta incognite legate all'anestesia e difficoltà determinate dall'estrema complessità della parte da operare;

- il gesso impone un disagio prolungato (soprattutto d'estate) e una rieducazione della parte immobilizzata per 90 giorni (pur non garantendo un risultato assolutamente certo).

Il discrimine tra i due approcci è nella competenza dell'ortopedico; se lei può contare su un medico di chiara fama, o comunque di uno specialista della chirurgia ortopedica della mano, può affrontare con relativa tranquillità anche l'intervento, diversamente è forse più prudente sopportare l'immobilizzazione.

La competenza ortopedica si realizza con un percorso formativo adeguato e con un training presso centri specializzati; vale la regola "repetita juvant", se uno ha praticato molti interventi si sarà formato una esperienza che si consolida sempre di più rafforzando la probabilità di esito positivo (probabilità e non certezza, la medicina non è una scienza esatta purtroppo!). Diversa situazione può configurarsi nel caso di un chirurgo che debba costituirsi questa esperienza sulle ossa di alcuni pazienti. In questa situazione è meno infrequente il problema.

Questa decisione la può prendere solo lei caro Patrizio.

Sperando di esserle stata di aiuto e con tutti gli "in bocca al lupo" della associazione Infermierionline saluto cordialmente.

 

Mirna  Marchionni

1- Assistenza domicilare

Sono una collega di Firenze, avrei bisogno di sapere se a lanciano in Abruzzo ci sono Associazioni o colleghi che potrebbero assistere una persona anziana, non autosufficiente di 92 anni che assolutamente rifiuta il ricovero in residenze protette. Il figlio medico e' disperato, perché non riesce a provare nessuno. Aspetto una qualche indicazione a questo indirizzo.

Grazie mille

M G

 

Non saprei come aiutarla per il reperimento delle figure assistenziali da lei richieste.
Potrei consigliarle però di indicare al figlio della signora che esistono, in ogni Azienda USL, dei servizi deputati all'assistenza domiciliare integrata pertanto di rivolgere lì le sue richieste.  Sicuramente sapranno dare risposte più appropriate al suo caso e nell'ambito del suo territorio.
Cordiali saluti,
lo staff di InfermieriOnline.